Agenzia Stampa Aspapress

Autorizzazione Tribunale di Forlì 6/91 del 8 marzo 1991 - Anno XXX - Registro Nazionale della Stampa 02659 - Registro Operatori Comunicazioni n. 1187 - Direttore Editoriale e responsabile Enzo Fasoli - Casella postale 19152 - 00173 Roma Cinecittà est - Responsabile dati: Carlo Carbone - Capo redattore Cristiano Rocchi. Associazione Periodici Associati: Presidente Enzo Fasoli - Responsabile settore: Angelo Misseri - Redazione Daniela Zappavigna.

16 ottobre 2015

A Roma l'arte presepiale napoletana - I pastori di Ferrigno al Rome Marriott Grand Hotel Flora 19 nov-10 gen

Ferrigno Art: ecco la Dolce Vita dei presepi napoletani

Angeli, natività e scogli presepiali ispirati al Settecento napoletano saranno in mostra al Rome Marriott Grand Hotel Flora dal 19 novembre (inaugurazione alle ore 18) al 10 gennaio. Ingresso gratuito per l'esposizione delle creazioni del noto maestro Marco Ferrigno che adorneranno la hall ed il bar dell'hotel in Via Veneto.
In mostra venditori ambulanti, artigiani e pastori tipici, tutti caratterizzati da abiti in sete di San Leucio, mani e piedi in legno e testa in terracotta policroma. La plasticità degli atteggiamenti e l'accuratezza dei particolari rendono ciascuna opera d'arte una costruzione scenografica che rispetta fedelmente le scene del tradizionale presepe napoletano.











ONCE I WAS: oltre la storia di Tim e Jeff Buckley nello spettacolo di Francesco Meoni (Teatro Spazio Uno, 20 ottobre-1 novembre)


Una storia che lascia  graffi sull' anima cosi come una puntina rovinata solca sgraziatamente il vinile della loro musica

Uno spettacolo scritto, diretto, cantato e interpretato da
Francesco Meoni

Con
Vincenzo Marti (voce e chitarre)
Mario Caporilli / Toni Mancuso (tromba e trombone soprano)
Danilo Valentini / Luca Figliuoli (chitarra)
Nicola Ronconi / Alberto Caneva (basso)
Rocco Teora / Salvatore Caruso (batteria)


TEATRO SPAZIO UNO
Vicolo dei Panieri 3 – Roma (Trastevere)
06 45540551

Ingresso:
€ 15 (intero) - € 10 (ridotto)
+ 3 Euro (tessera associativa)
Orari: da martedì a sabato ore 21 - domenica ore 18

Tim e Jeff Buckley: un padre e un figlio, che condivisero troppo poco tempo insieme ma molto tragico destino. Questa è la vita ma anche la trama narrativa di ONCE I WAS, lo spettacolo di teatro e musica concepito, scritto, diretto e interpretato da Francesco Meoni che parte dalla storia dei due musicisti americani, vissuti tra gli anni 60 e 90, per indagare il loro mancato rapporto padre-figlio e che sarà in scena dal 20 ottobre al primo novembre al Teatro Spazio Uno di Roma.
Un excursus poetico che alterna la storia delle loro vicissitudini personali alle loro carriere lungo un binario che, se nella loro sfortunata esperienza raramente si incrociò, sul palcoscenico è messo in prima linea tramite una partitura interpretativa integrata dal vivo da un organico di validi musicisti che vede in scena Vincenzo Marti (voce e chitarre), Toni Mancuso (tromba e trombone soprano), Danilo Valentini e Luca Figliuoli (chitarra); Nicola Ronconi e Alberto Caneva (basso), Rocco Teora e Salvatore Caruso (batteria).
Un linguaggio unico nella quale gli spunti sonori degli hits dei Buckley (da I Never Asked to Be Your Mountain e Once I Was di Tim a Grace e la reinterpretazione di Halleluyah di Jeff) lasciano spazio ad una confluenza ininterrotta di note,  parole,  sentimenti ed emozioni nel quale la trama emotiva delineata dalla necessità di dire o dall'urgenza di spiegare le ragioni della solitudine o delle incomprensioni generate si fa tessitura di uno spettacolo psicologicamente complesso ma che ben contestualizza anche le radici e sviluppi di un pezzo della storia rock americana.



Hanno detto dello spettacolo:

Meoni vince la sua sfida: quella di raccontare una storia ancora non abbastanza conosciuta, a cavallo tra il fascino dei favolosi anni '60 americani e il ruvido splendore dei '90, l'ultima grande epoca dei cantautori. E di strappare perfino una lacrima, nel ricordo di due geni che il mondo ha perso prima di riuscire a conoscere fino in fondo.
Fabrizio Corgnati ("Saltinaria")

A volte l'impossibile può realizzarsi su un palco e Meoni c'è riuscito magistralmente.
("Your dreams")

Tutta la "Grace" (la grazia, proprio come il titolo dell'album che lo rese celebre) dell'artista riversata sul palco tra le lacrime di rabbia di un Meoni in stato di grazia. Teatro e musica da vedere e ascoltare.
Antonio Soriero ("Soverato news")

Si ravvederà anche lo spettatore scettico, che crede di assistere a un concerto-parlato pieno di belle cover, perché "Once I was" è un'indagine nell'anima, negli errori, nelle possibilità, nelle amicizie e nei dolori, non è un album di famiglia, non è un carosello di melodie, è la riflessione di un padre-fantasma (nel vero senso della parola) che perdona suo figlio e si perdona, per sempre.
Samantha Catini ("Fuori campo")

Un vero e proprio volo sulle ali della canzone teatro, un viaggio nelle vite di Tim e Jeff Buckley tra sofferenza, sensi di colpa e grande musica.(...) Da vedere con le orecchie ed ascoltare con il cuore...
Luca Bussoletti ("Tag 24")

Un sogno che non smette di accompagnarmi e insegnarmi la Grazia del vivere. Tim, Jeff e il miracolo della Musica, come luogo d'incontro di anime erranti, una alla ricerca disperata dell'altra, come unica possibilità di essere Altrove, eppure immersi nel mondo.(...) Questo è un autentico tributo d'amore, e credo che Lassù qualcuno sia grato all'autore.
Grace of tree ("Just Kids")

Un appuntamento mancato, così Francesco Meoni descrive il rapporto fra i due artisti distanti eppure così indissolubilmente legati, stretti nella stessa morsa artistica, dall'urgenza di dolore. (...) O forse non è ancora finita, forse c'è un "altrove" un "oltre" la vita di Tim e Jeff Buckley, dove l'onda non fa paura, dove il rumore del mare è una video-installazione che conforta: su quell'onda i due cantano insieme e non sono padre e figlio, del resto non lo sono mai stati, sono solo due coetanei amanti della musica e sposi fedifraghi della vita.
Adriano Sgobba ("Recensito")
Ci hanno commosso le sue lacrime a fine spettacolo e ci ha toccato nel profondo il suo viaggio, più che riuscito, nelle vite di due ragazzi diventati uomini troppo in fretta ed hanno colmato i vuoti che loro stessi hanno generato con l'alcool e la droga. Gli anni 70 son stati anni difficili.
(Giovanni Pirri, "All Info")

Francesco Meoni scrive e interpreta, racconta e si dimena, beve come una spugna e canta i pezzi di Tim ("Song to the Siren", "I Never Asked to Be Your Mountain", "Once I Was"), mette su vecchi vinili, ci strattona e ci sbatte sul saliscendi di questa doppia parabola musicale, vibrante, senza eguali, magnifica pur nella sua drammatica eco. Ad assecondarlo c'è il contrappunto fedele di una band di cinque, chitarre elettriche da anni d'oro del rock, una tromba in sordina dolorosa come un lamento, basso, batteria e la voce angelica di Vincenzo Marti a rifare i pezzi di Jeff (su tutti la cover di "Calling You").
(Gabriele Guerra, "Freequency")

La storia singolare è di padre e figlio musicisti, entrambi scomparsi intorno ai trent'anni, il protagonista ha interpretato il padre non da attore, ma è stato come se un Tim Buckley redivivo, fosse tornato su questa terra per raccontare e spiegare la versione della storia della sua vita. Meoni, ricco di energia e passione, è riuscito a materializzare l'inadeguatezza di questo musicista innovativo che non voleva piacere al pubblico a tutti i costi ma solo "cavalcare la bellezza della spontaneità".
(Bianca Coppola Melon, "Gufetto magazine")

(...) non solo l'autore sceglie di cimentarsi con la vita di due icone della cultura musicale degli ultimi 50 anni, ma lo fa osando anche un doppio salto mortale, ossia cantando dal vivo le loro canzoni, accompagnato da tanto di quintetto. La notizia è che la scommessa è vinta, per almeno tre ragioni.
La prima è squisitamente musicale. Al netto della irragiungibile voce di Tim, Meoni riesce a rendere credibile la sua rappresentazione, sia perchè ricuce il filo perduto tra biografia (vita) e musica (testi), sia soprattutto perché sceglie di non rifare il verso a papà Buckley, ma trasforma le sue canzoni in qualcosa di diverso e personale (su tutte PLEASANT STREET
che diventa quasi un brano di rock duro). Dal canto suo, Vincenzo Marti che interpreta Jeff è impressionante, vuoi per la capacità di replicare certe sfumature della voce di Buckley figlio, vuoi per la padronanza chitarristica, ben coadiuvata dal gruppo.
La seconda è sostanziale: raccontando la tormentata vita di Tim (figlio di un padre violento e ostile) e Jeff (abbandonato da Tim ancor prima di essere nato, ignorato in infanzia, orfano di padre a 8 anni, una vita passata a confrontarsi con l'assenza del genitore e la sua ingombrante eredità) Meoni obbliga gli spettatori a confrontarsi con il proprio esseri figli e, per chi lo è, padri (più o meno mancati). Anche qui il cortocircuito tra i testi e la vita reale è sorprendente, con l'aggiunta di brani (in parte "romanzati") dal diario di Jeff che trafiggono per sincerità e lucidità.
La terza è del tutto personale: ONCE I WAS mi ha fatto capire una volta per tutte perchè Tim Buckley mi ha sempre parlato al cuore. Un ricordo su tutti: a 17 anni, i giorni antecedenti la morte del mio amato nonno paterno. Per non sentirlo rantolare mettevo a tutto volume BLUE AFTERNOON, il disco più malinconico eppure catartico che abbia mai sentito. Grazie a questo spettacolo ho capito che Tim Buckley non ha fatto che cantare sempre questo: il lutto del figlio
che non riesce a svincolarsi dal padre e soffoca nella inefficace ribellione (droga, politica, sesso, ecc.) la mancata libertà.
Dato che siamo tutti vittime di vittime, anche Jeff ha dovuto pagare il conto, perché non è riuscito a spezzarlo, nell'unico modo che conta: amando un figlio come non siamo stati amati noi.

(Guido Chiesa)

Struggente, malinconico, riverberante. "Once I Was" di Francesco Meoni è uno spettacolo che davvero – passo dopo passo, nota dopo nota, parola dopo parola – riesce a insidiarsi felpato nelle viscere dell'anima, e poi da lì esplodere in un violento vortice di sensazioni e di sentimenti. Di emozioni. Vissute (forse non da tutti) e rivisitate dall'ammaliato
spettatore (come per magia, grazie a questa incisiva narrazione scenica) tramite il geniale circuito che il regista interprete ha così spontaneamente saputo costruire, per poi andarsi a tramutare in suo severo ma sensibile testimone. E messaggero.

(Daniele De Vivo, "Il Paroliere")

Meoni mette in scena una storia reale, specifica, ma anche la storia di ogni padre e di ogni figlio, aprendo un varco alla riflessione sulla condizione umana, sulle paure e sulle difficoltà di vivere fino in fondo, senza compromessi, la propria arte e la propria vita.
(Marina Capasso, "Italia Magazine")

Meoni qui regista di uno spettacolo in cui emerge tutta la sua sensibilità e la passione per le dinamiche umane, autore di un monologo in cui il dolore di una vita intreccia e catalizza quello dell'altra ed entrambi penetrano orecchie e cuore, con pezzi come "Blue Melody" e "Dream Letter"...
(Valeria De Medio, "Lab creativity")

"Once l was", scritto diretto ed interpretato da Francesco Meoni, è uno spettacolo che va oltre il racconto della storia di Tim e Jeff Buckley. È concerto, grazie ai bravissimi musicisti tra i quali spicca VIncenzo Marti che quando canta Dream brother fa venire i brividi. E' poesia, grazie all'intensità dei monologhi di Meonl. E' indagine del doloroso rapporto tra un
padre troppo giovane ed un figlio cresciuto troppo in fretta.

(Arianna Marsico, "Mescalina")

È questo il teatro che si dovrebbe sostenere, il teatro delle idee innovative, il teatro recitato quasi alla perfezione, il teatro di divulgazione culturale, il teatro dell'emozione; questo spettacolo entra nell'anima, la riempie, la fa soffrire e la commuove. Solo assistendo alle repliche potrete capirne il "sottobosco" che si cela dietro la sua lettura superficiale.
Perché la pièce va oltre: oltre tutte le aspettative, oltre la bellezza di quelle canzoni, oltre la bravura di Francesco Meoni e, soprattutto, oltre una semplice rappresentazione di una storia che va vista con gli occhi ma ascoltata con il cuore.

(Chiara Parisi, "Open Mag")

Parole che si intrecciano in un racconto sonoro di uno spettacolo ben costruito, vissuto intensamente dagli interpreti, in cui tutto si amalgama fluidamente.
(Simona Ventura, "Persinsala")

Meoni con un'intensità ed una partecipazione fuori dal comune, assume la prospettiva del padre che si rivolge al figlio tramite il suo diario, le lettere e soprattutto tramite le canzoni – rigorosamente eseguite dal vivo da una band di cinque elementi -, in una mistione riuscita ed emozionante di musica e teatro.
(Giulio Pantalei, "Target magazine")



Francesco Meoni debutta nel '90 con Turi Ferro nel Malato Immaginario di Molière, spettacolo di successo che lo porta in giro nei maggiori teatri d'Italia. Nel teatro ufficiale si cimenta in classici quali Otello regia di Lavia con Orsini e Branciaroli, in Chicchignola di Petrolini, con  Scaccia, Re pescatore con Brogi regia Zanussi e interpreta nei Menecmi di Plauto al teatro greco di Segesta il doppio ruolo dei Menecmi. Ancora in tournée con la ditta Dapporto-Monti con Plaza suite di N. Simon, e sempre con la Monti in Margherita e il Gallo, nel frattempo alterna il teatro ufficiale alle cantine, dove partecipa al Calapranzi di Pinter, Notturno di donna con ospiti di Ruccello,  I Blues di Williams, e sempre nell'ambito del teatro-off manifesta il suo interesse per il teatro di impegno civile con uno spettacolo sui desaparecidos: Tango, per la giornata della memoria interpreta  La morte di Ivan Iilic di Tolstoj a cura di P. Castagna.
Ricca di partecipazioni sua presenza nelle fiction: dal Maresciallo Rocca a Distretto di Polizia da Incantesimo ai Cesaroni, da Ris alla Squadra, da Casa Vianello a Finalmente soli, oltre a diversi tv-movie per Rai Uno: Soldati di pace, Posso chiamarti amore, L'Ultima Frontiera, Mal'aria. Nel cinema segnaliamo RDF dove interpretava uno dei due fratelli protagonisti della storia, La vita per un'altra volta, regia Astuti e Hotel Meina per la regia  di Carlo  Lizzani. Da anni lavora inoltre come doppiatore di cinema, televisione, cartoni animati e multimedia, e collabora come attore radiofonico negli sceneggiati di Radio Rai.

NORWEGIAN CRUISE LINE ANNUNCIA L’INGRESSO NEL MERCATO CINESE DELLE CROCIERE





La "Compagnia di crociere leader di grandi navi" baserà nave di classe Breakaway Plus in Cina progettata specificamente per il mercato

Nuovi uffici vendite a Pechino, Hong Kong e Shanghai per supportare l'espansione internazionale di Norwegian Cruise Line


Materiale fotografico in alta risoluzione e facilmente scaricabile è disponibile al link www.it.ncl.eu/news.

LE GRAND JOUR di Pascal ad ALICE NELLA CITTA'







PASCAL PLISSON sarà presente al Festival il 16 Ottobre nel pomeriggio (ore 15 – 19)  

Il film uscirà a Febbraio 2016
PROIEZIONI
Venerdì 16 Ottobre h. 11.00  Sala Sinopoli   Ufficiale 
venerdì 16 ottobre dalle 13:50 alle 14:15 a SPAZIO BNL

Dopo il grande successo di Vado a scuola (2013), Pascal Plisson torna a raccontare i sogni e le speranze attraverso le storie dei quattro giovani protagonisti di Le grand jour, provenienti dai più disparati angoli del mondo. Per mesi, addirittura per anni, i quattro protagonisti del film, aspettano, si preparano e si preoccupano. Sanno che questo giorno speciale cambierà le loro vite per sempre.  I nostri quattro eroi si preparano ad affrontare la prova che determinerà non solo il loro destino ma anche quello delle loro famiglie. Alla fine dopo tanto impegno, attenzione e perseveranza a scuola, sono arrivati alla consapevolezza che il sogno sta per avverarsi… Hanno fatto progressi nonostante le condizioni fossero spesso molto difficili, ma ora sono concentrati molto più di prima su un unico obiettivo, il successo.

Tapioco, Come Se Fosse, Antani: la nuova linea di vini La Tognazza Amata, presentati al Taste of Excellence con GianMarco Tognazzi - sabato 17 ottobre


Rinnovati nel design e più buoni nel gusto. Da scoprire.
Presentazione delle nuove etichette e della nuova linea sabato 17 ottobre, Taste of Excellence a Roma,
con una serata dedicata e lo spettacolo di GianMarco Tognazzi.  
 Dal 17 al 19 ottobre tre giorni di degustazioni per tutti.

Nel settore enologico ci sono vini importanti, quelli esclusivi da prendere assolutamente sul serio e poi ci sono i vini fuori dal coro, quelli originali, un po' sopra le righe, ironici e a tratti un po' goliardici, ma non per questo meno buoni. I vini della Tognazza sono proprio così, si prendono un po' in giro, ma senza tradire la qualità.
Figli della Supercazzola nei nomi, figli del grande Ugo Tognazzi nella storia, oggi tre prodotti di eccellenza, che definiscono un comparto di nicchia per un'azienda tutta italiana e che promuove le bontà made in Italy.
La Tognazza è un brand enogastronomico con una storia importante alle spalle, una storia oggi non solo da raccontare, ma anche da gustare, che GianMarco Tognazzi con il suo team dinamico, ha trasformato in una realtà moderna che si nutre della stessa passione di un tempo e di una tradizione rinnovata.
  "Tapioco, Come Se Fosse, Antani… ma questa non è una supercazzola. E' la linea dei nostri vini, completamente rinnovata – dichiara GianMarco Tognazzi. Un lavoro lungo che ha portato a un salto di qualità nella nostra produzione. A questo passo in avanti nel gusto abbiamo voluto aggiungere anche un cambio d'immagine. Un'esigenza che sentivamo da un po' di tempo in effetti, così abbiamo affiancato all'etichetta originale (disegnata da Ugo) una nuova etichetta, con un design più moderno, che sa farsi notare. E tengo anche a dire, che ci siamo rinnovati - com'è giusto che ogni azienda faccia - ma senza perdere di vista i valori che ci siamo imposti come azienda enogastronomica".
I vini firmati La Tognazza Amata, due rossi e un bianco, nella nuova bottiglia e con le nuove etichette, saranno presentati ufficialmente sabato 17 ottobre in una speciale serata speciale all'interno del Taste of Excellence, il salone delle eccellenze enogastronomiche (Spazio Set, via Tirso, Roma). Tre momenti diversi a partire dalle ore 20.30: prima la presentazione dei tre vini Antani, Tapioco e Come Se Fosse con Alessandro Capria, amministratore della Tognazza; a seguire L'Abbuffone, il reading-spettacolo tratto dal libro omonimo di Ugo Tognazzi, edito da Avagliano Editore, e interpretato da GianMarco Tognazzi e Marco Paparella, e per concludere un originale e divertente show-cooking con GianMarco e lo chef Davide del Duca di Osteria Fernanda, alle prese con le ricette originali di Ugo.
La Tognazza sarà presente al Taste of Excellence per tutta le tre intere giornate, dal 17 al 19 ottobre dalle ore 12 alle ore 21, per far degustare i propri vini ad operatori del settore e pubblico appassionato. 

Approfondimenti
L'azienda:  Dietro a un nome così celebre si conserva il sogno gastronomico di Ugo Tognazzi, portato avanti dal figlio GianMarco, nella storica sede di Velletri, e ispirato dalla stessa passione per il buon vino e la cucina. Un'idea lungimirante e dirompente, che nel tempo si è trasformata in un brand enogastronomico moderno, ma sempre legato alla tradizione. Sospinta da una costante ricerca della qualità La Tognazza Amata è una realtà vitivinicola di nicchia e un'eccellenza tutta italiana. Con i suoi Antani, Tapioco e Come se fosse, La Tognazza oltre al vino offre una buona storia, da raccontare e gustare.  
L'Abbuffone: "L'abbuffone, storie da ridere e ricette da morire" è il primo libro del nostro chef attore (edito da Avagliano Editore) una vera dichiarazione d'amore per la cucina, sia come luogo fisico che come arte, in cui si racconta una serie di storie gastronomiche. Aneddoti e racconti di gioventù si intrecciano e si alternano ai suoi piatti, dall'infanzia all'esperienza de "La grande bouffe" di Marco Ferreri. Un libro sicuramente da leggere e gustare, che diventa uno spettacolo curato da GianMarco Tognazzi e dall'attore e regista teatrale Marco Paparella. Le pagine saporose si animano con la loro voce e interpretazione, che fanno rivivere in scena le "avventure gastronomiche e non solo" di Ugo. Un modo alternativo di assaporare piatti e pezzi di vita.

BELLE & SEBASTIEN - Alice nella Città, Festa del Cinema di Roma 2015

IN ANTEPRIMA MONDIALE
Alice nella Città – Festa del Cinema di Roma 2015

Dopo l’incredibile successo del primo capitolo, tornano i protagonisti di un’amicizia che non ha bisogno di parole

 NOTORIOUS PICTURES
presenta 
BELLE & SEBASTIEN
L’AVVENTURA CONTINUA

Saranno presenti:

il regista
CHRISTIAN DUGUAY
e gli interpreti
il piccolo FÉLIX BOSSUET, THIERRY NEUVIC eBELLE


PROIEZIONE STAMPA
venerdì 16 ottobre  ore 21.00 - Sala Studio 3, Auditorium Parco della Musica
(L’accesso è riservato solo ed esclusivamente agli accreditati al Festival!)

PREMIÈRE CON RED CARPET E PHOTOCALL
sabato 17 ottobre ore 12.00 – Sala Sinopoli, Auditorium Parco della Musica

CONFERENZA STAMPA
sabato 17 ottobre ore 13.40 – Casa Alice, Auditorium Parco della Musica
con CHRISTIAN DUGUAY, FÉLIX BOSSUET, THIERRY NEUVIC e BELLE

INTERVISTE TV
sabato 17 ottobre ore 10.00 – Lounge Akai, Villaggio del Cinema, Auditorium Parco della Musica
1 set fisso con nostra troupe (supporto chiavetta usb)
FÉLIX BOSSUET, THIERRY NEUVIC e BELLE
Il regista CHRISTIAN DUGUAY lavorerà su richiesta con vostra telecamera

RADIOCALL
sabato 17 ottobre ore 14.30 – Lounge Akai, Villaggio del Cinema, Auditorium Parco della Musica

ROUND TABLE, INTERVISTE STAMPA SCRITTA E WEB
sabato 17 ottobre a partire dalle 15.00 – Lounge Akai, Villaggio del Cinema, Auditorium Parco della Musica

il film uscirà nelle sale l’8 dicembre 2015

Belle e Sebastien, dopo lo straordinario successo del primo capitolo, tornano al cinema con una nuova e indimenticabile avventura, sempre ispirata al celebre romanzo di Cécile Aubry. Il film, diretto da Christian Duguay, sarà presentato in anteprima mondiale sabato 17 ottobre all’interno di Alice nella Città – Festa del Cinema di Roma 2015 e uscirà nelle sale italiane l’8 dicembre, distribuito da Notorious Pictures, per un emozionante Natale al cinema.

È il settembre del 1945 e si festeggia la fine della guerra. Sebastien è cresciuto, ora ha 10 anni e con Belle attendono impazienti il ritorno di Angelina. Un’attesa vana, perché la loro amica è scomparsa in un incidente aereo nel cuore della foresta transalpina. Tutti in paese hanno perso la speranza. Tutti tranne Sebastien che decide di andare a cercarla con il suo inseparabile amico a quattro zampe. Durante il lungo viaggio, tra mille pericoli e prove da superare si troverà di fronte ad una grande scoperta che cambierà la sua vita.

Novità - Lev Tolstoj. Il coraggio della Verità




il libro Lev Tolstoj - Il coraggio della Verità di Roberto Coaloa,
sarà in libreria da fine ottobre.

Prefazione di Goffredo Fofi.


***
Autore: Roberto Coaloa
Titolo: Lev Tolstoj
Sottotitolo: Il coraggio della Verità
Collana: Narrativa - Vite di scrittori
Pubblicazione: 21 ottobre 2015
Prezzo: € 17,00
Pagine: 196
Formato: 14 x 21
ISBN: 978-88-97139-63-8

Perchè credo - Il volume di monsignor Leuzzi sarà presentato il giorno 15 presso la Biblioteca Angelica



LIBRERIA EDITRICE VATICANA 

Una guida per aiutare i giovani a vivere il Giubileo della Misericordia

«“Perché credo”, Vademecum dei giovani per l'Anno della Misericordia» (Libreria Editrice Vaticana) è il tema del nuovo libro del vescovo ausiliare della diocesi di Roma, monsignor Lorenzo Leuzzi, delegato per la Pastorale Universitaria, che sarà presentato il prossimo15 ottobre 2015, alle 19, nella Biblioteca Angelica, in piazza Sant'Agostino 8.

Parteciperanno all’incontro: Anna Ascani deputata per il Partito Democratico, Annagrazia Calabria, deputata di Forza Italia ; Barbara Carfagna giornalista del TG1 e Giovanni Lo Storto, direttore generale dell' Università LUISS “Guido Carli”. Moderatore della tavola rotonda Paolo Messa, CDA Rai. Sarà presente l’autore.

Il volume raccoglie le lettere scritte da monsignor Leuzzi, nei suoi primi tre anni di ordinazione episcopale. L’autore indirizza i suoi scritti ai giovani, convinto che possano rappresentare un vero e proprio vademecum per accompagnare il loro cammino giubilare in occasione dell’Anno della Misericordia. L’autore, nella Prefazione, racconta la nascita delle sue lettere le quali animate da un «solo filo conduttore: quello di comunicare il grande dono di essere cristiano cattolico» sono destinate ai giovani. «Quando papa Francesco annunciò l’indizione dell’Anno della Misericordia» - dice l’autore - «non ho avuto difficoltà a ritrovare nelle lettere che già avevo scritto, ormai verso la fine del terzo anno, la chiave di lettura del cammino svolto: la misericordia di Dio è più grande di ogni logica umana!». L’intento di monsignor Leuzzi alberga chiaro nell’augurio che rivolge a tutti coloro i quali avranno modo di entrare in contatto con i suoi scritti: «Vi auguro di “piangere” di gioia quando Gesù ti rivolgerà la domanda: “perché mi perseguiti?”. Sono certo che scoprirete il Dio misericordioso, che nonostante la nostra incredulità, ci ha cercato! Non dubitate più! Ma siate credenti!»

Monsignor Lorenzo Leuzzi, vescovo titolare di Cittanova-Aemona e ausiliare della diocesi di Roma, delegato per la Pastorale Sanitaria, Universitaria, ha conseguito la Laurea in Medicina e Chirurgia e la specializzazione in Medicina Legale e delle Assicurazioni presso l’Università degli Studi di Bari, la Licenza e il Dottorato in Teologia Morale presso la Pontificia Università Gregoriana e la Licenza in Diritto Canonico presso la Pontificia Università Lateranense. Dal 1° ottobre 2010 è rettore della chiesa di S. Gregorio Nazianzeno alla Camera dei Deputati. Per la Libreria Editrice Vaticana è autore e curatore di numerose pubblicazioni.

SEI UNO STUDENTE, HAI UNA TELECAMERA O UNO SMARTPHONE? CON “SCOPRILAZIO” REALIZZA UN VIDEO-CLIP PER PROMUOVERE IL PATRIMONIO CULTURALE E NATURALE DELLA REGIONE entro il prossimo 15 dicembre

Scoprilazio il contest ideato da CTS e promosso con l'Assessorato alla Cultura e Politiche Giovanili della Regione Lazio nell'ambito delle iniziative avviate con il contributo della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale, finalizzato a promuovere la conoscenza e la fruizione del patrimonio culturale e naturale della Regione Lazio tra i giovani.

Il contest è riservato agli studenti delle Scuole secondarie di II° grado della Regione Lazio coordinati dai docenti delle Scuole superiori riuniti in gruppi di lavoro per intera classe o gruppo interclasse (in questo caso di massimo 20 studenti) che potranno realizzare il loro contributo video, della durata massima di 3 minuti, utilizzando una telecamera o uno smartphone.
Con questa premessa i partecipanti potranno promuovere e valorizzare le aree naturali e i beni culturali della Regione con l'ideazione di un messaggio incisivo veicolato attraverso le immagini delle loro telecamere o dei loro cellulari.
I concorrenti sono invitati a coinvolgere, ad esempio con interviste, loro coetanei o abitanti delle aree di interesse o istituzioni locali per lanciare il loro messaggio di promozione e valorizzazione.

Qualche spunto di riflessione su come realizzare il video:
Come si potrebbero salvaguardare e valorizzare oggi i territori attraverso un turismo di tipo culturale, sostenibile e responsabile?
Quali occasioni lavorative si possono aprire per i giovani legate alla promozione naturalistica e culturale della Regione Lazio?
Le fontane, le statue, le chiese e i giardini, i detti e le filastrocche …. beni materiali e immateriali che nascondono segreti antichi (i racconti dei nonni, le storie tramandate, le leggende e le antiche tradizioni da non dimenticare, ovvero una ricchezza immateriale da conservare..)
Perché ripercorrere oggi le vie sacre? (la Via Francigena, il Cammino di San Francesco, la Via Amerina, e la Via Benedicti); - L'Etruria Meridionale, un'area abitata sin dall'Età del ferro punto di massimo sviluppo della cultura etrusca con Cerveteri, Tarquinia, Montalto (Vulci);
Conosciamo davvero i centri di eccellenza culturale, inseriti all'interno della Lista Mondiale del Patrimonio dell'Umanità? La Villa Adriana, la Villa D'Este, e la Villa Gregoriana di Tivoli.

Via Albalonga, 3
00183 - Roma
tel. +39 06.64960327
 
www.ctsassociazione.it
 

Al Teatro Petruzzelli di Bari la chiusura del Bicentenario della nascita di don Bosco


Il 19 ottobre alle 18.00 al Teatro Petruzzelli di Bari l'Ispettoria Salesiana dell'Italia Meridionale e la Regione Puglia daranno vita all'evento conclusivo del Bicentenario della nascita di Don Bosco al Sud. Dopo l'apertura dei festeggiamenti lo scorso Ottobre al Teatro San Carlo di Napoli e una serie di eventi durante tutto il 2015, è stata scelta Bari come meta per la serata conclusiva dell'anno del Bicentenario. Così come nei precedenti eventi, protagonista musicale della serata sarà il DB Choir, il Coro costituito da circa centocinquanta giovani dell'Ispettoria in occasione del Bicentenario di don Bosco.
Il titolo nonché il leitmotiv della serata sarà "E' ora di Oratorio", per sottolineare la centralità dell'esperienza dell'Oratorio nel mondo Salesiano. Don Pasquale Cristiani, Ispettore dei Salesiani al Sud, commenta così la scelta del tema: "A conclusione di questo anno abbiamo chiesto un'attenzione all'ambito educativo soprattutto per gli Oratori-Centro Giovanili e per la Scuola professionale, due risposte concrete ai bisogni di tantissimi giovani di Bari e di tutta la nostra Ispettoria. Questo significa preparare al mondo del lavoro, educare al tempo libero aiutando i giovani a scoprire le loro risorse per poterle valorizzare in quella creatività che apre strade nuove nel mondo dell'occupazione e delle relazioni vere". Don Fabio Bellino, Delegato della Pastorale Giovanile dell'Ispettoria Meridionale sottolinea la grande attualità del messaggio di don Bosco: "Il Bicentenario ci ha dato la possibilità di far conoscere al meglio la figura di don Bosco e la sua grande attualità, ma quest'anno non è stato solo grandi eventi. Penso infatti al grande lavoro che ciascuna Casa Salesiana porta avanti quotidianamente".
Annunciata la presenza di autorità civili e religiose nonché del Rettor Maggiore della Congregazione Salesiana don Ángel Fernández Artime. Per l'evento è prevista una diretta streaming che sarà trasmessa sul sito ufficiale dell'Ispettoria Meridionale www.donboscoalsud.it. (Per le interviste complete a don Pasquale Cristiani e a don Fabio Bellino visita il sito dell'Ispettoria Salesiana Meridionale www.donboscoalsud.it.)

Da lunedì 19 a giovedì 22 ottobre. The Space Cinema: per altri quattro giorni il grande cinema a soli 3 euro

Raddoppia l'offerta di Cinemadays: tariffa ridotta per chi acquista entro giovedì 15 un ingresso anche per la prossima settimana. Due grandi film per 6 euro.  

E' stato subito un notevole successo "Cinemadays", l'iniziativa che consente agli appassionati di pagare il biglietto solo 3 euro, da lunedì 12 a giovedì 15 ottobre.
L'idea – a cui The Space aderisce con entusiasmo -  è delle associazioni dell'industria cinematografica ANEC, ANEM, ANICA con il sostegno della direzione generale del Cinema di MiBACT. L'eccezionale promozione riguarda tutti i film, eccezion fatta per programmazione Extra.
Ma non finisce qui. Gli spettatori delle sale The Space Cinema possono raddoppiare. Ovvero possono acquistare un ingresso a 3 euro tra il 12 e il 15 ottobre prenotando al contempo una proiezione a 3 euro nella settimana successiva: tra il 19 e il 22. Insomma con 6 euro due grandi film.
Alcuni tra i film in programma: Black mass; Hotel Transylvania 2; Life; Poli opposti; The Program; Sopravvissuto the martian; Straight Outta compton, Io e Lei.


THE SPACE CINEMA The Space Cinema, nato nel 2009 dalla fusione di Warner Village Cinema e Medusa Multicinema, è il leader del mercato italiano dell'esercizio cinematografico. A fine 2014 la proprietà della società è passata da 21 Investimenti e Mediaset a Vue Entertainment International, il gruppo fondato nel 2003 nel Regno Unito da Timothy Richards e Alan McNail. Il controllo azionario è nelle mani di due fondi canadesi: Omers e Alberta Investment Management Corporation. Giuseppe Corrado, amministratore delegato di The Space Cinema dalla sua fondazione, è stato confermato alla guida della società anche dalla nuova proprietà. Vue è presente in Uk, Irlanda, Germania, Danimarca, Polonia, Lituania, Lettonia e Taiwan con un fatturato di 900 milioni di euro, pari a una volta e mezzo l'intero mercato italiano. La mission di The Space Cinema – 36 multiplex in ogni regione italiana e 79mila posti a sedere- è quella di porre al centro del proprio lavoro lo spettatore a cui offrire l'eccellenza sia per quanto riguarda il livello delle proprie strutture cinematografiche sia nell'offerta sempre più ampia di contenuti esclusivi. Proprio per questo nel 2012 è nato The Space Extra, un palinsesto di contenuti speciali dedicati a cultura, musica, scienza, sport, intrattenimento e arte. E dal 2014 ha preso inoltre il via The Space Movies, il nuovo marchio del circuito dedicato alla distribuzione dei prodotti cinematografici. www.thespacecinema.it

"Un Gabbiano" dall' 8 al 17 ottobre 2015


TEATRO, RITORNA A GRANDE RICHIESTA A ROMA "UN GABBIANO",
L'ESORDIO ALLA REGIA DI GIANLUCA MEROLLI

Andrea Schiavo e Alberto Salerno presentano a Roma "Un Gabbiano" prima regia di Gianluca Merolli: poliedrico interprete delle regie di Giancarlo Sepe, Marco Carniti, Pino Micol, Cristopher Malcolm, Pappi Corsicato, Maria Sole Tognazzi e Peter Marcias; untimamente protagonista a Roma degli spettacoli "Dignità autonome di prostituzione" e "Romeo e Giulietta Ama e cambia il mondo" per la regia di Giuliano Peparini. Merolli sceglie di mettere in scena un'attenta rilettura del "Gabbiano" di Anton Checov.

La storia si svolge nella tenuta estiva di Sorin, fratello della famosa attrice Irina, appena arrivata per una breve vacanza con il suo amante, il noto scrittore Trigorin. Il figlio di lei, Konstantin, scrive drammi teatrali ed è innamorato di Nina, una giovane che desidera diventare attrice. Durante la rappresentazione in giardino di un suo testo, Irina deride il figlio. Nel frattempo Nina scappa con Trigorin. Diventata attrice, conoscerà molte delusioni e pur abbandonata da Trigorin, continuerà a rifiutarsi a Konstantin.
«Tra atmosfere pieno melò e thriller simbolista, gli uomini e le donne sono amati senza ricambiare: Kostja ama Nina, che ama Trigorin, che ama la sua poesia. In questo circolo del "non amore" si aggira l'unica viva del gruppo, Nina, che nella ricerca disperata di appartenere a questo humus umano che tanto la attrae, ne sarà risucchiata definitivamente quando deciderà di diventare attrice».

Uno spettacolo che vede un cast di altissimo livello: Anita Bartolucci (Irina), Francesca Golia (Nina), Giulia Maulucci (Mascia), Fabio Pasquini (Medvedenko), Ivan Alovisio (Trigorin), Pippo Cangiano (Sorin) e lo stesso Gianluca Merolli (Konstantin).

Il cast tecnico vede in scena eccellenze come lo scenografo e artista Davide Dormino, il costumista Claudio Di Gennaro, le coreografie di Martina Grilli, il musicista Luca Longobardi, il light designer Camilla Piccioni. Lo spettacolo ha debuttato con grande successo di pubblico al Teatro Sannazzaro di Napoli in occasione dal Napoli Teatro Festival Italia, coproduttore insieme con Spettacolo Sas dell'opera.

UN GABBIANO
da Anton Checov
Adattamento e regia di Gianluca Merolli
Produzione Andrea Schiavo per H501, Alberto Salerno e Napoli Teatro Festival Italia
Teatro SALA UNO
Piazza di Porta San Giovanni 10
Dal 8 al 17 Ottobre 2015 ore 21 (domenica, ore 18)

Sold out in meno di due settimane il concerto dei POOH a San Siro e, a grande richiesta, si aggiunge la seconda data: l'11 giugno a San Siro!

.. E A GRANDE RICHIESTA

 DA OGGI ALLE ORE 14.00 APERTE LE PREVENDITE QUESTA MATTINA AI MICROFONI DI RTL 102,5 L’EMOZIONE DEI POOHPER IL TUTTO ESAURITO REGISTRATO A SAN SIRO IN MENO DI DUE SETTIMANE

Boom di vendite per “REUNION – L’ULTIMA NOTTE INSIEME”, la serie di concerti-evento negli stadi con cui i POOH festeggeranno nel 2016 i cinquant’anni di carriera. Ha registrato il sold out in sole due settimane il concerto del 10 giugno a San Siro e, a grande richiesta, si aggiunge una seconda data nello stadio milanese (prevendite aperte da oggi, a partire dalle ore 14.00, su www.ticketone.it e prevendite abituali).
Queste le imperdibili date di “REUNION – L’ULTIMA NOTTE INSIEME”:  il 10 giugno a San Siro (SOLD OUT!!!), l’11 giugno a San Siro (NUOVA DATA) e il 15 giugno allo Stadio Olimpico di Roma.

I Pooh, intervenuti questa mattina  ai microfoni di RTL 102,5 con Angelo Baiguini, hanno così commentato la notizia, annunciata in diretta da Ferdinando Salzano, amministratore delegato di F&P Group:
«È ufficiale, la felicità esiste! È riduttivo dire che è una bellissima sorpresa, abbiamo l’impressione di vivere in un sogno. Non possiamo che ringraziare i nostri fan per questo velocissimo tutto esaurito che ci riempie di orgoglio ma anche di responsabilità e faremo il possibile per rendere indimenticabili queste ultime notti insieme. Inevitabilmente un pensiero va a Valerio Negrini che non è fisicamente con noi ma è sempre nei nostri cuori e siamo sicuri stia gioendo insieme a noi. Non abbiamo più aggettivi per esprimere la felicità che proviamo in questo momento e soprattutto non troviamo più modi di dire grazie al nostro pubblico che ci ha sempre sostenuto e alle persone che credono da sempre in noi». 

Per la prima volta in una formazione a cinque, Roby Facchinetti, Dodi Battaglia, Red Canzian, Stefano D’Orazio e Riccardo Fogli si preparano a conquistare Milano e Roma contre concerti-evento che si preannunciano imperdibili e che celebreranno la loro carriera attraverso le note di un repertorio che ha fatto la storia della musica italiana e che sarà riadattato a cinque voci per uno storico live della durata di almeno 3 ore.

I biglietti per i concerti di “REUNION – L’ULTIMA NOTTE INSIEME” (prodotti e organizzati da F&P Group) sono disponibili in prevendita su www.ticketone.it e punti di vendita e prevendite abituali.
Fino ad esaurimento disponibilità (in ogni caso l’offerta terminerà il 31 gennaio 2016) sarà acquistabile esclusivamente online suwww.ticketone.itla #POOH50 CARD, una card memorabilia in edizione limitata che sostituisce il biglietto, quindi è valida come titolo di accesso (nel settore acquistato) allo spettacolo, e dà diritto a vantaggi, sconti e convenzioni (info su: www.fepgroup.it).

Il 2016 sarà un anno formidabile che i fan dei POOH non potranno facilmente dimenticare. Al termine dei festeggiamenti per il “50ennale” si chiuderà per sempre la storia della band, e queste straordinarie celebrazioni saranno la degna conclusione di 50 anni di carriera, festeggiati nel migliore dei modi e proprio all’apice del successo.

Ad aprire questa reunion è un’inedita versione di “Pensiero”, il grande successo del 1971, che vede per la prima volta insieme le voci di Roby, Dodi, Red, Stefano e Riccardo, in rotazione radiofonica e in vendita sui digital store (Believe Digital).
Il videoclip del brano è diretto da Gaetano Morbioli.

Il 28 gennaio 2016, in occasione dell’anniversario dei 50 anni dalla fondazione della band, verrà pubblicato un doppio vinile Picture Disc che raccoglierà 20 “perle” dei POOH in una confezione a tiratura limitata autografata, prenotabile in pre-order on-line su www.pooh.it. All’interno del Picture Disc saranno inseriti anche cinque mini poster autografati con il foto ritratto dei singoli componenti della band.

Nati da un’idea di Valerio Negrini, in 50 anni di carriera i POOH hanno superato i 100 milioni di dischi venduti, hanno ottenuto un elenco spropositato di premi e riconoscimenti e si sono dimostrati dei veri “pionieri” per le rivoluzioni introdotte nei loro live, i temi trattati nei loro brani, l’uso della tecnologia moderna e la multimedialità e tanto ancora.

FILMSTUDIO, MON AMOUR Alla Festa del Cinema di Roma ( 21 ottobre )


                                                                    

Hidden City
C'erano una volta i mitici cineclub che per le ragazze e i ragazzi degli anni Settanta sono stati un luogo importante di amicizia, di cultura e di vita…
International Madcast – Filmstudio – Bronx film -Terranera- Minerva  Pictures       presentano

FILMSTUDIO, MON AMOUR
Un film di Toni D'Angelo

Prodotto da Francesco Castaldo per International Madcast, Armando Leone per Associazione Culturale Filmstudio, Gaetano Di Vaio per Bronx Film, Valeria Correale per Terranera, Gianluca Curti per Minerva Pictures
con il supporto di Roma Lazio Film Commission , con il contributo della Regione Lazio, con la collaborazione di Associazione Culturale Alberto Grifi
CON INTERVISTE e TESTIMONIANZE DI   Bernardo Bertolucci, Jonas Mekas, Nanni Moretti, Vittorio Taviani, Carlo Verdone, Adriano Aprà, Armando Leone…
CAST TECNICO   REGIA: Toni D'Angelo ; SOGGETTO E SCENEGGIATURA: Toni D'Angelo e Armando Leone; MONTAGGIO: Letizia Caudullo; MUSICHE: Alvin Curran;
SCHEDA TECNICA   Anno di produzione: 2015; Genere: Documentario Nazionalità: Italiana; Durata: 68'; Formato: 16:9 Hd; Supporto di ripresa: HD; Supporto di proiezione: DCP; Audio: Stereo; Lingua originale: Italiano
mercoledì 21 ottobre: ore 11.30  STUDIO 3 - AUDITORIUM                     -Proiezione Stampa  ;   ore 13.00  SPAZIO BNL - AUDITORIUM        Conferenza stampaore 21.00  CINEMA GREENWICH Proiezione Ufficiale
                              
LA STORIA
"No! Il dibattito no!", afferma un accalorato Nanni Moretti nel suo Io sono un autarchico. Una provocazione è chiaro, dato che quelle discussioni sono servite e Moretti ne è stato uno dei principali protagonisti. Proiezioni e dibattiti, infatti, erano il cuore pulsante del Filmstudio, storico cineclub romano aperto nel 1967 da Americo Sbardella e Annabella Miscuglio ed attivo ancora oggi. Certo non può mancare un po' di nostalgia ripensando a quegli anni in cui si potevano vedere i lavori di un artista d'avanguardia dell'animazione come Norman McLaren, o le opere della Nouvelle Vague francese, dell'espressionismo tedesco, dell'underground americano, il cosiddetto cinema impegnato fatto da maestri e da giovani promesse. Non solo, nel Filmstudio si poteva assistere anche alle prove teatrali del Living Theatre e proprio in quella saletta fumosa e piena di sogni sono passati registi come Bernardo Bertolucci, Jean-Luc Godard, Michelangelo Antonioni, Glauber Rocha, Fernando Solanas, Pier Paolo Pasolini, Eric Rohmer, Robert Kramer, Straub e Huillet, solo per citarne qualcuno. Diviene opportuno, quindi, raccontare una storia tanto illustre e a raccogliere il testimone è Toni D'Angelo – a cui è stato messo a disposizione l'archivio di questo monumento alla cinematografia mondiale. Il regista si è lasciato andare ad un viaggio assolutamente personale ed introspettivo, in cui ha trattenuto ciò che lo ha maggiormente impressionato coadiuvandolo con interviste agli autori che hanno vissuto il Filmstudio. Ciò che ne esce fuori è una narrazione emozionale di una vita che c'è stata e che non c'è più, o meglio, si è trasformata. Il film si apre sullo sfondo di una Roma alla fine degli anni '60, quando l'azione si fa arte e le rivendicazioni, i movimenti, le contestazioni, divengono parte integrante dell'espressione creativa. In questo cammino visivo l'autore suggerisce metafore di creazione, si ferma ad osservare personalmente alcuni di quegli stessi artisti che lo hanno segnato. Ogni tassello ritrova il suo posto, la sua collocazione. La poesia, il visionario, il rito e la cosiddetta narrazione limpida cambiano con i mutamenti del clima politico. Il Filmstudio dovrà adeguarsi ma ciò non gli permetterà di poter continuare il proprio lavoro immune dalle esigenze dell'amministrazione pubblica. Questo dovrà reinventarsi per ritrovare le motivazioni, i luoghi fisici dove potersi esprimere e per recuperare, dopo quindici anni di lotta, la sede originale. Al centro di questo viaggio ci si scontra, inevitabilmente, con la censura, becero nemico da abbattere ma, paradossalmente, enorme stimolo artistico per autori ed intellettuali. È proprio in questa situazione, infatti, che molti autori trovano la forza di impegnarsi in progetti innovativi, aprendosi a nuovi modelli di creatività. Insomma, la censura da ostacolo può diventare opportunità e questo colpisce particolarmente Toni D'Angelo, che mette in evidenza come l'ispirazione ed il senso di condivisione siano fonti necessarie per fare cultura. Una lezione, questa, che porterà l'autore a compiere, verso la fine del suo visionario cammino, un'interessante riflessioni sui circuiti tradizionali e commerciali del nostro cinema.

NOTE DI REGIA
"Filmstudio, mon amour nasce dall'incontro con il cineclub Filmstudio in cui mi sono formato come cinefilo negli anni Duemila. Armando Leone, mettendomi a disposizione l'intero archivio, mi ha dato la possibilità di intraprendere un viaggio in un cinema nascosto e sotterraneo che ha animato la città di Roma dagli anni Sessanta ad oggi. Ho scoperto quindi l'esistenza della Cooperativa del cinema indipendente, del cinema femminista, del cinema d'autore, dei grandi sperimentatori come Alberto Grifi, dei primi cortometraggi di grandi registi italiani come Nanni Moretti – il cui esordio fu presentato proprio al Filmstudio nel '76. Questo documentario è diventato un vero e proprio viaggio alla scoperta di una realtà cinematografica che, altrimenti, non avrei mai potuto conoscere e di una Roma culturalmente fervida e appassionata, molto lontana dalla Roma che vivo oggi. Ho scelto di raccontare gli avvenimenti storici attraverso l'utilizzo di materiali di repertorio, spesso anche sconosciuti, soffermandomi sugli argomenti e sui personaggi che più mi hanno appassionato". (Toni D'Angelo)

NOTE FILMSTUDIO
"Io e Toni D'Angelo lavoriamo su questo progetto (con alcune inevitabili pause) da tre anni. Alla fine ci siamo accorti che con tutto il materiale raccolto avremmo potuto fare almeno tre lunghi documentari, che impostati sempre su un'unica spina dorsale, sarebbero stati, però, tutti diversi fra di loro. A questo punto ho detto a Toni: "Tu sei il viaggiatore, io faccio un passo indietro, vai dove ti porta il cuore".
Toni, seguendo le sue emozioni, ha fatto delle scelte; a malincuore nel suo intimo ha certamente rinunciato a qualcosa. Del romanzo Filmstudio ne ha tratto una sua personale lettura, soffermandosi, su autori, storie, momenti e  personaggi che maggiormente lo hanno interessato e attratto. E' stato un lavoro più difficile del previsto e non poche sono state le difficoltà che si sono dovute affrontare per fare esistere questo  primo documentario sulla quasi cinquantennale storia del Filmstudio. Voglio ringraziare tutti coloro che con le loro testimonianze, forse senza rendersene conto, hanno contribuito ad illuminare molti angoli in ombra della nostra stessa memoria". (Armando Leone)
BIOGRAFIA DEL REGISTA
Toni D'Angelo nasce a Napoli il 6 Dicembre del 1979. Sceneggiatore, regista e membro dell'Accademia del Cinema Italiano (Premi David di Donatello), Premi Vittorio De Sica dal 2007 e dell'European Film Academy premi EFA dal 2012. Dopo essersi diplomato al Liceo Scientifico, si iscrive al D.A.M.S. di Bologna. In questi anni la sua passione per il cinema cresce sempre più, vede tre film al giorno e sogna di fare il critico cinematografico. Ma la teoria lo annoia e decide, così, di andare a sbirciare su qualche set per vedere come realmente si realizza un film, è questo che lo fa sentire vivo. Dopo aver fatto da assistente alla regia in molte opere, decide di fare il grande salto e passare dietro la macchina da presa. Per la sua opera prima s'ispira ad un racconto di Charles Bukowski e realizza Bukowski, Casoria, un 'ménage à trois' ai limiti dell'erotico. Laureatosi con una tesi sulle forme poetiche nel cinema di Abel Ferrara, tra il 2002 e il 2004 diviene il suo assistente. Insieme scrivono il soggetto, mai realizzato, Morire A Napoli. Nel 2007 realizza il suo primo lungometraggio Una Notte con cui riceve la candidatura come Miglior Regista Esordiente nella cinquina per i David di Donatello. Nel 2009 il documentario Poeti, una sorta di block-notes sulla Poesia a Roma, è selezionato alla 66° Mostra del Cinema di Venezia in una sezione collaterale. Nel 2013 passa al noir con L'innocenza di Clara, scelto per il concorso al World Film Fest di Montreal e al Courmayeur NoirInFestival. Nel 2014 firma il cortometraggio Ore 12, presentato al Festival di Roma.  Attualmente è impegnato con la preparazione del suo terzo lungometraggio Falchi.

SPIGOLATURE
Il 2 ottobre 1967 nasce il Filmstudio in Via degli Orti d'Alibert 1/c a Trastevere, Roma. I fratelli Taviani sono tra i primi a scoprirlo – "Via degli Orti d'Alibert questa strada ha sempre evocato qualcosa … poi siamo andati, una strada buia – o almeno lo era allora – e quando abbiamo cominciato a frequentarla abbiamo capito che lì stava nascendo qualcosa…" (Vittorio Taviani).
Pochi anni dopo Godard doveva girare a Roma un film e Rai 3 – che era dietro a questo progetto - chiese di utilizzare il Filmstudio come luogo di riferimento. Il film aveva un budget di 80 milioni, ma Godard fece il suo lungometraggio (Vento dell'Est) con 40 milioni e i rimanenti li devolse a vari movimenti rivoluzionari, tra i quali Lotta Continua. Al Filmstudio diede 3 milioni di lire per creare una distribuzione di cinema militante.
Così, il cineclub divenne ben presto un punto di riferimento della cultura romana, e non solo – "Nel '67, Trastevere, era un quartiere alternativo… Io che viaggiavo molto posso direi che la Roma della metà degli anni Sessanta non aveva nulla di meno, nulla da invidiare ad altri Paesi. Il Filmstudio era uno dei punti di riferimento delle avanguardie delle arti". (Adriano Aprà)
A testimoniare il fermento di questo luogo divenuto magico nel tempo, sono in tanti. In primis Carlo Verdone: "In quel periodo la cultura era sempre dietro una serranda … si sentivano rumori ovunque di strumenti musicali, di voci … cinema". Ma anche Bernardo Bertolucci non manca di ricordarne gli splendori: "Io al Filmstudio ci sono sempre andato a piedi … era un luogo dove si mostravano cose che non si potevano vedere in nessun altro posto a Roma. Era un miracolo, se ripenso poi alla situazione degradata, che viveva la città in quei tempi…".
In questo luogo straordinario ha esordito anche uno dei più celebri protagonisti del nostro cinema, Nanni Moretti. Nel '76, infatti, aveva pronto Io sono un autarchico, e pur frequentando vari cineclub, era nella sala grande del Filmstudio che voleva presentare il suo primo film. Gli chiesero se aveva abbastanza amici e parenti per riempire una sala, lui rispose che pensava di sì e, in realtà, il film fu un trionfo e venne programmato sempre con il tutto esaurito – "Senza il Filmstudio non ci sarebbe stato il clamore che invece si è verificato…".

Questo film, poi, rappresentò una fase di cesura importante per la storia del nostro cinema. Infatti, come sostiene Aprà: "Mentre a me sembrava che un film come Anna di Alberto Grifi fosse il film di avanguardia, la sintesi di un'opera di apertura verso il futuro… Io sono un autarchico per me era un buon film ma non diceva nulla di nuovo… e mi sbagliavo di grosso. Anna, in realtà, chiudeva un'epoca e Nanni Moretti ne apriva un'altra che non era la nostra!".
Non solo, anche l'anteprima nazionale di Nel corso del tempo di Wim Wenders, venne presentata proprio al Filmstudio – "Facemmo uscire in prima nazionale Nel corso del tempo di Wim Wenders e ci fu un afflusso di pubblico incredibile, lo dovemmo proiettare in tutte e due le sale – una non bastava viste le richieste – per un bel po' di tempo". Un'esperienza unica anche per lo stesso autore – "Ero molto giovane. Avere l'occasione di mostrare il mio film per la prima volta a Roma e in uno di quei posti mitici dove capivi che tutta la storia del cinema era lì o era passata di lì, mi sembrava di sognare. Ero così onorato che mi avessero dato quell'occasione. Era notte, non parlavo una parola di italiano e c'erano grandi registi e grandi artisti in sala. Mi sembrava di stare in paradiso".
Anche grandi intellettuali come Alberto Moravia, Pier Paolo Pasolini, Roberto Rossellini, Dacia Maraini erano soliti frequentare il Filmstudio. Pasolini e Rossellini ci tennero anche le loro lezioni di cinema quando, nel 1968, il Centro Sperimentale di Cinematografia fu chiuso. E quando arrivò la prima lettera di sfratto, Moravia prese subito le difese del Filmstudio affermando: "Se questo posto dovesse chiudere dovrò trasferirmi a Parigi, non vi sono alternative". Il Filmstudio era stato denunciato come cinema che proiettava film porno, anche se, in realtà, si trattava della serie di film Erotika del New Cinema Underground. Nel 1985, la lettera di sfratto divenne esecutiva e il Filmstudio fu costretto a portare avanti la sua attività in sedi itineranti, appoggiandosi sempre ad altri spazi.
Il 25 settembre del 2000 il Filmstudio, invece, riuscì finalmente a recuperare la sua sede storica e la ri-inaugurò con una rassegna dedicata a Cinema e Spiritualità, nell'anno del Giubileo.

"Io continuo a provare il piacere di uscire di casa e andare al cinema quindi non è in nome di una ideologia o di una forma di protesta che mi sento così legato al Filmstudio e ad altre realtà. Vi è ovviamente anche la mia storia personale e di gestore di una sala cinematografica da oltre 23 anni ma al di là di tutto ciò, come spettatore, la sala per me deve rimanere il luogo privilegiato della fruizione cinematografica. Personalmente come spettatore, attore e regista voglio vedere i film al cinema!"
(Nanni Moretti)

Il trailer si può vedere e scaricare  da qui: 

Post più popolari