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12 settembre 2026

FRANCO GABRIELLI a EMPOLI per la presentazione del suo libro

FRANCO GABRIELLI a EMPOLI per la presentazione del suo libro

"Contro la Paura La Sicurezza nelle città"

Si riapre il ciclo di incontri di-Battiti per la direzione di Giacomo di Girolamo




       Si riapre il ciclo autunnale della rassegna “Battiti 2026. Il respiro della responsabilità”, il progetto-laboratorio del Comune di Empoli dedicato alla promozione della cultura della legalità e la sensibilizzazione e consapevolezza delle nostre città verso tutte le già note ed emergenti forme di criminalità organizzata e le sue manifestazioni, guidato e diretto dal Giornalista e scrittore Giacomo di Girolamo (premio Borsellino, Premio Ambrosoli).  


Ha aperto la sessione autunnale Venerdì 11 Settembre ore 18, presso il Cenacolo degli Agostiniani un ospite d’eccezione: Franco Gabrielli, già Capo della Polizia, Capo della Protezione Civile, Prefetto di Roma e Sottosegretario di Stato. 

Questa bella rassegna, che già vide un calendario fitto di azioni mirate e la presenza di grandi nomi dell’impegno civile, percorsi didattici per le scuole di ogni ordine e grado, nonché laboratori speciali di giornalismo d’inchiesta, si pone davanti un ambizioso obiettivo: stimolare soprattutto nelle giovani generazioni la curiosità ed il senso critico necessari per leggere il presente e di conseguenza acquisire capacità sempre più consapevoli nella difesa della bellezza del territorio da infiltrazioni criminali, dal degrado, dalle dipendenze… Un contesto ideale quindi e di ampio stimolo e respiro la presentazione del libro scritto a quattro mani con Carlo Bonini, vicedirettore de La Repubblica, edito da Feltrinelli, Contro la paura - Manifesto per una sicurezza democratica”.


da sx: il sindaco Alessio Mantellassi, Franco Gabrielli,
Giacomo Di Girolamo giornalista

Ad apertura dell’incontro Il sindaco Alessio Mantellassi ha ricordato ‘l’importanza di creare appuntamenti come questi con la cittadinanza per colmare un approfondimento su temi che i tempi televisivi ed altre occasioni dal taglio di superfice non hanno modo di ricoprire; sottolineando altresì il titolo “Contro la Paura” da superare attraverso la comprensione di CHI in prima linea agisce per la sicurezza delle città: I COMUNI, le Prefetture, Le Forze dell’Ordine con le rispettive competenze, le norme e i numeri di riferimento. I Sindaci spesso sono sovraccaricati della competenza in materia e di questa responsabilità e debbono farsi carico come portavoce di interlocuzione con le istituzioni attraverso un sistema articolato cui sono inseriti, così che essere Contro la Paura assume il significato più profondo di andare oltre la paura”, ovvero affrontare davvero le radici di un problema perché è ciò che poi porta verso la risoluzione e ringraziando nel finale introduttivo Franco Gabrielliper l’importante contributo che il Suo libro dà al dibattito sulla Sicurezza nel nostro Paese

    Apre il cuore della serata una Clip sull’11 Settembre e il feroce attacco terroristico che scosse il mondo 25 anni fa esatti, data non casuale quindi, farla coincidere con l’occasione del tema della paura e sicurezza democratica. ‘E da lì allargando lo sguardo si apre una finestra contro una serie di minacce che trovano un riferimento in un “individuato nemico” su cui vogliamo circoscrivere e indirizzare “un determinato pericolo da cui difendersi”. A partire dal nostro continente e poi il Nostro Paese’, Gabrielli ci ricorda una carrellata storica di eventi che l’anno attraversato, ad esempio il periodo forse già dimentico, de ‘la stagione in cui le persone venivano sequestrate per poi chiedere dei riscatti: da Vallanzasca, Turatello e di una Milano degli anni ’80 fino alle sue evoluzioni più recenti, “la dimensione sociale e la dimensione social col meccanismo perverso delle chat” ’

Il tema della paura riguarda e coinvolge, tra i temi attuali, tutto ciò che interagisce coi flussi migratori nel nostro Paese e che alcun mandato di ogni colore e pensiero politico/ideologico ha saputo finora governare e gestire, o ancor meglio “non gestire”; una speciale nota, sottolinea il Gabrielli, nel tema dell’Integrazione: ‘Si parla di fallimento nel nostro Paese del processo di Integrazione, quando non è possibile con totale senno e raziocinio affermare che questa sia mai avvenuta e men che meno si sia mai avviata. Integrazione che non c’entra nulla con l’accoglienza. Se noi non accompagneremo “questi arrivi” facendo “comunella”, la prima forma di integrazione’ ed evolvendo rispetto al cambiamento che ciò comporta nella nostra realtà sociale ed un desiderio genuino di interagire e comunicare senza perdere nulla della nostra identità originaria, questo processo integrativo non potrà mai avviarsi né compiersi’ nel profondo del cuore della nostra nuova identità comunitaria.

‘Quindi, sprofondare nelle radici del problema, significa mettere in fila  le cose nella maniera più utilitaria, meno idealistica,  significa smettere di delegare ad altri le parole “sicurezza, ordine, confini”, e le parole non sono neutre, e non si possono “declinare con delega” di pensiero ideologico di una fazione o dell’altra, sia essa “repressiva” o di “esaltazione”, senza invece cercare l’approfondimento in un punto d’equilibrio che può esserci e, c’è sempre, ed è quello il punto di rottura dove trovano luogo nuove strade e nuovi inizi i quali  possono davvero significare la differenza’.

   Presenza gradita tra il pubblico di prima fila, Venanzio Postiglione, Vicedirettore del Corriere della Sera, autore del libro Le Dieci PAROLE TRADITE, edito da Solferino, ben si legano al tema della sicurezza: ‘la società dell’ansia tradisce la società del dialogo nell’epoca dove non trovano spazio la moderazione ed i suoi portavoce’, riassume Di Girolamo.

A conclusione della serata, Il direttore della rassegna “Battiti”, Giacomo Di Girolamo ha ceduto la parola all’assessora alla Legalità e alla Sicurezza, Valentina Torrini, con cui condivide il progetto “Battiti”, la quale a nome dell’amministrazione comunale ha consegnato la Pergamena dei 10 punti stillati il 7 febbraio 1975 a Empoli, l’occasione che riunì più di mille poliziotti giunti da tutta Italia insieme ai rappresentanti sindacali per la memoria dei servitori dello Stato Leonardo Falco e Giovanni Ceravolo, appena caduti il 24 gennaio nella città medesima – due sole settimane prima – per la mano del neo fascista Mario Tuti: I dieci punti che formalizzarono la storica richiesta di smilitarizzazione e riforma democratica della Polizia.  Presenti anche i parenti di Falco e Ceravolo fortemente voluti dall’assessore Torrini come simbolo e nel ricordo caloroso che la Città e le Istituzioni puntualmente rivolgono loro in un abbraccio sentito.


L'Assessore Valentina Torrini consegna la pergamena a Franco Gabrielli

Nei ringraziamenti finali l’assessore Torrini ha voluto concludere dando risalto alle ‘parole più volte citate durante la serata e parafrasando il libro: felicità, sicurezza ma soprattutto fiducia, e tutte le volte in cui si riconducono come alleate. L’una non può esistere senza l’altra: la relazione che si costruisce insieme, tra i cittadini e mai contro qualcuno, è permeata dall’unione di molte forze a vari livelli incluso l’ascolto, la qualità dei servizi e la cura degli spazi nei territori’ in tutte le sue estensioni.

 Daniela Zappavigna

 Cenacolo degli Agostiniani

 Empoli, 12.09.2026


21 agosto 2026

Alaska Airlines nel 2027 anticipa la ripresa dei voli su Roma

 

Di Italiavola il 21 agosto 2026



Pronti, partenza, Italia! Alaska Airlines apre la vendita dei biglietti per i nuovi voli diretti giornalieri tra Seattle e Roma a bordo dei nostri aerei widebody Boeing 787 Dreamliner.

Non più quadrisettimanale come inizialmente annunciato. un successo di prenotazioni è stato riscontrato negli ultimi tempi tanto da spingere il vettore ad investire ulteriormente con la frequenza giornaliera.

Nuovi orari

Il prossimo anno, l’operativo e’ diverso. Ha subito un aggiustamento positivo con un anticipo, il seguente con l’arrivo un’ ora prima esatta rispetto al presente in uso quest’anno.

Seattle-Roma FCO 17:10-12:15 dal 22-3-2027

Roma FCO-Seattle 14:15-18:05 dal 23-03-2027

Nella foto vediamo la business class di Alaska Airlines sul Boeing 787-9 Dreamliner con 34 posti. L’economy ha 266 posti. Per un totale di una offerta da 300 posti.

Alaska Airlines promuove il volo a giornaliero per la forte risposta di prenotazioni


Grazie all’ottima risposta degli ospiti, abbiamo aumentato la frequenza dei voli Seattle-Roma da 4 volte a settimana a una frequenza giornaliera. Siamo l’unica compagnia aerea a offrire la comodità di un volo diretto giornaliero. A bordo, gli ospiti potranno vivere un’esperienza di viaggio globale reinventata sul nostro aereo Boeing 787 Dreamliner widebody a lungo raggio.

Gli ospiti possono acquistare biglietti aerei di andata e ritorno per Roma a partire da soli $599 su alaskaair.com. Presto inizieremo la vendita dei biglietti per il nostro nuovo servizio giornaliero, attivo tutto l’anno, tra Seattle e Londra Heathrow, che inizierà a volare anche la prossima primavera.


https://italiavola.com/2026/08/21/alaska-airlines-nel-2027-anticipa-la-ripresa-dei-voli-su-roma/






17 agosto 2026

ARTE: POP MITHOLOGY: PHILIP COLBERT IN POMPEI


Philip Colbert courtesy of the artist studio

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Lobster Gladiator Robot Ruin from the Future 2026. Ph Valentina Sensi
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Philip Colbert in Pompei. Ph Valentina Sensi. Ufficio Stampa HF4

di Daniela Zappavigna

Una mostra diffusa di astici in una rilettura della storia dell’arte firmata dall’artista britannico 'erede' di Andy Warhol: un’installazione è esposta anche a Longola, il sito archeologico incendiato pochi mesi fa

Dalle rovine dell'antichità alle icone della cultura pop, passando per un messaggio di rinascita per il territorio. Dal 27 luglio al Parco Archeologico di Pompei ha preso il via: 'Philip Colbert in Pompei: Pop Mythology', la più grande installazione artistica mai realizzata dall'artista britannico, considerato dalla critica l'erede di Andy Warhol. Oltre 30 sculture monumentali del suo iconico alter ego, The Lobster, popolano Pompei e i siti del territorio, tra cui il sito protostorico di Longola, dove una delle opere sarà allestita come segno di attenzione verso il territorio, dopo il grave incendio doloso che ha colpito l'area qualche tempo fa. 'Pop Mythology', organizzata da 'Il Cigno Arte' nel il Parco Archeologico di Pompei, rappresenta il prossimo grande progetto di arte pubblica di Colbert e segna un nuovo capitolo nella sua esplorazione della mitologia, della Storia e della cultura contemporanea. Sempre più riconosciuto come uno dei principali artisti delle installazioni 'site-specific' su larga scala, Colbert ha realizzato importanti interventi artistici a Taipei, Seoul, Hong Kong, Shanghai, Singapore, Macao, Londra, Venezia, Napoli, Roma e in Sicilia, costruendo una pratica artistica globale e distintiva. Il suo lavoro si colloca all’intersezione tra arte, intrattenimento e cultura di massa, creando esperienze accessibili e di forte impatto per il pubblico di tutto il mondo.

"Pompei è, per me, la città dell’antichità per eccellenza', spiega Philip Colbert, "un luogo che esiste oltre il tempo. Non riesco a immaginare un contesto più potente in cui creare un dialogo scultoreo sul tempo, sull’identità e sui modi in cui l’arte può trascendere i propri limiti. Le rovine di Pompei incarnano al tempo stesso tragedia e bellezza, e la città stessa sembra sospesa tra passato e presente". 

Ispirata all’arte antica di Pompei, in particolare al celebre mosaico a soggetto marino proveniente dalla Casa del Fauno, oggi al Museo archeologico di Napoli, la mostra, che include molte sculture mai esposte prima dall’artista, dialoga con la storia del sito e del suo territorio attraverso il viaggio simbolico del motivo dell’astice di Colbert, che riecheggia la storia stessa di Pompei, fatta di distruzione, conservazione e memoria collettiva. Mentre i visitatori attraversano il sito, le sculture emergono in modo inatteso all’interno del parco: colorati astici in acciaio inox e opere con patina bronzea appaiono tra colonne, archi e rovine antiche. Accanto a queste, una nuova trilogia di monumentali sculture in acciaio nero, concepite come “reperti mitologici del futuro”, tra cui 'guerrieri-astice' robotici, si presentano come rovine speculative proveniente da un futuro immaginario. Oltre a Pompei, dal 28 luglio scorso le opere sono esposte anche negli altri siti gestiti dal parco archeologico: Longola, Boscoreale, Oplontis, Villa San Marco, Villa Arianna e il Real Polverificio Borbonico. 

"L'allestimento di un'opera a Longola assume un significato particolare", sottolinea il direttore del parco, Gabriel Zuchtriegel. "Dopo l'incendio che ha colpito il sito, la presenza di una scultura di Colbert rappresenta un gesto di attenzione e solidarietà verso questo luogo e verso la comunità che lo vive. L'arte contemporanea può contribuire a mantenere alta l'attenzione sul patrimonio culturale e a trasformare una ferita in un'occasione di partecipazione e rinascita. Nel corso della mostra, seguiranno incontri con scuole e associazioni nei vari luoghi, tra Boscoreale, Castellammare di Stabia, Torre Annunziata e Longola nel comune di Poggiomarino". Fondendo mitologia classica e immaginario futuristico, 'Pop Mythology' presenta Pompei non solo come un luogo archeologico storico, ma come uno spazio culturale vivo, in dialogo con l’arte contemporanea e la cultura visiva moderna. Riflettendo su temi quali la mortalità, la civiltà e il rapporto dell’umanità con la tecnologia, la mostra crea un dialogo tra rovine antiche e futuri immaginati, invitando un nuovo pubblico a scoprire Pompei attraverso uno sguardo contemporaneo e dando vita a un’esperienza immersiva, ludica e sorprendente. 

"Il Parco Archeologico di Pompei ha accolto l’universo figurativo di Philip Colbert con le sue immagini apparentemente ludiche e grottesche, che non rappresentano una fuga dalla realtà, ma una satira spietata", conclude il curatore, Cesare Biasini Selvaggi. "È una maschera tragica comune – non solo l’alter ego dell’artista britannico – con cui copriamo il nostro fallimento. Le sue opere sono gli idoli folli di un’umanità irrazionale, incapace di imparare dalla storia, che continua a consumare guerre nel mondo, sopraffazioni, egoismi e a ignorare o sottovalutare la Natura. Pompei è il luogo in cui la storia ha fermato il tempo per consegnarci un monito eterno: la fragilità dell’umanità e del suo destino di fronte alla forza incontenibile della Natura. Ma c’è un filo di resistenza civile, di possibilità di rinascita intessuto da Colbert che si dipana fuori dal recinto sacro del Parco, lungo l’itinerario espositivo inedito di sedi satelliti nella carne viva, e spesso ferita, dell’hinterland campano. A partire dal Parco archeologico naturalistico di Longola (Poggiomarino), la Pompei prima di Pompei. Qui, lo scorso 19 giugno, le fiamme della criminalità hanno cercato di bruciare la memoria appiccando un grave incendio che ha devastato il sito, distruggendo le strutture dell’infopoint e i laboratori didattici. E poi la lunga marcia degli astici di Colbert prosegue, fino a Boscoreale, Torre Annunziata, Castellammare e Scafati. Una marcia per ricordare che il senso della meraviglia, dello stupore, la fantasia e la creatività non sono un lusso per pochi, ma la risorsa più grande per riscrivere gli immaginari del presente-futuro e ritrovare il senso di essere comunità contro ogni forma di criminalità, degrado, barbarie. Colbert a Pompei non deve divertire o consolare: deve provocare le coscienze". 

La mostra è visitabile fino al 30 novembre 2026.



1 agosto 2026

LE PROTAGONISTE DI «MARE FUORI» SUL RED CARPET DELL'AIFF


Carlotta Pinto - Mare Fuori


Cartisia Somma - Mare Fuori


Greta De Rosa - Mare Fuori


Carlotta Pinto, Cartisia Somma e Greta De Rosa ospiti della serata conclusiva della XIV edizione

Sarà la serata conclusiva della XIV edizione dell'Ariano International Film Festival ad accogliere tre dei nuovi volti di «Mare Fuori», il fenomeno seriale che ha saputo parlare a un'intera generazione. Domenica 2 agosto, ad Ariano Irpino, Carlotta Pinto, Cartisia Somma e Greta De Rosa — interpreti della sesta e delle successive stagioni della serie — sfileranno sul Red Carpet del Festival.

Con la loro presenza, l'Ariano International Film Festival rinnova l'attenzione verso i giovani interpreti del cinema e della serialità italiana, dando al pubblico l'occasione di conoscere da vicino alcuni tra i talenti emergenti più promettenti del panorama audiovisivo nazionale.

Nella serie le tre attrici interpretano tre sorelle, nuove protagoniste delle vicende che animano l’IPM di Napoli.

Carlotta Pinto (Benevento) è Marika, la sorella che insegue il sogno del canto. Cantante prima ancora che attrice, si è esibita al Teatro Comunale di Benevento e nel 2024 ha vinto la sezione canto del contest «Yes I Know My Way» dedicato a Pino Daniele;

Cartisia Somma (Roma) è Sharon, ambiziosa e determinata. L’attrice ha debuttato in teatro nel 2019 ne «Il Vecchio e il Mare» ed è già apparsa al cinema in «La partita delle emozioni».

Greta De Rosa (Napoli) è Annarella, la più giovane. Con «Mare Fuori» firma il suo debutto in una grande produzione, ed è già confermata tra le protagoniste del nuovo corso della serie.

Mare Fuori è una coproduzione Rai Fiction e Picomedia, società del gruppo Asacha e parte di Fremantle.

L'appuntamento è per domenica 2 agosto, nella suggestiva cornice della Villa Comunale di Ariano Irpino, dove le tre attrici saranno protagoniste del Red Carpet e della cerimonia conclusiva della XIV edizione dell'Ariano International Film Festival.

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Per aggiornamenti sugli ospiti, sul programma e su tutti gli eventi della XIV edizione, segui l'Ariano International Film Festival sui canali ufficiali.

Sito: www.arianofilmfestival.it

Facebook: www.facebook.com/ArianoInternationalFilmFestival

Instagram: www.instagram.com/arianofilmfestival




MADE IN CAMPANIA: “CAMERA CON VISTA” VINCE LA SEZIONE DEDICATA AL CINEMA CAMPANO

 


Menzione speciale Orange Harvest


AIFF AI_ SPECIAL MENTION - Orange Harvest


MADE IN CAMPANIA - CAMERA CON VISTA


I.C. Stanislao Mancini


Menzione speciale Alessandro Spallino


La terza giornata della XIV edizione dell’Ariano International Film Festival si è aperta con un’importante novità: per la prima volta la kermesse ha presentato una neonata sezione competitiva, l’AIFF A.I., composta di sei opere realizzate con l’intelligenza artificiale. Per l’occasione, il regista Elad Baadany Hoogervorst ha mostrato la sua opera “Orange harvest”, insignita di una Menzione speciale. Il cortometraggio ricostruisce, in maniera intensa e suggestiva, una memoria familiare frammentata, giocando con i toni del bianco e nero e con un color arancio dal grande valore simbolico. Nel pomeriggio è stata assegnata un’altra Menzione speciale, al film “Per chi” di Alessandro Spallino, sul progetto Viva Vittoria, simbolo di quelle donne che desiderano cambiare il mondo.

Nel pomeriggio l’Auditorium Comunale «Lina Wertmüller» ha ospitato le proiezioni «Oltre il concorso» targate Cinemaland, la scuola di cinema del Festival. Si tratta di un importante progetto di formazione rivolto ai ragazzi e alle ragazze degli istituti scolastici del territorio. Attraverso un percorso che unisce teoria e pratica, gli studenti hanno l'opportunità di conoscere da vicino il linguaggio cinematografico e di sperimentare i diversi mestieri del cinema. L’Ariano International Film Festival offre così ai giovani autori la possibilità di presentare il proprio lavoro all'interno di una manifestazione internazionale, condividendo il programma con professionisti, ospiti e pubblico.

Durante la giornata di mercoledì 29 luglio sono stati presentati infine i sei cortometraggi in concorso nella sezione Made in Campania: “Camera con vista” di Mario Porfito, “Fine vita mai” di Francesco Cesareo, “Fortunata” di Max Oliva Bartolozzi, “Il fotografo” di Marco Sommella, “L’alone” di Gian Piero Rotoli e “Nereide” di Alessandro D’Ambrosi. Sei opere che hanno portato sul grande schermo storie intense e profondamente legate al territorio, affrontando temi universali attraverso prospettive differenti. Dalla Napoli degli anni Duemila alla stanza di una clinica di lungodegenza, dal periodo dell’influenza spagnola a un futuro dominato dall’intelligenza artificiale, i cortometraggi targati Made in Campania hanno raccontato l’umanità in tutte le sue sfumature, confermando la vitalità e la qualità del cinema campano contemporaneo.

Come ogni anno, torna all’Ariano International Film Festival la competizione internazionale riservata ai cortometraggi realizzati totalmente o in parte sul territorio della Regione Campania. Confermandosi una delle più rappresentative la sezione è nata con l’obiettivo di valorizzare il territorio attraverso il linguaggio del cinema e di offrire uno spazio privilegiato agli autori che scelgono di raccontarne l’identità, la cultura e le eccellenze. Il Festival crede profondamente che sostenere il cinema realizzato sul territorio significhi anche favorire la crescita di un’intera filiera culturale e produttiva. L’obiettivo non è soltanto premiare il miglior cortometraggio, ma contribuire alla diffusione di una cultura cinematografica che riconosca nella Campania un luogo ricco di storie, creatività e professionalità. Il pubblico dell’Auditorium Comunale “Lina Wertmüller” ha accolto con entusiasmo gli autori presenti in sala, partecipando con interesse alle proiezioni e al confronto con i protagonisti. Ad aggiudicarsi il primo posto è stato “Camera con vista” di Mario Porfito, un’opera delicata e intensa che racconta la storia di una coppia di anziani, pazienti di una clinica e compagni di stanza, alle prese con ricordi condivisi, disegni liberatori e un senso di solitudine che, giorno dopo giorno, lascia spazio a un profondo legame umano.