Agenzia Stampa Aspapress

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19 ottobre 2020

ARIANO IRPINO E#"LA CASA" DEGLI SPIRITI PER LA REGIA DEL GIOVANE LORENZO S...



Una giovane produzione nata in tempo di Covid e in zona rossa chiusa per oltre 3 mesi un gruppo di giovani irpini con la voglia di cinema ci e si raccontano "La Casa" una storia surreale che per i più delicati può far Paura. Il cortometraggio uscirà il 31 ottobre sul canale Unititled_Studio e sui vari social e anche sul sito di www.aspapress.it e collegati. È il primo cortometraggio che merita la vostra attenzione sia per vedere un lavoro di giovani partendo dal regista di 17 anni che è la strada che vuole percorrere vista anche gli studi di liceo classico con la speranza di poter proseguire gli studi al Centro Sperimentale di Cinematografia. Un lavoro di gruppo che solo la passione può unire. La nostra chiaccherata si dilungata ma spazia non solo sul cortometraggio ma, un incontri con il nuovo avvio della giunta che coinvolge maggioranza e minoranza dove la città può emergere e dove nel 2021 si organizza la nona edizione del Festival internazionale Film Festival. Sono riuscito a strappare una promessa di partecipazione al #PremioPapaGiovanniSecondo. Giovani decisi e con la volontà di fare cinema nonostante il Covid e i proclami restrittivi che vorrebbero fermare la cultura. Sono loro i giovani che cambieranno anche i politici che vogliono vietare di crescere con iniziative e idee. "La Casa" di #EttoreCorsano e di #FrancescoVitillo per la regia #LorenzoSicuranza. Buon ascolto e speriamo con la condivisione di trovare nuovi estimatori dei giovani. Vi aspettiamo dalle 23 del 31 ottobre su #YuTube e www.aspapress.it con tutti i social collegati. Enzo Fasoli

15 ottobre 2020

REGOLE ANTI-COVID IN AM: POCO CHIARE E NON UNIFORMI. IL SIAM SCRIVE AI VERTICI

 

 

 

 

 

 

 

REGOLE ANTI-COVID IN AM: POCO CHIARE E NON UNIFORMI. IL SIAM SCRIVE AI VERTICI

 

Il SIAM scrive al Capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica e agli alti Comandi dell'arma azzurra (Comando Squadra Aerea, Comando Logistico e Comando delle Scuole) per denunciare una generalizzata leggerezza nel porre in essere tutte quelle azioni volte alla salvaguardia della salute del personale militare in relazione alle disposizioni anticontagio da Covid 19.

Nonostante le reiterate raccomandazioni e nuove imposizioni del Governo per prevenire il dilagare della pandemia in costante aumento da qualche settimana, in Aeronautica si registrano situazioni alquanto dubbie dal punto di vista della precauzione e del rispetto delle più elementari regole di buon senso.

Infatti in molti reparti dell'Aeronautica si ha l'impressione che il Covid non esista affatto: orari di servizio lunghi che obbligano il personale a consumare il pasto in mense affollate, abolito quasi ovunque lo smart working,  bar interni aperti, corsi presso istituti di addestramento e formazione svolti in presenza con militari provenienti da diverse parti d'Italia, equipaggiamento scambiato tra colleghi a fine turno senza le opportune sanificazioni e inadeguatezza delle strutture ad accogliere eventuali contagiati.

 Una situazione pericolosa, denuncia il Sindacato Aeronautica Militare che scrive ai vertici della forza armata invitandoli ad intervenire con rapidità attraverso direttive certe e soprattutto chiare e univoche per tutti.

Il SIAM, attraverso la sua fitta rete di iscritti, sezioni e responsabili territoriali, ha riscontrato difformità nel rispetto delle norme anti- covid emanate dagli organi superiori militari e sanitari, tra un reparto e l'altro, praticamente un quadro generale che fa emergere una situazione pirandelliana.

   Queste azioni di lassismo generalizzate vanno avanti ormai da mesi e non c'è nessun segnale che vada in senso contrario nonostante i casi aumentino un po' ovunque e nonostante le numerose lettere scritte allo Stato Maggiore da parte del SIAM.

Di questo passo, conclude il Sindacato Aeronautica Militare, c'è il rischio che presto  si potrebbe arrivare ad avere situazioni difficili da gestire all'interno degli aeroporti militari, il che sarebbe assolutamente da scongiurare visti gli imprescindibili compiti istituzionali che l'Aeronautica militare svolge per il Paese.

 

 

 

 


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PER CHI AMA L'AMERICA LA AMOSTRA A MILANO DI PAOLO PARADISO

 

 

     MOSTRE/AMERICA A MILANO

"Good old days"

20 dipinti inediti di Paolo Paradiso

  Torna il suo tema classico, l'America Anni 50 e 60

 

Alla Galleria Ponte Rosso, via Brera 2.

Inaugurazione giovedì 29 Ottobre dalle 15 alle 20 con la partecipazione dell'artista.

Fino a sabato 21 Novembre con il seguente orario: da martedì a sabato 15.00-19, al mattino solo su appuntamento.

 

 www.ponterosso.com              www.paoloparadiso.com

Paolo Paradiso, milanese, è l'artista, realista, che dipinge l'America degli Anni 50 e 60.

Fu 'scoperto' nel 2004 dalla Galleria Ponte Rosso vincendo il Premio di Pittura Carlo Dalla Zorza, dedicato agli artisti italiani delle nuove generazioni.

Da allora, la Ponte Rosso lo rappresenta in esclusiva e ogni anno lo propone con titoli diversi.

La prossima mostra, dal titolo 'Good Old Days', offre 20 inediti di grande formato, elaborati quasi tutti tra Febbraio e Giugno 2020, durante i mesi di lockdown.

Inaugurazione Giovedì 29 Ottobre alla Galleria Ponte Rosso di via Brera 2, Milano dalle 15 alle 20 con la partecipazione di Paradiso per la firma delle copie dei cataloghi o dei poster.

Poi l'esposizione resta fino a sabato 21 Novembre con il seguente orario: da martedì a sabato 15.00-19, al mattino solo su appuntamento.

Il tema è il suo "classico", l'America degli anni '50 e '60, in particolare New York, la città che più di ogni altra ha ispirato il lavoro di Paolo Paradiso.

Anche il mood non cambia: nonostante il Coronavirus, le tele comunicano ottimismo e c'è il piacere di immergersi nei frenetici paesaggi metropolitani degli anni d'oro americani. Il

primo quadro è addirittura uno scherzo: Paradiso mette la mascherina ai personaggi di una sua vecchia tela, dove, a Coney Island, la folla assiepata è in attesa di un concerto.

"Dipingo quello che mi diverte - spiega l'autore soddisfatto -. Non do messaggi. Non giudico niente e nessuno. Sono un artista 'impegnato', si, ma nella pittura e conquistato

dalla bellezza. La chiusura dell'Italia per me è stata una straordinaria occasione per potermi dedicare indisturbato alle mie tele. Oltre 20 quadri in sei mesi! Mai successo. Ho

portato a termine progetti iniziati tempo fa e fatto cose nuove. La data sull'opera è sempre quella dell'ultima pennellata, come faceva Balthus".

 

Paolo Paradiso è stato pittore fin da bambino (il padre vendeva i suoi quadri agli amici che già scommettevano sul suo futuro successo), anche se debutta nel mondo del lavoro

come grafico pubblicitario, collaborando con riviste di moda e studi famosi. Nel 1983 si trasferisce a Chicago dove, influenzato dalla pop-art, concentra finalmente la sua attività

sulla sua vera passione e inizia a ritrarre i suoi tipici soggetti americani, fino ad esporre la prima produzione nel 2003 alla Michael H. Lord Gallery.

Non è l'America contemporanea però la protagonista dei quadri di Paolo Paradiso, ma quella che raccontavano i film, la musica e le storie degli anni postbellici e che lo avevano

sempre emozionato.

Dal 2004 ritorna a Milano, ma il suo tema ricorrente resta l'America di quel periodo, il suo 'sogno americano', the good old days..."Anni passati troppo in fretta".

 

Nel 2017, in una sorta di manifesto della sua arte, racconta: " ...è da qui che

tutto è incominciato... Grazie a quella che fu definita l'era atomica. Al timore per le sorti del pianeta, gli americani reagirono con un sano fatalismo.

Il risultato fu un periodo di prosperità e serenità mai viste prima. Oltre al proliferare di rifugi antiatomici in giardino. Grazie ai film commedia e alla protagonista simbolo assoluto di quegli anni: Doris Day, ai suoi tailleurs e ai cappottini pastello. Anche se la mia fidanzata a quel tempo era Sandra Dee che purtroppo, dovevo condividere con altri milioni di teenagers americani. Grazie a Rod Sterling che agitò i miei sonni con "Ai confini della realtà" e grazie ai pionieri dei primi film di fantascienza, alle astronavi con i fili che si vedevano. E per restare in tema, grazie alla minaccia da altri pianeti e all'ossessione, in quegli anni, per l'arrivo dei " marziani "... Grazie alle automobili grosse come barche, dalle linee curve in un tripudio di luci e cromature. Grazie ai libri "proibiti " della mia gioventù, a Grace Metalious con la sua Peyton Place e a Sloan Wilson con 'Scandalo al sole' che, per la mia gioia, aveva come protagonista, nella versione cinematografica, proprio Sandra Dee. Se penso a quelle estati, la musica nell'aria, per me era solo 'Scandalo al sole', grazie Percy Faith. Grazie all'America di Norman Rockwell, alla provincia, perché l'America non è solo New York".

Paolo Paradiso riconosce nella sua produzione il richiamo a Edward Hopper, ma l'America la guarda con altri occhi. "Il mio messaggio è solo estetico".

Il resto è studio, ricerca: "Grazie alla fotografia in bianco e nero che mi ha fatto scoprire la poesia delle ombre. A tutti gli Impressionisti che mi hanno insegnato a dipingere con la luce. Oggi dipingo solo con la luce naturale. Inizio presto la mattina e vado avanti, per più ore d'estate, meno d'inverno".

Paradiso insomma ai tempi del lockdown è l'antieroe, come il suo amato fumetto Gaston Lagaffe, "quasi un mio Alter Ego". O un eroe, si, ma spensierato, come gli altri comics che lo hanno conquistato, alla faccia di chi elogia la lentezza: il campione automobilistico Michel Vaillant e l'aviatore più famoso della storia del fumetto, Buck Danny.

Il suo stile? "Penso ai Rat Pack, lo straordinario gruppo formato da Frank Sinatra, Dean Martin, Sammy Davis Jr., Peter Lawford e Joey Bishop: nessuno si è divertito come loro lavorando!".

Paradiso oggi è molto apprezzato a livello internazionale: oltre che in Usa e in Italia, è ricercato in Europa, Australia, Sudafrica, Hong Kong e Singapore.

I suoi formati preferiti sono 90x120 e 80x140 orizzontali o verticali, quadrato 100x100. Dipinge a olio su tela.

Causa il protrarsi delle condizioni sanitarie di emergenza dovute al Covid-19, l'ingresso in Galleria è consentito con la mascherina indossata mantenendo la distanza di sicurezza fra i visitatori. Per poter consultare libri e cataloghi o visionare opere grafiche in cartella è obbligatoria l'igienizzazione delle mani con il gel o l'utilizzo di guanti usa e getta, entrambi a disposizione dei visitatori.

 

 

 

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Dal 15 ottobre Johan Creten e I PECCATI in mostra a Villa Medici - info pratiche

 

 

 

 

 

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dal 15 ottobre 2020 al 31 gennaio 2021 sarà in mostra all'Accademia di Francia a Roma - Villa Medici  "I PECCATI" di Johan Creten, un'esposizione che raccoglie per la prima volta in Italia un insieme di 55 opere in bronzo, ceramica e resina dell'artista belga considerato tra i più originali innovatori della ceramica contemporanea, oltreché virtuoso del bronzo e artefice di sculture monumentali, di cui un importante esempio, "De Vleermuis – Il Pipistrello", sarà presentato nei giardini di Villa Medici. 

Precursore, inclassificabile e controcorrente, Johan Creten (nato nel 1963) è un artista che si è distinto nel panorama artistico internazionale degli ultimi anni in quanto figura forte, enigmatica e intrigante. Dotato di una visione estremamente attuale della nostra società, egli ha saputo ritagliarsi uno spazio specifico all'interno della scena internazionale della creazione contemporanea.

Originario di Sint-Truiden, borgo delle Fiandre, inizia i suoi studi nelle Accademie di Belle Arti di Gand e Parigi. Durante il soggiorno nella capitale francese, dove studia come pittore, scopre la ceramica e ne fa il proprio mezzo primario. I suoi continui spostamenti, dall'Aja a New York, da Roma – dove è stato borsista all'Accademia di Francia  nel 1996 –  sino al Messico e alla Florida gli sono valsi la definizione da parte della critica di The Cley Gypsy ovvero lo "Zingaro della Ceramica" accreditandolo per l'uso innovativo della materia.

Johan Creten si è distinto fin dagli anni Ottanta per l'uso innovativo della ceramica. Oggi è considerato una figura di spicco del suo rilancio nel campo dell'arte contemporanea. 

La mostra, curata da Noëlle Tissier,  è organizzata dall'Accademia di Francia a Roma – Villa Medici con il sostegno delle gallerie Perrotin e Almine Rech. Il relativo catalogo, con testi di Colin Lemoine e Nicolas Bourriaud, un'introduzione di Noëlle Tissier e fotografie di Gerrit Schreurs, sarà disponibile a dicembre.

In merito alle disposizioni normative antiCovid vi informo anche sulle procedure per l'ingresso alla mostra che potete trovare anche sul sito ufficiale:

 

ORARI DI VISITA

Dal lunedì alla domenica, chiuso il martedì:
10:00: visita guidata in francese
14:00: visita guidata in italiano
15:00: visita guidata in inglese
16:00: visita guidata in italiano
Solo la domenica alle 10.00: visita in italiano

Durata della visita: 1.30 ora

 

BIGLIETTERIA

Ingresso (intero) visita guidata alla mostra e ai giardini di Villa Medici: 12€
Il percorso prevede la visita alla mostra e a seguire ai giardini (per la sola visita guidata delle ore 16.00 è previsto il percorso inverso).

COSTI
Ingresso (ridotto) visita guidata alla mostra e ai giardini di Villa Medici: 6€
Visitatori sotto i 25 anni; studenti; visitatori over 60; disoccupati; docenti di storia dell'arte; borsisti e membri delle altre accademie e istituti stranieri di Roma; soci FAI; titolari di una tessera Roma Pass, Metrebus, Carta più La Feltrinelli, Bibliocard, RomaeuropaCard, OperaCard o ArionCard.
Accesso su presentazione di un documento in corso di validità.
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Gratuità:
Bambini sotto i 10 anni; persone con disabilità o vittime di guerra con un accompagnatore per persona, su presentazione di una tessera d'invalidità; giornalisti con tesserino stampa; titolari di una tessera ICOM o ICOMOS; personale del ministero francese della Cultura; artisti professionisti delle arti grafiche, plastiche e fotografiche di cui all'articolo L. 382-1 del Codice della sicurezza sociale, su presentazione dell'attestato annuale redatto dall'organizzazione francese responsabile della loro affiliazione.


MODALITA' DI ACCESSO

Presentazione obbligatoria di un documento in corso di validità.
I biglietti si possono acquistare sul posto qualche minuto prima di ogni visita, oppure online (a parte i biglietti gratuiti che non possono essere prenotati online). La prenotazione anticipata sulla biglietteria online non è obbligatoria ma è fortemente consigliata, e il ritiro dei biglietti viene effettuato esclusivamente al desk di Villa Medici subito prima dell'orario di visita.

 

VISITE DI GRUPPO
Le richieste di visite di gruppo (almeno 5 persone) devono essere rivolte al seguente indirizzo: visiteguidate@villamedici.it

 

PUBBLICO GIOVANE E FAMIGLIE

Piccoli esploratori a Villa Medici
Visita ai giardini per famiglie con bambini dai 6 ai 10 anni
Data e orario: domenica alle ore 10.30
Durata: 2 ore circa
Tariffa : 6€ a participante (adulto o bambino)
Prenotazione anticipata obbligatoria online

Visita pedagogica alla mostra per gruppi scolastici
Data e orario: da stabilire con il servizio di gestione dei gruppi di Villa Medici
Durata: 1.30 ora
Tariffa: 1€ a bambino
Prenotazione anticipata obbligatoria all'indirizzo didattica@villamedici.it
Vi sarà inviata via e-mail una conferma di partecipazione per la data selezionata.

 

INFORMAZIONI IMPORTANTI

Al fine di garantire la sicurezza di tutti nell'attuale contesto sanitario, l'accesso a Villa Medici per le persone esterne è limitato ai soli visitatori muniti di biglietto (prenotato online o acquistato sul posto).

Si ricorda che è obbligatorio compilare l'autodichiarazione in materia di Covid-19. Il visitatore può consegnarla compilata in formato cartaceo all'arrivo a Villa Medici, oppure compilarla sul posto.

Al fine di garantire un ambiente sicuro per tutti, chiediamo ai gentili visitatori di munirsi obbligatoriamente della propria mascherina prima di accedere a Villa Medici e di indossarla per tutta la durata della visita.

Negli spazi espositivi sarà ammesso un numero massimo di 15 persone per ogni visita.

Sarà disponibile un gel igienizzante per le mani all'ingresso del sito e verrà effettuato una rilevazione della temperatura corporea con termoscanner a tutti i visitatori all'ingresso di Villa Medici (l'accesso non può essere consentito per una temperatura superiore a 37.5°).

Per motivi di sicurezza l'Accademia di Francia a Roma ha attivato un sistema di controllo rinforzato all'ingresso (metal detector).
I caschi di qualsiasi tipo, gli zaini ingombranti e le valigie sono vietati all'interno di Villa Medici.
Non è previsto servizio di guardaroba.

 

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Académie de France à Rome — Villa Médicis

Viale Trinità dei Monti, 1 - Roma

Infoline: +39 06 67611

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© Clair Dorn

 

Nato nel 1963 in Belgio, Johan Creten è uno scultore fiammingo con sede a Parigi. Ex-borsista dell'Accademia di Francia a Roma – Villa Medici (1996), lavora in tutto il mondo, dall'Aia a New York, da Miami a Città del Messico. Ha esposto in particolare nelle sale rinascimentali del Louvre in dialogo con Bernard Palissy e al Museo Eugène Delacroix di Parigi, al Museo d'Arte Bass di Miami, alla Biennale di Istanbul, al MAMCO di Ginevra e al Museo Middelheim di Anversa. L'opera di Johan Creten è rappresentata dalla Perrotin Gallery di Parigi, New York, Hong Kong, Seoul, Tokyo e Shanghai; dalla Almine Rech Gallery di Bruxelles e dalla Transit Gallery di Mechelen. 

 

SCARICA LA BIO QUI

 

Nata nel 1949 a Ourouer-les-Bourdelins in Francia, Noëlle Tissier si è diplomata alla Scuola Nazionale di Arti Decorative di Limoges e alla Scuola Nazionale d'Arte, Villa Arson a Nizza. Come scultrice, dal 1973 al 1990 ha esposto le sue opere in Francia e all'estero in varie istituzioni pubbliche e private, musei, luoghi d'arte contempo- ranea e gallerie. Dal 1978 al 1987, ha insegnato scultura e ceramica alla Scuola di Belle Arti di Tolone, ed è stata poi direttrice della Scuola Municipale di Belle Arti di Sète dal 1987 al 1997. Nel 1987, ha fondato a Sète, Francia, la residenza per artisti Villa Saint-Clair, che ha diretto fino al 1997, e l'edizione di Villa Saint-Clair dedicata ai libri d'artista.

Curatrice dal 1988, Noëlle Tissier ha fondato e diretto un programma di residenza per artisti francesi ad Asaka City, in Giappone, dal 1993 al 1997, e ha promosso scambi tra Francia e Giappone con varie istituzioni. Dal 2006 al 2009 ha presieduto l'Associazione francese dei centri d'arte (d.c.a). Dal 1997 al 2018 ha fondato e diretto il Centro Regionale d'Arte Contemporanea Occitana (CRAC) di Sète. Noëlle Tissier è membro del Consiglio di Amministrazione dell'Accademia di Francia a Roma - Villa Medici.

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© Marc Domage 

 

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Académie de France à Rome — Villa Médicis

Direttore: Sam Stourdzé

 

Sito web ufficiale: villamedici.it

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FARMAÈ (AIM): PROSEGUE LA CRESCITA, NEI NOVE MESI RICAVI A 47,1 MILIONI DI EURO, +72% YOY

 

 

FARMAÈ: PROSEGUE LA CRESCITA,  NEI NOVE MESI RICAVI A 47,1 MILIONI DI EURO, +72% YOY

 

Nel terzo trimestre ricavi in crescita del 65% a 15,7 milioni di euro e +66% di visitatori rispetto al terzo trimestre 2019

 

Alberto Maglione nominato Vicepresidente con deleghe al  Business Development, M&A, Retail, Communication &  Public Affairs, Investor Relations

 

 

Il Consiglio di Amministrazione di Farmaè S.p.A. – società quotata sul mercato AIM Italia di Borsa Italiana, leader in Italia nell'e-retailing di prodotti per la salute e il benes-sere – riunitosi in data odierna, ha approvato i dati relativi ai ricavi al 30 settembre 2020, non sotto-posti a revisione legale, e i principali KPI. 

 

Nel terzo trimestre 2020 Farmaè ha registrato ricavi pari a 15,7 milioni di euro in miglioramento del 65% rispetto allo stesso periodo del 2019. Risultati positivi che confermano l'elevato trend di crescita possibile anche grazie ai clienti acquisiti nei mesi precedenti e nonostante la stagionalità che carat-terizza il trimestre in oggetto. Nei nove mesi, i ricavi raggiungono i 47,1 milioni di euro, con una crescita del 72% rispetto al medesimo periodo dell'esercizio precedente. 

 

I clienti sui portali www.farmae.it e www.beautye.it sono cresciuti del 51% nel trimestre, sino ad arrivare a circa 214mila rispetto ai 142mila del trimestre 2019 (653mila nei primi nove mesi, +65%), con un incremento degli ordini sulle piattaforme del 60% a 341 mila, rispetto ai 213 mila dello stesso periodo del 2019 (1 milione e 37 mila nei primi nove mesi del 2020, +73%). 

 

Nei tre mesi estivi del 2020, il numero dei visitatori sui siti è stato pari a 9 milioni e 600 mila rispetto ai 5 milioni e 770 mila (+66%) del terzo trimestre 2019, portando i visitatori complessivi nei primi nove mesi 2020 a 30 milioni e 440 mila rispetto ai 15 milioni e 980 mila (+90%) dei primi nove mesi del 2019. 

 

Sono stati venduti 1 milione e 760 mila prodotti rispetto agli 1,1 milioni del terzo trimestre 2019 (+58%), raggiungendo i 5,4 milioni di articoli venduti nei primi nove mesi del 2020 rispetto ai 3,1 milioni dello stesso arco temporale del 2019 (+74%). 

 

"Chiudiamo i primi nove mesi dell'anno – dichiara Riccardo Iacometti, Founder e Amministratore Delegato di Farmaè S.p.A. – in forte aumento rispetto al corrispondente periodo dello scorso eser-cizio, all'insegna dei numeri molto positivi registrati nei primi mesi del 2020. Nonostante la stagiona-lità che da sempre contraddistingue i mesi estivi e che impatta in maniera decisa sui risultati, prose-guiamo nel nostro percorso di crescita consolidando, trimestre dopo trimestre, risultati che confer-mano la bontà della strada intrapresa. Il mercato e un sempre maggiore numero di clienti dimostrano di apprezzare le nostre piattaforme, la vastità dei nostri prodotti, l'efficienza dei nostri servizi e, in generale, l'esperienza di acquisto che, per via dei mutamenti vissuti dal Paese da inizio anno, ha portato gli italiani sempre di più verso l'e-commerce". 

 

Il Consiglio di Amministrazione ha inoltre nominato Alberto Maglione Vice Presidente del Consiglio di Amministrazione, sino all'approvazione del bilancio della Società al 31 dicembre 2021, conferendo allo stesso deleghe operative con riguardo ai settori Business Development, M&A, Retail, Commu-nication & Public Affairs, Investor Relations. 

 

Il presente comunicato è disponibile nella sezione Investor Relations del sito della Società www.farmaegroup.it. 

 

 

 

70esima assemblea federalberghial TTG BOCCA CONFERMA UNA PERDITA DEL 60% E PER IL TURISMO ANIMALE FERITO NON POSSONO FARE TUTTO DA SOLI

 

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AL TTG DI RIMINI LA 70ESIMA ASSEMBLEA NAZIONALE 

DI FEDERALBERGHI

 
BOCCA: IL 2020 ANNO DEL COVID, NEL COMPARTO PERDITE DEL 60%
 

TURISMO ANIMALE FERITO. NON POSSIAMO FARE TUTTO DA SOLI

 


    "La priorità per tutti oggi è vincere il covid 19.  Ma se vogliamo concederci il lusso di guardare oltre, è necessario anche evitare che il virus mieta altre vittime proprio tra quelle imprese turistiche e del termale che fanno il bene del Paese e che da diversi mesi sono in grandissima sofferenza. Il turismo è un animale ferito, sanguinante. Se si curerà e si tutelerà il comparto, per quanto lentamente, si potrà aprire la via della ripresa".

 

    Il presidente della Federalberghi, Bernabò Bocca, ha aperto i lavori della Settantesima assemblea nazionale della Federazione al TTG di Rimini, Salone professionale di Italian Exhibition Group dedicato a viaggi e vacanze, davanti ad una platea di circa 200 albergatori provenienti da tutto il territorio italiano che, in prima persona, hanno accusato il colpo di un anno durissimo.

 

    Accanto a Bocca nello scenario della Fiera, il sottosegretario al Turismo del Mibact, onorevole Lorenza Bonaccorsi, ed il presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini.

 

    "Malgrado il nostro ottimismo proverbiale – ha dichiarato il presidente di Federalberghi - non si può cancellare con un colpo di spugna il fatto che, da gennaio a settembre, il nostro settore abbia rilevato un calo delle presenze totali (sia italiane che estere) di circa il 60 per cento. Abbiamo calcolato che solo nel 2020 perderemo 245 milioni di presenze. Inutile sottolineare il contraccolpo in termini di fatturato, considerando che il turismo straniero, a causa della pandemia, si è quasi azzerato e che sono venuti a mancare sul nostro territorio proprio quei visitatori dall'estero definiti "big spender" ovvero con grossa capacità di spesa, come americani, russi e cinesi. Tutto questo si è rivelato ancora più gravoso per quegli albergatori che, oltre a trovarsi privi di liquidità per  la desolante mancanza di turisti, devono anche sostenere l'onere di un affitto".

 

    "E' chiaro che non possiamo fare tutto da soli – ha proseguito Bocca – Se andremo KO noi, che siamo la spina dorsale dell'economia italiana, automaticamente verrà giù l'intera struttura produttiva del Paese".

 

    "Nel corso delle diverse fasi della diffusione del virus, fasi così difficili e persino drammatiche per la maggioranza dei nostri  – ha detto il presidente -  il sistema Federalberghi ha lottato per ottenere l'attenzione e le risorse necessarie a mantenere operativo un settore che dà lavoro ad oltre due milioni di persone e che rappresenta il 13% del PIL. Devo dire che le nostre reiterate richieste hanno portato ad un risultato importante: l'esenzione dall'IMU per l'anno 2020. Un passo sostanziale per una rimodulazione della tassazione sulle nostre attività, tanto eccessiva quanto discriminatoria, poichè pagata solo dalle strutture regolari e non dagli abusivi che proliferano nelle nostre città. Sarebbe bello rendersi conto che davvero si vuole combattere questa piaga, piuttosto che dover apprendere che, quando finalmente una legge c'è, si faccia poi di tutto per intralciarla o rimandarne l'applicazione".

 

    "Noi non possiamo permetterci un  nuovo lockdown. Questo ci farebbe passare immediatamente da pandemia sanitaria a pandemia economica e sociale. Se vogliamo evitarlo però, dobbiamo allora arginare il contagio che sta diffondendosi, seguendo le restrizioni  mirate e selettive che ci sono state imposte". Queste le parole del presidente della regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini all'assemblea di Federalberghi di Rimini.

 

    "Questo paese definito "Italietta" - ha proseguito - " dal punto di vista della gestione della pandemia è stato imbattibile a mio avviso. Eravamo tra i più colpiti eppure siamo stati tra i migliori nel fronteggiarla. Ciò ha dimostrato che ha funzionato il sistema Stato Regioni. E che le regioni da sole non ce la possono fare se non c'è una cabina di regia centrale."

 

    "Dobbiamo lavorare molto insieme fuori dalla dispute politiche.  L'unico colore che riconosco è quello della fascia tricolore. Certo - ha detto Bonaccini – il turismo ha un problema in più di altri. È un settore che non esporta merci ma importa persone... le merci non diffondono il contagio. Fino a che non arriverà il vaccino saremo in difficoltà. Ma sono fiducioso che la ripresa sarà molto più rapida del previsto."

 

    "Abbiamo bisogno di una misura robustissima di investimenti. E quanto al Recovery plan - ha concluso il governatore dell'Emilia Romagna - bisogna essere capaci di spendere presto e bene. Bisogna capire come sta cambiando il turismo nel mondo. E il nostro Paese, se vuole, può farcela"

 

     "Il momento complesso che vive tutto il turismo è stato sempre ben presente al Governo. Mai come in questi mesi il comparto è al centro dell'attenzione del Paese.

 

    Siamo stati vicini al settore e continueremo a esserlo nei prossimi mesi, anche con i fondi che verranno dal Next Generation EU".

 

    È quanto ha dichiarato la Sottosegretaria al Turismo del MiBACT, Lorenza Bonaccorsi, nel corso del suo intervento all'Assemblea di Federalberghi in corso al TTG di Rimini.

 

    "Per il futuro prossimo tutto dipenderà dall'andamento dei contagi.

   Dobbiamo continuare a lavorare tutti insieme per utilizzare questo tempo anche per organizzare e ripensare l'intero comparto e l'intera offerta turistica. In questi momenti dobbiamo sapere fare squadra e integrare le rispettive conoscenze per generare le migliori idee e progetti per quella ripartenza del turismo che arriverà, speriamo nel minor tempo possibile, ma sarà in un mondo trasformato dagli effetti della pandemia e delle sue conseguenze sociali ed economiche", ha concluso la Sottosegretaria Bonaccorsi.

 

    "Siamo abituati ad individuare in ogni problema un'opportunità – ha poi proseguito Bernabò Bocca – In questo senso va detto che il covid ha generato una sorta di rivoluzione silenziosa, dando impulso alla creatività e dettando nuovi canoni nell'immaginare il soggiorno in una struttura ricettiva ed una sostenibile condivisione degli spazi. Si stanno ormai ripensando gli ambienti in relazione ad una fruizione distanziata e piacevole di ogni offerta. Questo anche  in riferimento alla necessità di lavorare in smart working: la nuova tendenza che, per quanto provocata da un fattore negativo come la pandemia, si sta rivelando una autentica sfida per gli imprenditori della ricettività che offrono sempre più opzioni alternative a lavoratori in cerca di spazi adeguati alla propria produzione professionale, anche al di fuori della propria casa.  Dunque va colta questa occasione per ridisegnare la nostra attività, dovendo fronteggiare un futuro che sarà certamente diverso da ciò che abbiamo vissuto in modo tradizionale fino ad ora".

 

    "Continuo a dirlo: non possiamo fare tutto da soli – ha concluso Bocca – Riconosciamo che alcuni passi sono stati fatti e che il Governo ha dato ascolto in parte alle nostre urgenze. Con il decreto agosto è stato rifinanziato il credito di imposta per la riqualificazione ed il miglioramento delle strutture ricettive turistico-alberghiere, comprese le strutture termali che rivestono un ruolo di primaria importanza. Certo, per rendere ancora più efficace questo sostegno, a Governo e Parlamento chiediamo di estendere alle imprese alberghiere l'applicazione dell'ecobonus e del sisma bonus al 110%. Inoltre, sempre in ambito istituzionale, abbiamo proposto a Cassa Depositi e Prestiti di supportare l'emissione di bond di lungo periodo per finanziare programmi di investimenti"

 

    "Ma di passi dobbiamo farne molti ancora – ha concluso il presidente di Federalberghi - Ci aspettiamo che l'operazione di rilancio delegata al Recovery plan sia concreta  nei fatti. Oltre che in termini di accessibilità, sostenibilità e digitalizzazione, anche in termini di progettualità. Un tema caro al nostro mondo, ma drammaticamente frenato dal carico fiscale imposto alle imprese ricettive che per noi, ancor più nell'emergenza covid, è divenuto insostenibile".

  

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