Agenzia Stampa Aspapress

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9 giugno 2017

presentato il Film "Corniche Kennedy" di Dominique Cabrera








presenta

"Corniche Kennedy" un film di  Dominique Cabrera
con
Aïssa Maïga
Lola Créton
Alain Demaria
Kamel Kadri


Presentato alla VII edizione del Festival Rendez-Vous, Nouveau Cinéma Français.
Dal romanzo omonimo della scrittrice Maylis de Kerangal, un potente, sensibile e sensuale atto d’amore per Marsiglia e quel momento della vita in cui tutto è possibile: l’adolescenza.  Corniche Kennedy, strada che costeggia le acque del Mediterraneo e le ville più lussuose, sette adolescenti sfidano le leggi di gravità tuffandosi dalla scogliera sopra il litorale. Dalle finestre della sua abitazione chic, Suzanne li osserva in silenzio: desidera essere con loro e farà di tutto per riuscirci.
Sinossi
Le avventure di un gruppo di ragazzi che passano l'estate nei pressi di Marsiglia saltando in acqua dalla Corniche Kennedy, una strada che costeggia il mare. Una poliziotta con l'incarico di supervisionare quella parte di costa li osserva con il binocolo. I ragazzi continuano a sfidare la legge e presto le cose iniziano ad andare storte...  Una banda proveniente dai quartieri a nord della città, in fuga dai loro compromessi e dalle loro miserie, s'è appropriata di un lembo di territorio fra i quartieri ricchi di Marsiglia. Ragazze e ragazzi, spensierati come si può essere a diciotto anni, che ridono sul bordo dei precipizi, sfidano la forza di gravità e le vertigini, fisiche e metafisiche, tuffandosi dall'alto. Sono loro che la regista filma, i loro corpi che si cercano, si lanciano nel vuoto, danzano sott'acqua. Le loro mani che si toccano, accarezzano un polpo, si stringono e si lasciano in un balletto acquatico al rallentatore. Sui loro volti in primo piano si leggono il furore di vivere, la tristezza di fronte a certi ricordi, la paura e la vertigine e la gioia di averle vinte. Non importano i divieti, i richiami all'ordine, i consigli alla prudenza: si sentono immortali! Ma non sono i soli a oltrepassare il confine di questa Corniche. Ci sono anche gli adulti, in particolare la polizia che vuole arrestare dei trafficanti di droga ai quali uno dei ragazzi è legato. La commissaria è più comprensiva e più dolce del suo nervoso assistente, che viene dallo stesso quartiere di quelli che arresta. Con Corniche Kennedy, Dominique Cabrera ha realizzato un film solare, quasi camusiano, di notevole tenerezza.

Dominique Cabrera
Nata in Algeria nel 1957 e arrivata in Francia nel 1962, Dominique Cabrera studia Lettere Moderne e si diploma all’IDHEC nel 1977. Inizia la carriera indagando la vita politica e sociale e la perdita delle radici con documentari come Le droit à la parole (1981), Chronique d’une banlieue ordinaire (1992) e Demain et encore demain (1995). I suoi primi lungometraggi, L’autre côté de la mer (1996) e Nadia et les Hippopotames (1999), vengono entrambi presentati a Cannes. Con i successivi Le lait de la tendresse humaine (2001, premiato a Locarno per l’interpretazione del cast) e Folle embellie (2004, vincitore del premio della Giuria Ecumenica alla Berlinale) continua il suo lavoro d’analisi raccontando l’utopia, la famiglia, la maternità, l’assimilazione culturale e le identità fluttuanti.
Dichiarazione  di Dominique Cabrera
Ho sempre avuto voglia di fare un lungometraggio ambientato a Marsiglia, è una città che adoro. Ci vado spesso, e da tanti anni. Io sono una Francese rimpatriata dall'Algeria, una così detta "pied-noir", credo che quello che mi commuove di più è l'eco dell'Algeri della mia infanzia che ritrovo là, come se fosse un'immagine allo specchio quella città che sta dall'altra parte del Mediterraneo. Amo la città, è sul mare, è popolare, c'è un miscuglio di svariate società, di diverse etnie. A Marsiglia, ancor più che altrove, sogno la storia di coloro che incrocio, come se fossero leggende che si intrecciano a storie personali. Stavo quindi cercando una storia che fosse ubicata lì. Ho letto tanti romanzi, è Corniche Kennedy quello che mi ha sedotto.



6 giugno 2017

Presentata la quinta edizione dei Teatri del Sacro, da domenica ad Ascoli inizia la grande avventura dello spirito



Monsignor Antonino Raspanti Vice Presidente CEI, del Sindaco di Ascoli Guido Castelli e del Vescovo di Ascoli Giovanni D'Ercole, il Direttore artistico Fabrizio Fiaschini ha presentato la quinta edizione del Festival I TEATRI DEL SACRO che si terrà ad Ascoli Piceno dal 4 all'11 giugno.

Il Festival propone 19 spettacoli in prima nazionale, cinque anteprime cinematografiche e un ricco calendario di laboratori, incontri, dibattiti, tutti ad ingresso libero per una grande avventura dello spirito al di là di ogni credo religioso.

Monsignor Raspanti ha dichiarato: «Quando ho saputo che centinaia di compagnie avrebbero partecipato mi sono chiesto il perché di questo successo al di là della barriera confessionale. I TEATRI DEL SACRO riesce a toccare un aspetto della vita di oggi da molti dimenticato: data la spettacolarizzazione della società, la ricerca del bello non rischia di estinguersi?  Chi vuole esprimere ciò che ha dentro non trova a volte il giusto spazio negli ambienti istituzionali, non è così strano che questa voglia di libertà sia oggi a cura della Chiesa Cattolica».
Monsignor D'Ercole, invece, si è così espresso: «Voglio ringraziare I TEATRI DEL SACRO per la grande opportunità che il festival ci dà. Quando è arrivata la proposta io l'ho colta al volo per far uscire Ascoli dal suo provincialismo, provocando una rinascita culturale. Sono 7.000, gli sfollati: la città soffre di solitudine e abbandono. Ci serve il vostro incoraggiamento, ci serve la vostra solidarietà. Puntiamo alla ricostruzione dell'anima, della cultura, dell'apertura, del futuro. E il terremoto può diventare opportunità per guardare al futuro. Il confronto è necessario, dal dialogo nasce il coraggio della speranza. La diocesi ha aperto una sala della comunità per dare un contributo concreto alla rinascita culturale. Ascolto di tutti, dialogo con tutti, rispetto di tutti: sono questi i fondamenti del lavoro nella diocesi di Ascoli».

In allegato trovate la cartella stampa con tutti i dettagli e le schede degli spettacoli, altre informazioni le potete trovare su www.iteatridelsacro.it, noi siamo sempre a disposizione per ogni necessità e vi aspettiamo ad Ascoli!



"Restare con Cristo" - il nuovo libro di padre Sicari



Antonio Maria Sicari
RESTARE CON CRISTOChi potrà mai separarci dal suo amore?
«Se io non avessi più Cristo, se non Lo avessi, cioè, nel mio passato e nelle mie esperienze;
se non Lo avessi nei miei ricordi e nei miei valori e in nessuna delle mie abitudini,
nemmeno nel mio bagaglio artistico e culturale;
se non Lo avessi in nessuna piega del mio io;
se, dunque, il mio cuore e la mia intelligenza dovessero svuotarsi completamente di Lui,
che cosa mi mancherebbe?
[Antonio Maria Sicari]

Edizioni Ares/Archa – pp. 328 – euro 15
IL LIBRO
«Dopo aver viaggiato e discusso con Cristo Risorto per un’intera giornata, i discepoli di Emmaus lo pregarono: “Resta con noi, Signore, perché si fa sera!”. È lo scopo di questo libro: chiedere a Gesù di restare sempre con noi. O, forse, meglio: chiedergli la grazia di poter restare noi sempre con lui, di non abbandonarlo mai».
«Di Gesù bisogna innamorarsi. Non possiamo certo decidere volontaristicamente di innamorarci di Lui, perché è una grazia che possiamo soltanto chiedere con umiltà, legata all’esperienza di una preghiera pazientemente imparata ed esercitata a lungo. Possiamo, però, intraprendere un lavoro per appassionarci a Lui. L’appassionarsi è un fenomeno umano che possiamo far maturare quando qualcosa o qualcuno desta un certo interesse. E può accaderci di provare un certo interesse per la persona di Cristo e per la sua opera. A stimolarci nell’impresa potrebbe bastare questa semplice curiosità: la voglia di comprendere perché mai nella storia Gesù sia la persona che è stata più amata in assoluto, al punto che milioni di persone gli hanno dedicato letteralmente la vita».
L’AUTORE
Antonio Maria Sicari (1943), sacerdote e teologo, fondatore del «Movimento Ecclesiale Carmelitano». Grazie ai suoi volumi di «Ritratti di Santi» è il più celebre agiografo italiano. Tra le sue opere (tutte uscite da Jaca Book): L’itinerario di santa Teresa d’Avila. La Contemplazione nella Chiesa (1994); La teologia di santa Teresa di Lisieux (1997); Elisabetta della Trinità. Un’esistenza teologica (2000); Ci ha chiamati amici. Laici e consigli evangelici (2001); Gli antichi carismi nella Chiesa (2002); Il primo e il secondo grande libro dei Ritratti di Santi (1997-2006); Nel «Castello interiore» di santa Teresa d’Avila (2006); Il «Divino Cantico» di san Giovanni della Croce (2011). Per Ares ha pubblicato Come muoiono i santi. 100 racconti di risurrezione (2016) e, in coedizione con Archa, La Verità dell’Amore - Dalla Trinità alla famiglia (2016).
L’INDICE DEL LIBRO
Introduzione
Capitolo I -
Se non avessi più Cristo
Capitolo II - Non possiamo rinunciare alla Luce
Capitolo III - Non possiamo rinunciare al Volto e al Cuore di Cristo
Capitolo IV - L’amore si è rivelato
Capitolo V - I tre Crocifissi
Capitolo VI - Il Crocifisso-Risorto
Capitolo VII - L’amore aggredito, ma vittorioso
Capitolo VIII - Dal Risorto all’Emmanuele
Capitolo IX - «Ecco viene lo sposo, andategli incontro!»
Capitolo X - «Io sono la Via»
Capitolo XI - «Io sono la Verità»
Capitolo XII - «Io sono la Vita»
Capitolo XIII -«Io sono il pane della Vita»
Capitolo XIV - Restare con Maria
Capitolo XV - Restare con la Chiesa
Conclusione - Con Cristo vogliamo restare


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