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30 settembre 2021

L'influenza di Dante sulle Arti, in particolare modo sul Cinema e Teatro Breve viaggio nei film ispirati ai suoi versi immortali

 

Quadro "Eternamente Dante" dell'Artista Nadine Micu Galiano

 

 

Il 2021 è l'anno del Settecentenario della morte di Dante Alighieri, avvenuta a Ravenna, suo luogo d'esilio, nella notte tra il 13 e il 14 settembre del 1321, a soli 56 anni

Importante linguista, poeta, teorico politico e filosofo, Dante spaziò all'interno dello scibile umano, segnando profondamente la letteratura italiana dei secoli successivi e la stessa cultura occidentale, tanto da essere soprannominato il "Sommo Poeta" o, per antonomasia, il "Poeta". Dante è diventato uno dei simboli dell'Italia nel mondo, grazie al principale Ente della diffusione della lingua italiana, la Società Dante Alighieri, mentre gli studi critici e filologici sono mantenuti vivi dalla Società Dantesca 

 

Leggere la Divina Commedia è un'esperienza unica per la travolgente forza delle immagini cui le parole, senza sosta, danno vita. Le arti figurative, la musica e, più di recente, il teatro e il cinema, si sono spesso impossessati della materia dantesca: e lo hanno fatto con modalità diverse e con esiti eccelsi. Magnifica creatura dalle forme cangianti, la Commedia si adatta docile anche a queste Muse: anzi si mette al loro servizio, il cinema e il teatro pare che "indossano" la Divina Commedia come un guanto; musica, danza, teatro, cinema, arti figurative: tutto insieme, per creare nuove Opere generate dalla Commedia, con un'attenzione e una partecipazione che ci dona ogni volta stupore e commozione.

 

Dante Alighieri, Sommo Poeta, ma anche straordinario Sceneggiatore ante litteram, ha intrigato e ispirato il cinema lungo le coordinate temporali (dal muto al sonoro) e geografiche, fin dalle sue origini, con l'obiettivo di dare vita anche attraverso le immagini in movimento a quelle potenti visioni, ai drammi di cui è intessuta la Divina Commedia (in special modo l'Inferno), all'intensità psicologica ed emotiva dei tanti personaggi che ha reso immortali. E nell'impresa, il teatro ed il cinema ci sono riusciti a raggiungere lo scopo di realizzare ogni volta una Commedia indimenticabile e ricca di valore.

Il filone dantesco si è sviluppato contestualizzando i singoli film (molti dei quali perduti) secondo la ricezione culturale dell'Opera di Dante e l'evoluzione artistica e tecnica del cinema di ogni angolo del mondo, e organizzando i documenti finora disponibili e alcune informazioni inedite e preziose. Particolare rilievo viene dato alle riduzioni cinematografiche dell'Inferno e ai numerosi titoli ispirati alle straordinarie figure femminili che Dante ha eletto protagoniste di ciascuna delle tre Cantiche della Divina Commedia. Il viaggio dantesco nel cinema inizia partendo dalle prime pellicole che vedono come protagonisti alcuni personaggi della Commedia realizzati nei primi anni del '900 (film muti in bianco e nero), fino ai recenti kolossal come Inferno di Dan Brown e il film d'animazione Coco. 

Un viaggio emozionante e ancora in progresso, che incrocia anche i tanti film sognati, da Pasolini e da Fellini ma non soltanto, così come i tentativi di imitazione, le parodie, i progetti continuamente annunciati e mancati ancora oggi, nel Settecentesimo Anniversario della scomparsa di Dante.

Dante è un uomo di Cultura trasversale che tutt'ora ispira grandi progetti; come non citare il sogno nel cassetto di Pupi Avati: realizzare un film sulla vita del Sommo Poeta...

Ancora oggi la realizzazione di un film sull'universo poetico dantesco rappresenta una delle sfide più titaniche, affascinanti, aperte ed emozionanti per produttori, registi e attori di tutto il mondo.

 

Siamo ora al Settecentesimo Anniversario della scomparsa del Sommo Poeta, ed è propizio avventurarsi in un breve viaggio nella cinematografia ispirata ai suoi versi immortali:

 

Dante è al Cinema dal 1907. La filmografia su Dante ha visto negli anni del cinema muto una fortissima produzione. Al 1907 risale la prima pellicola dedicata al Poeta. Il film americano, targato Vitagraph, "Francesca da Rimini" ha come protagonista un personaggio nel V Canto dell'Inferno. Dello stesso periodo anche le versioni cinematografiche di altri celebri personaggi della Commedia: Il Conte Ugolino, Cortometraggio del 1908 diretto da Giuseppe de Liguoro ed il Film Pia Dei Tolomei del 1910 per la Regia di Gerolamo Lo Savio. 

 

Siamo nel 1911, ancora agli albori del cinema muto: Francesco Bartolini insieme a Giuseppe de Liguoro e Adolfo Padovan dirigono e girano in un stupendo bianco e nero, L'Inferno, la Prima Cantica della "Divina Commedia", su Produzione di Milano Films, dove vengono utilizzati i primi effetti speciali del cinema; la Fotografia, magistrale per quegli anni, viene affidata ad Emilio Roncarolo, con la scenografia di Sandro Properzi. Gli interpreti: Salvatore Papa nei panni di Dante mentre Arturo Pirovano è Virgilio; Giuseppe de Liguoro interpreta più ruoli: Farinata degli Uberti, Pier della Vigna, Ugolino della Gherardesca. Il film si compone di 54 scene e gode di adattamenti scenici realizzati con non poche difficoltà, ispirati alle illustrazioni di Gustave Doré. Nel film, Dante si ritrova smarrito in una selva oscura, e il suo disorientamento viene confortato da Virgilio che lo guiderà, conforterà e proteggerà per tutta la durata della discesa lungo i gironi infernali. Fanno tenerezza i personaggi, che si muovono circospetti e idealizzati: Minosse, Paolo e Francesca, Farinata degli Uberti, Pier Della Vigna, Lucifero, ecc. Enunciano una palpabile incertezza verso un divenire insondabile.

L'Inferno è il primo film italiano a 5 rulli prodotto dalla potente Milano Films; quest'ultimo ha sofferto ai tempi per la concorrenza con una Casa di Produzione più piccola, la Helios Film, che lo stesso anno ha presentato in anteprima, un Inferno meno colossale  e con taluni rimandi erotici, un Film molto spinto per quel tempo; come ad esempio si mostra il seno nudo di Francesca.

Nonostante questo inconveniente, il film è un capolavoro per il quale i produttori italiani si sono distinti negli anni '10 e il primo film europeo di grande ambizione letteraria e artistica. Gli effetti speciali cinematografici (in particolare, sovrastampa, uno dei primi effetti digitali sviluppati dall'industria cinematografica) e teatrali (tra gli altri, incordatura dei macchinisti) hanno creato un'opera realistica, dove per la prima volta sono state utilizzate le didascalie scritte in modo coerente, che presentavano ogni scena nel suo verso il più popolare o con una frase esplicativa in prosa. Nell'area del copyright, è il primo film ad ottenere una registrazione di un'opera protetta da copyright. Il film è stato un enorme successo, è stato restaurato nel 2006 dalla Cineteca di Bologna e nel 2011 pubblicato in dvd nella collana Cinema Ritrovato.

 

Nel 1921, in occasione del sesto centenario dantesco, Domenico Gaido firmò uno dei suoi film più celebri, "Dante nella vita e nei suoi tempi", interamente girato a Firenze, negli Studi Cinematografici di Rifredi. Del film sono sopravvissute la sceneggiatura e due copie, attualmente conservate presso la Cineteca di Bologna.

 

Negli anni del sonoro sono diminuite le produzioni a tema Dante, a differenza del periodo del muto. Nel 1926 abbiamo un film di forte impronta fascista, "Maciste all'inferno" di Guido Brignone con Bartolomeo Pagano nei panni di Maciste. Il grande regista americano David Griffith realizza una trasposizione, in chiave più moderna della Francesca da Rimini, in Drums of Lovedel 1928 con Lionel Barrymore.

 

Totò e Dante. Totò sperimentò alcune tematiche dantesche come nel film del 1948 "Totò al giro d'Italia" di Mario Mattoli. Dante compare come personaggio che incontra il diavolo mentre questi si appresta a tentare il professor Casamandrei (Totò). Ed il felice cammeo con Nerone (Luigi Catone), mentre Dante recita: "Italia, Italia di dolore ostello". Poi fù Totò all'Inferno del 1955 diretto da Camillo Mastrocinque, in cui il protagonista Antonio Marchi (Totò), disoccupato depresso, tenta più volte il suicidio finché annega accidentalmente in un fiume e si ritrova all'Inferno. Come nella Divina Commedia, l'Inferno è suddiviso in gironi, cerchi e bolge. 

 

Nel 1949 Riccardo Freda gira "Il Conte Ugolino" con Carlo Ninchi. Dante lo scorge nell'Antenora, insieme a Virgilio: si era macchiato di tradimento per non aver eseguito gli ordini di Papa Bonifacio VIII. Il film racconta del complotto che il Cardinal Ruggieri organizza ai suoi danni. Così, Ugolino e i suoi figli maschi vengono murati vivi, nonostante la figlia riesca a smascherare il diabolico piano. Siamo sempre nell'Inferno, i gironi che maggiormente hanno ispirato l'arte, il teatro, la recitazione (pensiamo a Carmelo Bene, Albertazzi, e in ultimo Benigni) e non ultimo il cinema.

 

Fellini e Pasolini

Federico Fellini e Pier Paolo Pasolini hanno dato una forte impronta dantesca in alcuni loro lavori. In Fellini è visibile nella struttura del "La dolce vita" del 1960 dove una serie di episodi collegati l'uno con l'altro da un unico personaggio, il giornalista Marcello Mastroianni, che portano lo spettatore alla scoperta di Roma. La narrazione ricorda quella che il Poeta ha creato nella Commedia tra se stesso e Virgilio che, attraverso il loro cammino, ci conducono alla scoperta dell'Inferno. Per Pasolini con Accattone del 1961 in cui ritroviamo il tema della presenza del destino nella vita umana, sconfinando quindi in quella spiritualità ricorrente in tutta La Divina Commedia.

 

Era il 1965 quando la Rai trasmetteva Vita di Dante, sceneggiato televisivo in tre puntate diretto da Vittorio Cottafavi, su sceneggiatura di Giorgio Prosperi: si celebrava così l'anniversario della nascita del sommo poeta. Nei panni di Dante un autorevole Giorgio Albertazzi, affiancato da Loretta Goggi giovanissima Beatrice Portinari, dalla presenza "muta e simbolica". Figurano anche Renzo Palmer, Luigi Vannucchi, attori rivenienti dal teatro, e Riccardo Cucciolla con la sua calda voce narrante.

 

Nel 1985 Jean-Luc Godard gira Je vous salue Marie non senza polemiche per una vaga blasfemia, talvolta presente nelle opere dell'autore della nouvelle vague. Il titolo è l'annuncio della maternità a Maria, il 25 marzo, appunto, che coincide con le prime pagine scritte della Divina Commedia.

 

Il cinema dantesco più recente

ll regista Peter Greenaway diresse nel 1989 il film per la televisione Dante: The Inferno Cantos I-VIII, trasposizione dei primi otto Canti dell'Inferno in una performance video. 

 

La Divina Commedia (A Divina Comédia) è del 1991, presentato alla Mostra di Venezia da Manoel de Oliveira, il più grande regista portoghese (scomparso nel 2015 a 106 anni) molto attivo e ammirato nel mondo. Il titolo può tradire in quanto, della maestosa opera dantesca, ne riprende lo spirito, in una apparente antitesi tra bene e male, tra santità e peccato. De Oliveira ambienta la narrazione in una casa di cura (quale girone dantesco) nella quale alcuni malati credono di essere personaggi della Fede: Gesù, Lazzaro, Adamo, Maria, persuasi di essere protagonisti di opere immortali di Dostoevskij: Raskolnikov e Sonja di Delitto e castigo, Ivan e Alesa dei Fratelli Karamazov.

 

Nel 2014 Il mistero di Dante di Luis Nero con protagonisti i due premi Oscar F. Murray Abraham e Taylor Hackford insieme a Franco Zeffirelli.

 

Del 2016 è la pellicola Inferno, per la Regia di Ron Howard, ispirata al quarto capitolo dei romanzi di Dan Brown. Il film, girato a Firenze nel 2015, ruota intorno ai tanti misteri nascosti nella Divina Commedia e alla celebre maschera mortuaria di Dante conservata agli Uffizi e rubata dallo stesso Tom Hanks nei panni del Professor Robert Langdon.

 

La figura di Dante si trova anche nella pellicola di animazione targata Pixar- Disney del 2017, Coco, in cui il Poeta è il cane – guida del giovane protagonista. Acclamato dalla critica e dal pubblico, il film ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui due Premi Oscar nel 2018 per il Miglior Film di Animazione e per la Miglior 

Canzone.

 

Ultima apparizione dantesca si trova nel film Il peccato di A. Konchalovskij del 2019, dedicato alla figura di Michelangelo e al suo rapporto visionario con il Poeta che gli apparirà alla fine dei suoi giorni.

 

Pupi Avati ed il suo Dante, il più contemporanea. Si sviluppano a Firenze quest'anno, le riprese del biopic Vita di Dante. Firenze sarà uno dei luoghi principali del set, per la Regia di Pupi Avati. Sono quasi 20 anni che il regista sogna di portare sul grande schermo la figura del Poeta e sembrerebbe esserci riuscito. Nel cast Sergio Castellitto che interpreta Giovanni Boccaccio.

 

Per quanto riguarda il Teatro, il rapporto tra il Sommo Poeta e il Teatro ha due  sfaccettature : " Dante in Teatro" e " Il Teatro in Dante" ed entrambe, da sempre, affascinano chi sul proprio cammino incontra il Padre della Lingua Italiana. La presenza dantesca nel mondo del palcoscenico dà, ormai da secoli, l'opportunità di far prendere vita ai Canti della "Divina Commedia" davanti agli occhi degli spettatori e far vivere emozioni uniche. Questa Opera incomparabile è, infatti, oggetto di letture in Teatro e di produzioni di carattere drammatico e brillante. In Italia il Teatro Dantesco è strettamente collegato all'attore comico, regista e sceneggiatore fiorentino Roberto Benigni. Sin dagli inizi del nuovo secolo Benigni ha creato un vero e proprio spettacolo teatrale, dove l'Opera Dantesca per eccellenza è accompagnata dalla satira del mondo contemporaneo. Il termine "commedia", dato alla sua grandiosa opera da Dante, ci porta ad analizzare la seconda sfaccettatura del rapporto tra Alighieri e il Teatro : " il Teatro in Dante". Ciò che sembrerebbe essere una figura retorica potrebbe invece sottilineare e rappresentare i caratteri teatrali della Divina Commedia: ogni scelta fatta dal Poeta nella stesura della sua Opera è di straordinaria e meravigliosa teatralità; la tripartizione delle Cantiche ( Inferno, Purgatorio e Paradiso ), i gironi, le cornici , i cieli , i personaggi che nel suo viaggio incontra, tutto potrebbe essere sinonimo di Arte in palcoscenico, Arte nella commedia . É di particolare interesse riconoscere nell'Opera dantesca l'attenzione alle ambientazioni e alle figure, così come alle drammatiche interazioni tra i personaggi che popolano i gironi dell'Inferno. Il Sommo Poeta ha lasciato un'inestimabile eredità al mondo della Cultura e del Palcoscenico che difficilmente potrà essere uguagliata e mai dimenticata. 

 

In un più vasto ambito intellettuale è importante inquadrare il 25 Marzo, la data dantesca per eccellenza, nella quale ebbe inizio la scrittura del Capolavoro di tutti i tempi, La Divina Commedia; e che Jorge Luis Borges definì: il più bel libro scritto dagli uomini. Contaminazioni intellettuali e continue ispirazioni vedono in Dante e nel suo Capolavoro un immenso, che va tenuto in costante considerazione perché ineguagliabile.

Dante nel Paradiso XXI, 29-31, "…di color d'oro in che raggio traluce / vid'io uno scaleo eretto in suso / tanto, che nel seguiva la mia luce…"

 

La Divina Commedia di Dante è una creazione letteraria di dimensioni veramente epiche. È considerato come uno dei testi centrali della letteratura occidentale ed è probabilmente il più grande poema del Medio Evo. Il suo autore, Dante Alighieri, in termini attuali potremmo definirlo poeta, scrittore, teologo e attivista. 

L'immortalità di quanto scritto da Dante Alighieri non risiede soltanto nell'elevata qualità poetica, ma soprattutto nel messaggio senza tempo di un uomo alla ricerca del proprio posto nel mondo e nell'universo che lo comprende, tramite il filtro della filosofia, prima e dopo la morte. Ecco perché gli artisti di ieri, di oggi e di domani del mondo del Cinema, del Teatro e della Musica/Danza, lo coinvolgono nei propri progetti: la forma più alta del pensiero e del talento prende vita nella stessa maniera tramite il filtro dell'espressione artistica di eccellenza, de La Divina Commedia, per lasciare ognuno il suo segno sicuro per sempre

 

Il concetto "Dante, il Cinema e il Teatro" nasce dappertutto con il proposito di avvicinare il Sommo Poeta a un pubblico molto variegato, coniugando la lettura del testo della Commedia a immagini, filmati e brani musicali attraverso i quali è possibile ricostituire in chiave moderna quello stretto legame, caro ai poeti, tra parola e immagine. Pare che in via eccezionale, La Divina Commedia contiene in sé tutte le forme d'arte

 

 

Articolo di Nadine Micu Galiano