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12 ottobre 2017

FRANCESCO GABRIELE FROLA IL PRIMOGENITO DI UNA FAMIGLIA DI BALLERINI SI RACCOTA DEI SUOI SACRIFICI E SUCCESSI IN CANADA E IL RECENTE A PARIGI



Gabriele Frola, figlio d'arte, sebbene giovanissimo è già un primo ballerino, e raccoglie consensi ed applausi nei teatri sia canadesi che in Europa. Il successo a Parigi in uno dei prestigiosi teatri della danza. Tanta fatica ma tanto amore per la danza tanti sacrifici degli affetti più cari che completano il percorso della carriera di un brillante artista.
La mamma ci confida che la passione che ci accomuna purtroppo ci ha allontanati presto.
Mi piacerebbe essere con loro in ogni momento bello e meno bello, ma non posso. Devo dire che oggi come le moderne tecnologie ci si avvicina molto anche se, ovviamente, non è la stessa cosa.. dopo lo spettacolo a Parigi Gabriele ha avuto una settimana di vacanza "premio" e me lo sono portato a casa e non mi vergogno a dire che ero molto felice, anche perché da quando è in Canada (8 anni) lo vedo dieci giorni all'anno!!!
Ecco un amore fantastico unito da una parola "DANZA" CHE SOLO CHI LA ESEGUE PUO' CAPIRE.
UNA FAMIGLIA UNICAMENTE PER LA DANZA TRASMESSA DAI GENITORI ENTRAMBE BALLERINI CHE A PARMA HANNO UNA SCUOLA MA CHE DOPO AVER TRASMESSO IL GERME AI FIGLI PROSEGUE IL FANTASTICO CAMMINO CONSAPEVOLI CHE QUELL'AMORE DELLA PAROLA DEL CORPO è SOLO PER TRASMETTERE AI GIOVANI LA CONSAPEVOLEZZA E VOLONTA' PER L'EMOZIONE DI RICEVERE I MERITATI APPLAUSI.

GABRIELE Da dove provieni, dove sei nato? ANNI?
Ho 25 anni sono nato ad Aosta ma ho vissuto a parma i primi 16 anni della mia vita.

Quando nasce la tua passione per la danza, cosa ti tramette la danza?
Non ho un ricordo ben preciso, ho iniziato danza dai miei genitori quando avevo 3 anni quindi la danza è sempre stata la nostra quotidianità. Forse il momento dove la passione si è fatta sentire di più è stata a 15 anni quando ho dovuto scegliere tra calcio e danza e trasferimenti fuori dall'Italia. 

La tua famiglia è un mondo della DANZA, CI RACCONTI UN PO DI LORO? (ARTISTICAMENTE E SE VUOI ANCHE DEL PRIVATO)
Mia mamma e mio papà sono stati primi ballerini e adesso hanno una scuola di danza a Parma dove io e miei fratelli abbiamo studiato. 
Io sono il più grande di quatto fratelli.
Il secondo si chiama lorenzo e ha 22 anni, lui ha fatto danza quando era piccolino ma poi ha deciso di scegliere altre strade. Adesso vorrebbe entrare in una scuola di recitazione. Dopo Lorenzo è arrivata Zarah, ha 18 anni e fa danza. Per adesso sta studiando alla scuola dei miei genitori ma presto dovrebbe fare audizioni per una compagnia.
L'ultimo è Alessandro, ha 17 anni e da quest'anno studia nella scuola dell' Hamburg ballet in Germania. Alessandro è stato anche il primo billy Elliot Italiano. 

TRA FRATELLI C'è RIVALITA'?
Assolutamente no, siamo molto legati al massimo c'è ammirazione ma sicuramente non rivalità.

OGNUNO DI VOI HA ORA A PRESO IL VOLO DAL NIDO DI CASA, COME RIUSCITE A UNIRE LE VOSTRE ESPERIENZE ALL' ESTERO CON GLI INCONTRI CON LA FAMIGLIA.
Beh è un po' difficile ma il tempo per la famiglia si trova sempre. Ci sentiamo spesso tra di noi con le varie applicazioni sul telefono e poi sfruttiamo esperienze come la mia tournée di Parigi per riunirci e passare tempo insieme.
Per curare la tua passione quanti e quali lavori hai fatto? Come hai conciliato lavoro e danza?
A chi devi il tuo inizio? 
Non ho mai fatto altri lavori. 
A 18 anni sono partito per il Canada dove ho iniziato la mia carriera lavorativa e da quel giorno ho avuto la possibilità di mantenermi.
Sono stato fortunato nell'aver avuto l'appoggio e l'aiuto della mi famiglia negli anni precedenti, fuori e dentro lo studio di danza.

IMMAGINO CHE HAI INIZIATO FIN DA BAMBINO? La tua emozione quando hai iniziato sul palcoscenico
E DOPO LA SCUOLA COME TI DIVERTIVI…. UN LIBRO DELLA TUA INFANZIA
L'AVVENTURA Più BELLA DELLA TUA ADOLESCENZA

Si ho iniziato a tre/quattro anni, e nei miei hanno scolastici ho provato grandi emozioni sul palcoscenici facendo concorsi e saggi. 
Dopo scuola avevo danza e poi dopo danza andavo a calcio. Sono un amante dello sport in generale ma ho sempre avuto il pallino per il calcio. 
Un libro che mi è rimasto impresso che ho letto quando ero ragazzino è stato "mille splendidi soli". Penso che sia un libro che andrebbe letto anche oggi per far capire a molta gente i problemi che si vivono nei paesi islamici e magari ci aiuterebbe a vivere insieme. 
L'avventura più bella è stata l'anno di studio in Messico. Mi ha cambiato la vita e mi ha cambiato il mio modo di ballare. Vedere come la gente vive, la felicità nelle cose più piccole e la solidarietà tra di loro mi ha cambiato significativamente.

Mi racconti i passi di questi anni?  Il tuo inizio e i passaggi artistici?
Ho iniziato appunto nella scuola di mia mamma fino a 15 anni. Poi sono stato un anno ad Amburgo nella scuola dell' Hamburg Ballet di John Neumeier. Dopo la Germania sono stato un anno in Messico con una insegnante cubana che oltretutto è stata l'insegnante di mio padre. Da li poi ho iniziato la mia carriera professionale a Toronto. 

ORA SEI A PARIGI hai avuto varie esperienze fuori dall' Italia e perché? E dove?
Le esperienze fuori dall'Italia sono state tante e tutte importanti in qualche modo. 
Ho scelto la via dell'estero perché penso che l'arte sia molto più apprezzata. Sopratutto in Germani e Canada. 

VIVI A TORONTO, COME SONO LE TUE GIORNATE? CHI è IL PUBBLICO IN CANADA CHE TI SEGUE A TEATRO. GLI ITALIANI ABBASTANZA NUMEROSI NEUTRALIZZATI CANADESI VENGONO AD ASSISTERE A SPETTACOLI DI DANZA.
Si a Toronto lavoro dalle 10 di mattina fino alle 6:30 di sera. Abbiamo il fine settimana libero dove lo passo con i miei amici canadesi o italiani e la mia ragazza. 
Il publico canadese ti segue molto e viene molto a teatro e tra di loro ci sono anche italiani. 

MI RACCONTI LA TUA EMOZIONE AL THEATRE DES CHAMPS-ELISéES
È stata una grande emozione. Impersonare Nijinsky in un teatro dove l'ha visto protagonista 100 anni prima è una cosa inspiegabile. 
Poi il fatto di essere così vicino all'Italia ed avere la mia famigli e i miei amici tra il pubblico ha reso l'esperienza ancora più bella. 
Uno spettacolo che non dimenticherò mai. 

IL TUO PERSONAGGIO?
Nijinsky viene considerato il primo ballerino maschio a diventare famoso. 
Era la stella del balletto russo che nel 1909 è arrivato appunto a Parigi e dove con il diretto Diaghilev ha portato l'arte russa in Europa. 
La sua vita è stata segnata dal suo rapporto con Diaghilev poi distrutto sentimentalmente e professionalmente dal matrimonio con Romola. 
Nijinsky ha poi avuto gravi problemi mentali che l'hanno portato alla pazzia.

PER  TE LA DIFFERENZA TRA  DANZA E BALLO? VAI A BALLARE CON I TUOI AMICI IN DISCOTECA?
Ogni tanto vado ma non sono un appassionato di ballo in discoteca. Mi piace più stare seduto al bar e parlare con i miei amici. Ballo già abbastanza tutta la settimana hahah
Quali sono ora i tuoi progetti? Anche altre attività oltre la danza? 
Non ho altre attività. Per adesso mi tengo stretto questo periodo di crescita della mi carriera qui al national ballet of Canada .

Chi è ora la tua forza per il tuo lavoro
La mia forza sono un po' tutti quelli che mi stanno attorno ma sopratutto me stesso perché credo che sei tu a dover prendere le decisioni più grandi, sempre ascoltando i consigli.
Tornerai in Italia per la Danza o per altre attività?
Torno in Italia tutte gli anni e spero un giorno poter ritornarci per ballare. Adesso come adesso non credo il mio paese sia il luogo giusto. 

LA FAMGLIA FROLA PENSA AD UNO SPETTACOLO TUTTI INSIEME SULLO STESSO PALCOSCENICO?
Spero di sì, sarebbe molto bello. Magari un giorno e magari al Teatro Regio di Parma, città che ci ha dato tanto. Boh chi lo sa. 

C'è nostalgia italiana?
Molta. Infatti quando mi sento giù la mi ragazza mi porta sempre in qualche ristorante italiano. Hahah ormai lo capisce subito quando mi manca, forse prima di quando me ne accorga io. Sono fortunato che a Toronto ci sia una grande percentuale di Italiani. Mi fa sentire un po' a casa.

COSA CONSIGLI AI GIOVANI COME TE?
Consiglio di non smettere mai di sognare e di trovare se stessi senza cercare di assomigliare a nessun altro. Sarebbe uno spreco buttare via la propria vita per cercare di imitare qualcun altro

Enzo Fasoli in esclusiva per Aspapress