Agenzia Stampa Aspapress

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28 novembre 2015

Laura Bono, ritorno da grande protagonista sulla scena musicale con l'album "Segreto"




Domenica 29 novembre Laura Bono presenta  “Segreto” dal vivo con un concerto a Milano sul prestigioso palco della Salumeria della Musica, alle  21.00 in Via Antonio Pasinetti, 4. Un live tributo al grande amore per la Musica e un ringraziamento ai fans che hanno reso possibile la realizzazione dell’album. “SEGRETO nasce dall’amore per la musica e per la vita. Dedico il mio primo live a tutti i fans che mi hanno sostenuta e hanno reso possibile la sua realizzazione. Un grazie speciale a Gianna Nannini per il suo entusiasmo e per aver condiviso la canzone Voglio Te” (Laura Bono). Con l’album “Segreto”, uscito il 27 novembre 2015 presentato in radio dall’omonimo singolo,  Laura Bono torna sulla scena discografica in veste di cantautrice e di produttrice. Segreto esce per la label indipendente La mia Isola, fondata da Laura Bono, che ha prodotto il disco grazie ad un progetto di crowdfunding di straordinario successo; un lavoro che esalta insieme alle doti artistiche, anche la determinazione e la capacità imprenditoriale della giovane cantautrice, che ha saputo sfruttare le opportunità della rete, forte di una fan-base attiva e di un’onda crescente di popolarità. Quella di Laura Bono è la prima campagna di successo di un’artista già nota al grande pubblico e segna un primato tra i traguardi della piattaforma Musicraiser. Disponibile in digital download in tutte le principali piattaforme online. La cantautrice vincitrice di Sanremo Giovani 2005, pubblica il quarto album di inediti dopo un percorso umano ed artistico costellato di collaborazioni importanti ed esperienze internazionali. In “Segreto”, Laura Bono esplora un sound pop maturo e personale, ricco di melodie vibranti e animato da  venature rock. Consapevolezza e identità sono le cifre che permeano i testi e il groove delle 11 tracce: Sto pensando a te, Segreto, Un minuto dolcissimo, Canzone semplice, Dopotutto è normale, Voglio te, Pietro torna indietro, Angolazione differente, I Pescecani, Diluvio e Fortissimo unica cover, rivisitazione del successo di Rita Pavone, pubblicata come singolo nel 2013. Il singolo che dà il titolo all’album, sussurrato e poi trasportato in un crescendo di pianoforte, chitarra e batteria, svela con delicatezza e passione il cuore “Segreto” del disco: molte canzoni d’amore trattate con eleganza, che esaltano il timbro rock inconfondibile ed esprimono la crescita interiore di Laura Bono. Live domani, domenica 29 novembre 2015 alle 21.00 alla Salumeria della Musica in Via A. Pasinetti 4 a Milano, tel. Tel. 0256807350. Info su www.shiningproduction.com . Biglietti (10 €) sui circuiti Ticketone – Mailticket

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NOTE BIOGRAFICHE LAURA BONO
Laura Bono nasce a Varese nel 1979.
Sin da bambina scrive testi e melodie musicali e presto sente l’esigenza di esibirsi dal vivo. Inizia così a cantare con gruppi musicali locali e a partecipare a concorsi canori dai primi anni ‘90, con la possibilità di calcare i palchi di piazze, teatri e locali di molte città d’Italia. Nel 2005 vince la 55ª Edizione del Festival di Sanremo nella categoria Giovani con il brano “Non Credo Nei Miracoli”, conquistando il 5° posto nella classifica generale. La canzone evidenzia subito le doti di cantautrice e performer dell’artista, che scriverà anche le canzoni del suo album d’esordio LAURA BONO, pubblicato dalla EMI nel luglio del 2005, con un’impronta più rock. L’album raggiunge un buon successo soprattutto in Finlandia dove si posiziona al #8 della classifica e dove “Non Credo Nei Miracoli” diventa una hit radiofonica; una popolarità che la vede guest alla cerimonia d’apertura dei campionati mondiali di atletica leggera e in diverse trasmissioni tv. Nell’estate 2005 è impegnata in un’intensa attività live ed ha il privilegio di aprire alcuni concerti di Vasco Rossi. Nel 2006 pubblica la canzone “Il Tuo Mondo”, colonna sonora del film “Bambi 2” della Disney. Sempre nel 2006 partecipa al TV show “Music Farm” con un ottimo riscontro di pubblico che la porta in finale. L’album d’esordio, ripubblicato con l’inclusione di tre nuove canzoni, raggiunge il mercato discografico di Spagna, Messico, Colombia e America Latina. Nel 2007 il brano “Splendido Incubo” è 11° nella classifica italiana dei singoli più venduti. Il secondo album S’INTITOLA COSI’ esce in Finlandia nel 2008. Il tour internazionale prosegue nel 2009 anche in Canada e Romania. In Italia partecipa al concerto di beneficienza “O’Scià” cantando in duetto con Claudio Baglioni. Nel maggio 2010 viene pubblicato il suo terzo album LA MIA DISCRETA COMPAGNIA. Nel 2011 Laura riceve il Premio Amnesty Italia con il brano “Cinture Di Pelle” per la tutela dei bambini vittime di violenze sessuali. L’impegno sociale la vede anche testimonial dell’Earth Day Italia nel 2013, la giornata mondiale dedicata alla salvaguardia dell’ambiente. Dopo la collaborazione con Grido (Gemelli DiVersi) nel singolo “Sei Come Me” (2011) continua un’ intensa attività per tutto il 2012 e 2013. Dall’incontro artistico con Davide Tagliapietra nel 2013 ha il via una nuova fase creativa: la cover  “Fortissimo” (2013), l’inedito “Un minuto dolcissimo” (2014), la fondazione della label indipendente La mia Isola preludono al suo grande ritorno sulla scena discografica italiana: esce il 27 novembre 2015 il quarto album di inediti di Laura Bono SEGRETO.
 CREDITS ALBUM “SEGRETO”
Con la produzione artistica e gli arrangiamenti di Davide Tagliapietra, la produzione esecutiva di Marco Zischka, suonano in “Segreto”: Davide Tagliapietra alle chitarre, tastiere e programmazione; Lele Melotti alla batteria; Paolo Costa al basso; Will Medini al pianoforte e tastiere; con Mimmo Valente al sax in “Pietro Torna Indietro”; Luca Scarpa al pianoforte e Simone D’Eusanio agli archi in “Fortissimo”. Le registrazioni sono avvenute presso lo studio di Davide Tagliapietra e al Lele Melotti Studio, fonico di studio Carlo Miori. Mixato da Raffaele “Raffa” Stefani @ FM Studio (Monza), assistente di studio Davide Magni. “Fortissimo” mixata da Pat Simonini al Pinaxa Studio, Milano. Masterizzato da Antonio Baglio presso lo studio Antonio Baglio Mastering (Milano), studio Manager Francesca Cominelli. Cover concept, studio immagine e foto: Mimmo Verduci per Showtime Agency. Abiti di: Massimo Alba. Grafica: Stefano “Steo” Zacchi. Management: Marco Zischka per Artystica srl. Booking concerti: Daniela Runci per Skel Music daniela@skelmusic.com . “La Mia Isola”, il Fan Club ufficiale di Laura, su www.laurabono.com/la-mia-isola . Ufficio Stampa: Camilla Pusateri, tel. +39 349 7549553 / camilla.pusateri@gmail.com e camilla.pusateri@camikaze.it . Promozione Radio e Tv: NewTone Agency, Manuel Magni, tel. +39 347 2242483  m.magni@newtoneagency.it e Samantha Nocera, tel. +39 340 7436530 s.nocera@newtoneagency.it . ℗&© 2015 La Mia Isola. Edizioni musicali: tutte le canzoni Artystica srl tranne “Voglio Te” GNG Musica srl e “Fortissimo” Universal Music Publishing Ricordi Srl / Curci Edizioni Srl. Distribuzione Artist First.

Officine della pelle, domenica 29 novembre alle 18:30 l’opening del nuovo concept store


Appuntamento fissato per domenica 29 novembre alle 18:30 per l’opening del nuovo concept store “Officine della pelle” di via Belsiana 102 a Roma. Una nuova vetrina nel centro storico della città in cui la pelle è la protagonista indiscussa e proposta in tutte le sue possibili declinazioni: dagli accessori ai giubbini, dalle scarpe alle borse. Lo store di 45 mq si affaccia con 1 vetrina su via Belsiana, la prima parallela di via del Corso, dove trovano posto le collezioni uomo e donna.
Glamour, autenticità e sapienza artigianale sono gli elementi che caratterizzano il concept dello store. Acciaio e cemento richiamano l’equilibrio tra elementi artigianali ed elementi d’avanguardia rispettando i criteri di linearità ed essenzialità connotanti il mood dei fondatori.
Per celebrare la nuova apertura “Officine della Pelle” ha organizzato un frizzante cocktail, accompagnato da dj set, con la presenza di personaggi noti al pubblico come Naike Rivelli, il calciatore della Roma Alessandro Florenzi, Ilenia Pastorelli, Francesca Valtorta, Anastasia Cuzmina, Simona Borioni, Antonio Brosio, Nunzia De Stefano.

27 novembre 2015

Storica mobilitazione per il clima il 29 novembre - in occasione dell’apertura del vertice di Parigi, oltre 2300 eventi in più di 150 nazioni per chiedere ai governi di fermare la febbre del pianeta

La Coalizione italiana clima dà appuntamento a Roma domenica alle 14 a Campo de’ Fiori

Cresce la mobilitazione della società civile per invocare un accordo vincolante sulle emissioni di gas serra responsabili del riscaldamento globale. Domenica 29 novembre, in occasione dell’apertura dei negoziati sul clima che si tengono a Parigi sotto l’egida delle Nazioni Unite, i cittadini di tutto il mondo daranno vita alla Marcia Globale per il Clima, che si annuncia come la più grande manifestazione della storia contro i cambiamenti climatici. In Italia la marcia nella capitale partirà alle 14.00 da Piazza Campo de Fiori per concludersi a via dei Fori Imperiali.
Animando oltre 2300 eventi in più di 150 paesi, studenti, sindacati, gruppi religiosi, organizzazioni della società civile e cittadini scenderanno in strada per chiedere ai loro governi di sottoscrivere un accordo ambizioso capace di accelerare la transizione dai combustibili fossili a un mondo alimentato al 100% da energie rinnovabili entro il 2050, scongiurando i rischi di una catastrofe ambientale con effetti devastanti sugli ecosistemi e sulle popolazioni umane più vulnerabili agli impatti dei mutamenti climatici.
La CoalizioneItaliana Clima, costituita da oltre 150 associazioni, organizzerà una grande manifestazione a Roma che si svolgerà in contemporanea con molte altre città del mondo. Migliaia di persone marceranno per le strade della capitale per chiedere un futuro equo e sostenibile, difendere il clima e la pace. Una mobilitazione condivisa anche dalla presidente della Camera dei deputati, Laura Boldrini, che ha annunciato la sua presenza in piazza.
Il corteo partirà alle ore 14 da Campo de’ Fiori e si concluderà in via dei Fori imperiali con un grande concerto alle 17.Qui confluiranno anche i partecipanti di “In bici per il clima”, dopo aver attraversato a pedali l’Appia antica e quelli di Corri per il verde-Corri per il clima che dalla mattina partecipano all'iniziativa podistica nel Parco del Pineto. Sul palco si esibiranno Bandabardò, Piotta, Dolcenera, Meganoidi, Têtes de Bois, Kutzo, Sandro Joyeux, MedFreeOrkestra, La casa del vento, Stag, Anonima Armonisti, Ricky Anelli, Zio Felp, Andrea Rivera, Giobbe Covatta e Luca Abete. Presenteranno Massimo Cirri e Sara Zambotti della trasmissione Caterpillar.

Dopo i tragici attentati di Parigi, il governo francese ha vietato ogni manifestazione nella città che ospita il summit sul clima. Masarà ugualmente inscenata una marcia simbolica, con decine di migliaia di scarpe posizionate lungo il percorso che era stato previsto per il corteo. I parigini hanno inoltre lanciato un appello ai cittadini di tutto il mondo affinché scendano nelle strade e nelle piazze anche a loro nome, e in solidarietà con tutti coloro che in diversi paesi sono stati colpiti dal terrorismo.
L’appello è stato raccolto da decine di città di ogni continente. E così la marcia globale per il clima prenderà il via a Aukland, in Nuova Zelanda, con una spettacolare Haka di massa, la tradizionale danza maori. Le Filippine ospiteranno manifestazioni nelle sei maggiori città, coinvolgendo le comunità che hanno sofferto l’impatto devastante di cicloni sempre più violenti. E mentre a San Paolo il ritmo delle percussioni invaderà le strade, a Beirut, dove per domenica si aspettano piogge torrenziali, migliaia di persone marceranno ugualmente con ombrelli colorati.

L’evento unirà i masai della Tanzania, che marceranno per ottenere energie rinnovabili nel cratere di Ngorongoro, minacciato da siccità estreme sempre più frequenti, con le migliaia di manifestanti attesi a Berlino alla Porta di Brandeburgo, i leader indigeni che a Bogotá celebreranno una cerimonia per la madre terra e gli oltre 5000 ciclisti che attraverseranno Città del Messico per testimoniare la volontà comune di difendere il pianeta dai rischi dei mutamenti climatici. 

Un libro speciale "Filosofia in giardino"

Pensate forse che scrittori e scrittrici, pensatori e poeti
stiano sempre chiusi nei loro studi polverosi
a scrivere per noi parole immortali?
Nient'affatto! 

FILOSOFIA IN GIARDINO di Damon Young
Jean-Jacques Rousseau - Jane Austen
Marcel Proust - Leonard Woolf
Friedrich Nietzsche - Colette - George Orwell
Emily Dickinson - Nikos Kazantzakis
Jean-Paul Sartre - Voltaire

Disegni di Mariella Biglino
Traduzione di Marina Vitale

Il pop-filosofo australiano Damon Young ci racconta, con piglio brillante e argomentazioni ineccepibili, quanta influenza abbiano avuto sul pensiero di 11 grandi autori il verde dei giardini, le passeggiate nel bosco, gli scenari pietrosi o persino le piante in vaso, magari anche piccole come i tre bonsai che l'asmatico Marcel Proust teneva nella sua stanza parigina.
Così, se per Jane Austen il giardino era una necessità per poter sfuggire all'affollamento della casa e lavorare di testa agli immortali personaggi dei suoi 6 romanzi perfetti, per Colette fiori e ogni altro tipo di vegetali si legavano strettamente alla sensualità e al piacere, a Parigi come nella sua infanzia in Borgogna. Per Leonard Woolf curare i meli, i susini e l'orto di Monk's House, la residenza di campagna in cui si era trasferito con la tormentata Virginia, fu un esercizio fisico salutare che continuò anche nei lungi anni del lutto per la perdita della moglie fino a tardissima età. Una ostinazione frutto della passione per il giardinaggio, come quella di George Orwell che sulla desolata isola delle Ebridi scozzesi dove si era rifugiato si dedicò a dissodare un terreno avaro come ad un esercizio ascetico, quasi di auto-flagellazione. Emily Dickinson accompagnava spesso le sue poesie con dei mazzetti di fiori odorosi e il suo erbario è un esempio di amore incondizionato per tutte le piante, anche le più modeste - lo stesso che aveva per le parole. Friedrich Nietzsche ebbe un vero e proprio "albero del pensiero", un limone, quando si trovava a Sorrento: le idee gli venivano andando a zonzo per ore nel verde intenso che lo proteggeva dal caldo sole italiano. E se Jean-Jacques Rousseau se ne stava disteso a pancia all'aria nei boschi dell'isoletta di Saint-Pierre, sul lago svizzero di Bienne, negli anni dell'esilio seguiti alla pubblicazione del suo Émile, Voltaire invece scriveva su una panchina sotto un vecchio tiglio e fece della sua tenuta di Ferney, case e giardini, un modello di "buon governo", un esempio di etica pubblica e privata. Nikos Kazantzakis, il celebre autore di Zorba il greco, in Giappone rimase folgorato da un karesansui, cioè un giardino di roccia ma niente invece che fosse all'aria aperta poteva affascinare Jean-Paul Sartre, che odiava le piante, gli alberi e le passeggiate - anche se la nausea che gli dava un castagno osservato a Le Havre avrebbe ispirato il suo primo libro di successo.
Undici personaggi molto noti rivivono così in altrettanti ritratti presi da un'insolita angolatura e il libro si rivela ricco di aneddoti poco conosciuti che si incastrano nelle singole biografie, ognuna a sua modo eccezionale.
Con penna leggera da narratore, Damon Young ci regala un volume "piacevole e colto" - come lo ha definito la Los Angeles Review of Books - che sarà di appassionante lettura anche, anzi soprattutto, per i non specialisti.
Damon Young (Melbourne, Australia, 1975), è filosofo, scrittore e opinionista per varie testate giornalistiche e radio-televisive. Nel 2013 è stato insignito del Media Premium dall'Australasian Association of Philosophy per la sua attività di divulgatore, commentatore ed editorialista sui media. Attualmente "Honorary Fellow" in filosofia all'Università di Melbourne, è autore di Distraction. A Philosopher's Guide to Being Free (2008), una personalissima storia della filosofia occidentale (poi pubblicata nel 2010 in Gran Bretagna e nel 2015 negli Usa) e How to Think about Exercice (Macmillan Publisher, 2014), che indaga il nesso che c'è tra l'esercizio fisico e il pensiero, tra il corpo e la mente. Filosofia in giardino (Philosophy in the Garden) è il suo primo libro pubblicato in italiano, uscito in Australia nel 2012 e in Gran Bretagna nel 2014 con il titolo Voltaire's Vine and Other Philosophies: How Gardens Inspired Great Writers. Autore eclettico, Young ha pubblicato anche due libri per bambini, un romanzo, diversi racconti e poesia.

"DECAMERINO. Novelle dietro le quinte" di GIGI PROIETTI - Rizzoli 

In libreria dal 26 novembre
DECAMERINO
Novelle dietro le quinte
di GIGI PROIETTI

Pensieri arruffati, atti unici, sentimenti, odori, abitudini 
e altre piccole ossessioni dietro il sipario.


C'era una volta una grande tenda da circo, dove un giorno non si sentirono più i ruggiti dei leoni ma rumori di teatro: quel circo si era trasformato in un teatro tenda. Per lo spettacolo servivano un paio di pantaloni neri, una camicia bianca e una cassa che nel tempo si è riempita di personaggi e di storie e sonetti e novellacce, alcuni approdati sulla scena, altri rimasti nascosti nel camerino. A cominciare dalla grande rappresentazione sacra di Giubileo, passando da Gaetanaccio a Edmund Kean, Gigi Proietti, o meglio il dottor Divago, racconta in questo libro di mondi perduti e di altri vicinissimi a noi.

Sono novellacce dietro le quinte, rubate tra una battuta di scena e l'altra, battibecchi fra le sarte e i giovani attori, ma anche squarci di cronaca come la decisione di quel sindaco che voleva cancellare S.P.Q.R. e sostituirlo con RoMe&You. E tra un racconto e l'altro fanno capolino molti sonetti e poesie, annotati di corsa dietro una scaletta, poco prima di cambiare l'abito e riaggiustare il trucco. Il risultato è un racconto nel racconto di pensieri arruffati, atti unici, odori, abitudini che segnano il ritorno di un grande affabulatore capace di far sorridere e commuovere con le sue cronache ad alto tasso di romanità. E non solo, perché questo diariode-camerino è un'occasione per vedere il lavoro dell'attore da vicino, spiarne la meticolosità maniacale, l'incanto ossessivo che da finzione diviene realtà per ogni spettatore. 

GIGI PROIETTI è nato a Roma nel 1940. Appassionato musicista e cantante fin dalla giovinezza, durante l'università si avvicina al teatro sperimentale. Nel 1970 ottiene un enorme successo nel musical Alleluja, brava gente. Da allora, la sua carriera è una serie di successi a teatro (A me gli occhi, please), al cinema (Febbre da cavallo), in televisione (Il Maresciallo Rocca). È anche doppiatore, regista, poeta dialettale. Con Rizzoli ha pubblicato la sua autobiografia Tutto sommato (2013).

MARINA MILITARE - CONVEGNO “SICUREZZA MARITTIMA NEL MEDITERRANEO” A BORDO DI NAVE MAESTRALE

La fregata Maestrale, da domani 28 novembre nel porto di Civitavecchia nel corso della sua ultima campagna prima dell'imminente dismissione, ospita martedì 1 dicembre con inizio alle 16.00 il convegno "La sicurezza Marittima dell'Italia nel Mediterraneo: importanza e prospettive".
Il convegno, organizzato dalla Marina Militare e dall'Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie (IsAG) e moderato dal Dott. Tiberio Graziani (Presidente IsAG), si svilupperà con una serie di interventi da parte del Prof. Roberto Aliboni, Consigliere Scientifico IAI, del contrammiraglio Romano Sauro, Presidente Lega Navale Italiana, del Dott. Pasqualino Monti, Presidente ASSOPORTI e Commissario Straordinario dell'Autorità Portuale di Civitavecchia-Fiumicino-Gaeta e del Dott. Daniele Scalea, Direttore Generale IsAG.
L'evento sarà utile per aprire una discussione sulla sicurezza marittima nel Mediterraneo alla luce dell'importanza che riveste questo mare nella cultura e nell'economia nazionale e alla vigilia della sesta dismissione di unità della Marina Militare nel solo 2015.

Approfondimenti
Nave Maestrale è stata la prima unità dell'omonima classe di otto fregate lanciamissili antisommergibile - la cosiddetta Classe Venti, composta dalle navi Maestrale, Grecale, Libeccio, Scirocco, Aliseo, Euro, Espero e Zeffiro - ad essere varata nell'ormai lontano 2 febbraio 1981 per poi essere consegnata alla Marina Militare l'anno successivo, il 18 febbraio 1982.
Si tratta di navi che hanno rappresentato la vera spina dorsale della Squadra Navale, partecipando con successo a numerose ed importantissime operazioni a tutela degli interessi nazionali nei mari del mondo. Più di trenta anni fa la costruzione e l'entrata in servizio di queste Unità rappresentò il rilancio operativo della nostra Flotta e testimoniò al mondo l'eccellenza della cantieristica italiana.

25 novembre 2015

FERROVIE - 26/27 NOVEMBRE SCIOPERO CONTRO PRIVATIZZAZIONE USB, ALLE ELEZIONI RSU E RLS SERVE FORTE SEGNALE DI CAMBIAMENTO

Il 26 e 27 novembre sarà sciopero nazionale del personale Trenitalia indetto dall’USB contro la privatizzazione, contro i turni di lavoro eccessivi e per la sicurezza di lavoratori e passeggeri.
Lo sciopero partirà alle ore 21.00 del 26 e si concluderà alle 18.00 del 27 novembre. Saranno garantiti i servizi minimi.

Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera alla svendita del 40% del gruppo FS. Non convincono le rassicurazioni elargite dal Ministro Delrio sul fatto che la maggioranza rimarrà nelle salde mani di questo governo: forte il rischio dell'ennesimo affare speculativo su un impianto strategico del nostro Paese, regalato a imprenditori nostrani o stranieri.
La privatizzazione è l'ulteriore passo verso la definitiva liberalizzazione del settore, dove su rotaie pubbliche e mantenute dallo Stato potranno circolare treni di qualsiasi colore e nazione senza particolari obblighi né verso l'occupazione né verso i diritti dei lavoratori, a partire dal salario e dalla sicurezza; né verso i cittadini che usufruiscono dei servizi meno redditizi. 

L’USB rammenta quanto già accaduto nel trasporto aereo, antesignano di privatizzazioni e liberalizzazioni che hanno portato alla perdita di 1 posto di lavoro ogni 5 occupati, nessun obbligo sociale di riassunzioni per le nuove società, ammortizzatori a carico della collettività e precarizzazione selvaggia. Sono state inoltre regalate fette del nostro mercato ad aziende senza scrupoli, che per anni non hanno pagato nemmeno i contributi ai propri lavoratori impiegati in Italia. Infine, la breve e penosa stagione dei cavalieri della Cai si è conclusa con un debito maggiore di quanto fatto da Alitalia pubblica in 60 anni di storia.
L’USB invita pertanto tutti i lavoratori di Trenitalia a dare il primo segnale di forte contrasto a queste politiche aderendo allo sciopero del 26 e 27 novembre e lancia a tutti i lavoratori delle società del Gruppo l’appello a dare un altrettanto forte segnale di cambiamento, votando per le liste USB nel rinnovo di tutte le RSU e RLS in corso in questi giorni per i circa 70.000 dipendenti FS.

“PARIGI DEVE SPRONARCI A TUTELARE I NOSTRI VALORI. LA MUSICA È UNA FORMA DI RESISTENZA A TUTTO CIÒ CHE È NEGATIVO, UN INNO ALLA VITA”

LORENZO JOVANOTTI

Ci sono coppie di innamorati, genitori con i loro bambini, “ragazze magiche” che festeggiano l’addio al nubilato e gruppi di sessantenni che hanno dichiarato addio alla gioventù, ma solo per tornare bambini. C’è una mamma che, per tutto il concerto, spalle al palcoscenico, con gli occhi lucidi trasforma in un A te ogni singola parola di ogni singola canzone per la figlioletta, che la ascolta come si ascolta una fiaba. Come se fosse stata scritta per lei in quel preciso istante … Al 105 Stadium di Rimini, dove Jovanotti ha inaugurato il tour “Lorenzo nei Palasport 2015/2016”, si è dato appuntamento un pezzo d’Italia, l’Italia vera, quella della gente normale che si inventa la vita giorno per giorno e che però non ha smesso di sognare, vuole continuare a credere nella bellezza e nutrire l’ambizione di essere, proprio per questo, “immortale”,
come recita una delle canzoni più belle del doppio album Lorenzo 2015 CC..

Lorenzo, cosa ti passa per la testa quando ti presenti davanti a un pubblico che ha fatto delle tue canzoni la colonna sonora della sua vita?
«Mia moglie dice che non mi godo mai niente. E ha ragione: in me prevale sempre la voglia di meritarmi quello che ho conquistato, di trasformarlo in altri progetti. Mi inorgoglisce che la gente abbia scelto di venire ad ascoltarmi, ma alla fine cerco soltanto di fare il mio mestiere: essere un cantante pop che arriva al cuore.
Quando esco davanti al pubblico, il mio primo pensiero è di lasciare un segno».

Proprio per l’importanza che assumono le tue canzoni, ti senti investito di una responsabilità sociale?
«Non sento una responsabilità maggiore di quella che ha qualsiasi uomo in ciò che fa. Confinerebbe con l’autocensura, pericolosa nel mondo della creatività. La responsabilità riguarda più il cittadino Cherubini che l’artista Jovanotti».

Ma le canzoni hanno il potere di cambiare la realtà?
«Hanno uno spazio importante nella vita delle persone; nel mio caso sono state utili ad acquisire coscienza
di me come persona. Ho scoperto, ad esempio, che cos’era l’apartheid ascoltando musica, non un telegiornale. Ma oggi, che siamo immersi in un flusso costante di informazione, la canzone non ha più quel ruolo informativo».

«Non lasciare le tue labbra senza baci, stasera»: nelle tue canzoni è costante l’invito a vivere l’esistenza fino in fondo, al carpe diem
«È vero, ma non sono così legato a questo tema: è una tendenza che si è rafforzata negli ultimi anni, in cui ho perso all’improvviso persone care … Quando si è giovani, non si contano i giorni che rimangono; quando invece vedi che il tempo sfugge, che qualcuno muore anche quando non ne aveva l’età, diventi più frenetico rispetto al consumo dei tuoi respiri. E non è necessariamente un bene. Tema centrale di questo ultimo disco sono le relazioni, ogni brano è rivolto a qualcuno, la prima persona resta in ombra … Ed è un passaggio
significativo verso qualcosa di nuovo, che potrà avere uno sviluppo in futuro».

Questa apertura al “noi” è essenziale nella canzone Gli immortali, che non a caso è diventata anche un film che sarà trasmesso da Sky …
«Infatti utilizzo la prima persona plurale».

Mi sembra che tu abbia scritto la tua La storia siamo noi...
«Anche De Gregori lì usa il plurale, come Vasco in Siamo solo noi, come in We are the World. La storia siamo noi mi piace a tal punto che il paragone al momento mi sembra irriverente.
Gli immortali è stata ispirata dall’affetto della gente, il cui sguardo riesco a volte a incrociare dal palco, facendole diventare persone. Mi viene da pensare che la ragione profonda di tutto questo mondo che ho costruito sia stata fare contenta mia mamma e “provare a interpretare i sogni di mio papà”… Papà si aspettava un percorso tradizionale: laurea, un bel posto in Vaticano, dove lavorava come impiegato …
In realtà sapevo che, dentro di lui, era felice di ciò che facevo».
E tua moglie e tua figlia come vivono il tuo successo?
«Bisogna chiederlo a loro. Ho l’impressione che sia un bell’ingombro, un gigantesco peluche che invade la casa, una enorme giraffa rosa in salotto. Per mia moglie forse è meno invasivo, nella vita sociale di mia .glia pesa un po’ di più: a volte si lamenta di non essere considerata per quello che è, ma in quanto mia figlia …».

Nelle tue canzoni sono disseminate tracce dell’esperienza del dolore, insieme al messaggio che non bisogna restarne irretiti.
«Non dobbiamo farlo diventare una condizione, come pure il contrario del dolore. Ho visto tanta gente trasformare la sofferenza in un pretesto per smettere di vivere. Per quanto possa chiamarmi Jovanotti e cantare le canzoni che canto, il senso del tragico è fondamentale nella mia vita. Quando ho perso il mio fratello maggiore, la colonna morale della famiglia, mi sono sentito come un tavolo senza una gamba, ho cominciato un lavoro interiore … Il dolore non va rimosso, va tenuto lì: è una novità, e le novità vanno accolte. Ho la fortuna di essere aiutato dalla forza catartica della musica».

È lo stesso atteggiamento che dobbiamo assumere dopo i fatti di Parigi?
«Prima di tutto c’è bisogno di una leadership dotata di una forte coscienza e di uno sguardo a lungo termine,
che non strumentalizzi l’accaduto. Personalmente, sono convinto che si tratti di una storica questione di terribile, complessa e nuova criminalità organizzata, da non affrontare in chiave religiosa: non siamo dentro una scontro di civiltà o di religioni, non stiamo vivendo un conflitto che oppone noi cristiano-giudaici al mondo musulmano. Non è questa la via da intraprendere. I musulmani sono un miliardo e mezzo, non una setta. Mi rifiuto di credere che siano tutti assetati di sangue, sebbene ci sentiamo distanti da loro, da una cultura che assegna al proprio Libro fondamentale il ruolo di Codice civile e penale. Di certo, questi fatti devono rafforzare il nostro senso della comunità e spronarci a difendere le nostre conquiste, tra le quali una delle più importanti è la libertà di culto. Parigi non è una città, è un’invenzione; è frutto dell’intelligenza dell’uomo; è la possibilità di viaggiare .no a Capo Nord senza dogane, di studiare all’estero con Erasmus; è un simbolo di libertà, il contrario dell’integralismo: questo è il modello che dobbiamo imparare a difendere. Magari cercando di renderlo ancora più inclusivo».

Scrivi canzoni d’amore da più di vent’anni: dove trovi l’ispirazione?
«Uso una tecnica di visualizzazione. Mi chiedo: a chi sto cantando questa canzone, che cosa gli voglio comunicare? Immagino persone in carne e ossa. E poi penso che la musica possa migliorare la storia della gente, che sia una sorta di utile finzione. Nell’atto della scrittura mi piace ricuperare lo spirito delle Laudi del Duecento. Il Laudario di Cortona, la mia città, è uno dei più antichi d’Italia. Ecco, voglio che la canzone sia una lode, anche per esprimere una forma di resistenza a un mondo colmo di parole negative, governato da
esaltazioni o all’opposto da insulti. Una canzone romantica ritaglia uno spazio di emozione e allegria. Mi piacciono le città dove si vedono le coppie che passeggiano, si baciano. Le mie canzoni
sono degli innamorati che passeggiano in un viale alberato».

In fondo è coerente con la filosofia di Io penso positivo
«Non è che io non pensi negativo, ma scelgo di cantare “Io penso positivo”. Perché mi viene meglio, perché la ritengo una sfida più avvincente, perché ci credo, e perché “Io penso negativo” lo dicono in molti».
In Sabato c’è un’efficace definizione dell’indole degli italiani: «Sembra tutto perduto e poi ci rialziamo».
«Siamo sempre al limite, e solo allora tiriamo fuori l’inventiva. L’esempio madre sono i Mondiali di Spagna dell’82 Quell’estate avevo 16 anni. Segna la fine degli anni di piombo: l’Italia sembrava spacciata, sporcata di sangue. Ricordo che mio padre tornava a casa con i vestiti impregnati dei gas lacrimogeni … Poi arrivò il Mondiale, e l’Italia seppe risorgere. Quell’estate me la porto nel cuore, è un pozzo inesauribile a cui continuo ad attingere. Questa è l’Italia, che non può mai rinunciare a cadere e a rialzarsi. Noi siamo un pontile nel Mediterraneo, per questo è assurdo qualsiasi atteggiamento nazionalista: non siamo una nazione, ma un popolo, che è molto di più di una nazione».

“Sophie La Parigina – Il suo dizionario dell’art de vivre”

Per celebrare la fine dell’anno all’insegna dell’art de vivre, Christofle, storico marchio francese dell’art de la table e di bijoux in argento, ospiterà giovedì 26 Novembre 2015 alle ore 18.30 presso la boutique romana di via Bocca di Leone 72  la presentazione del libro “Sophie La Parigina – Il suo dizionario dell’art de vivre” dell’autrice francese Nathalie Peigney.
Il lussuoso flagship store romano sarà lo scenario perfetto per la presentazione del dizionario illustrato che offre una visione a 360 gradi, dalla A alla Z, su tutto ciò che bisogna sapere della cultura parigina.
L’autrice ha tratto ispirazione dalla propria esperienza e da quella di centinaia di persone, famose o sconosciute, che ha incontrato e intervistato nel corso della sua vita parigina, per scrivere un libro ricco di suggerimenti per comprendere a tutto tondo gli abitanti della Ville Lumière.

In questa occasione gli ospiti potranno ammirare le nuove collezioni della Maison:   il nuovo oggetto decorativo a forma ovoidale Mood by Christofle, che nasconde al suo interno un set di posate per sei persone,  i preziosi vasi in cristallo colorato della linea Kawali, i  nuovi piccoli accessori (portachiavi, candele profumate e chiavette USB) della linea Madison 6 e le nuove varianti colore dei bracciali Duo Complice in cuoio intrecciato e argento, ideali come  proposte per i regali di  Natale.
Christofle rinnova per l’evento la propria collaborazione con Champagne  Marguerite Guyot e Ladurée  con cui il brand condivide i valori dell’artigianalità, della creatività e dell’eccellenza.
  
CHRISTOFLE


Per lungo tempo considerato come grande esperto nell’art de la table di alta gamma, Christofle è un marchio del lusso contemporaneo che ha fatto dell’argento,  materia mitica e senza tempo,  il proprio privilegiato territorio d’espressione. Emblematico simbolo dell’art de vivre alla francese, Christofle rinnova senza sosta il proprio patrimonio storico perpetuando i propri codici e le icone provenienti dalle grandi correnti delle arti decorative rivitalizzando la sua creazione grazie alla collaborazione con artisti e designer di fama, che declinano le loro forme anche creando preziosi bijoux in argento Christofle di grande design ed eleganza

24 novembre 2015

Sindrome di down - Rino Bianchi e Dario Fani insieme per uno “speciale” concorso fotografico

Dopo il successo del romanzo autobiografico di Dario Fani “Ti seguirò fuori dall’acqua”, l’autore romano lancia sul web l’invito a partecipare al Concorso Fotografico gratuito “Clicca la copertina!”. Presidente di giuria è il noto fotografo Rino Bianchi.

Non tutti sanno che, da qualche mese, si aggira negli scaffali di molte librerie italiane un “pesciolino” speciale di nome Chicco, che fa bella mostra di sè sulla copertina del libro “Ti seguirò fuori dall’acqua”. L’autore, Dario Fani, è il “padre del pesciolino” e racconta le tappe che porteranno il piccolo Chicco a prendere le sembianze di un bambino meraviglioso con la sindrome di down, un bambino magico con un grande dono: accendere l’amore e la felicità nella vita di chi si relazione con lui ed, in particolare, proprio di suo padre. Questo romanzo autobiografico, duro e colmo di umanità, sta contribuendo a sensibilizzare gli italiani all’accoglienza dei bambini speciali come Francesco: non come un peso da portare, ma come una grande opportunità di crescita e di amore. Dario Fani, ormai da anni impegnato in questa testimonianza di vita vissuta, lancia sul web l’appello a partecipare al concorso fotografico ad iscrizione gratuita dal titolo “Clicca la copertina!”, concorso con una giuria professionale presieduta dal fotografo Rino Bianchi che dichiara: «L’obiettivo è quello di invitare tutti coloro che hanno letto, e non, il romanzo di Dario ad entrare in una libreria e fotografare la copertina del libro nel modo più creativo possibile, in un gesto se vogliamo anche simbolico di condivisione del messaggio di amore per Francesco». Una “spintarella” gradevolmente competitiva all’iniziativa è data dal montepremi di 1.500 euro, da dividersi fra i primi tre vincitori.

Per partecipare sarà sufficente inviare la fotografia all’indirizzo di posta elettronica concorso@tiseguirofuoridallacqua.it entro e non oltre il giorno 21 dicembre 2015. La premiazione avverrà a Roma nel mese di gennaio 2016.

TRASPORTO AEREO - 10 DICEMBRE SCIOPERO PERSONALE MERIDIANAFLY

L’USB dichiara di 4 ore di sciopero del personale MeridianaFly per il prossimo 10 dicembre, dalle ore 12.00 alle ore 16.00.

A 6 mesi dalla sigla dell’accordo quadro presso il Ministero dello Sviluppo Economico, e a 6 mesi dalla fine del periodo di ulteriore cassa integrazione, non è neanche iniziato il confronto sul futuro della seconda compagnia aerea italiana e delle sue maestranze.
Intanto la dirigenza di MeridianaFly continua a finanziare, anche grazie agli ammortizzatori sociali, il travaso di attività, prima operato da Meridiana, verso la controllata low cost Air Italy attraverso i bandi di “job posting”, il licenziamento da una società per la riassunzione nell’altra con anzianità azzerata.
Ancora assistiamo al paradosso di centinaia di naviganti e personale di terra di MeridianaFly sospesi a zero ore, senza neanche accesso all’addestramento minimo, mentre gli omologhi della controllata, che operano sulle stesse basi, sono impiegati al massimo delle ore programmabili. Da fonti interne di AirItaly, risulterebbe addirittura che un numero nutrito di naviganti sia ormai ai limiti massimi d’impiego annuali e che alcuni siano stati addirittura fermati dall’Istituto di Medicina Legale durante il controllo annuale per eccesso di assorbimento di radiazioni, a causa delle numerose ore di volo ad alta quota.
Il futuro di tutti i lavoratori del gruppo Meridiana passa attraverso una robusta inversione di rotta rispetto ai disastri industriali delle passate dirigenze: un piano di sviluppo, l’individuazione del partner, il superamento del dualismo aziendale.
Invece vengono riproposti vecchi schemi e vecchie logiche che non avremmo più voluto vedere e che rischiano di portare di nuovo questa compagnia e le sue maestranze in una situazione complicata: un lusso che nessun lavoratore di Meridiana, di volo o di terra, può permettersi.
L USB, convinta che nel Gruppo Meridiana, così come in tutto il settore  del trasporto aereo, ci sia lavoro per tutti, ha dunque proclamato questo primo sciopero di quatto ore ed invita tutte le organizzazioni sindacali che condividono l’opposizione alla nefasta situazione in corso ad organizzare un’assemblea generale di tutti i lavoratori del Gruppo.

A Firenze si alza il sipario su LOCAL BIO

Da giovedì 26 a sabato 28 novembre, in Piazza della Santissima Annunziata e nella Galleria delle Carrozze di Palazzo Medici Riccardi, protagonista la cultura biologica
Nel cuore della città, oltre 50 espositori daranno vita a una mostra mercato di prodotti biologici mentre si svolge un ricco calendario di food show, laboratori e incontri dedicati al pubblico

A Firenze si alza il sipario su LOCAL BIO e la città, da giovedì 26 a sabato 28 novembre, si trasforma nella capitale della cultura biologica.
Cereali, miele, formaggi, frutta, verdura, cereali e poi olio extravergine di oliva, vino, confetture e mostarde, pane, dolci c’è di tutto di più nella grande manifestazione fiorentina dedicata al cibo biologico e di qualità. LOCAL BIO propone infatti un viaggio nei saperi e nei sapori che punta l’attenzione sulla Toscana buona, sostenibile e responsabile.
Due gli spazi che caratterizzeranno l’evento: nella suggestiva Piazza della Santissima Annunziata, ogni giorno dalle ore 9 alle 19, andrà in scena una grande mostra mercato dedicata al “mondo bio”, con 50 artigiani del gusto provenienti da tutta la Toscana.
Nella Galleria delle Carrozze di Palazzo Medici Riccardi, sarà invece ospitato un ricco calendario di incontri e food show con lo scopo di aiutare il pubblico a conoscere, scegliere, mangiare, vivere biologico, valorizzando i prodotti del territorio.
Si comincia alle ore 19 del 26 novembre con lo show cooking “LA BICICLETTA”: L’ANTICO APERITIVO FRA SPUMA, VINO E SFIZI BIO, realizzato dai ragazzi del Centro Diurno Il Faro, Clara Manfredi (chef e formatrice) e Romina Isolini (educatrice).
Venerdì 27 novembre si alterneranno nell’area degustazioni e food show Andrea Dominici (agronomo ed esperto di vini) che proporrà TUTTI I SAPORI DEL BIO: MATRIMONIO FRA VINI E PRODOTTI DEL TERRITORIO, quindi sarà la volta della PIZZA GOURMET di  Paolo Pannacci (pizzeria Lo Spela, Greve in Chianti - FI) a cui seguirà Simone Cipriani (ristorante Il Santo Graal, Firenze) con RIBOLLITA BUBBLE. Nel pomeriggio Con Antonella Berti (degustatrice Camera Commercio di Firenze) guiderà alla scoperta dell’OLIO EXTRA VERGINE. Quindi il palcoscenico passerà a MIELE E DINTORNI, degustazione con Jacopo Minuzzo (apicoltore). Lo show coking BIO MIO: IN CUCINA CON I FUNGHI COLTIVATI NEL FONDO DI CAFFE' di Marco Vitale (chef e formatore) e Antonio Di Giovanni (agronomo) concluderà la giornata.
Sabato 28 novembre mentre in Piazza della Santissima Annunziata sarà allestito uno spazio bambini con IO GIOCO BIO!, laboratorio di manipolazione guidato da Monica Lenzi (esperta in infanzia e comunicazione), nella Galleria delle Carrozze gli incontri inizieranno con il MERCATO BIO NELL'ERA 2.O condotto da Giulio Gargani (Agrimè.it). A seguire il food show BIO VEGAN CON GUSTO di Marco Vitale (chef e formatore) e Vincenza La Placa (ristorante La Raccolta, Firenze).
Quindi Stefania Storai (food blogger) presenterà un suo intervento su SEGRETI E TECNICHE DI CONSERVAZIONE DELLA PASTA MADRE BIO, mentre Paolo Valdastri (FIS Toscana), Filippo Ferrari (enologo) e Nicola Schirru (ristoratore) parleranno di VINO BIODINAMICO TRA SCIENZA E STREGONERIA. Marco Bardazzi (molitore e presidente dell’Associazione GranPrato), Paolo Colzi (agricoltore) ed Enrico Fogacci (fornaio storico) saranno i protagonisti di LA FILIERA DEL GRANO FRA VIRTU’ E BUONE PRATICHE e infine Sara Conforti (Osteria del Vicario, Certaldo - FI) proporrà il suo show cooking AUTUNNO IN BIO.
La Galleria delle Carrozze (accesso da via Cavour, 5) sarà aperta dalle ore 17 alle ore 21 di giovedì 26 novembre mentre il 27 e 28 novembre il pubblico potrà accedere dalle ore 11 alle ore 21.
L’ingresso a LOCAL BIO è gratuito. La degustazione nell’area vini sarà possibile con un bicchiere cauzionato.


LOCAL BIO è l’ultima iniziativa del progetto di Expo 2015 Firenze che nasce da un'idea della Fondazione Sviluppo Urbano con il contributo della Camera di Commercio di Firenze, in collaborazione con Confesercenti Firenze, Coldiretti Firenze-Prato, CIA, Lega delle Cooperative, Confcommercio Firenze e Casartigiani. Un progetto “di tutti”, frutto del lavoro intersettoriale di più associazioni di categoria per favorire buone pratiche e dare risposte e informazioni puntuali al mondo dei consumatori, sempre più attenti alla tracciabilità e alla produzione sostenibile.  

TRASPORTI ROMA

 BLOCCATI TUTTI I DEPOSITI DEL CONSORZIO TPL SCARL
SOPPRESSE 90 LINEE

Dopo il blocco delle vetture avvenuto ieri nel deposito del Consorzio Tpl Scarl della Maglianella, anche stamattina la quasi totalità dei dipendenti dei depositi di Raffaele Costi e delle consorziate Sotram, Sap, Ronabus, Savitur e Trotta hanno aderito alla protesta. Le vetture rimangono ferme nei depositi,  mentre è in corso presidio presso i cancelli di quello di via Costi, in zona Tor Cervara.
Tra le rivendicazioni dei lavoratori, la richiesta del pagamento degli stipendi arretrati ed il ripristino delle indennità unilateralmente sospese da anni da parte delle aziende, che gravano sulle retribuzioni con una perdita economica di oltre 500 euro mensili.
"Sono anni che l’USB denuncia le gravi inadempienze contrattuali del Consorzio Tpl”, denuncia Ilario Ilari dell'Unione Sindacale di Base. “Nonostante la paralisi di circa 90 linee, il Prefetto di Roma ed il neo insediato Commissario Tronca non sono ancora intervenuti. Non una parola neppure difronte alla disperazione dei lavoratori e sui 173 licenziamenti annunciati dalla Roma Tpl".
"E' evidente che l'unica soluzione percorribile per porre fine a questo disastro sia l'applicazione delle disposizioni di legge in materia di appalti, ovvero il pagamento diretto delle retribuzioni dei dipendenti da parte del Comune e la reinternalizzazione dei servizi privatizzati del Trasporto Pubblico Locale", conclude Ilari.
L’USB continuerà a sostenere la protesta dei lavoratori del Consorzio Tpl in difesa dei loro diritti, ed esprime forti critiche nei confronti della “moratoria giubilare” degli scioperi, che toglierebbe ai lavoratori un fondamentale strumento democratico per far valere i propri diritti. 

Aumento del seno, le 4 cose che possono andare storte dopo l’intervento di chirurgia plastica

«Sono complicazioni rare e tutte risolvibili» dicono i chirurghi plastici della Clinica Villa Bella, invitati a partecipare ai congressi di Germania e Iran per risolvere i casi più difficili»

Può essere colpa di uno di quei fattori imprevedibili che in medicina non si possono mai escludere del tutto, di un chirurgo poco esperto, di qualche richiesta avventatamente accontentata o di qualche indicazione post operatoria non rispettata dalla paziente. «La mastoplastica additiva, ossia l’aumento del seno, è uno degli interventi più eseguiti in Italia e nel mondo: le complicazioni sono molto rare e sempre risolvibili, ma è bene che le pazienti siano informate di quello che potrebbe andare storto». Parola di Chiara Botti, chirurgo plastico di Clinica Villa Bella a Salò (Brescia), che recentemente è stata invitata al Congresso della Società tedesca di chirurgia plastica che si è svolto a Berlino, a cui hanno partecipato oltre mille specialisti, e a quello organizzato a Teheran dalla Società di chirurgia estetica, proprio per rioperare pazienti che avevano avuto dei problemi con le protesi al seno e per parlare delle problematiche più frequenti.
«Le complicazioni di un intervento sono difficili da gestire sia per il medico, sia per il paziente – spiega Botti -. La seconda operazione è sempre più complessa della prima, in quanto si tratta di intervenire per risolvere una soluzione problematica, non sempre è facile riuscirci». Il consiglio è  scegliere con cura il medico a cui ci si rivolge già dalla prima volta, senza lasciarsi lusingare da prezzi bassi o offerte low cost, ma basandosi sull’esperienza dello specialista: «Se ci si rivolge a un medico poco esperto non solo aumenta la possibilità di incorrere in una complicazione, ma si rischia anche che non sia in grado di risolverla. E non tutti i medici accettano di rioperare una paziente altrui» afferma.
In Italia le operazioni di chirurgia estetica secondarie, ossia eseguite dopo che il primo intervento non è andato a buon fine, sono state il 13,6% del totale (dati Aicpe): solo nel 36,5% dei casi il paziente ritorna dallo stesso dottore, la maggioranza preferisce rivolgersi a un altro.
Nel caso di mastoplastica additiva le cause delle complicazioni sono diverse: «Spesso i problemi derivano dal fatto che si impianta una protesi troppo grande per il torace, di solito accontentando il desiderio della paziente: soprattutto nei soggetti molto magri può succedere che la protesi debordi e che, essendoci poco grasso di copertura, sia visibile il contorno. Meglio preferire una protesi piccola per far sì che il risultato non sia troppo “plastificato”. Un altro fattore che può incidere è il livello in cui si mette la protesi: il punto migliore è dietro il muscolo pettorale, dove la copertura è maggiore, anche se spesso il chirurgo preferisce l’innesto davanti al muscolo in quanto, oltre a essere tecnicamente più difficile, può causare un po’ più di dolore nei primi giorni successivi. Tuttavia, considerando che può servire a evitare complicazioni e ad ottenere un risultato migliore, ne vale la pena» aggiunge la dottoressa.

Le complicazioni più frequenti con la mastoplastica additiva sono contrattura capsulare, spostamento della protesi, rotazione e rottura. «Un elenco che, pur non essendo del tutto esaustivo, riassume le problematiche più frequenti» dice Botti. La prima è la contrattura capsulare, ossia l’indurimento del seno. «È quella più diffusa, con un’incidenza tra l’1 e il 2%. Può capitare durante tutto l’arco di vita della protesi e le cause sono diverse: dalle infezioni subcliniche (dovute a batteri presenti nella mammella e nei dotti o a bronchiti o tonsilliti non curate con antibiotici), alla contaminazione delle capsule con materiale estraneo. Si manifesta appunto con l’indurimento del seno e si risolve rimuovendo la protesi e reinserendone una nuova» dice il chirurgo plastico di Villa Bella. 
Altra complicazione possibile è lo spostamento della protesi. «La dislocazione della protesi può capitare nei primi due mesi dopo l’impianto. Si verifica se la paziente esegue un movimento troppo energico con le braccia oppure se fa molto esercizio nelle settimane immediatamente successive all’intervento. Trascorsi due mesi il tessuto intorno alla protesi si cicatrizza e la paziente può riprendere con regolarità la propria attività. Anche in questo caso la soluzione è tornare in sala operatoria per riposizionare la protesi nella giusta posizione» spiega la dottoressa Botti.

La terza cosa che può andare storta è la rotazione. «Capita con le per protesi anatomiche che sono a forma di goccia e se si girano cambiano anche la forma del seno. Può succedere quando si realizza una “tasca” troppo larga per inserire la protesi; quando si passa da una protesi più grande a una più piccola senza ridimensionare la tasca e nel caso in cui la paziente esegue dei movimenti eccessivi con le braccia. La soluzione è rimettere la protesi nella posizione originaria: a volte si può risolvere con un’apposita manovra per girare la protesi, altrimenti si deve rioperare. Succede più frequentemente nei primi due mesi dopo l’intervento ma può capitare anche successivamente».

Infine, può succedere che la protesi si rompa. «La rottura della protesi di solito è successiva a un trauma, ad esempio un incidente d’auto. L’incidenza è bassissima, tanto che le aziende forniscono gratuitamente una coppia di protesi per la sostituzione e, in alcuni casi, rimborsano anche il costo dell’intervento per il reimpianto» afferma Botti.

19а GIORNATA NAZIONALE DELLA COLLETTA ALIMENTARE

Sabato 28 novembre 2015
In 11.000 supermercati in Italia

INVITIAMO TUTTI A DONARE
alimenti per l’infanzia – riso – olio – legumi – sughi e pelati
PER AIUTARE
8.100 strutture caritative che accolgono 1.560.000 poveri in Italia

Sabato 28 novembre si terrà in tutta Italia la diciannovesima edizione della Giornata Nazionale della Colletta Alimentare (GNCA), promossa dalla Fondazione Banco Alimentare. Più di 135.000 volontari in oltre 11.000 supermercati, inviteranno a donare alimenti a lunga conservazione che verranno distribuiti a 8.100 strutture caritative (mense per i poveri, comunità per minori, banchi di solidarietà, centrid’accoglienza, ecc. ) che aiutano circa 1.560.000 persone bisognose in Italia, di cui quasi 135.000 bambini fino a 5 anni. Le donazioni di alimenti ricevute in quel giorno andranno aintegrare quanto il Banco Alimentare recupera grazie alla sua attività quotidiana, combattendo lo spreco di cibo, oltre 75.000 tonnellate distribuite quest’anno.
Oltre 4 milioni di persone in Italia soffrono di povertà alimentare, come ci ha ricordato Papa Francesco nell’udienza dedicata alla rete di carità del Banco Alimentare “la fame oggi ha assunto le dimensioni di un vero “scandalo” che minaccia la vita e la dignità di tante persone – uomini, donne, bambini e anziani −. Ogni giorno dobbiamo confrontarci con questa ingiustizia, mi permetto di più, con questo peccato, in un mondo ricco di risorse alimentari, grazie anche agli enormi progressi tecnologici, troppi sono coloro che non hanno il necessario per sopravvivere”.
Ma tutti possono fare qualcosa - continua il Santo Padre “qualcosa di umile, e che ha anche la forza di un miracolo. Prima di tutto possiamo educarci all’umanità, e a riconoscere l’umanità presente in ogni persona, bisognosa di tutto”. 
L’intero discorso di Papa Francesco, le storie di chi deve fare i conti con la fame, dei volontari che li aiutano a «ripartire» e delle aziende che donano le eccedenze sono raccontate nel libro di Giorgio Paolucci “Se offrirai il tuo pane all’affamato”, edito da Guerini e Associati e disponibile nelle migliori librerie, sul sito guerini.it e nei maggiori store online.
Questo importante evento, che gode dell’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, é reso possibile grazie alla collaborazione dell’Esercito Italiano e alla partecipazione di decine di migliaia di volontari aderenti all’Associazione Nazionale Alpini, alla Società San Vincenzo De Paoli, alla Compagnia delle Opere Sociali.

Si ringraziano:
Main sponsor: Intesa Sanpaolo e Banca Prossima (la Banca di Intesa Sanpaolo interamente dedicata al Terzo Settore) - sponsor UnipolSai Assicurazioni - sponsor tecnici Poste Italiane.

Pensieri Piccanti - Teatro L'aura dal 26 novembre al 6 dicembre

Con Debora Zingarello, Claudio Gnomus e Roberta Milia

Claudio Gnomus, torna al Teatro L'aura. Dopo il successo della scorsa estate, l'attore porta in scena Pensieri Piccanti con Debora Zingrarello e Roberta Milia dal 26 novembre al 6 dicembre. Siamo nel 1970, è appena finita la grande protesta degli studenti e le università sono state riaperte. Tutto sembra tornare alla normalità, ma alcuni equilibri sono cambiati. Nella vita di tutti i giorni i nuovi ideali e il rinnovato impegno politico e femminista uniti alla sensazione di una libertà che sembra rendere tutto possibile creano difficoltà in chi non è pronto a recepire il cambiamento dei valori.
In questa atmosfera si inserisce la vicenda raccontata in questa nuova commedia da Claudio Gnomus. Ancora una volta l'autore esamina, col sorriso, i rapporti umani ed i meccanismi, specie quelli femminili, che innescano conflitti e incomprensioni nella vita familiare. 
Qui si tratta di due giovani studentesse che vivono i loro sogni secondo le nuove regole dettate dalla crescente libertà sessuale allontanandosi dai canoni dei rapporti amorosi tradizionali. Il padre di una delle due, forse neanche conscio dei profondi cambiamenti che si sono avuti in quegli anni, sembra condurre la vita normalmente, ma alla fine anche lui resta coinvolto dal quel senso di libertà che tutto pervade. 
Si ride tanto, si ride delle debolezze, delle convinzioni, delle affermazioni che in breve tempo si annullano o modificano. Al centro di tutto è sempre l'amore, la ricerca di sé che passa attraverso gli occhi dell'altro. L'amore in cui si è sempre disposti a perdersi per trovarsi.Una commedia divertente e romantica. Quasi un film in scena dal vivo.

PENSIERI PICCANTI 
Scritta e diretta da Claudio Gnomus
Con Debora Zingarello, Claudio Gnomus e Roberta Milia
Teatro L'aura
vicolo di Pietra Papa, 64
dal 26 novembre al 6 dicembre 
(solo dal giovedì alla domenica)
dal giovedì al sabato alle ore 21.00 domenica alle ore 18.00
Biglietti Intero 13.00 + 2.00 (tessera associativa) 
Ridotto 10.00 + 2.00 (tessera associativa)

BauBeach presenta BE WILD!


BE WILD!
ALBO PER LA VALORIZZAZIONE DELLA DIVERSITA' GENETICA DEL CANE
Un'iniziativa firmata da
BauBeach

Con il patrocinio della Scuola di Etologia Relazionale Ass. Cascina Myriam
Nasce dalla convinzione che ogni Creatura vivente abbia il suo valore inestimabile l'ultima trovata del BauBeach.
Nonostante la chiusura stagionale dei battenti lo scorso ottobre, Patrizia Daffinà e il suo staff, presenti costantemente tutto l'anno e in maniera attiva a favore dei compagni a 4 zampe sulla pagina FB ufficiale Amici del Baubeach, continuano la loro operazione di Educazione al corretto comportamento nei riguardi delle Altre Specie…
Per incentivare le adozioni dei cani considerati "non puri", che non rispondono alle caratteristiche dettate dall'uomo, ma a quelle della casualità naturale, l'Associazione ha pensato che queste "Razze Derivate" abbiano una grande quantità di caratteristiche talvolta migliori delle Razze Primarie, tanto da ideare "Be Wild!", l'Albo per la valorizzazione delle Diversità Genetiche del Cane! 
Un Albo follemente blasonato, volutamente ironico, ma dalla ispirazione autenticamente nobile e profondamente etica - dal momento che la Natura è la massima Artista di questa Terra – che gode del patrocinio della prestigiosa Scuola di Etologia Relazionale® della Associazione Cascina Myriam.
Gli utenti interessati potranno compilare il Pedigree Stimato del proprio Cane e stamparlo (o appenderlo in salotto!) e, all'apertura della prossima stagione balneare del Baubeach, consegnarne una copia all'ingresso, con foto del cane allegata, alla consegna della quale si ritirerà una sorta di ricevuta/regalo del quale essere orgogliosi.
La direzione si occuperà di archiviare il documento nell'Albo, attraverso il quale si compirà in futuro uno studio di Etologia del Cane Derivato. 

Prof. Flick presenta "Elogio della Dignità" a Gela

Si svolgerà nei giorni 27 e 28 novembre 2015 a Gela nell’ambito del Convegno “La Dignità del Reo ed il suo inserimento” la presentazione del volume Elogio della Dignità (LEV, 2015) del prof. Giovanni Maria Flick. La manifestazione, organizzata dal Lions International Club di Gela e dall’Ordine degli Avvocati di Gela, si articolerà in due sessioni: la prima, venerdì 27 novembre 2015 ore 15.30 presso l’aula “Angelo Moscato” del Palazzo di Giustizia di Gela, vedrà la presentazione del volume del prof. Flick; la seconda, sabato 28 novembre 2015 alle ore 9.30, presso l’Aula Magna del Liceo Classico “Eschilo” di Gela dove il prof. Flick incontrerà i ragazzi delle ultime classi per affrontare e dibattere con loro il tema, fortemente attuale, della dignità di fronte al terrorismo, alla violenza e all’intolleranza, al negazionismo della Shoah, alle degenerazioni dell’economia finanziaria, allo sfruttamento dei più deboli, alla corruzione, ai problemi drammatici del fine vita senza dimenticare le radici della dignità nelle tradizioni cristiana ed europea, i loro frutti nelle carte costituzionali e nelle dichiarazioni sovranazionali sui diritti umani.

BABBO NATALE NON VIENE DA NORD



DIRETTO ED INTERPRETATO DA
MAURIZIO CASAGRANDE

CON
ANNALISA
GIAMPAOLO MORELLI    MILENA MICONI    EVA GRIMALDI

E CON
ANGELO ORLANDO
NEL RUOLO DI GERARDO

AL CINEMA DAL 26 NOVEMBRE


PROIEZIONE STAMPA
ore 10.00 – Cinema Barberini

PHOTOCALL
ore 11.30 – Terrazza Hotel Bernini

CONFERENZA STAMPA
ore 12.00 – Cinema Barberini

RADIOCALL
ore 12.45 – Cinema Barberini

INTERVISTE TV
dalle ore 14.00 – Hotel Barberini, Location TBC
1 set fisso con nostra troupe (supporto chiavetta USB): Casagrande, Annalisa, Morelli

 Maurizio Casagrande porta al cinema una vera favola natalizia dei giorni nostri. Uscirà nelle sale italiane il 26 novembre Babbo Natale non viene da Nord, film da lui diretto e interpretato, che segna il debutto sul grande schermo di Annalisa, una delle interpreti di maggior successo della musica italiana. Una commedia che, sul magico sfondo delle "Luci d'artista" di Salerno, racconta del rapporto tra un padre e una figlia, che dopo una serie di divertenti peripezie, saranno destinati a diventare l'ancora di salvataggio per un gruppo di vivaci orfanelli, accuditi da un prete fuori dagli schemi, interpretato da Giampaolo Morelli.
Il film, prodotto da Italian Dreams Factory di Giovanna Emidi, Silvia Natili e Maria Grazia Cucinotta, che nel film appare nel ruolo/cameo di una psicologa, uscirà nelle sale il 26 novembre 2015 distribuito da Draka Distribution di Corrado Azzollini.


SINOSSI
Marcello (Maurizio Casagrande) è un prestidigitatore, mago con le carte, ma superficiale e bugiardo con la figlia India (Annalisa), cantante di talento, ma troppo somigliante alla cantante Annalisa, per la quale viene spesso scambiata. Per risolvere il suo difficile rapporto con gli uomini, decide di passare il Natale col padre, che però parte per Salerno, lasciandola a casa. Deve consegnare dei pacchi dono, vestito da Babbo Natale, ma facendolo, cade, batte la testa e perde la memoria. Viene soccorso da Padre Tommaso (Giampaolo Morelli) e dai bambini che vivono con lui. Non ricorda nulla, e vestito com'è, lo chiamano Babbo Natale. Nel frattempo India, delusa e arrabbiata, si mette sulle tracce del padre, accompagnata da Gerardo (Angelo Orlando), cialtrone e incapace manager di Marcello. Tra mille equivoci e situazioni divertenti, padre e figlia, dopo aver sconfitto il male impersonato dalla bella ma perfida Alice (Tiziana De Giacomo), ritroveranno molto più che loro stessi.

LIBRO - Il Vino istruzioni per l'uso


Un manuale che racconta, informa, educa, appassiona, mettendo ordine e facendo chiarezza su un argomento così denso di significati simbolici, allegorici, inconsci. E facendolo punta a diventare un riferimento giustificato e necessario per tutti coloro che desiderino affrontare l'argomento con la volontà di sapere davvero ciò che serve per un consumo qualitativo e consapevole.
A cura di ROBERTO RACCA

GLI AUTORI
Antonio Boco, Giuseppe Carrus, Beppe Caviola, Federico Curtaz, Paolo De Cristofaro, Gianni Fabrizio,
Nicola Frasson, Eleonora Guerini, Donato Lanati, Vittorio Manganelli, Andrea Rea, Gian Piero Romana
I CONTRIBUTORI
Silvia Baratta, Michela Borsa, Giancarlo Gariglio, Andrea Gori, Alfredo Pratolongo
GLI INTERVISTATI
Silvia e Riccardo Baracchi, Ivano Boso, Massimo Bottura e Giuseppe Palmieri, Daniele Cernilli, Jean-Louis Chave, Luca Corrado e Mario Cordero, Vincent Dauvissat, Christian Di Bari, Michel Drappier, Francesco Eblovi, Oscar Farinetti, Maurilio Garola, Reinhard Löwenstein, Bernard Noblet, Alessandro Regoli, Davide Scabin

EDITORE CINQUESENSI
1. Dalla Georgia al Nuovo Mondo
Quando nasce la vite? E la viticoltura? E in quali Paesi si diffonde?
Dalla A di Albori alla V di Vermouth, tutto quello che c'è da sapere sulla storia del vino.
Prima di cercare di risalire all'origine della viticoltura e quindi della produzione di vino è bene fare un passo indietro e andare a scoprire quando è nata la vite. Anche se è difficile fornire dati certi, pare che la famiglia delle vitacee abbia fatto la sua comparsa sulla terra circa 140 milioni di anni fa. Già allora la famiglia era numerosa e comprendeva centinaia di specie diverse, molte delle quali estinte durante le varie glaciazioni. L'ultima risale a circa 13.000 anni fa, a seguito della quale si sono salvate circa 60 specie del genere vitis, la metà nell'America settentrionale e l'altra in Asia. Una di queste è la vitis vinifera, ritrovata in un'area posta tra il Caucaso, il Mar Caspio e il Mar Nero. Sembra quindi che dal genere vitis siano nate delle specie distinte, ciascuna delle quali si è abituata a diversi ambienti e a diversi fattori climatici. È comunque alla vitis vinifera che si deve la maggior parte del vino prodotto nel mondo.


2. La terra e il frutto
Dalle caratteristiche dei terreni all'importanza dell'esposizione, dalle diverse forme di allevamento ai tempi giusto del raccolto: un buon vino nasce in vigna.
La vite ha come obiettivo principale quello di favorire la propria riproduzione: nella sua attività fisiologica, quindi, lo sviluppo vegetativo tende sempre a prendere il sopravvento. La vite, come tutte le piante perenni, ha dei cicli biologici che si ripetono. Per ciclo vegetativo si intende la sequenza delle diverse fasi dello sviluppo annuale fra un riposo invernale e quello successivo. In primavera, quando si raggiungono temperature sufficienti, la pianta germoglia. Al germogliamento segue una fase di accrescimento vegetativo, in cui la parte aerea della pianta raggiunge il suo massimo sviluppo. Al termine della crescita inizia il periodo di elaborazione (agostamento), in cui l'attività principale della pianta è quella di concentrare nei tessuti legnosi e nel frutto gli elaborati prodotti con l'attività foto sintetica delle foglie.

3. Dall'uva al vino
Come nasce il vino? Qual è il processo che trasforma il succo d'uva nel nettare tanto amato da Bacco? Dalla A di Aceto alla V di Vendemmia, tutto sui metodi di vinificazione e affinamento.
Per vinificazione si intende quel processo chimico-fisico che consente la trasformazione del succo dell'uva in una sostanza liquida del tutto nuova: il vino. Basta lasciare dell'uva in un contenitore per osservare che si tratta di un processo del tutto naturale: senza operare alcun tipo di intervento, infatti, questa si trasformerà autonomamente in vino e, in un secondo tempo, a causa di batteri acetici, in aceto. Nel processo di vinificazione l'intervento dell'uomo è volto esclusivamente ad "agevolare" questo passaggio, per consentire che si svolga nei modi e nei tempi migliori. Nel corso dei millenni, proprio per l'aspetto naturale di questa trasformazione, si può dire che poco sia cambiato: geroglifici egizi mostrano le fasi della vendemmia e della pigiatura esattamente come avviene oggi; gli aspetti sui quali l'uomo ha agito sono legati all'attenzione per la materia prima e allo sviluppo di tecniche che evitino la degenerazione di questo processo. Ma cosa distingue un vino bianco da un rosato o da un rosso, a parte l'aspetto cromatico?


4. Il giro del mondo nel bicchiere
Dalla Francia al Sudafrica, dalla Spagna all'Australia, la cultura enologica internazionale tra consumi, produzione, storia, ampelografia.
Con 11 cartine dedicate.
La Francia. È un Paese che ha senza ombra di dubbio una posizione molto importante, possiamo dire preminente, nel mondo del vino. Il che è dovuto a due fattori fondamentali. Da una parte è stata la nazione che prima e meglio di altre ha saputo tutelare il proprio patrimonio produttivo, forte anche di un secolare prestigio internazionale e di un'antica capacità commerciale, dall'altra è dotata di un valore incontestabile di terroir e vitigni, che già oltre mille anni fa i due ordini monastici dei benedettini e dei cistercensi avevano saputo curare e valorizzare in modo perfetto. Risale infatti proprio all'XI secolo l'apice di importanza ed espansione di questi ordini, il periodo dei primi grandi disboscamenti e dell'impianto di alcuni di quei celeberrimi cru sopravvissuti fino a oggi. 


5. Ampelografia nazionale
Dalla A di Aglianico alla V di Vernaccia, storia, caratteristiche e diffusione dei principali vitigni coltivati nel nostro Paese.
Aglianico. È certamente uno dei vitigni più antichi d'Italia, diffuso nell'area meridionale della penisola fin dal VII secolo a.C. grazie all'opera dei Greci, cui deve molto probabilmente anche il nome (ellenico). Se nell'antichità costituiva verosimilmente la base dell'antico e apprezzato Falerno, oggi entra in molte delle denominazioni di Campania, Basilicata e Molise, ottenendo i risultati migliori quando viene coltivato su terreni di origine vulcanica. L'ampia espressione aromatica, unita a una fitta trama tannica che gli conferisce longevità e potenza, ha fatto sì che venisse spesso accostato al nebbiolo, venendo definito il Barolo del Sud. Tra i sinonimi diffusi ricordiamo aglianicone, ellenico, gesualdo e guanico. Fra le numerose denominazioni interessate, ricordiamo le Docg Taurasi in provincia di Avellino e Aglianico del Vulture Superiore, mentre tra le Doc Aglianico del Vulture in provincia di Potenza e Falerno del Massico Rosso in provincia di Caserta. 


6. DOC & DOCG
Regione per regione, cartina dopo cartina, un compendio aggiornato sulle principali e più significative Doc e Docg d'Italia.
L'attuale normativa sulle Denominazioni italiane ha origine nel 1963, quando con la legge 930 furono istituite le Denominazioni di Origine Controllata (Doc), cui fecero seguito le Denominazioni di Origine Controllata e Garantita (Docg) nel 1980. La nuova Ocm Vino, istituita dall'Unione Europea nel 2008 ed entrata in vigore in Italia nel 2010, unifica le Doc e le Docg in Dop (Denominazione di Origine Protetta), prevedendo che i vini possano rientrare in tale categoria solo se rispettano quanto previsto dai singoli Disciplinari di produzione e dopo essere stati sottoposti ad analisi fisico-chimiche e organolettiche da parte di enti a ciò specificamente delegati. Sempre a partire dal 2010, l'istituzione di nuove Doc e Docg (Dop) deve essere approvata dall'Unione Europea e non più dai singoli Paesi. La situazione attuale vede la presenza di 330 Doc e 74 Docg, con tendenza la continuo aumento, anche se da più parti viene ormai evidenziata la necessità di un riordino complessivo del sistema delle denominazioni. Siamo infatti in presenza di numerose Doc di tipo "rustico" (ad esempio Alba, Roma, Venezia), di decine di Doc quasi del tutto inutilizzate e di Doc dall'estensione eccessiva (ad es. Piemonte e Sicilia) in cui sono contemplate miriadi di tipologie diverse e spesso poco significative. 

7. L'arte del bere
Capire un vino passa attraverso l'analisi sensoriale. Interpretarne correttamente colori, sapori, profumi, saper attingere alla propria memoria, arrivare a riconoscerne provenienza e caratteristiche: l'arte della degustazione è tutto questo. E molto altro.
Capire di vino non è quella cosa complicata che tanti credono. Anche se è certamente un percorso lungo e dispendioso, difficile negarlo, disseminato di variabili ed eccezioni, reso scivoloso dall'ambiguo intreccio di percezioni personali e correnti di pensiero collettive. Avere passione, una buona conoscenza e un portafoglio capiente aiuta, senza dubbio, ma il viaggio alla scoperta del mondo di Bacco è davvero alla portata di tutti. Per mettersi in cammino è sufficiente avere dimestichezza con due operazioni tra le più naturali e istintive per il genere umano: aprire gli occhi e trattenere i ricordi. Ogni volta che beviamo qualcosa, volenti o nolenti, corpo e mente intensificano il loro già fitto scambio di informazioni: un traffico di dati sensoriali ed emozionali che confluiscono nella memoria del nostro vissuto. Ricordi costituiti in parte da colori e profumi, sapori e consistenze, in parte da domande perennemente aperte le cui risposte vanno cercate anche e soprattutto fuori dal bicchiere.


8. Dalla Cantina alla tavola
Un vino, per essere apprezzato pienamente, va conservato, servito, abbinato in maniera appropriata: quali le temperature più adatte? E il vino giusto per accompagnare dei crostacei? Quanto prima stappare una bottiglia? Quale bicchiere scegliere?
Ci sono due modi a dir poco inconciliabili di trattare le questioni relative al rapporto tra il cibo e il vino. Da una parte c'è chi le considera assolutamente irrilevanti nei propri comportamenti di consumo, dall'altra non mancano coloro che le prendono talmente sul serio da rinunciare a un piatto o a una bottiglia se ritenuti incompatibili. Da una parte, quindi, il ritornello del "bevi e mangia quel che vuoi, basta che sia buono", dall'altra una tavola che diventa qualcosa di molto simile a un sofisticato laboratorio di analisi, uno spazio dominato dalle regole della chimica e della fisica più che quelle dell'enogastronomia e del piacere personale. Da una parte la convinzione che alla fine tutto va bene con tutto, dall'altra il pensiero che quasi esista un unico vino per un unico piatto, o viceversa.


9. Il marketing del vino in Italia
La filiera del vino continua: dalla distribuzione ai punti vendita, dalle logiche di prezzo alle aspettative dei consumatori, tutto quello che concorre all'acquisto di un vino.
Negli ultimi anni è sempre maggiore la quota di consumatori che hanno modificato le loro motivazioni e modalità di acquisto del vino: da prodotto alimentare è diventato prodotto che genera esperienza, emozioni, appartenenza e status. Nuove generazioni scelgono il vino come bevanda trendy e i cinquantenni, oggi prediligono il vino per l'aperitivo e il pasto. La "mania" del vino ha invaso nuovi mercati radicati in abitudini alimentari diverse e affascina anche le donne. Il vino è diventato simbolo di eleganza e piacere della vita, di buon gusto, di moda. Un prodotto che esula dalla sue caratteristiche più funzionali, legato, invece, all'idea di cura e attenzione verso l'altro/gli altri. Il vino diventa il "mezzo" con cui condividere momenti di piacere e allegria in compagnia, ma anche co-attore nella costruzione di un'intimità più ricercata. 


10. Distribuzione e vendita
Quanto vino italiano si beve nel mondo? E dove? Qual è l'andamento dei consumi? Quali le tipologie di vino più apprezzate? Tra mercato straniero e interno, riflessioni su un comparto fondamentale per il nostro Pil.
La commercializzazione rappresenta, per tutte le merceologie, l'anello finale della filiera, spesso il più importante, quello che determina concretamente l'esistenza stessa di un prodotto o di un'azienda. Per quanto riguarda il complesso e articolato mondo del vino, uno tra i settori più trasversali in assoluto e il primo comparto dell'agroalimentare italiano in fatto di export, la commercializzazione si può raccontare e analizzare dividendo le logiche dei mercati esteri da quelle del mercato interno. Al fine di rendere il più chiaro possibile un tema così vasto e magmatico, ci avvarremo del contributo di una serie di grafici significativi, attraverso i quali potremo, pur in estrema sintesi, riuscire a leggere con precisione alcuni importanti indicatori e le tendenze in essere o in divenire. 


11. Comunicare il vino
Dalle maggiori testate di settore italiane e internazionali alla nuova frontiera del web – e-commerce compreso – facciamo il punto su quanto sia complesso parlare correttamente di vino.
Di vino si parla tanto, eppure quello tra il nettare di Bacco e la comunicazione non è per niente un rapporto facile. Non lo è perché, a differenza di altri campi decisamente più dinamici e predisposti all'innovazione, il vino ha parole d'ordine ben codificate ed è capace di sviluppare al meglio tutta la sua attrattiva quando incrocia i parametri della storia e della tradizione, regalando all'appassionato la sensazione di avere a che fare con qualcosa di duraturo e consolidato nel tempo. Non è un caso che molte cantine tentino, in vari modi, di ammantare la propria immagine con richiami al passato, alla storia familiare, a qualche avo a cui si possa far risalire l'attività, a una data di fondazione che suoni lontana. E non è un caso che, a parte le solite eccezioni, siano i casati di più lungo corso e le imprese consolidate dal tempo a suscitare maggiore interesse, assurgendo a volte al ruolo di "mito enologico". 

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