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11 maggio 2021

Covid - GIOVEDì 13 MAGGIO SIT-IN DI SOLIDARIETA' A FIRENZE


E' IL MOMENTO DI ESPORRE LE NOSTRE RAGIONI E NON DI ESSERE SOTTOMESSI AL VOLERE DEI POLITICI CHE NON CI RAPPRESENTANO

RAFFAELE da AMICI DI MARIA DE FILIPPI



RAFFAELE

DA VENERDÌ 7 MAGGIO
ESCE IN RADIO

"IL SOLE ALLE FINESTRE"

UNO SQUARCIO DI LUCE IN UN VICOLO CIECO

Dal 7 maggio è disponibile in rotazione radiofonica "IL SOLE ALLE FINESTRE" (Isola degli Artisti), brano di RAFFAELE già presente su tutte le piattaforme di streaming.

Capita a chiunque di ritrovarsi in un punto di non ritorno. Proprio in quell'angolo, in quel momento in cui tutto sembra crollarci addosso, possiamo nasconderci nel buio lasciando che ci avvolga, oppure possiamo avere il coraggio di rialzarci, aspettando un giorno migliore: "IL SOLE ALLE FINESTRE", brano di RAFFAELE, è uno sfogo a cuore aperto, un testo sincero rafforzato dalle sonorità urban pop armonicamente vincenti e dalla voce brillante del suo autore. Una canzone che disegna uno squarcio di luce in quel vicolo cieco

Spiega Raffaele a proposito del singolo: «"Il sole alle finestre" è un pezzo fondamentale per me. Mi ricorda di sfruttare tutto quello che non va per diventare più forte, di non aver paura delle debolezze perché c'è sempre un giorno nuovo per ricominciare nel migliore dei modi. È un canto liberatorio».

Ascolta "Il sole alle finestre" su Spotify


Biografia

Raffaele Renda è un artista calabrese. All'età di 16 anni partecipa a SanremoYoung su Rai1 e arriva in finale  classificandosi al secondo posto. Successivamente si esibisce alla 68esima edizione del Festival di Sanremo su Rai1 insieme ai ragazzi di Sanremo Young.  Studia canto da oltre dieci anni e attualmente sta lavorando alla realizzazione del suo primo Ep.
Ha preso parte all'ultima edizione di Amici, arrivando alle fasi finali del programma.
Il suo brano "Il sole alle finestre" è disponibile in radio dal 7 maggio 2021.

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TESTO DEL BRANO
IL SOLE ALLE FINESTRE

Sono cresciuto con l'America
Nei dischi qualche pezzo di Battisti
Che ancora mi serve
A far star buone le paure
Quando diventano grandi
E nessuno sa come fermarle
A volte non riesco a stare solo
E i pensieri si rincorrono nel vuoto
Ora li tengo in disparte
In una scatola a parte
Come i vecchi vestiti
Che non voglio più addosso
Ma c'è il sole alle finestre
Mi ripetevi, "Devi diventare grande"
Ogni dubbio ed ogni forse
Mi hanno insegnato solo ad essere più forte
È un nuovo giorno
Non mi fa male la consapevolezza di poter cadere
Ma c'è il sole alle finestre
Ora sei qui con me, non sento più niente
Ho imparato a non fidarmi né di me né degli altri
L'uomo sbaglia per andare avanti
La perfezione è una condanna
Un miraggio che mi inganna
Inseguirla è come fermarsi
Ho preteso di trovare amore
Mentre mi perdevo tra le paranoie
Ora le tengo in disparte
In una scatola a parte
Come vecchi vestiti
Che non voglio più addosso
Ma c'è il sole alle finestre
Mi ripetevi, "Devi diventare grande"
Ogni dubbio ed ogni forse
Mi hanno insegnato solo ad essere più forte
È un nuovo giorno
Non mi fa male la consapevolezza di poter cadere
Ma c'è il sole alle finestre
Ora sei qui con me, non sento più niente
Non c'è una strada tutta dritta
Senza un po' di nebbia fitta e non è semplice
Quando tutto mi sembra perso
Ma io ballo in questo disastro se sei qui
Ma c'è il sole alle finestre
Mi ripetevi, "Devi diventare grande"
Ogni dubbio ed ogni forse
Mi hanno insegnato solo ad essere più forte
È un nuovo giorno
Non mi fa male la consapevolezza di poter cadere
Ma c'è il sole alle finestre
Ora sei qui con me, non sento più niente







Massimo Popolizio torna in scena con FURORE di John Steinbeck _ dal 18 al 30 maggio al Teatro Argentina

 

TEATRO ARGENTINA

18 • 30 maggio 2021

 

Massimo Popolizio torna a confrontarsi con la dolorosa e urgente attualità di Furore

 di John Steinbeck, nell'opera sonora tratta dal capolavoro della narrativa americana scritto nel 1939 e da subito divenuto un best-seller, 

un affresco epico sulla grande Depressione tra migranti, povertà e crisi sociale,

che rivela la sua travolgente modernità su drammaturgia di Emanuele Trevi

 FURORE

dall'omonimo romanzo John Steinbeck

adattamento di Emanuele Trevi

un progetto di e con Massimo Popolizio

con musiche eseguite dal vivo da Giovanni Lo Cascio

foto di Federico Massimiliano Mozzano

artwork Le ali advertising

 Produzione Compagnia Umberto Orsini e Teatro di Roma - Teatro Nazionale

 

Dal 18 al 30 maggio (tutti i giorni ore 19.00, domenica ore 17.00) torna sulla scena del Teatro Argentina la grande sapienza e inventiva registica e attoriale di Massimo Popolizio con Furore di John Steinbeck. Una produzione della Compagnia Umberto Orsini con il Teatro di Roma - Teatro Nazionale che, dopo il debutto nel 2019 al Teatro India, riporta sotto la lente di osservazione la crisi agricola, economica e sociale che stritolò gli Stati Uniti in una morsa fra il 1929 e l'attacco a Pearl Harbor, proponendo al pubblico un viaggio attraverso i temi politici e ambientali dell'opera carica di straordinari rimandi al nostro presente.

Uno spettacolo lirico ed epico che calca le orme del capolavoro della narrativa americana scritto nel 1939 e da subito divenuto un best-seller per la sua rappresentazione letteraria diretta e urgente, evocatrice di una condizione umana e sociale molto più ampia e più che mai attuale, raccontando le sventure della famiglia Joad, e i motivi di una delle più devastanti migrazioni di contadini della storia moderna.

Massimo Popolizio narratore d'eccezione, solo in scena accompagnato dalle sonorizzazioni eseguite dal vivo da Giovanni Lo Cascio dà vita alla drammaturgia di Emanuele Trevi conferendogli il proprio corpo e la propria voce, incarnando alla perfezione le sfumature arcaiche e al tempo modernissime della narrazione. Leggendo Furore, si impara ben presto a conoscere un personaggio senza nome che muove i fili della storia: una narrazione che conosce e indaga il cuore umano, la sua disperazione, le cause del destino degli umani, le dinamiche ineluttabili dell'ingiustizia sociale, le relazioni che legano le storie dei singoli al paesaggio naturale, agli sconvolgimenti tecnologici, alle incertezze del clima. Tutto, nel lungo racconto, sembra prendere vita con i contorni più esatti e la forza d'urto di una verità pronunciata con esattezza e compassione.

Lo spettacolo prosegue il suo viaggio in tournée il 1° giugno al Teatro Nuovo Giovanni da Udine, dal 3 al 5 giugno al Teatro Gustavo Modena di Genova e dall'8 al 20 giugno al Piccolo Teatro Strehler di Milano.

 

Botteghino Teatro India: da martedì 4 maggio, dalle ore 16.00 _ domenica dalle 14.00
Biglietti: Argentina da 40€ a 12€ _ Mini Card 50€ 2 ingressi per Argentina o 4 per India o Torlonia _ Card under35 50€ 5 ingressi per tutti i teatri

Orari spettacoli: tutti i giorni ore 19.00 _ domenica ore 17.00 _ lunedì riposo_ durata 75'

 

Alcune indicazioni sulle modalità di accesso agli spettacoli:

Per evitare code e assembramenti, invitiamo a presentarvi con il biglietto sul vostro telefono o altro dispositivo elettronico.

Potrà accedere in sala il pubblico munito di mascherina e con temperatura inferiore a 37.5. Sullo spazio saranno disponibili dispenser per l'igienizzazione delle mani. I posti in sala garantiscono il distanziamento interpersonale nel rispetto delle normative vigenti.  Per godere delle rappresentazioni al meglio e in totale sicurezza, in tutti i nostri teatri sarà possibile acquistare posti singoli o posti in coppia.

Al momento dell'accesso in sala sarà richiesta un'autodichiarazione:
- clicca qui per stampare il modello Posti singoli - clicca qui per stampare il modello Posti congiunti 

 


CHIROPRATICA E PSICHE SENZA RICORSO ALL'USO DI FARMACI

 
 CHIROPRATICA E BENESSERE PSICOLOGICO

Viano (AIC): "La Chiropratica agevola il paziente a non usare farmaci intervenendo in modo naturale sul benessere psicofisico"

 

 

L'emergenza determinata dalla pandemia Covid-19 ha pesanti effetti sulla vita di tutti, ma ancora più gravi per le persone con sofferenza mentale, come anche per anziani e disabili. Proprio in questi giorni è stata diffusa dall'Oms la guida "Covid-19", che indica tra i servizi essenziali da garantire quelli per la salute mentale, che riguardano ogni anno in Italia circa 900 mila persone. Questa la segnalazione della Società Italiana di Psichiatria (Sip), con il sostegno della Società Europea di Psichiatria (Sep), che accoglie le indicazioni delle società scientifiche più accreditate, a tutela di chi ha disturbi mentali, e degli operatori che li assistono.

Dopo il Covid-19 si rischia un'ondata di patologie psicologiche e psichiatriche. La lunga quarantena, la solitudine e l'isolamento, i problemi economici, i lutti e lo smembramento delle famiglie hanno acuito le difficoltà della nostra società, colpendo in maniera ancor maggiore quella parte fragile della popolazione che già era in difficoltà. Le maggiori società scientifiche italiane e mondiali hanno avvertito da mesi il rischio di uno tsunami psicopatologico, che inonderà il già precario sistema sanitario nazionale. Ciò che si teme è anche uno smodato ricorso ai farmaci per fronteggiare l'emergenza legata a queste patologie. Per evitarlo è possibile fare ricorso alla Chiropratica. In che modo? Lo spiega il Dottore in Chiropratica Giancarlo Viano.

 

 

Come interviene la Chiropratica sul benessere psicologico?

«Per prima cosa va ricordato che lo stato emotivo di una persona non esiste solo nella sua mente, ma agisce in maniera uguale anche sul corpo, creando alterazioni del metabolismo e della struttura corporea: le tensioni emotive diventano istantaneamente tensioni corporee. La Chiropratica agisce positivamente sul sistema nervoso centrale che è celato all'interno della colonna vertebrale, ne favorisce il corretto funzionamento e al contempo aiuta a ridurre gli stati tensivi a livello muscolo-scheletrico».

 

Perché è possibile evitare l'uso di farmaci?

«Attraverso l'aggiustamento vertebrale chiropratico, i segmenti vertebrali che costituiscono la colonna riprendono a funzionare meglio e con maggiore libertà, la conseguenza diretta è che questo permette in primo luogo di ripristinare la normale trasmissione degli impulsi neurologici che intercorrono tra cervello e organi, in secondo luogo, l'aggiustamento chiropratico ha un effetto regolatore sul sistema nervoso. Tutto questo si traduce in una sensazione di benessere generale, di minore tensione e stress, e di riduzione o scomparsa di quelle condizioni che spingerebbero il paziente ad usare farmaci per sopprimere il sintomo».

 

Come funziona e cosa cura?

«Il range di azione della Chiropratica è vastissimo: attraverso la colonna vertebrale passano tutti i segnali neurologici che dal cervello vanno al resto del corpo e viceversa, quindi il Dottore Chiropratico, agendo in modo strutturato e specifico può generare effetti positivi sia sulla struttura muscolo scheletrica, sia sul metabolismo e la sfera emozionale».

 

 

Come si fa a sapere se la Chiropratica "fa al caso mio"?

«Basta rivolgersi ad un Dottore Chiropratico dell'Associazione Italiana Chiropratici contattando l'associazione stessa al numero 800 017806 o visitando il sito www.chiropratica.it, ed esporre i propri quesiti o dubbi in merito. La Chiropratica è comunque una disciplina che tratta pazienti da 0 a 100+ anni ed ha protocolli specifici per affrontare in sicurezza una vasta gamma di problematiche, l'importante è rivolgersi ad un Dottore Chiropratico, e l'Associazione Italiana Chiropratici è il riferimento giusto».

 

Possono collaborare Chiropratica e medicina tradizionale?

«Già accade, sono molti i Dottori Chiropratici che interagiscono efficacemente con Dottori in Medicina di diverse specialità. Purtroppo in Italia i Dottori Chiropratici laureati secondo gli standard internazionali sulla professione sono pochissimi mentre c'è un elevato numero di operatori vari che dicono di fare "chiropratica" o dicono di essere "chiropratici" senza avere la suddetta formazione o addirittura con falsi titoli di studio o fantomatiche lauree da parte di istituzioni già segnalate nella black list del ministero dell'istruzione. Questo fa sì che molti medici e operatori sanitari sono stati esposti ad una visione della Chiropratica del tutto sbagliata, generando una vera e propria mal-informazione, è necessario quindi informare anche queste categorie in merito alla figura del Dottore Chiropratico».

 

Come si diventa Dottore in Chiropratica?

«Conseguendo una laurea magistrale presso college e università accreditate internazionalmente, è un percorso di un minimo di 5 anni a frequenza obbligatoria e a tempo pieno; in Italia questa formazione non esiste ancora, di conseguenza tutti i Dottori  Chiropratici si sono laureati all'estero, ma il paziente deve fare molta attenzione: vedere un "chiropratico" con una laurea estera appesa al muro non è una garanzia proprio perché esistono molte false lauree o percorsi di studio ben lontani dalla giusta formazione chiropratica. L'Associazione Italiana Chiropratici è una garanzia assoluta in questo senso, in quanto accetta e riunisce solo Dottori Chiropratici con la corretta formazione, a garanzia di sicurezza e professionalità».

 

L'Associazione Italiana Chiropratici (AIC) nasce nel 1974 per rappresentare la professione Chiropratica, promuoverla e per garantire ai pazienti operatori qualificati. La Chiropratica è una professione sanitaria primaria che riconosce la capacità intrinseca del corpo di raggiungere e mantenere uno stato sano individuando i fattori esterni ed interni che possono interferire con il corretto funzionamento e interazione tra tutti i sistemi corporei. Il Dottore Chiropratico individua i fattori causali ed elimina l'interferenza neurologica funzionale (sublussazione) ottimizzando l'integrità della colonna vertebrale. Assiste anche i pazienti nella identificazione e nella gestione degli stress di vita quotidiana che potrebbero compromettere quello stato di salute, in modo conservativo, e senza l'uso invasivo di farmaci o interventi chirurgici. In Italia sono membri AIC tutti i Dottori in Chiropratica che hanno conseguito la laurea presso i Colleges riconosciuti dall'Organismo Mondiale sulla Chiropratica.
 

 

ALESSIO ALBA E IL SUO SINGOLO "AH - HA" ascolta il brano e vedi il video


 

 

"AH-HA"

dal 7 Maggio in radio 

l'esordio di ALESSIO ALBA

ha il potere di risollevare il morale


"Ah ha" è il singolo e videoclip d'esordio di Alessio Alba, un invito a non prendersi troppo sul serio. Disponibile dal 7 maggio in radio per Noise Symphony Music (distribuzione Pirames International), il brano è prodotto da Andy Milesi e finalizzato da Francesco Tosoni. 

 

Ah-ha parla della difficoltà e dell'ineffabilità del parlare dovuti all'imbarazzo dei primi incontri (nel caso di Alessio i primi appuntamenti con le ragazze). Le strofe rappresentano quei momenti in cui non si sa cosa dire, finché non ci si rende conto che parlare non serve. Ed è per questo che il ritornello è senza parole, perché spesso le parole non servono.

 

"Ho comunque cercato di non scrivere un testo che parli solo del mio rapporto complicato con le ragazze al primo appuntamento (anche perché non basterebbe un 33 giri). Volevo che fosse qualcosa di più trasversale per regalare una risposta universale a chi non sa cosa dire, attraverso l'uso di un'esclamazione - Ah ha - cioè il nulla (che spesso è meglio!)."

 

La canzone, caratterizzata da un ritornello che utilizza il synth vocale come sostituto alle parole per spiazzare e divertire chi lo ascolta, prende spunto dal pop anni 80 di "Footloose" di Kenny Loggins, e da "Take on me" degli A-ha per il ritmo e la batteria; da "Oh Superman" di Laurie Anderson per la sillaba Ah usata come base ritmica del pezzo.

 

Alessio ha voluto sperimentare un mood più allegro perché crede fortemente nel potere della musica di risollevare il morale, specialmente in questo periodo. Ed è per questo che cerca sempre di trovare un punto di vista ottimista, uno spiraglio di luce in fondo, anche nelle canzoni con temi più tristi.  

 

Il video che accompagna "Ah ha", in cui il protagonista è lo stesso Alessio come un Mr. Potato di Toy Story, è un invito a non prendersi troppo sul serio. Un gioco di forme e colori che si lega al mood del brano, ritmato e spensierato, una decostruzione, come un puzzle per bambini o un mosaico, per spiazzare e divertire.

 

"Quando faccio ascoltare le mie canzoni sono sempre concentrato sull'espressione del viso di chi ascolta, perché mi interessa sempre il contatto diretto con il pubblico. Anche con il video ho cercato di trovare un'idea che portasse un sorriso spontaneo a chi lo guarda"

 

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"Ah ha" - Alessio Alba

Autore e compositore: Alessio Alba

Produzione: Andy Milesi

Mix e Master: Francesco Tosoni 

Etichetta: Noise Symphony 

Edizioni: Noise Symphony srls

Distribuzione: Pirames International

 

 

GUARDA IL VIDEO UFFICIALE

 

 

 

 

TESTO DEL BRANO

Ah-ha

 

Sempre così

Ho provato mille volte Ormai non riesco Ormai non riesco

Il cielo da qui

È rimasto sempre uguale Ma non lo conosco

Non lo riconosco

Ma queste non sono parole giuste per Perdere la testa insieme a te

E quindi Ah

Ah-ha Ah-ha

 

Come si fa

A lasciarsi andare e perdersi? Non c'è una regola

Non c'è una regola

Ma queste non sono parole giuste per Perdere la testa insieme a te

 

E quindi Ah

Ah-ha Ah-ha Ah-ha Ah-ha

 

Ho trovato i miei clichés in qualche posto Almeno questo lo riconosco

Alla fine le parole non li cambieranno

 

E quindi Ah

Ah-ha Ah-ha