Agenzia Stampa Aspapress
Cerca nel blog
Pagine
27 settembre 2023
11 febbraio 2023
Sanremo 2023, la finale: i bookmaker lanciano Mengoni e Ultimo, Mr Rain e Lazza gli outsider
Sanremo 2023, la finale: i bookmaker lanciano Mengoni e Ultimo, Mr Rain e Lazza gli outsider
Le tradizionali ballad romantiche di Marco Mengoni e Ultimo contro le 'sorprese' Mr Rain - già una star dei social - e Lazza, leader delle piattaforme di streaming: la 73esima edizione del Festival di Sanremo è lo specchio dell'attualità discografica che vede contrapposti due artisti laziali amatissimi dal pubblico e due giovani lombardi al loro primo palcoscenico nazionalpopolare. Sin dalla prima esibizione, Mengoni è rimasto saldo al primo posto della classifica sanremese e anche i bookmaker si compattano sulla vittoria di "Due vite" a una quota compresa tra 1,30 su William Hill e 1,45 su Snai. Recupera terreno Ultimo che, dopo le ultime due serate, riconquista il podio in classifica generale e ora si piazza a 4,50 su Stanelybet.it e Planetwin365.
La sorpresa di questa edizione è Mr. Rain: alla vigilia la vittoria valeva 75 volte la scommessa, ora il successo del rapper si gioca a una quota che oscilla tra 5 e 5,50. Alle sue spalle un altro rapper, Lazza, che vale tra 7,50 e 8. A decidere la classifica finale questa sera saranno il televoto, la giuria demoscopica e la stampa: per i bookmaker, il podio più probabile vedrà in ordine Mengoni, Ultimo e Mr Rain (a 4,50), mentre per il terzo posto di Lazza alle spalle dei due favoriti si sale a 5,50.
Più lontani sul tabellone del vincente altri due cantanti dell'asse Milano-Roma, Tananai e Giorgia, entrambi a 25. Tra i due si inserisce Madame, a 21 in lavagna ma tra i favoriti per il Premio della Critica a 3,50: c'è da battere la concorrenza del duo Colapesce-Dimartino e di Gianluca Grignani, entrambi a 2,25.
Si sale a 33 per la vittoria di Rosa Chemical, poi Elodie a 75 volte la scommessa. Poche chance per i Modà, LDA, i Coma Cose, gli Articolo 31, Leo Gassmann e Paola e Chiara (tutti a 100), vale 150 il successo di Mara Sattei, di Ariete e dei Colla Zio.
Arrivare ultimi non è più un'onta da cancellare, ma un bonus ambitissimo al Fantasanremo, il gioco social che alla vigilia della finalissima vede saldo al primo posto tra gli artisti il giovane Sethu, favorito per l'ultimo posto in classifica a 1,45, davanti a Shari e Anna Oxa, entrambe a 4,50, poi Will a 5,50 e Olly a 6,50, mentre Gianmaria e i Cugini di Campagna si giocano a 15.
MSC/Agipro
27 novembre 2022
ARTHOUSE approda alla 40esima edizione del TFF con 4 titoli: Fumer fait tousser di Quentin Dupieux, Rodeo di Lola Quivoron, The Fire Within di Werner Herzog ed Eo di Jerzy Skolimowski
AL TORINO FILM FESTIVAL,
QUESTI FILM SONO ARTHOUSE
L'etichetta di I Wonder Pictures dedicata al cinema d'autore più innovativo e provocatorio approda alla 40esima edizione del TFF con 4 titoli: Fumer fait tousser di Quentin Dupieux, Rodeo
di Lola Quivoron, The Fire Within di Werner Herzog ed Eo di Jerzy Skolimowski, candidato
agli EFA 2022 per la miglior regia.
Un road movie carico di poesia ed empatia con protagonista… un asino; una storia di motociclette e rivalsa al femminile; il nuovo pungente e commovente documentario di Werner Herzog; una corrosiva commedia surreale francese su un gruppo di giustizieri in stile Power Rangers. Arthouse, label di I Wonder Pictures dedicato al cinema più autoriale e innovativo, arriva al 40esimo Torino Film Festival (25 novembre – 3 dicembre 2022) con quattro titoli che ne certificano l'anima imprevedibile e anarchica.
L'etichetta Arthouse raccoglierà e porterà nelle sale film d'essai da tutto il mondo, perle a volte piccole, ma sempre luminose che hanno bisogno di essere valorizzate al meglio per risplendere.
"Abbiamo deciso di creare Arthouse", dichiara Andrea Romeo, general manager di I Wonder Pictures, "perché in un momento storico in cui il box office è dominato dai supereroi e dai grandi franchise, riteniamo necessario valorizzare il pubblico cinefilo, che in Italia c'è e va coltivato. Abbiamo lanciato il progetto con Boiling Point a Taormina, dove ha fatto l'en plein vincendo come miglior film, miglior regia e miglior attore, oltre al premio della critica, e ora stiamo per uscire in sala con Monica di Andrea Pallaoro, in concorso all'ultima Mostra del Cinema di Venezia e nei cinema dall'1 dicembre".
I FILM:
EO
(Polonia-Italia/2022) di Jerzy Skolimowski
Premio della Giuria al Festival di Cannes
La storia di un asino di nome Eo, che inizia in un circo polacco e finisce in un mattatoio italiano, una versione amara e umanistica di un road movie. Un ritratto delle relazioni sociali e dei cambiamenti culturali in atto nel mondo moderno. Jerzy Skolimowski (Miglior Sceneggiatura a Cannes con Moonlighting, Gran Premio della Giuria a Venezia con Essential Killing), in una rilettura di un classico di Bresson, si mette nella testa dell'asino, animale intelligente e sensibile, costretto allo spettacolo dell'umana violenza e dell'umana insensatezza, e ne visualizza i pensieri, i ricordi, i desideri.
PROGRAMMAZIONE:
- 26 novembre, ore 20.30 – Cinema Centrale (Press Screening)
- 27 novembre, ore 15.00 – Cinema Greenwich
- 30 novembre, ore 22.00 – Cinema Greenwich
RODEO
(Francia/2022) di Lola Quivoron
Premio Un Certain Regard – Coup de cœur della giuria al Festival di Cannes
Julia vive di piccoli espedienti e dedica al motociclismo una passione divorante, quasi animalesca. Un giorno d'estate incontra una banda di motociclisti e si infiltra in questo ambiente clandestino, composto principalmente da giovani uomini. Prima che un incidente indebolisca la sua posizione all'interno della banda... Un'opera prima energica e piena di passione che racconta la storia di un'eroina contemporanea, divorata da una vera e propria ossessione per le due ruote, decisa a diventare una di quei miti che cavalcano il proprio veicolo verso le stelle.
PROGRAMMAZIONE:
- 26 novembre, ore 16.00 – Cinema Centrale (Press screening)
- 27 novembre ore 12.30 – CONFERENZA STAMPA CON LORENZO ZURZOLO, Casa Festival, Cavallerizza Reale
- 27 novembre, ore 19.00 – Cinema Massimo
- 28 novembre, ore 10.00 – Cinema Massimo
- 29 novembre, ore 17.00 – Cinema Greenwich
THE FIRE WITHIN – REQUIEM FOR KATIA AND MAURICE KRAFFT
(UK-Svizzera-USA-Francia/2022) di Werner Herzog
Alle 15.18 del 3 giugno 1991, una colata piroclastica discende a 180 chilometri all'ora dal picco del monte Unzen, in Giappone, consumando tutto ciò che trova sul suo cammino e uccidendo all'istante i vulcanologi francesi Katia e Maurice Krafft, giunti sul luogo per documentare l'evento. Il giorno prima, Maurice aveva dichiarato in un'intervista: "non ho mai paura, perché ho visto talmente tante eruzioni negli ultimi 25 anni che, anche se morissi domani, non mi importerebbe". I Krafft hanno lasciato un archivio di oltre 200 ore di filmati, immagini di una bellezza ipnotica e spettacolare. Werner Herzog, che li conosceva di persona e ha avuto accesso all'intero archivio, dedica loro un omaggio sentito e personale scandito dalla sua inconfondibile voce, non una banale biografia ma la celebrazione della loro vita e della meraviglia che sono stati capaci di catturare con le loro telecamere.
PROGRAMMAZIONE:
- 30 novembre, ore 17.15 – Cinema Centrale (Press Screening)
- 1 dicembre, ore 21.30 – Cinema Massimo
- 2 dicembre, ore 14.30 – Cinema Romano
FUMER FAIT TOUSSER
(Francia/2022) di Quentin Dupieux
La nuova follia cinematografica di Mr Oizo, al secolo Quentin Dupieux, che film dopo film ha costruito una poetica chiarissima e feroce, sezionando la società contemporanea con un'intelligenza e una crudeltà che guarda ad autori come Buñuel e Ferreri. Dopo un'estenuante battaglia contro una diabolica tartaruga, la squadra composta da cinque giustizieri nota come TOBACCO FORCE viene mandata in ritiro obbligatorio per rafforzare il loro indebolito spirito di gruppo. Il soggiorno procede per il meglio, finché Lézardin, l'Imperatore del Male, non decide di voler distruggere la Terra... Cast eccezionale, con Adèle Exarchopoulos (La vita di Adele), Anaïs Demoustier (Gli amori di Anaïs), Benoît Poelvoorde (Dio esiste e vive a Bruxelles) e Dora Tillier (La Belle Epoque).
PROGRAMMAZIONE:
- 1 dicembre, ore13.30 – Cinema Centrale (Press Screening)
- 2 dicembre, ore 21.30 – Cinema Greenwich
- 3 dicembre, ore 14.00 – Cinema Greenwich
10 novembre 2022
Festival del Futuro 2022: Sono aperte le iscrizioni alla quarta edizione

Vicina al via la quarta edizione del Festival del Futuro, l'iniziativa dedicata ai temi più importanti e attuali del nostro domani. SONO APERTE LE ISCRIZIONI PER PARTECIPARE IN PRESENZA AL FESTIVAL DEL FUTURO 2022È possibile registrarsi gratuitamente alla quarta edizione del Festival del Futuro, in programma dal 24 al 26 novembre nella nuova location del Palazzo della Gran Guardia a Verona. L'evento ha come titolo "Il nuovo (dis)ordine mondiale" e sarà trasmesso in diretta streaming sul sito del Festival e su altre 16 piattaforme. Il programma dettagliato dei lavori è disponibile sul sito www.festivaldelfuturo.eu. Si svolgerà nelle splendide sale del Palazzo della Gran Guardia in Piazza Bra a Verona, la nuova edizione del Festival del Futuro, l'iniziativa dedicata ai grandi temi del domani. Un programma denso e interessante in una rinnovata formula ibrida, con la partecipazione di oltre 60 esperti di altissimo profilo, che affronteranno i temi più attuali in tutti i principali campi d'indagine: tecnologia, economia, finanza, lavoro, società, sanità, geopolitica, alimentazione, energia e ambiente. Il Festival, promosso dalla piattaforma di studio e divulgazione scientifica Eccellenze d'Impresa, da Harvard Business Review Italia e dal Gruppo editoriale Athesis, potrà essere seguito in presenza e in streaming, come negli anni passati in cui oltre mezzo milione di visitatori unici – manager, imprenditori, studenti e ricercatori - ha seguito i lavori. I lavori inizieranno alle ore 14 di giovedì 24 novembre con il keynote speech di Enrico Giovannini, ex Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili nel governo Draghi. A seguire poi l'intervento di Agostino Santoni, Vice Presidente di Confindustria, sui temi delle sfide che l'industria italiana si troverà ad affrontare in futuro nel nuovo contesto globale che si è venuto a creare dopo la pandemia e il grave conflitto russo-ucraino. Nei giorni successivi i lavori si focalizzeranno sui grandi cambiamenti legati al mondo del lavoro e delle imprese, dell'innovazione tecnologica, dell'energia, dell'ambiente e di alimentazione e salute, in un contesto sempre più complesso, difficile da prevedere ed interpretare. Interverranno ai lavori: Stefano Venier, amministratore delegato di Snam; Gian Luca Rana, Amministratore delegato del Pastificio Rana; Ferruccio De Bortoli, Editorialista de Il Corriere della Sera; Andrea Tilche, Professore Aggiunto Norwegian University of Science and Technology; Sergio Abrignani, Docente all'Università degli Studi di Milano; Alessandro E. Hatami, Managing Partner Pacemakers; Giorgio Metta, Direttore scientifico dell'Istituto Italiano di Tecnologia; Giovanna D'Esposito, General Manager SE di Uber; Marco Siracusano, CEO di PostePay; Stefano De Alessandri, CEO di Ansa; Ettore Prandini, Presidente Coldiretti; Pierluigi Bolla, Presidente di Valdo S.p.A; Paolo De Castro, Parlamentare europeo; Mauro Fanin, Presidente di Cereal Docks Spa. La partecipazione all'evento è gratuita previa registrazione. Per iscriversi basterà collegarsi al sito festivaldelfuturo.eu, accedere ai siti dei quotidiani Athesis larena.it, ilgiornaledivicenza.it e bresciaoggi.it o cliccare nel pulsante sopra. I temi del Festival sono introdotti e spiegati nei 7 ampi inserti pubblicati ogni giovedì con i quotidiani L'Arena, Il Giornale di Vicenza e Bresciaoggi, a cura di Harvard Business Review Italia, con i contributi di numerosi esperti e studiosi delle diverse materie. La quarta edizione del Festival del Futuro gode del Patrocinio della Commissione europea, del Ministero della Transizione Ecologica e del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, del Patrocinio della Regione Veneto, Comune di Verona, Comune di Vicenza e Comune di Brescia, della Camera di Commercio di Verona, Camera di Commercio di Vicenza e della Camera di Commercio di Brescia. Si avvale della collaborazione di importanti partner scientifici, tra cui ASviS, International Panel on Climate Change, Ispi, Istituto italiano di Tecnologia, Ernst & Young, Sace, Oxford Economics, Fondazione Filiera Italia, Food Trend Foundation, Università di Verona. Partner istituzionali sono Confindustria Verona, Confindustria Vicenza, Confindustria Brescia e Veronafiere. Main partner Pastificio Rana. Platinum partner Cattolica Assicurazioni (Gruppo Generali) e Banca Pictet. Gold partner Banco BPM, Calzedonia, SAP e Snam. Silver partner Barilla, Camozzi Group, Fastweb e Techpa. Supporting partner ACS Data Systems, Credit Network & Finance S.p.A. e Unical AG S.p.a. - Riscaldamento e Climatizzazione. Thanks to Burro e Salvia Banqueting. Media partner Ansa. Festival del Futuro è un evento e una community online promossi dalla piattaforma di studio e divulgazione scientifica Eccellenze d'Impresa, Harvard Business Review Italia e Gruppo editoriale Athesis. Segui ogni giorno la pubblicazione di articoli, news, podcast e video su https://festivaldelfuturo.eu |
8 novembre 2022
DAL 10 NOVEMBRE, “ERNANI” DI GIUSEPPE VERDI: JAMES CONLON SUL PODIO E LEO MUSCATO ALLA REGIA
Giovedì 10 novembre alle ore 20 va in scena la terza opera nel cartellone del Festival d’Autunno del Maggio: in programma “Ernani” di Giuseppe Verdi. Sul podio della Sala Mehta, alla guida del Coro e dell’Orchestra del Maggio, il maestro James Conlon; la regia è di Leo Muscato.
La compagnia di canto schiera Francesco Meli come Ernani, María José Siri come Elvira, Roberto Frontali nel ruolo di Don Carlo e Vitalij Kowaljow in quello di Don Ruy Gómez de Silva.
Firenze, 7 novembre 2022 – Prosegue il Festival d’Autunno del Maggio dedicato a Giuseppe Verdi; giovedì 10 novembre alle ore 20 il maestro James Conlon, alla guida del Coro e dell’Orchestra del Maggio, per il penultimo appuntamento operistico del 2022: in cartellone Ernani di Giuseppe Verdi, seconda delle tre opere a tema spagnolo del Festival, dopo Il trovatore che ha debuttato il 29 settembre e prima di Don Carlo, in programma dal prossimo 27 dicembre. La regia è affidata a Leo Muscato, la compagnia di canto è formata da Francesco Meli come Ernani; María José Siri come Elvira; Roberto Frontali nel ruolo di Don Carlo; Vitalij Kowaljow in quello di Don Ruy Gómez de Silva; Xenia Tziouvaras come Giovanna; Joseph Dahdah è Don Riccardo mentre il ruolo di Jago è interpretato da Davide Piva. In questo nuovo allestimento del Maggio le scene sono curate da Federica Parolini, i costumi da Silvia Aymonino e le luci da Alessandro Verazzi. Il maestro del Coro del Maggio è Lorenzo Fratini. Nel presentare l’opera il sovrintendente Alexander Pereira ha detto: “Siamo dunque giunti al secondo appuntamento del nostro ciclo ‘verdiano spagnolo’ dopo le recite de Il trovatore e il prossimo Don Carlo, in programma a dicembre: amo particolarmente Ernani, un’opera che ogni volta mi affascina sempre di più; uno dei più grandi capolavori di Verdi, con trovate musicali straordinarie magistralmente sottolineate dalla nostra grandissima Orchestra, e con un sapiente utilizzo delle parti corali, rese ancor più brillanti dal nostro fenomenale Coro. Anche il cast, in questa nuova produzione per la quale ringraziamo Ferragamo per il sostegno, è davvero stellare”.
Altre quattro le recite previste in cartellone: il 15 e il 18 novembre alle ore 20 e il 13 e il 20 novembre alle ore 15:30.
La prima recita del 10 novembre sarà trasmessa in diretta radiofonica da Rai Radio3.
In occasione del Festival d’Autunno dedicato a Giuseppe Verdi e della programmazione delle sue tre opere di “sapore” spagnolo, il Maggio ha organizzato un importante convegno internazionale curato e coordinato da Giovanni Vitali e Giancarlo Landini: “Verdi e la Spagna” a partire dall’11 novembre alle ore 15.30 nel foyer di galleria della sala grande e che prenderà avvio con un intervento del sovrintendente Alexander Pereira al quale seguiranno distribuiti in tre giorni fino al 13 novembre e in 4 sessioni Mattia Palma, Gaia Varon, Paola Ciarlantini, Giancarlo Landini. Pol Avinyò, Silvio Balloni, Giovanni Vitali, Leticia Ruiz Gòmez, Juan Carlos D’Amico, Michaela Valente, Piero Mioli, Felice Todde, Giovanni Bietti. L’ingresso è libero fino a esaurimentro dei posti.
Continuano inoltre, prima di ogni recita, le presentazioni al pubblico degli spettacoli tenute da Katiuscia Manetta, Maddalena Bonechi e Marco Cosci: le guide si tengono nel Foyer della Sala Zubin Mehta e nel Foyer di Galleria della Sala Grande 45 minuti circa prima l’inizio dello spettacolo. Per le recite di domenica 13 e domenica 20 novembre, alle ore 15, continua l’iniziativa “Crescendo: teatro in gioco, giocare in teatro”: i grandi assistono all’opera mentre i bambini sono accolti in una grande sala prove del teatro e sono intrattenuti da educatori fino alla fine della recita con giochi, musiche e storie legate all’opera in programma.
Il Festival d’Autunno giunge dunque al suo penultimo appuntamento lirico con Ernani, che torna nella programmazione del Maggio a quasi sessant’anni dalla sua ultima rappresentazione, avvenuta nel gennaio del 1965 diretta da Bruno Rigacci per la regia di Filippo Crivelli. L’opera verdiana, su libretto di Francesco Maria Piave, debuttò al Teatro la Fenice di Venezia il 9 marzo 1844.
Sul podio il maestro James Conlon, che torna al Maggio a distanza di pochi mesi dal suo ultimo concerto del febbraio 2022: il maestro lega il suo nome a quello del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino da quasi quarant’anni; era il 30 aprile del 1985 quando il direttore newyorkese debuttò sulle scene fiorentine, in occasione delle recite del Don Carlo di Giuseppe Verdi con la regia di Pier Luigi Pizzi. Per questa nuova produzione il maestro Conlon che si è detto emozionato di poter affrontare quest’opera per la prima volta, rendendo Ernani il suo diciassettesimo titolo verdiano diretto in carriera ha scritto un lungo contributo per il programma di sala dal quale si estrapola qualche passaggio: “Sarà la diciassettesima opera di Verdi che avrò diretto dalla mia prima esecuzione di Falstaff, quasi esattamente cinquant’anni fa. Fondamentalmente il mio approccio alla direzione di Ernani non è diverso da quello avuto per tutte le altre opere di Verdi. L’amore che provo da sempre per la sua musica e decenni di esperienza nel repertorio verdiano si manifestano in una visione ad ampio raggio del contesto dell’opera e del posto che occupa nel percorso artistico del compositore”. Conlon prosegue analizzando le tematiche che caratterizzano l’opera, fra le prime della produzione verdiana: “Giuseppe Verdi rappresentava la coscienza morale del suo tempo e conosceva nel profondo le questioni legate all’onore. All’interno del complicato intrigo che coinvolge i protagonisti di Ernani, la forza motrice dell’opera va ricercata nella difesa e nella ricerca dell’onore; la tragedia è infatti determinata dal lato oscuro insito nell’animo umano che si dimostra incapace di comprendere tutte le implicazioni dell’onore, dando più importanza all’apparenza piuttosto che alla sua sostanza. I protagonisti, infatti, sono schiavi delle proprie passioni e dei propri interessi e, nel voler perseguire i propri fini, disonorano il concetto di onore. Ernani, quinta opera di Verdi, è una delle vette artistiche del suo primo periodo, caratterizzato da drammi dalle tinte scure e dall’azione rapida. In quest’opera Verdi ha fatto un uso maggiore sia dell’aria che dei numeri d’insieme per dare più movimento all’azione senza rimanere imbrigliato esclusivamente in momenti statici e di riflessione. Ernani rappresenta anche la prima incursione di Verdi nella letteratura straniera, la prima delle due opere tratte da testi di Victor Hugo, a conferma di quello che sarà il suo percorso nella scelta futura delle fonti letterarie: francesi, spagnole, anglosassoni e tedesche, escludendo quasi del tutto quelle italiane, i libretti stereotipati o ‘fabbricati in serie’”.
James Conlon, uno dei direttori più versatili e rispettati di oggi, ha coltivato un vasto repertorio sinfonico, operistico e corale. Ha diretto praticamente tutte le principali orchestre sinfoniche americane ed europee dal suo debutto con la New York Philharmonic nel 1974. Conlon è inoltre direttore musicale della Los Angeles Opera (dal 2006) e consulente artistico della Baltimore Symphony Orchestra dal 2021. È stato Direttore Principale dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI dal 2016 al 2020; Direttore Principale dell’Opera di Parigi dal 1995 al 2004; Direttore Musicale Generale della Gürzenich Orchester Köln (1989–2003) e Direttore Musicale dell’Orchestra Filarmonica di Rotterdam dal 1983 al 1991. Conlon è stato Direttore Musicale del Ravinia Festival, sede estiva della Chicago Symphony per dieci anni ed è ora Direttore Musicale Laureate del Cincinnati May Festival, il più antico festival corale degli Stati Uniti, dove è stato direttore musicale per 37 anni (1979–2016), uno degli incarichi più lunghi di qualsiasi direttore di un’istituzione di musica classica americana. Come direttore ospite al Metropolitan Opera di New York ha diretto più di 270 spettacoli dal suo debutto avvenuto nel 1976. Ha anche diretto in importanti teatri d’opera e festival tra cui Wiener Staatsoper, Festival di Salisburgo, Teatro alla Scala, Teatro dell’Opera di Roma, Teatro Mariinsky, Covent Garden e la Chicago Lyric Opera.
Non solo le recite di Ernani in programma per James Conlon: sabato 12 novembre il maestro è impegnato, sul podio della Sala Grande, per un appuntamento sinfonico che prevede in cartellone le composizioni di Ottorino Respighi e Dmitrij Šostakovič.
La regia dell’opera è di Leo Muscato, che torna al Maggio a distanza di due anni da un altro titolo giovanile verdiano di cui curò la regia, Nabucco, andato in scena nell’ottobre 2020 con la direzione di Paolo Carignani. Parlando del ‘colore’ che ha provato a dare a questa produzione e ai suoi protagonisti, Muscato ha evidenziato come lo spirito rivoluzionario dell’opera sia stato un aspetto fondamentale nel lavoro svolto: “L’ambientazione che abbiamo scelto per questa edizione di Ernani ci è stata suggerita dallo spirito rivoluzionario e anche un po’ barricadiero del coro «Si ridesti il Leon di Castiglia». Protagonisti di questa scena del terzo atto sono dei cospiratori che stanno cercando di boicottare il Re di Spagna, e che qui giurano di essere pronti a morire pur di salvare la loro patria. L’opera debuttò nel 1844 e nel giro di pochi mesi, le pagine esaltanti di questo coro trascinarono l’animo di tanti rivoluzionari italiani. Ispirandoci ai primi moti insurrezionali spagnoli del 1820-21, che successivamente si diffusero in altri paesi europei, fino ad arrivare in diversi stati italiani, ci siamo immaginati Ernani e i suoi accoliti come dei rivoluzionari più che dei banditi. È su questo sfondo rivoluzionario che si dipana una trama abbastanza articolata, imperniata sull’inviolabilità di patti basati sull’onore e il rancore, che i canoni valoriali di oggi fanno sembrare futili e un po’ egoistici. Per cui, alla fine, Elvira rimane la vittima principale di questa tragedia.”
Dopo l’esperienza come attore nella compagnia di Luigi De Filippo, mette in scena molti spettacoli, fra i quali: Il viaggio di Alice di Evelina Santangelo; Solitudine di Beppe Fenoglio; La dodicesima notte di William Shakespeare; Terra dei miracoli su suo testo e Rosso Malpelo di Giovanni Verga. Dal 2005 al 2008 è Direttore artistico della compagnia Leart’-Teatro e successivamente dirige Tutto su mia madre di Samuel Adamson (tratto dal film di Pedro Almodóvar e prodotto dal Teatro Due di Parma e Teatro Stabile del Veneto); Moliére, a sua insaputa, un suo testo tratto da Molière, con Paolo Hendel; Due di noi di Michael Frayn, con Lunetta Savino e Emilio Solfrizzi; Le troiane di Euripide e La commedia degli errori di Shakespeare, con Peppe Barra all’Estate Teatrale Veronese. Debutta come regista d’opera mettendo in scena al Ponchielli di Cremona La voix humaine di Poulenc e Pagliacci di Leoncavallo, dittico prodotto dal Circuito Lirico Lombardo. Nel 2012 firma la regia de La bohème allo Sferisterio di Macerata; La fuga in maschera di Spontini (co-produzione del Festival Pergolesi-Spontini di Jesi e del San Carlo di Napoli) e Nabucco (co-produzione del Lirico di Cagliari e del Lirico di Sassari). I tre spettacoli gli valgono nel 2013 il Premio Abbiati come Miglior Regista della stagione 2012. In seguito, ha realizzato numerosi e apprezzati allestimenti, fra cui: I masnadieri al Festival Verdi; Nabucco, Il campiello di Wolf- Ferrari e Le braci di Marco Tutino al Maggio Musicale Fiorentino; Rigoletto all’Opera di Roma; Un ballo in maschera a Malmö, in Svezia, e a Roma; Nabucco all’Opera di Monte-Carlo e al Regio di Torino; La bella dormente nel bosco di Respighi al Lirico di Cagliari; L’incoronazione di Dario di Vivaldi e Agnese di Ferdinando Paër ancora al Regio di Torino; I masnadieri a Parma, Bilbao e Monte-Carlo; Carmen al Maggio Musicale; Tosca, Rigoletto e Un ballo in maschera al San Carlo di Napoli e I due Foscari al Festival Verdi.
Francesco Meli interpreta Ernani e del suo personaggio e dell’opera dice: “Sono veramente felice di proporre al Festival d’Autunno del Maggio uno dei miei ruoli distintivi. Ernani è un rivoluzionario, un uomo fuori dagli schemi, difende i suoi principi e la sua amata a ogni costo, coerente con sé stesso e il suo onore. Rispetta le promesse fatte, fino alla morte. Un personaggio che ha molto da insegnarci. E Verdi, ancora una volta, ci regala un eroe degli ideali. L’Ernani messo in scena a Firenze nel nuovo allestimento firmato dal regista Leo Muscato e con la direzione del Maestro James Conlon, cerca di tratteggiare queste caratteristiche secondo me fondamentali.” Meli non manca di legarsi all’attualità e a proposito della diretta radiofonica, continua: “Nei miei auspici, la recita del 10 novembre trasmessa in diretta radiofonica su Rai Radio 3, oltre a dare a noi tutti l’opportunità di una platea straordinariamente allargata, contribuirà a parlare e a far parlare di Verdi, della sua preminenza nella storia musicale, politica ed artistica d’Italia, dell’importanza di tenere accesi i riflettori sulla vicenda della Villa Verdi di Sant’Agata, affinché possa essere quanto prima usufruita dagli italiani”. Fra i più apprezzati e stimati tenori italiani, Meli ha iniziato la sua carriera a poco più di vent’anni, prima nel repertorio belcantistico e rossiniano e successivamente in quello lirico, soprattutto verdiano. Dotato di un vastissimo repertorio che si estende su oltre cinquanta ruoli, nel corso della sua carriera è stato diretto, fra gli altri, da Riccardo Muti, Zubin Mehta, Riccardo Chailly, Myung-Whun Chung e Daniele Gatti. Ha vinto prestigiosi premi quali: il Premio Abbiati nel 2013 per le interpretazioni verdiane, La Maschera d’oro, l’Oscar della lirica, il Premio Zenatello all’Arena di Verona, il Premio Orazio Tosi, il Premio Carlo Alberto Cappelli, il Premio Pertile, il Premio Caruso, il Premio Lugo, il Premio Prandelli, il Premio Mascagni, il Tiberini d’oro, l’ISO d’oro, la Targa Labò e il Pavarotti d’oro. Nel novembre 2021 è uscito il suo primo album monografico, Prima Verdi, inciso con l’Orchestra del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino diretta da Marco Armiliato e pubblicato dalla Warner. Ha calcato alcuni dei più prestigiosi palcoscenici internazionali, dal Metropolitan di New York al Covent Garden. Per quanto riguarda il repertorio sinfonico, oltre al Requiem di Verdi ha in repertorio quelli di Mozart, Donizetti, Dvořák e di Andrew Lloyd Webber, Petite Messe Solennelle e Stabat Mater di Rossini, Messa di Gloria di Puccini e Mascagni, Inno delle Nazioni di Verdi, Stabat Mater di Dvořák e Pulcinella di Stravinsky. Ha inoltre inciso numerosi DVD pubblicati da etichette come Deutsche Grammophon, Unitel, Opus Arte. Francesco Meli, che ritorna sulle scene del Maggio a un anno di distanza dal grande successo della Traviata del settembre 2021 diretta da Zubin Mehta per la regia di Davide Livermore, sarà un presenza costante nel corso dei prossimi mesi, protagonista di altre tre opere, incluso il Don Carlo in programma nei prossimi mesi di dicembre e gennaio e successivamente in La traviata e in Carmen.
María José Siri, che torna al Maggio a poche settimane dalle recenti recite de Il trovatore, opera inaugurale del Festival d’Autunno, interpreta Elvira. “Debuttare in questo gioiello verdiano qui a Firenze, in un anno per me pieno d’impegni fiorentini” ha detto il celebre soprano “mi rende davvero contenta: sono inoltre molto felice di tornare a lavorare insieme a Leo Muscato, con cui ho condiviso, sempre qui al Maggio, un altro mio debutto verdiano con il Nabucco di qualche anno fa. Nonostante Ernani sia un’opera diversa dai lavori del primo Verdi io ho trovato e percepito nel personaggio di Elvira, così come per Lucrezia nei Foscari e Leonora nel Trovatore, una donna sì sofferente ma coraggiosa, pronta a morire per il suo amore, e anche ricca di femminilità.” María José Siri si è perfezionata al Conservatorio di Parigi con la celebre Ileana Cotrubas. Nel 2002 ha esordito sui palcoscenici di Uruguay e Argentina approdando in Europa nel 2008 come ne Il trovatore al Teatro Carlo Felice di Genova con la direzione di Bruno Bartoletti. Fra le più apprezzate interpreti pucciniane e verdiane degli ultimi anni, è una presenza costante nei cartelloni dei più importanti festival e teatri internazionali come il Teatro alla Scala, il Gran Teatre del Liceu, la Staatsoper di Vienna, la Staatsoper di Berlino e i Festival dell’Arena di Verona e del Maggio Musicale Fiorentino. Sulle scene fiorentine, dopo il debutto avvenuto nel 2011 per Aida diretta da Zubin Mehta con la regia di Ferzan Ozpetek, è stata recentemente, oltre al Trovatore, fra le protagoniste di un altro titolo verdiano, I due Foscari, quarto titolo operistico dell’84º Festival del Maggio con la direzione di Carlo Rizzi per la regia di Grischa Asagaroff.
Roberto Frontali, che torna al Maggio dopo le recite di Pelléas et Mélisande del giugno 2015, è Don Carlo, re di Spagna, dove si ambienta la vicenda. Nel parlare dell’opera e del ruolo che ha già affrontato nel suo passato artistico, Roberto Frontali ha detto: “Torno dopo qualche anno ad affrontare questo ruolo in un’opera dove credo sia esaltata, senza ombra di dubbio, la ricerca della bellezza, non solo nella musica ma anche nel canto: potremmo definirla quasi un’opera ‘verdiana belcantistica’. Nel tornare a vestire i panni di Carlo ho notato delle sfumature a cui prima non avevo dato importanza: nonostante questo personaggio non abbia le profondità emotive che caratterizzano i grandi ruoli baritonali verdiani successivi come notiamo in Macbeth o nel Simon Boccanegra, troviamo due caratteristiche del personaggio che invece resteranno tipiche: la sua personalità pubblica, dove la sete di potere ha sempre il sopravvento e la sua personalità emotiva intima, dove l’amore (sincero!) che egli prova per Elvira ‘comanda’ il suo animo.” Considerato uno dei più importanti baritoni della sua generazione, dopo essersi dedicato a inizio carriera allo studio dei ruoli belcantistici di Rossini, Bellini e Donizetti, affronta il repertorio verdiano e, in tempi più recenti, anche il repertorio pucciniano e verista. Negli anni Novanta debutta ne L’elisir d’amore al Metropolitan di New York e in Beatrice di Tenda alla Scala di Milano. Tra le molte collaborazioni importanti della sua carriera si segnalano quelle con Claudio Abbado (Il barbiere di Siviglia); Riccardo Muti (La traviata, Falstaff e Don Pasquale); Zubin Mehta (La forza del destino, Lucia di Lammermoor e Falstaff) e Myung Whun-Chung (Don Carlo a Dresda e Rigoletto a Venezia), esibendosi in tutti i più importanti teatri internazionali. Frontali lega inoltre il suo nome a quello del Maggio da quasi trent’anni: il suo debutto avvenne infatti nel febbraio del 1994 nella produzione de Il barbiere di Siviglia diretta da Paolo Olmi per la regia di José Carlos Plaza.
Don Ruy Gómez de Silva è interpretato da Vitalij Kowaljow, al suo debutto operistico al Teatro del Maggio. Dopo la vittoria del “Plácido Domingo Operalia Competition” si è imposto negli ultimi anni come uno dei bassi di riferimento nella scena operistica internazionale: dotato di un vasto repertorio che abbraccia oltre quaranta ruoli, ha debuttato come Baldassare ne La Favorite negli Stati Uniti con l’Opera Orchestra di New York e da allora è invitato regolarmente al Metropolitan e nei teatri d’opera di San Francisco, Washington, Los Angeles, Chicago e Philadelphia. Ha cantato anche nei più importanti teatri europei come la Royal Opera House, l’Opéra di Parigi, la Bayerische Staatsoper, la Wiener Staatsoper, la Scala di Milano, l’Arena di Verona e la Semperoper di Dresda. Ha interpretato all’Opéra Bastille di Parigi il ruolo di Procida in una nuova produzione de Les Vêpres Siciliennes, diretta proprio da James Conlon e, nel 2010, ha debuttato nei ruoli di Wotan e Der Wanderer in una nuova produzione della Tetralogia wagneriana all’Opera di Los Angeles, sempre diretto da James Conlon.
Completano il cast Xenia Tziouvaras come Giovanna, Joseph Dahdah come Don Riccardo e Davide Piva nel ruolo di Jago.
12 settembre 2022
Prende il via il 14 settembre DOMOSOFIA il festival della conoscenza > A Domodossola la quarta edizion fino al 19 settembre


Prende il via il 14 settembre a Domodossola
la quarta edizione del festival della conoscenza
DOMOSOFIA
dal tema
Luccicanza
Tutto il programma su www.domosofia.it
Sta per prendere il via a Domodossola la quarta edizione di Domosofia, il festival della conoscenza, organizzato dal Comune di Domodossola, con la direzione artistica di Maria Fiorenza Coppari.
Il Borgo della Cultura ossolano dal 14 al 19 settembre 2022, diventa luogo di incontro e scambio, dove studiosi e pubblico possono confrontarsi e condividere il piacere della cultura. La cultura che intrattiene, diverte, contamina varie forme di espressione e diventa spettacolo, toccando anche il registro dell'ironia.
Per questa edizione ricca di eventi il tema è la "luccicanza", quella capacità di essere visionari, intuitivi, immaginifici, creativi. 57 ospiti tra umanisti, scienziati, giornalisti, scrittori, artisti e 40 appuntamenti tra incontri, talk show, interviste, letture saranno occasione per indagare le situazioni e le modalità in cui la vita si accende e acquista senso e consapevolezza.


Il Comune di Domodossola presenta dal 14 al 19 settembre la quarta edizione di Domosofia, festival della conoscenza dedicato al sapere e alla cultura.
Con la direzione artistica di Maria Fiorenza Coppari, si svolgerà in vari spazi cittadini di Domodossola, animando per cinque giornate l'incantevole scenario del Borgo della Cultura ossolano.
Domosofia è realizzata in partnership con la Fondazione Paola Angela Ruminelli, in collaborazione con ARS.UNI.VCO Associazione per lo Sviluppo della Cultura di Studi Universitari e della Ricerca nel Verbano Cusio Ossola, La Stampa, il Centro Interdipartimentale UPONTOURISM Vision, Strategy, Research for innovative and sustainable tourism dell'Università del Piemonte Orientale, con il contributo di Pediacoop H24, Ferrovia Vigezzina, Ottica Bianchi, InEnergy, Allianz Agenzia Alto Piemonte, Studio Quadra, Pro Loco Macugnaga.
Quest'anno Domosofia si svilupperà attorno al significato dei termini "luccicanza" e "luccicanze", partendo da un interrogativo: cosa accende la mente? L'attualità degli ultimi anni ha fatto scaturire nei più la volontà di dare un senso nuovo alla vita, la voglia di tornare a brillare, il desiderio appunto di luccicanza.
Il festival si propone quindi di indagare in chiave eclettica e multiforme le situazioni, le modalità, i momenti in cui la vita si accende e acquista senso e consapevolezza, quei momenti in cui si riesce ad indagare la realtà oltre le apparenze, e lo farà coinvolgendo numerose aree disciplinari, tra cui astrofisica, antropologia, antropologia della mente, archeologia, comunicazione, criminologia, economia, filosofia, filosofia delle scienze, fisica, neuroscienze, scienze forensi, pedagogia dell'intelligenza artificiale, psicanalisi, storia, storia dell'arte e teologia.
Una sezione in particolare – Festival in scena – è dedicata al teatro, al cinema, alla musica, in quella contaminazione tra le discipline che da sempre regala alla vita un tocco di leggerezza, intesa come quella qualità che fa trovare la luce anche nei momenti più bui.
Il 14 settembre il festival si aprirà con il concerto inaugurale del coro Vocal Excess che porterà a Domodossola un repertorio di canzoni tra le più famose e amate che hanno fatto la storia del rock e del pop internazionale dagli anni '60 a oggi.
Il 15 settembre sarà la volta di Da Sciura Cesira a Regina Margherita. La ricerca della luccicanza nel percorso artistico di Ippolita Baldini. L'attrice, nota al pubblico di Zelig per il personaggio di Lucy, converserà con Antonio D'Amico su tutta la sua carriera teatrale, evidenziando due aspetti unici dei personaggi da lei inventati. Anzitutto il fatto che provengono dalla cultura del nostro teatro comico e dall'esempio di due grandi attrici, Franca Valeri e Franca Rame. E poi la coerenza e i valori di fondo che contraddistinguono le sue maschere a cui sempre viene data una possibilità di rinascita, come al nuovo personaggio della Baldini, la Regina Margherita, che verrà presentato proprio in anteprima per il festival di Domosofia. (Ingresso gratuito in abbinamento al biglietto della mostra "Nel segno delle donne" 8 €, fino a esaurimento dei posti disponibili. Prenotazione obbligatoria al numero 338.5029591 o all'indirizzo cultura@comune.domodossola.vb.it).
Il 16 settembre ancora musica con la conversazione concerto Prendere il cielo con le mani. Omaggio a Lucio Dalla. Dai primi esperimenti musicali al filone favolistico e narrativo inaugurato con "4/3/1943", dalla straordinaria collaborazione col poeta Roberto Roversi alla sorprendente svolta dei testi scritti da lui stesso, grondanti commozione e ironia insieme, un'antologia di questo indimenticabile repertorio viene ripercorsa da Enrico de Angelis, giornalista e appassionato studioso della canzone d'autore – definizione da lui stesso coniata – assieme a un gruppo di ottimi musicisti - Nathalia Sales al canto, Camilla Baraldi al pianoforte, Marco Pasetto ai fiati, Luca Pighi alle percussioni. Parole e musica per rivivere la magia dell'universo Dalla.
Il 17 settembre è la volta de Le luccicanze della ribalta, un incontro con la simpatia e il talento dell'attore Gianmarco Tognazzi per una serata dedicata alle luci del cinema e del palcoscenico, alle luccicanze di un'arte che fabbrica sogni e indaga la vita, ricordando la straordinaria figura del padre, il grandissimo Ugo Tognazzi.
Il 18 settembre il comico Leonardo Manera mette a nudo con la sua ironia e i suoi personaggi l'Homo Modernus, raccontando una società che non sempre sa dove sta andando. E infine il concerto di chiusura, un extra festival in particolare pensato per i giovani, in cui sarà protagonista la voce di Arisa.
Per rendere omaggio alla storia dell'arte poi, in occasione della mostra Nel segno delle donne Tra Boldini, Sironi e Picasso in corso a Palazzo San Francesco, la storica dell'arte Elena Pontiggia il 15 settembre parlerà di Sironi e la luce della figura femminile, mostrando come nella pittura dell'artista la donna è soprattutto l'immagine dell'essere umano, colto nella sua vulnerabilità e nella sua fatica di vivere.
![]() |
| Ippolita Baldini |
![]() |
| Gianmarco Tognazzi |

|







