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‘Dove nascono i silenzi’:
il nuovo romanzo di
Claudia Conte
di Daniela Zappavigna
'Dove nascono i silenzi' è il nuovo romanzo di Claudia Conte, pubblicato da Fall in Lov. Siamo di fronte a un’opera che cerca, finalmente, di esplorare le ingiustizie e le umiliazioni interne alle famiglie, non più considerate come meri involucri dove tutto è 'rose e fiori'.
La violenza sulle donne, per esempio, spesso avviene proprio all’interno delle relazioni affettive: in Italia, nel 2025, sono stati registrati 97 femminicidi, di cui 85 in ambito familiare e 62 commessi da partner o ex partner. Oltre a questi dati, le dinamiche di controllo economico e psicologico rimangono dominanti: solo il 58 % delle donne ha un conto corrente personale, mentre il bullismo e le fragilità giovanili crescono nell’ombra di conflitti familiari mai risolti.
Sul versante del disagio
giovanile, i numeri presentati dal Telefono Azzurro sono
eloquenti: in media, ogni anno sono 181 i casi di bullismo e
24 quelli di cyberbullismo, mentre oltre 2 ragazzi
su 3 tra gli 11 e i 19 anni hanno subito almeno un episodio
offensivo o violento.
Era ora, insomma, che qualcuno se ne
occupasse, ficcando il 'naso', da brava giornalista, quale
la Conte è, anche negli angoli bui che molti fanno
finta di non vedere. Al centro del racconto, una famiglia
apparentemente ordinaria: Carmela, madre affettuosa, ma segnata da
rinunce e silenzi; Salvatore, padre autoritario; Eugenio e Iside, figli
che crescono in un clima di tensione trattenuta. Un episodio improvviso rompe
l’equilibrio, costringendo tutti a confrontarsi con quelle verità rimaste
troppo a lungo sommerse.
Attraverso questa vicenda, il romanzo esplora la violenza domestica non solo come atto estremo, ma come un lento processo fatto di microviolenze, umiliazioni, controllo economico e dipendenza. In parallelo, emergono il bullismo e le fragilità adolescenziali, spesso generate o amplificate da modelli familiari rigidi e da un’incapacità diffusa di ascoltare il disagio.
I
silenzi degli adulti diventano, così, terreno fertile per le insicurezze
dei più giovani. Arricchito dalla prefazione di Maurizio Belpietro, direttore
de ‘La Verità’ e dal contributo di monsignor Antonio Di Donna, presidente
della Conferenza episcopale campana, il nuovo romanzo della Conte richiama
con forza alla responsabilità collettiva di educare, ascoltare e
proteggere, affrontando i temi che attraversano sia le famiglie, sia
le nuove generazioni.
Realizzato con il patrocinio dell’Osservatorio nazionale sul bullismo e sul disagio giovanile, di Federformazione e in collaborazione con il Centro ricerche etnoantropologiche Crea, questo lavoro coniuga sensibilità narrativa e attenzione educativa, offrendo strumenti di lettura per comprendere le radici culturali della violenza e del disagio giovanile.
Biografia dell’autrice
Claudia Conte è giornalista, scrittrice, conduttrice e opinionista tv. Da sempre impegnata nella difesa dei diritti umani, è attiva contro ogni forma di violenza, in particolare quella esercitata sulle donne e sui minori. Promuove con continuità la cultura della legalità ed è ideatrice di numerosi format culturali e sociali. Su Rai Radio 1 conduce ‘La mezz’ora legale’ ed è portavoce ufficiale dell’Osservatorio nazionale sul bullismo e il disagio giovanile. E’, inoltre, volto e producer di grandi eventi, realizzati in collaborazione con istituzioni, Santa Sede ed enti del Terzo settore. Ricopre il ruolo di direttore artistico del ‘Ferrara Film Festival’. Nel corso della sua carriera ha ricevuto importanti riconoscimenti, tra cui il Premio personalità europea – Oscar dei giovani in Campidoglio (2019), il Premio Eccellenze italiane – Senato (2021) e il Premio Remind “Buone pratiche per comunicare l’Europa” al Parlamento europeo (2025). Fra le sue pubblicazioni figurano ‘Soffi vitali: quando il cuore ricomincia a battere’ (Gambini Editore, 2014); ‘Il vino e le rose: l’eterna sfida tra il bene e il male’ (Armando Curcio Editore, 2017); ‘La legge del cuore’ (Armando Curcio Editore, 2022) come omaggio ai magistrati Falcone e Borsellino, in occasione del trentennale dalla strage di Capaci e via D’Amelio, fino ad arrivare a ‘La voce di Iside’ (Readaction, 2024), un libro che propone il volontariato come cura del disagio giovanile, vincitore del ‘Premio Book for Peace’ 2024.
La Quaresima non è un tempo qualsiasi.
È il tempo
della prova: un tempo per riconoscere le ombre che abitano la
nostra vita e rimetterci in cammino con maggiore verità. Da oggi, domenica dopo domenica, i Frati di Assisi
condivideranno una riflessione
sul Vangelo della Quaresima: parole per sostare nelle domande
più profonde e per guidarci verso la Pasqua. Puoi iniziare
questo cammino con la riflessione dedicata al Vangelo di oggi. Guarda il
video con Fra Giulio Michelini per la prima Domenica di Quaresima: |
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Cammineremo
insieme lungo queste settimane, lasciandoci guidare dal Vangelo e preparando
il cuore alla Pasqua. Frati
Minori Assisi |
Arrivano 115 euro di sconto automatici sulla bolletta elettrica per le famiglie con Isee fino a 9.796 euro che già ricevono i bonus sociali. Per chi ha un Isee fino a 25.000 euro sarà possibile (ma non obbligatorio) uno sconto extra legato ai consumi da parte del fornitore. Non serve fare domanda, ma è fondamentale l’Isee 2026 aggiornato. Il commento di Altroconsumo al nuovo decreto bollette.
Il Governo ha approvato il decreto bollette che vedrà la luce nei prossimi mesi, in attesa che Arera emani la delibera attuativa che definirà i dettagli operativi. Le prime erogazioni del bonus da 115 euro (non più 90 come previsto dalla bozza circolata nei giorni scorsi) sono attese a partire dal con gli sconti che appariranno in bolletta in diminuzione dell’importo dovuto sulla componente materia prima energia.
Leggi l'articolo su ALTRO CONSUMO
STAGIONE TEATRALE 2025/2026
dal 3 all’8 marzo dal
martedì al venerdì h 21, sabato h 19 e domenica h 17
ORLANDO
Il 9 ottobre del 1927, Virginia
Woolf scrive una lettera all’amata Vita Sackville-West: “Supponi che Orlando si
riveli essere Vita e che sia tutto su di te e la lussuria della tua carne e la
seduzione della tua mente… ti secca? Di’ sì o no”. Vita non si sottrae,
accettando di diventare oggetto, musa, modello e interlocutrice di uno dei
romanzi più originali della letteratura moderna. La scrittura di Orlando
nasce così: come un omaggio d’amore, un atto di gioia offerto a una donna e al
mondo. Intersecandosi continuamente con la vita della scrittrice, in un
enigmatico intreccio tra opera e biografia, la vicenda di Orlando – nato uomo
nel XVI secolo, vissuto per più di quattrocento anni, e mistericamente
transitato nel Femminile – si trasforma in questo spettacolo in un inno
all’estasi ma anche all’ossessione della letteratura: una lunga, straordinaria
lettera d’amore in forma di romanzo.
“Oltre che un classico di sconvolgente attualità, Orlando è un
inno alla gioia esuberante dell’avventura, alla libertà, al godimento sessuale;
un manifesto alla possibilità di prenderselo, il piacere, secondo modelli
alternativi alle leggi del conformismo patriarcale.”
Nadia Fusini
“L’identità è un fantasma. Dal momento in cui cominciamo a definirci
come esseri umani adulti, stabiliamo dei confini entro i quali ci rintaniamo.
Ma, per fortuna o per avventura, la vita spazza via tutto e travolge quegli
steccati che tanto pazientemente avevamo costruito per proteggerci. Trascinati
dalla inesauribile vitalità del suo Orlando, Virginia Woolf ci invita a
viaggiare nello spazio e nel tempo, a oltrepassare quello steccato che ci tiene
imprigionati nella trappola dell’identità, del maschile, del femminile, e di
tutte quelle convenzioni che sono solo il frutto del tempo in cui
viviamo.”
Andrea De Rosa
“Può un’opera letteraria essere al contempo una lettera d’amore? Orlando
dimostra di sì: uno dei più straordinari romanzi del Novecento è anche la più
spericolata lettera d’amore che la storia ricordi. Un vero e proprio monumento
di parole che Virginia Woolf erige a e per l’amata Vita Sackville-West –
scrittrice e poetessa con cui Woolf ebbe una lunga relazione e un intenso
sodalizio. Un amore che abbiamo voluto rendere ancora più esplicito,
punteggiando la drammaturgia del romanzo con brani dell’epistolario a Vita.
Orlando è un inno a Vita e alla Vita, nonché la testimonianza di una speranza
estrema: mentre la vita dei corpi finisce, quella delle parole è più lunga e
diversa – abbatte i confini dei sessi, delle identità, perfino della
morte.”
Fabrizio Sinisi / drammaturgia
“La luce di Orlando è la luce bianca del cielo di una mattina radiosa.
La luce di Orlando è la luce bianca della carta da scrivere, prima di
cominciare. Questi i pensieri che hanno guidato la disposizione del grappolo di
proiettori tra i quali si innalza il tronco robusto di un albero senza chioma,
come poeticamente disegnato da Giuseppe Stellato. Sono anzi sia la chioma che
il cielo sotto il quale stanno Orlando, Virginia, Anna ed il suo pubblico
assorto ad ascoltarla. Mi piace pensare che sia tutta quella luce bianca a
condensarsi e raggiungere il suolo trasformandosi in carta, in tanti fogli
bianchi che attendono che le parole si trasformino in segni. Ancora una volta
la luce è convocata a testimoniare e rendere possibile che l’astrazione si
trasformi sulla scena in realtà da abitare. “Orlando alzò gli occhi e vide
qualcosa di astratto che sta tra le colline o nel cielo oltre il quale non c’è
nulla che conti; in cui io riposo e continuerò a esistere. Questa cosa io
chiamo realtà.” (Virginia Woolf - Diari)”
Pasquale Mari / luce
“Immaginare uno spazio scenico che accogliesse le parole scritte da
Virginia Woolf per Orlando, è stata una sfida per nulla semplice. Un testo che,
tra le altre cose, racconta proprio la difficoltà della parola di descrivere la
natura, la bellezza. Alla fine, tutto confluiva qui, nella ricerca di un
connubio, di un punto d’incontro tra natura e letteratura, tra la bellezza di
un albero e il fallimento di qualsiasi forma d’arte che provi a raccontare
questa bellezza. E quindi un tronco di quercia in mezzo ad un prato quadrato,
un albero la cui chioma è fatta da luci, tralicci, americane: una fetta di
realtà trasportata in uno spazio teatrale, quel luogo magico dove da un albero,
al posto di una foglia, può cadere un foglio bianco...”
Giuseppe Stellato / spazio scenico
“Il suono, lontano e intimo, di una campana scandisce un tempo
indefinito e sospeso. Una musica nasce da quelle pagine così tormentate e vitali;
è la Sinfonia n. 6 (Patetica) di Čajkovskij. L’ultima.”
G.U.P. Alcaro / musica
“Un abito veste e spesso determina, un costume teatrale veste e crea
mondi. In scena c’è Virginia Woolf e il momento in cui visse, ma anche un blu
polveroso che ricorda il vasto cielo comune a tutte le epoche, una seta
impalpabile e ariosa che rimanda ai fasti del ‘500, un cinturone maschile e una
gonna femminile pronta a gonfiarsi a ogni danzante giravolta. Il costume
accompagna discretamente il racconto di un’anima appassionata e in ricerca di
sé grazie ai piccoli dettagli che lo compongono, senza troppo definire e
chiudere, mettendosi in dialogo con il corpo l’attrice che lo veste e lo sveste
- magnificamente - e con il vasto e concettuale spazio che li contiene entrambi.”
Ilaria Ariemme / costumi
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