Agenzia Stampa Aspapress

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19 marzo 2026

GIORNATE FAI DI PRIMAVERA sabato 21 e domenica 22 marzo 2026



Torna il più importante evento di piazza dedicato al patrimonio culturale e paesaggistico
del nostro Paese con visite a contributo libero in 780 luoghi in tutta Italia

 

Sabato 21 e domenica 22 marzo 2026 si apre la 34ª edizione le “Giornate FAI di Primavera”, il più grande evento di piazza dedicato al patrimonio culturale e paesaggistico dell’Italia: il più efficace strumento con cui il FAI - Fondo per l’Ambiente Italiano ETS dal 1975 esercita la sua missione di educazione alla conoscenza e alla tutela di quel patrimonio verso la collettività, perché sia per sempre e per tutti. Accogliendo l’invito del FAI, dal 1993 - anno della pionieristica prima edizione dell’evento – al 2025 quasi 13 milioni e mezzo di italiani hanno potuto scoprire e riscoprire oltre 17.000 luoghi speciali delle città e dei territori in cui vivono.

 

Le Giornate FAI di Primavera, così come quelle d’Autunno, sono la più preziosa occasione offerta agli italiani per conoscere e apprezzare le meraviglie del nostro Paese ed insieme un’importante iniziativa di sensibilizzazione e raccolta fondi della Fondazione, a sostegno della sua missione di utilità pubblica di cura e tutela del patrimonio culturale, nello spirito dell'articolo 9 della Costituzione e secondo il principio della sussidiarietà (art.118): ciò che viene raccolto dalle iscrizioni e dalle donazioni ricevute durante l’evento sostiene concretamente le sue attività istituzionali e permette al FAI di portare avanti gli interventi di restauro e i progetti di valorizzazione, alcuni dei quali molto onerosi. Facciamo il punto su quanti e quali traguardi ha raggiunto la Fondazione Emerita che proprio un anno fa compiva e festeggiava il suo 50nario!   75 sono i Beni che cura, gestisce e conserva, di cui 60 regolarmente aperti al pubblico affinché tutti i cittadini possano goderne per sempre. In occasione delle Giornate FAI di Primavera, saranno visitabili - a contributo libero - 780 luoghi in 400 città italiane.  Tali preziosità non lasciano nulla al caso: ad ogni Bene precede un’accurata e minuziosa scelta mossa da inesauribile curiosità e passione, ed ogni apertura è resa possibile grazie all’eccezionale cura organizzativa dei volontari del FAI, capaci di coinvolgere, in prima partita istituzioni, aziende e privati cittadini che li metteranno a disposizione, così che il vasto pubblico sempre in crescendo, in seconda battuta, possa fruirne dando luogo alla grande “festa collettiva” che ogni anno è  trepidamente attesa dai sostenitori e visitatori, i quali, ben sanno che dovranno attendere la data ufficiale in cui è indetta la Conferenza Stampa Nazionale affinché sia svelato e spacchettato IL VENTAGLIO comprensivo dei Nuovi Beni per la corrente edizione, sì, proprio come un misterioso pacchetto natalizio! Un patrimonio multiforme, spesso inatteso e sempre sorprendente: una raccolta di tesori storici, arte e natura più o meno conosciuti, nonché spesso esclusivi, ed anche fatto di storie, tradizioni e saperi unici, tramandati e rinnovati dalle comunità che li custodiscono.

 

"Le Giornate del FAI di Primavera sono sempre di più un grande e potente megafono per raccontare cos'è il FAI e cosa fa ogni giorno; non uno spettacolare evento isolato ma il testimone di un impegno quotidiano e diffuso in tutto il Paese, di un ardimento, di una curiosità, di uno spirito di servizio e di una attenzione concreta ai temi della tutela che si affida al sostegno di un numero sempre maggiore di cittadini per continuare, di fianco e con le istituzioni dello Stato, a far bene al paese più bello del mondo: il nostro. Per questo, le iscrizioni al FAI e le donazioni che raccogliamo durante l'evento sono fondamentali per sostenere la complessa realtà quotidiana di una Fondazione che acquisisce, restaura e valorizza per sempre e per tutti Beni culturali e paesaggistici di ogni tipo, dimensione e varietà, in grado di raccontare 365 giorni l’anno – e non solo due - la loro storia, con la loro, quella dell’Italia" ha dichiarato Marco Magnifico, Presidente FAI - Fondo per l’Ambiente Italiano.

 

 Anche quest’anno, quindi, grazie all’impegno e all’entusiasmo di 7.500 volontari delle Delegazioni Provinciali e dei Gruppi FAI attivi in ogni regione, sempre guidati da instancabile desiderio di proporre nuovi luoghi, ed a 17.000 Apprendisti Ciceroni, i giovani studenti della scuola secondaria appositamente formati dai loro docenti per raccontare le bellezze che li circondano,  saranno aperte le porte di centinaia di luoghi speciali, da nord a sud della Penisola, spesso, luoghi meno conosciuti oppure poco valorizzati, molti dei quali solitamente inaccessibili: ville, castelli, chiese, nonché luoghi dell’educazione e della ricerca, ancora, laboratori artigiani, aree naturalistiche, passando per sedi istituzionali, teatri, collezioni d’arte e siti produttivi e persino un’idrovora e uno stadio di calcio, perché in Italia il patrimonio di arte, natura e cultura è ovunque (elenco dei luoghi aperti e modalità di partecipazione su www.giornatefai.it). Ad ogni visita sarà possibile sostenere la missione della Fondazione con una donazione e, tra le tante aperture proposte, alcune saranno dedicate agli iscritti al FAI e a chi si iscriverà durante l’evento.


Daniela Zappavigna


 

 

 

 

Le Giornate FAI di Primavera si inquadrano nell’ambito delle iniziative di raccolta pubblica di fondi occasionale (Art 143, c 3, lett a), DPR 917/86 e art 2, c 2, D Lgs 460/97). Partecipare alla visita con una donazione significa sostenere la missione di cura e tutela del patrimonio culturale italiano della Fondazione. Ogni Iscritto al FAI e chi si iscriverà per la prima volta durante l’evento potrà beneficiare dell’accesso prioritario in tutti i luoghi e di aperture dedicate. Sottoscrivere la tessera FAI significa diventare parte di un grande progetto e rappresenta un atto d’amore per l’Italia.

Inoltre, fino al 29 marzo 2026 si potrà sostenere la missione del FAI donando con un SMS o una chiamata da rete fissa al numero 45584. Il valore della donazione sarà di 2 euro per ciascun SMS inviato da cellulari Fastweb + Vodafone, WINDTRE, TIM, iliad, PosteMobile, Coop Voce, Tiscali. Per le chiamate da rete fissa di 5 o 10 euro da TIM, Fastweb + Vodafone, WINDTRE, Tiscali, Convergenze, PosteMobile Geny Communications e, sempre per la rete fissa, di 5 euro da Convergenze e PosteMobile.


Delegazione FAI di Firenze: weekend di Festa della Cultura e Solidarietà

 






Sabato 21 e Domenica 22 marzo imperdibili aperture nel capoluogo toscano in occasione de 

LE GIORNATE FAI PRIMAVERA 2026


Con oltre dieci milioni di visitatori l'anno e con almeno tre musei in  pianta stabile la classifica dei dieci istituti più visitati d'Italia, non mancano mai occasioni per meravigliarsi e per scoprire nuovi capolavori e nuove affascinanti storie.

"Le Giornate FAI di Primavera rappresentano uno dei momenti più alti di cittadinanza attiva e amore per il nostro territorio. Giunte alla loro 34ª edizione, queste giornate non sono solo una festa della bellezza, ma un atto concreto di tutela e conoscenza che trasforma Firenze e la sua provincia in un museo a cielo aperto, accessibile e partecipato" ha detto l'assessore alla cultura Giovanni Bettarini"L’edizione 2026 tocca corde profonde della nostra identità e ci porta in luoghi segreti, come la Caserma Simoni, un luogo che racchiude in sé l’anima della Firenze rinascimentale — sede della prima stamperia della città — e il sacrificio civile della Resistenza con la memoria del Generale Simoni. O ancora a Palazzo Cerretani, dove la storia romana dialoga con le trasformazioni contemporanee della città, offrendo ai visitatori uno sguardo inedito sulle nostre radici plurimillenarie. Il valore di questa iniziativa risiede nella capacità di svelare l'inatteso: dal coraggio dei 'Giusti tra le Nazioni' di San Pietro a Varlungo alla magia alchemica di Palazzo Buontalenti, fino all'eleganza senza tempo di Villa del Cigliano nel Chianti. Vedere poi oltre 200 giovani 'Apprendisti Ciceroni' impegnati a raccontare questi tesori è il segno più bello di una città che sa tramandare il proprio patrimonio alle nuove generazioni. Come Amministrazione, siamo grati alla Delegazione FAI di Firenze e ai suoi tantissimi volontari: il loro lavoro quotidiano ci ricorda che il patrimonio culturale è un bene comune che va curato, sostenuto e, soprattutto, vissuto. Invitiamo tutti i fiorentini e i visitatori a partecipare con generosità a questa grande mobilitazione collettiva, perché ogni contributo versato durante queste giornate è un investimento diretto sul futuro della nostra bellezza."

Come sottolinea Carlo Francini, Capo Delegazione FAI Firenze “Chiunque sceglierà di partecipare sarà accolto in spazi solitamente sottratti allo sguardo pubblico, dove potrà immergersi in un racconto capace di unire passato e presente. Questa esperienza è resa possibile dalla straordinaria mobilitazione della Delegazione FAI di Firenze, che schiera oltre 130 volontari affiancati dall'entusiasmo di più di 200 giovani 'Apprendisti Ciceroni®' provenienti dalle scuole del territorio, pronti a guidare i visitatori alla scoperta delle nostre meraviglie. L'iniziativa si trasforma così in un autentico laboratorio civico che non solo avvicina le cittadine e i cittadini al patrimonio, ma favorisce l'incontro tra le persone stesse, offrendo una riflessione profonda sulla bellezza e sull'equilibrio tra uomo e natura. Un ringraziamento sentito va a tutte le istituzioni e ai loro staff, il cui supporto è stato fondamentale per concretizzare queste aperture"


Ecco l’elenco delle aperture previste in provincia di Firenze:


Caserma Simoni, ex convento di San Jacopo a Ripoli.


Caserma Simoni
: un tempo sede dell'antico complesso di San Jacopo a Ripoli. Situato nei pressi della stazione di Santa Maria Novella, l'edificio sorge in un’area defilata ma densa di storia, su via Jacopo da Diacceto: proprio qui, nei limitrofi Orti Oricellari, si riuniva il celebre circolo neoplatonico dove fu ordita la congiura per rovesciare il potere mediceo, culminata e fallita nel 1522. Visitare questa caserma rappresenta dunque un’occasione imperdibile per scoprire una Firenze autentica, dove la grande storia si manifesta in forme inaspettate. Il sito vanta infatti un primato d'eccezione: tra il 1476 e il 1484 ospitò la prima stamperia di Firenze, dove le monache domenicane che lì risiedevano produssero, sotto la guida di Fra Domenico da Pistoia e Fra Piero da Pisa, opere epocali come il Decameron e la prima edizione di Platone. In questi spazi, dove pare abbia predicato anche il Savonarola, il fascino resta intatto grazie a rari affreschi del Cinquecento e all'opera di maestri come Alessandro Allori. L’ex refettorio, oggi sala conferenze, è uno scrigno di segreti artistici dove recenti restauri hanno svelato pitture murali celate da secoli, frammenti di un vasto ciclo dell’inizio del Trecento dedicato alla Vergine, a Cristo e ai Santi Martiri. All'esterno, la facciata è nobilitata dalla lunetta in terracotta invetriata di Giovanni della Robbia, attualmente in restauro all’Opificio delle Pietre Dure. Ogni angolo racconta secoli di arte e devozione, ma il legame con la storia civile è altrettanto profondo: la caserma è intitolata dal 1946 al Generale Simone Simoni, martire delle Fosse Ardeatine. La visita permette dunque di assistere anche a un intreccio strategico in cui la memoria della Resistenza moderna del generale si fonde con le antiche lotte per la libertà e il sacrificio patriottico. Questo ideale testimone del coraggio civile giunge fino alla zona orientale della città, dove il sacrificio del Generale si ricongiunge all’atto eroico dei sacerdoti di San Pietro a Varlungo. Il quartiere, che deve il nome all’antico guado sull'Arno "Vadum Lungum", è un borgo dalle radici rurali reso immortale da una novella del Decameron. Il suo cuore pulsante è la chiesa di San Pietro, un complesso di origini millenarie documentato sin dal 1107 che, oltre alla sua storia secolare, è celebre per l’eroismo dimostrato durante l’occupazione tedesca. In quegli anni bui, la parrocchia divenne un centro vitale di soccorso per gli ebrei perseguitati; un impegno che valse ai sacerdoti Leto Casini e Giovanni Simioni il titolo di Giusti tra le Nazioni a Yad Vashem. Visitare San Pietro a Varlungo è un’occasione rara per scoprire una Firenze lontana dal turismo di massa, dove l’architettura fonde il rigore moderno della facciata con tesori del tardo barocco fiorentino. L'interno ad aula unica custodisce la luminosità vibrante delle pitture di Alessandro Gherardini e la mistica compostezza del Battesimo di Cristo di Onorio Marinari. Il soffitto accoglie un San Pietro in gloria di scuola del Volterrano, mentre nel transetto brilla il vero gioiello artistico: la preziosa Madonna col Bambino del duecentesco Maestro di Varlungo, capolavoro che segna il passaggio verso la sensibilità giottesca. Tra un ciborio in pietra serena del XV secolo e il suggestivo antico cimitero, il complesso si rivela un crocevia unico tra spiritualità e bellezza, rendendo omaggio a chi scelse la via del soccorso e dell'umanità. Questo itinerario della memoria, che unisce il sacrificio patriottico all'eroismo silenzioso, trova una nuova e sorprendente tappa a pochi metri dalla stazione di Santa Maria Novella: il Palazzo Cerretani. Situato in Piazza dell’Unità Italiana, l'edificio è un organismo vivente che riflette l’intera evoluzione di Firenze, dalle sue fondamenta nella Florentia di età augustea — dove una villa rustica del I secolo d.C. produceva il vino per la città romana — fino al rigore del Novecento. Creato dalla famiglia Cerretani tra il Cinquecento e il Settecento attraverso l'accorpamento di immobili preesistenti, il palazzo custodisce tracce medievali come una torre del XII secolo con feritoie ancora visibili, inglobata nelle successive ambizioni barocche. Visitare questi ambienti, normalmente non accessibili al pubblico se non per motivi di studio nella Biblioteca “Pietro Leopoldo”, significa attraversare i secoli e assistere alla metamorfosi della città. Il cuore artistico batte al piano nobile nella Sala del Barbarossa, affrescata da Vincenzo Meucci, mentre al pianterreno la Sala di Amore e Psiche e quella delle Virtù celebrano il gusto neoclassico e filantropico della contessa russa Giulia Bielinska Bobrinskoy. Proprio sotto la sua proprietà, nel 1862, avvenne la svolta decisiva: la cessione dell'edificio alla società antenata delle Ferrovie dello Stato. Questo atto segnò la fine dell'uso residenziale nobiliare e la trasformazione del complesso in un motore del progresso tecnico. Oggi, lo scalone razionalista in marmo di Carrara dell'ala di via Valfonda dialoga perfettamente con l'architettura della stazione, incarnando la transizione definitiva dall'Ancien Régime alla modernità funzionale. Palazzo Cerretani si conferma così un felice e straordinario connubio architettonico, capace di unire l'antico splendore aristocratico al volto dinamico della Firenze contemporanea. Dalle metamorfosi urbane di Palazzo Cerretani, il viaggio nella storia si sposta nel Chianti Fiorentino, a San Casciano Val di Pesa, dove la Villa del Cigliano si erge tra colline di vigneti e uliveti. Questo luogo, il cui nome evoca la nobile Gens Acilia romana su un probabile sito etrusco, rappresenta un’opportunità irripetibile per varcare la soglia di una dimora privata che la famiglia Antinori custodisce sin dal 1546. Già citato nell'XI secolo tra i beni donati da Carlo Magno all'Abbazia di Nonantola, il borgo funse da presidio difensivo con la sua torre longobarda lungo la via tra Firenze e Volterra. Se a Firenze era stata ricordata la lunetta di Giovanni della Robbia alla Caserma Simoni, qui ritroviamo lo stesso maestro nei due splendidi tondi invetriati del loggiato, che celebrano con festoni di frutta le nozze del 1513 tra Alessandro Antinori e Giovanna Tornabuoni.

Vitare il giardino e il cortile della villa significa immergersi in un microcosmo rinascimentale solitamente precluso al pubblico. Se l’impianto riflette l'eleganza del Cinquecento, fu il Settecento a donarle il volto tardo-barocco volto a suscitare meraviglia, con decorazioni in stucco e pietra serena. Il cuore della proprietà è un raffinato hortus conclusus dove la geometria incontra l’estro barocco: la maestosità dell'architettura si raddoppia specchiandosi nelle acque della Peschiera, mentre sullo sfondo domina un Ninfeo di fine Seicento. In questa grotta artificiale, decorata con spugne e conchiglie, la statua di Nettuno emerge in una scena teatrale di grande impatto. Il percorso prosegue nella limonaia settecentesca, impreziosita da mosaici in pietre di fiume, e nelle storiche cantine del 1898, ancora oggi cuore pulsante dell’attività agricola. Grazie ai restauri ottocenteschi di Lodovico Antinori ed Eleonora Corsini, la dimora preserva intatto il dialogo tra l'architettura umanista e il paesaggio toscano: non si visita una semplice dimora, ma una storia viva e ininterrotta.

Palazzo Buontalenti EUI


Infine il Palazzo Buontalenti, noto come il Casino Mediceo di San Marco, è un luogo dove la pietra sembra trasmutarsi in storia, indissolubilmente legato alla famiglia che dominò Firenze per oltre tre secoli. La costruzione affonda le radici nel fervore dell’Umanesimo, sorgendo in un’area anticamente occupata dai celebri Orti Medicei, l’accademia dove il giovane Michelangelo imparava l’arte della scultura sotto la protezione di Lorenzo il Magnifico. Fu però il Granduca Francesco I a dare al complesso la sua impronta più enigmatica, commissionando a Bernardo Buontalenti una villa di città destinata a assecondare le sue passioni alchemiche. In questa "officina" dello spirito e della materia trovarono spazio le prime Fonderie Medicee, laboratori d’avanguardia dedicati alla trasformazione dei metalli che gettarono le basi per il futuro metodo scientifico. Oggi il palazzo, sede della School of Transnational Governance (EUI), apre eccezionalmente le sue porte per un percorso che si snoda tra le memorie della ex Corte d’Appello e la preziosa Cappellina di San Giuseppe, affrescata nel 1622 da Filippo Tarchiani. Il cuore della visita resta tuttavia lo straordinario ciclo di affreschi secenteschi dell’ala nord, commissionato nel 1621 dal Cardinale Carlo de’ Medici per celebrare la genealogia maschile della casata. In queste sale, rimaste integre nel tempo poiché utilizzate prevalentemente come ambienti di lavoro, la musica risuona sotto le volte popolate dalle imprese dei Granduchi, da Cosimo I a Cosimo II. Le pennellate di maestri come Matteo Rosselli e Jacopo Vignali compongono un’apologia del potere mediceo che, per vastità e dettaglio, trova confronto solo nelle decorazioni vasariane di Palazzo Vecchio.

Per i tesserati FAI, inoltre, sono in programma delle visite guidate speciali, curate da esperti e addetti ai lavori, per approfondire e scoprire aspetti meno noti di questi luoghi affascinanti.

Palazzo Buontalenti
visite speciali consentiranno di esplorare e apprezzare gli ambienti ideati da Bernardo Buontalenti, immergendosi nella loro storia. Il percorso permetterà di comprendere le trasformazioni che hanno interessato e che tuttora interessano il complesso, in un dialogo continuo tra tutela, innovazione e riuso, volto ad accogliere la sede della Florence School of Transnational Governance. La School rappresenta uno dei progetti più ambiziosi promossi dall’Istituto Universitario Europeo, di cui quest'anno si celebrano i 50 anni, e che fin dalla sua fondazione ha trovato in Firenze una sede prestigiosa e un punto di riferimento per l’intera Unione Europea. Le visite saranno guidate dalla Dr.ssa Laura Bechi (storica dell'Arte) o da ricercatori ed esperti dell'European University Institute.

Sono disponibili complessivamente 4 visite speciali per i soli Soci FAI.
Saato 21 marzo alle 09.45 e alle 12.30; Domenica 22 marzo alle 09.45 e alle 12.30
gruppi saranno composti da max 25 persone.
Qui il link per prenotare:



Chiesa del Varlungo, interno



Borgo di San Pietro a Varlungo
visite speciali al Borgo di San Pietro a Varlungo permetteranno di scoprire la storia religiosa del borgo e i tesori della Chiesa Vecchia, tra cui anche cinque antichi crocifissi di grande valore artistico, che saranno illustrati, durante il percorso di visita, dal parroco Don Vittorio Menestrinaappassionato conoscitore dei luoghi. Interverrà anche il restauratore Massimo Seroni, che illustrerà il restauro di uno dei crocifissi esposti in sacrestia. Il percorso si concluderà nel cimitero adiacente con il racconto delle iniziative intraprese dai sacerdoti della parrocchia per mettere in salvo numerosi ebrei del quartiere dalle persecuzioni durante gli anni della Seconda guerra mondiale
Sono disponibili complessivamente 2 visite speciali per gli Iscritti FAI.
Sabato 21 marzo alle 12.30; Domenica 22 marzo alle 12.30
Gruppi saranno composti da max 30 persone.
Qui il link per prenotare:

https://faiprenotazioni.fondoambiente.it/evento/chiesa-di-san-pietro-a-varlungo-62704



Palazzo Cerretani, scalone Monumentale

Palazzo Cerretani
Visite speciali di Palazzo Cerretani offriranno l’opportunità di ampliare il consueto percorso di visita, includendo due ambienti normalmente non accessibili al pubblico: il sito archeologico e l’altana. In questo modo sarà possibile ricomporre idealmente la storia del palazzo lungo un arco temporale plurimillenario, dall’età romana – testimoniata dall’area archeologica situata nei sotterranei – fino alla città contemporanea, ammirabile dall’altana che domina il panorama urbano.
AD accompagnare i visitatori in questa esperienza straordinaria saranno i Narratori esperti del Gruppo Giovani FAI Firenze.
Sono disponibili complessivamente 6 visite speciali, esclusive per gli iscritti FAI.
Sabato 21 marzo alle 9.45, 12.30 e 13.00; Domenica 22 marzo alle 9.45, 12.30 e 13.00.
Gruppi saranno composti da max 10 persone.
Si segnala che a causa della difficoltà del percorso - considerato che la discesa al seminterrato, sede l'area archeologica, avviene lungo una scala molto stretta e ripida - non sono ammesse persone con disabilità.
Qui il link per prenotare:

https://faiprenotazioni.fondoambiente.it/evento/palazzo-cerretani-62765

Visite con prenotazione a Palazzo Cerretani. Si fa inoltre presente che per visitare Palazzo Cerretani è comunque obbligatoria la prenotazione, anche per le visite ordinarie. Sono previsti turni di visita ogni 20’, per gruppi di max 25 partecipanti.
Qui il link per prenotare:
https://faiprenotazioni.fondoambiente.it/evento/palazzo-cerretani-62764

 

Elenco completo dei luoghi aperti in TOSCANA e modalità di partecipazione all’evento su:

 

https://fondoambiente.it/il-fai/grandi-campagne/giornate-fai-di-primavera/i-luoghi-aperti/?regione=TOSCANA

 

IMPORTANTE: Si raccomanda di controllare sul sito

i giorni e gli orari di apertura prima della visita e se è necessaria la prenotazione.

Verificare sul sito anche eventuali variazioni di programma in caso di condizioni meteo avverse.

 



11 marzo 2026

Primavera da STAJNBECH, tra accoglienza in cantina e scoperta del Veneto orientale


Famiglia VALENT

Vigneto Stainbech

Sede Stajnbech


LA PRIMAVERA DI STAJNBECH HA I COLORI DEL SOLE
DI UNA BIG BENCH TRA I VIGNETI
L’accoglienza in cantina, come ponte tra scoperta del territorio e impegno per la sostenibilità


Belfiore di Pramaggiore (Venezia), 11 marzo 2026

Le giornate si allungano, la luce cambia e nell’aria si percepisce già il profumo di primavera.
Nel cuore del Veneto orientale, lontano dai grandi circuiti turistici ma territorio ricco di tesori interessanti da scoprire, c’è Belfiore di Pramaggiore dove ha sede l’azienda Stajnbech, che si prepara alla nuova stagione per accogliere al meglio winelovers e visitatori, con una proposta capace di unire vino, paesaggio e creatività.

La presenza più scenografica ha la forma di una panchina gigante color giallo sole, immersa tra i filari. A pochi passi dalla sede dell’azienda infatti, grazie ad un percorso segnalato si può raggiungere il vigneto Casa Vecchia, di proprietà della famiglia, ed ammirare la Big Bench, la prima pan-china gigante installata in provincia di Venezia e la sesta in Veneto, parte del Big Bench Community Project, un progetto internazionale volto a promuovere e favorire i territori, le comunità locali, il turismo e le eccellenze artigiane.

Pur essendo situata nei terreni della cantina, l’accesso alla panchina gigante è libero, sette giorni su sette 24 ore su 24. Una vera e propria opera d’arte, di color giallo intenso, appositamente fuori scala, alta 2 metri e 30 centimetri e lunga 3 metri e 20 centimetri, immersa nei vigneti in un punto panoramico vicino al corso del fiume Loncon, che permette di ammirare il territorio circostante da un osservatorio inedito. Un esempio concreto che sottolinea l’impegno dell’azienda veneziana a favore della valorizzazione del turismo locale e nella condivisione del territorio.

L’esperienza prosegue in sala degustazione, in ambienti raccolti e curati nei dettagli, pensati per far vivere agli ospiti un’esperienza in un clima familiare dove i titolari accolgono personalmente gli ospiti proponendo percorsi di degustazione, anche in inglese. Dalla linea dei Classici a quella dei Superiori, fino alle referenze speciali e iconiche, ogni calice parla di radici e visione futura.
Il Lison Classico 150 DOCG, ottenuto da Tocai Friulano in purezza, racconta la storia di un vitigno identitario; il Metodo Classico Imagine, esprime eleganza e pazienza; il Bosco della Donna, 100% Sauvignon Blanc, rivela intensità e carattere.

Vicino alla cantina si può visitare il Mulino Etnografico di Belfiore, oggi luogo FAI. Sorge all’interno del parco della storica Villa Dalla Pasqua, sulle rive del fiume Loncon. L’edificio principale, un antico mulino ad acqua attivo almeno dal XV secolo, è stato restaurato e trasformato nel Museo delle arti molitorie e della coltivazione dei cereali.
Poco distante si raggiunge l’elegante cittadina di Portogruaro, dove il tempo sembra scorrere più lento con la dolcezza delle acque del Lemene. Passeggiando nel centro storico ci si immerge in un’atmosfera raffinata, tra palazzi gotici, portici medievali e antichi mulini che si specchiano nel fiume. Ogni angolo racconta secoli di storia, tra arte, cultura e tradizioni. Una destinazione dal fascino discreto di autentica bellezza veneta.
Qui si trova il Museo Nazionale Concordiese, che custodisce straordinari reperti romani provenienti dall’antica Iulia Concordia (il nome storico della cittadina). Tra statue, mosaici, iscrizioni e oggetti quotidiani, offre un affascinante viaggio nella storia del territorio e nella vita dell’epoca romana.
Da Portogruaro, in 40/50 minuti di treno si può raggiungere una meta romantica e sempre unica: Venezia. Oppure, in soli 30 minuti di macchina, si può arrivare nella vivace e pittoresca Caorle, affascinante località balneare dal centro colorato e dall’atmosfera autenticamente marittima, così come Bibione e Jesolo.

Questo e molto altro nella zona Veneziana, ma pianificare dopo una degustazione una sosta per un piacevole pranzo a base di pesce a Caorle, Concordia Sagittaria o a Torre di Mosto, tutte località dove la cultura del pesce di stagione è molto viva, è una soluzione perfetta.
Territorio significa anche responsabilità e Stajnbech ha sempre creduto e fatto dell’agricoltura so-stenibile un punto cardine della propria filosofia, adottando metodi di coltivazione naturali nel pieno rispetto dei protocolli SQNPI. Una certificazione che garantisce attenzione all’ambiente, alla sicurezza sul lavoro e alla salute del consumatore. Il simbolo dell’ape in etichetta identifica i vini certificati: un segno distintivo che rassicura e orienta verso una scelta consapevole.
La primavera, qui, non è solo una stagione. È un invito a rallentare, a salire su una panchina gigante color sole, a brindare tra i filari e a riscoprire il piacere di un’esperienza che unisce vino, natura e meraviglia.

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Stajnbech
È un’azienda vitivinicola a conduzione familiare situata a Pramaggiore (VE), tra Venezia e Trieste, nel cuore di una terra dal ricco passato, anticamente chiamata il Vigneto della Serenissima. Risale al 1990 il primo vigneto piantato da Giuliano Valent e Adriana Marinatto, che poi nel 1991 fondano la cantina. Nata dall’ambizione di raccontare una storia in un bicchiere di vino, questa realtà veneta si distingue per la cura meticolosa riservata ad ogni fase della produzione. Da sempre infatti, Giuliano e Adriana hanno scelto di puntare alla qualità, ricercando costantemente l’eccellenza, applicando una filosofia che crede nel valore di un prodotto sincero e genuino, e nella passione per il proprio lavoro. Uno stile perfettamente racchiuso nel motto di famiglia: “Coltiviamo Armonie”. Le armonie per Stajnbech sono quelle della natura ma anche delle persone che condividono i medesimi valori di professionalità e dedizione, uniti all’amicizia e al senso di condivisione, tutti elementi che risuonano tra vigneti, cantina e azienda come in una grande sinfonia corale. 
L’area in cui sorge la cantina, al confine tra Veneto e Friuli, gode di un clima temperato che unito al suolo ricco di argille grigie consentono alla vite la sua massima espressione. Dai 17 ettari di uve di proprietà, rigorosamente selezionate, si producono vini artigianali di altissima qualità, ottenuti ponendo molta attenzione al rispetto dell’ambiente sotto il segno dell’ecocompatibilità, in vigneto come in cantina. I vini si distinguono per la spiccata personalità che sanno esprimere e raccontano le tradizioni enologiche del Veneto, coniugandole coi gusti internazionali.

Le linee di produzione si dividono in Superiori e Classici ai quali si aggiungono anche le bollicine con il nuovo metodo classico pas dosé. Negli anni, Stajnbech si è affacciata con successo al mercato internazionale, dove oggi gode di un posizionamento ben definito. La personalità dei vini ha conquistato nel tempo un pubblico di esperti e intenditori, raccogliendo importanti consensi ai più prestigiosi concorsi enologici.




27 febbraio 2026

EDITORIA: 'DOVE NASCONO I SILENZI', IL NUOVO ROMANZO DI CLAUDIA CONTE





‘Dove nascono i silenzi’:

il nuovo romanzo di Claudia Conte

 

di Daniela Zappavigna

 

'Dove nascono i silenzi' è il nuovo romanzo di Claudia Conte, pubblicato da Fall in Lov. Siamo di fronte a un’opera che cerca, finalmente, di esplorare le ingiustizie e le umiliazioni interne alle famiglie, non più considerate come meri involucri dove tutto è 'rose e fiori'. 

La violenza sulle donne, per esempio, spesso avviene proprio all’interno delle relazioni affettive: in Italia, nel 2025, sono stati registrati 97 femminicidi, di cui 85 in ambito familiare e 62 commessi da partner o ex partner. Oltre a questi dati, le dinamiche di controllo economico e psicologico rimangono dominanti: solo il 58 % delle donne ha un conto corrente personale, mentre il bullismo e le fragilità giovanili crescono nell’ombra di conflitti familiari mai risolti. 

Sul versante del disagio giovanile, i numeri presentati dal Telefono Azzurro sono eloquenti: in media, ogni anno sono 181 i casi di bullismo e 24 quelli di cyberbullismo, mentre oltre 2 ragazzi su 3 tra gli 11 e i 19 anni hanno subito almeno un episodio offensivo o violento.

 

Era ora, insomma, che qualcuno se ne occupasse, ficcando il 'naso', da brava giornalista, quale la Conte è, anche negli angoli bui che molti fanno finta di non vedere. Al centro del racconto, una famiglia apparentemente ordinaria: Carmela, madre affettuosa, ma segnata da rinunce e silenzi; Salvatore, padre autoritario; Eugenio e Iside, figli che crescono in un clima di tensione trattenuta. Un episodio improvviso rompe l’equilibrio, costringendo tutti a confrontarsi con quelle verità rimaste troppo a lungo sommerse.

Attraverso questa vicenda, il romanzo esplora la violenza domestica non solo come atto estremo, ma come un lento processo fatto di microviolenze, umiliazioni, controllo economico e dipendenza. In parallelo, emergono il bullismo e le fragilità adolescenziali, spesso generate o amplificate da modelli familiari rigidi e da un’incapacità diffusa di ascoltare il disagio. 

I silenzi degli adulti diventano, così, terreno fertile per le insicurezze dei più giovani. Arricchito dalla prefazione di Maurizio Belpietro, direttore de ‘La Verità’ e dal contributo di monsignor Antonio Di Donna, presidente della Conferenza episcopale campana, il nuovo romanzo della Conte richiama con forza alla responsabilità collettiva di educare, ascoltare e proteggere, affrontando i temi che attraversano sia le famiglie, sia le nuove generazioni. 

 

Realizzato con il patrocinio dell’Osservatorio nazionale sul bullismo e sul disagio giovanile, di Federformazione e in collaborazione con il Centro ricerche etnoantropologiche Crea, questo lavoro coniuga sensibilità narrativa e attenzione educativa, offrendo strumenti di lettura per comprendere le radici culturali della violenza e del disagio giovanile.



Biografia dell’autrice

Claudia Conte è giornalista, scrittrice, conduttrice e opinionista tv. Da sempre impegnata nella difesa dei diritti umani, è attiva contro ogni forma di violenza, in particolare quella esercitata sulle donne e sui minori. Promuove con continuità la cultura della legalità ed è ideatrice di numerosi format culturali e sociali. Su Rai Radio 1 conduce ‘La mezz’ora legale’ ed è portavoce ufficiale dell’Osservatorio nazionale sul bullismo e il disagio giovanile. E’, inoltre, volto e producer di grandi eventi, realizzati in collaborazione con istituzioni, Santa Sede ed enti del Terzo settore. Ricopre il ruolo di direttore artistico del ‘Ferrara Film Festival’. Nel corso della sua carriera ha ricevuto importanti riconoscimenti, tra cui il Premio personalità europea – Oscar dei giovani in Campidoglio (2019), il Premio Eccellenze italiane – Senato (2021) e il Premio Remind “Buone pratiche per comunicare l’Europa” al Parlamento europeo (2025). Fra le sue pubblicazioni figurano ‘Soffi vitali: quando il cuore ricomincia a battere’ (Gambini Editore, 2014); ‘Il vino e le rose: l’eterna sfida tra il bene e il male’ (Armando Curcio Editore, 2017); ‘La legge del cuore’ (Armando Curcio Editore, 2022) come omaggio ai magistrati Falcone e Borsellino, in occasione del trentennale dalla strage di Capaci e via D’Amelio, fino ad arrivare a ‘La voce di Iside’ (Readaction, 2024), un libro che propone il volontariato come cura del disagio giovanile, vincitore del ‘Premio Book for Peace’ 2024.


24 febbraio 2026

Viviamo insieme le Domeniche di Quaresima


La Quaresima non è un tempo qualsiasi.

È il tempo della prova: un tempo per riconoscere le ombre che abitano la nostra vita e rimetterci in cammino con maggiore verità.

Da oggi, domenica dopo domenica, i Frati di Assisi condivideranno una riflessione sul Vangelo della Quaresima: parole per sostare nelle domande più profonde e per guidarci verso la Pasqua.

Puoi iniziare questo cammino con la riflessione dedicata al Vangelo di oggi.

Guarda il video con Fra Giulio Michelini per la prima Domenica di Quaresima:

FRA GIULIO MICHELINI OFM - 1° DOMENICA DI QUARESIMA

Cammineremo insieme lungo queste settimane, lasciandoci guidare dal Vangelo e preparando il cuore alla Pasqua.

 

Frati Minori Assisi