Agenzia Stampa Aspapress

Autorizzazione Tribunale di Forlì 6/91 del 8 marzo 1991 - Anno XXX - Registro Nazionale della Stampa 02659 - Registro Operatori Comunicazioni n. 1187 - Direttore Editoriale e responsabile Enzo Fasoli - Casella postale 19152 - 00173 Roma Cinecittà est - Responsabile dati: Carlo Carbone - Capo redattore Cristiano Rocchi. Associazione Periodici Associati: Presidente Enzo Fasoli - Responsabile settore: Angelo Misseri - Redazione Daniela Zappavigna.

2 novembre 2018

lettera del Direttore ANTONIO CALBI che ha ricevuto la nomina di Sovrintendente dell'Istituto Nazionale del Dramma Antico di Siracusa


Antonio Calbi ci scrive 

colgo l’occasione di queste pagine per dare un saluto ai Cittadini Spettatori del Teatro di Roma, agli artisti, alle altre istituzioni culturali con le quali abbiamo operato in questi anni. Come si sa, il Ministro per i Beni e le Attività Culturali Alberto Bonisoli mi ha nominato nuovo Sovrintendente dell’Istituto Nazionale del Dramma Antico di Siracusa, fondato nel 1913. È un onore, per me, ricevere questo nuovo incarico e affrontare questa nuova sfida, che comporta però che io lasci la Direzione del Teatro di Roma anzitempo. Ho amato profondamente il mio lavoro e con molti Spettatori si è creato negli anni un vero e proprio dialogo, un’autentica empatia, che considero una delle eredità migliori della mia esperienza alla guida del Teatro Pubblico della Capitale. In queste settimane molti di loro mi hanno espresso la loro sorpresa e financo l’amarezza per questo cambiamento improvviso. Voglio precisare che è stata una mia scelta, dettata dalla convinzione di aver dato il massimo possibile al Teatro e alla Città: sono stati quattro anni e mezzo (da maggio 2014 a oggi) entusiasmanti e dai ritmi serrati, di grande fervore e con una gran mole di attività realizzate. Ho sentito, però, che era maturo il tempo di passare il testimone, perché credo fortemente nel ricambio, nella necessità che nuove energie circolino, che nuovi traguardi vengano fissati e raggiunti. Sono cinque le stagioni vissute insieme: costruite cercando di assolvere al meglio la missione di un Teatro Pubblico al servizio della Comunità, allargando gli orizzonti, accogliendo sui nostri palcoscenici il meglio della tradizione (quella che vibra di senso e di attualità) e dando spazio alle nuove generazioni di artisti, trasformando il Teatro Argentina e il Teatro India in vere e proprie agorà civili e culturali, trasformando il teatro in una sorta di “parlamento sociale”, oltre che “scena” della creazione artistica. Posso affermare che è l’insieme dei Cittadini Spettatori a fare la differenza, quando è disponibile a condividere percorsi, progetti, spettacoli, cicli culturali (alcuni presi letteralmente d’assalto: è il caso di Luce sull’Archeologia, la domenica mattina). L’ampia, costante adesione è stata un obiettivo che ci siamo posti e che abbiamo raggiunto, e questa “libertà di partecipazione”, per dirla con Gaber, sollecitata anche dalle Libertine Card, ha contribuito in modo determinante al successo e alla vivacità di questi anni. Abbiamo tenuto sempre vivo il dialogo, accogliendo apprezzamenti, commenti, critiche: è questo dialogo che rende un Teatro veramente “pubblico”, aperto. Certo la Capitale e il Paese stanno vivendo un periodo critico, ma rispetto alla cultura, Roma testimonia una vitalità, un fermento che “resiste”, sia da parte degli artisti sia da parte dei cittadini: se si aggiunge coraggio, passione, qualità, originalità allora la Città reagisce, si risveglia, testimoniando il bisogno di condividere esperienze culturali, sentendole forse come “dighe” al decadimento di questi nostri tempi. Sono stati anni in cui abbiamo rimesso al centro della vita culturale cittadina, nazionale e internazionale il Teatro di Roma, considerandolo “specchio della società”, così come insegna il maestro Peter Brook, e “gli specchi non hanno bisogno di cornici”, aggiunge. Abbiamo quintuplicato le attività, riconquistato il pubblico, che si è diversificato e moltiplicato in modo esponenziale (da 60 mila del 2013 a 240 mila del 2017; gli abbonati sono cresciuti toccando la ragguardevole cifra di 15.000); di conseguenza i ricavi al botteghino sono cresciuti, più che raddoppiati; abbiamo differenziato le proposte culturali e artistiche, tenendo aperte le nostre sale undici mesi l’anno. In questi anni, le nostre produzioni hanno conquistato più di 40 premi e più di 150 sono stati gli autori viventi messi in scena, a marcare con determinazione una linea editoriale virata al contemporaneo. Oggi, il Teatro di Roma sta sperimentando un modello del tutto inedito in Italia, quello di un Teatro Pubblico Plurale, che può contare su ben 9 sale diverse fra loro e distribuite sull’intera area metropolitana. Tutto ciò che abbiamo fatto rappresenta anche il contributo che il Teatro di Roma ha voluto dare alla Capitale, nutrendo la visione di un futuro diverso nel segno delle arti e delle culture; così come abbiamo cercato di dare ossigeno alla rigenerazione di un Senso Civico cui il Teatro può contribuire ancora, proprio in ragione della sua specificità di esperienza condivisa e che indaga la vita.

Il Direttore
Antonio Calbi

ROSADILICATA di e con Chiara Casarico _ regia Emilia Martinelli _ 5 novembre Teatro India


Lunedì 5 novembre (ore 21) al Teatro India
Rosadilicata, per la regia di Emilia Martinelli, in scena il racconto
di una donna eccezionale e controversa, Rosa Balistrieri. L’interpretazione di Chiara Casarico,
autrice del testo, restituisce al pubblico una grande figura femminile: siciliana di famiglia poverissima,
riuscì a riscattarsi dalla sua condizione di miseria grazie al canto. Uno spettacolo in forma di concerto
con musiche dal vivo per restituire la memoria di una vita straordinaria.
ROSADILICATA
Una storia di emancipazione attraverso il canto
regia Emilia Martinelli
testo e interpretazione Chiara Casarico
musiche dal vivo Roberto Mazzoli (chitarra) Stefania Placidi (chitarra) - consulenza musicale Gabriella Aiello
scenografia Lorenzo Terranera - disegno luci David Barittoni
Produzione Associazione culturale IlNaufragarMèDolce

Lunedì 5 novembre (ore 21) al Teatro India in scena ROSADILICATA, per la regia di Emilia Martinelli, storia della vita straordinaria e controversa di Rosa Balistrieri. Chiara Carsico, autrice e interprete, restituisce al pubblico il ritratto di una grande figura femminile, quella di una siciliana nata e cresciuta nella miseria, semianalfabeta, costretta ad allontanarsi dalla propria terra in un percorso di riscatto personale che si afferma attraverso il canto. Questo spettacolo vuole essere un racconto attraverso le canzoni e le emozioni di una donna che non si è mai fatta schiacciare dalla sua condizione di proletaria e che ha portato nel suo canto e nella sua pelle la disperazione dei reietti e il riscatto dei “povericristi”. Rosa Balistreri è uno di quei personaggi che appartengono all’immaginario più profondo della Sicilia, terra d’origine dell’autrice, Chiara Carsico. Rosa – come molti siciliani – fu costretta ad emigrare e vivere lontano dalla sua terra. Nata da famiglia poverissima, lei, semianalfabeta, riuscì a riscattarsi dalla sua condizione di miseria e diventare amica di grandi come Guttuso, Sciascia e Amalia Rodriguez, incarnando un modello di donna che non si arrende e che lotta per la propria emancipazione.  Un’icona che rappresenta in maniera forte il rapporto difficile, di odio e amore, che molti siciliani, forse quelli dallo spirito più libero e irrequieto, hanno nei confronti della loro terra. Un’icona della Sicilia, della sua carnalità, della sua voglia di onestà, del suo modo di amare, passionale e intenso... Come ha scritto Ignazio Buttitta, che collaborò con lei e le fu amico, «ogni volta che cercheremo le parole, i suoni sepolti nel profondo della nostra memoria, quando vorremo rileggere una pagina vera della nostra memoria, sarà la voce di Rosa che ritornerà a imporsi con la sua ferma disperazione, la sua tragica dolcezza...» È proprio questo contrasto tra la durezza e la dolcezza di Rosa che ci spinge a voler mettere in scena la sua storia a più di venticinque anni dalla sua scomparsa.
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MADONNA DI CAMPIGLIO: PRESENTATO ALLA SEDE DELL'ENIT DI ROMA IL NUOVO INVERNO







 
 




Madonna di Campiglio: presentato alla sede dell'Enit di Roma il nuovo inverno
Prendendo spunto da un ospite speciale, il trofeo di cristallo della Coppa del Mondo di Sci alpino che sta facendo il giro d'Italia abbinato alla presentazione della 3Tre, la prova mondiale di slalom che si terrà il 22 dicembre nella "Perla delle Dolomiti", Madonna di Campiglio ha presentato oggi presso la sede di Enit a Roma il nuovo inverno 2018/'19. Gli eventi, le novità nella Skiarea Campiglio Dolomiti di Brenta da 150 km di piste, la volontà di passare dal marketing turistico a quello territoriale, gli argomenti sotto la lente di ingrandimento.
3Tre questo è il nome della competizione: non solo un evento mondiale per gli appassionati di sci ma anche una grande festa e una felice combinazione: si disputerà di sabato ed un weekend di neve è la cosa migliore che ci si possa regalare per il Natale.
Così, partendo dalla 3Tre Audi Fis Ski World Cup night slalom attesa a Madonna di Campiglio il 22 dicembre prossimo, sono state presentate le novità stagionali.
Prestigiosa la location di incontro con i giornalisti che ha visto anche la presenza del padrone di casa: il direttore ENIT – Agenzia Nazionale del turismo Gianni Bastianelli.
"Lo slalom di Coppa del Mondo di Madonna di Campiglio è un evento che identifica subito il territorio al quale appartiene – ha detto Bastianelli – ed è quindi un esempio di come eventi e territori si possano presentare insieme e rafforzarsi gli uni con gli altri molto di più di quanto avvenga oggi in Italia. ENIT – ha poi affermato – sta cercando di fare di più per il turismo montano rispetto al passato ed è disponibile a promuovere all'estero questo evento e tutte le altre iniziative del Trentino".
Francesca Maffei, albergatrice e componente del Comitato esecutivo di Azienda per il Turismo Madonna di Campiglio Pinzolo Val Rendena, ha invece spostato l'attenzione sull'ospitalità alberghiera caratterizzata da alcune recenti ristrutturazioni importanti che hanno confermato, anzi rafforzato, a Campiglio, la presenza della più alta concentrazione di hotel 4 stelle e 4 stelle superior del Trentino. I 5 stelle hanno invece raggiunto il numero di 4. Maffei ha anche ricordato che proprio i turisti provenienti dalla città e dalla provincia di Roma sono, per Campiglio, tra i più numerosi del mercato nazionale. Importanti progetti nel settore alberghiero stanno maturando anche a Pinzolo.
Il direttore generale delle Funivie di Madonna di Campiglio, Francesco Bosco, ha invece annunciato la novità più importante dell'inverno 2018/19 nella Skiarea Campiglio, la pista nera "Amazzonia", tra le più note della destinazione, completamente rinnovata e ampliata. "Le Funivie di Campiglio – ha poi spiegato – sono la più grande azienda funiviaria d'Italia e dal 1947, quando sono nate, chiudono ogni anno sempre in attivo, distribuendo anche utili agli azionisti". "Stiamo aspettando il freddo – ha concluso – per cominciare a produrre neve programmata che, con l'aggiunta di una nevicata, speriamo ci permetta di aprire impianti e piste a novembre, come negli ultimi anni". La chiusura è invece fissata al 28 aprile 2019. Una lunga stagione, un lungo inverno che si preannuncia con i migliori auspici.
Infine, dopo aver aperto la conferenza, Michela Valentini, da poche settimane Direttrice operativa dell'Area Comunicazione e Commerciale dell'Azienda per il Turismo Madonna di Campiglio Pinzolo Val Rendena, ha sottolineato come "Campiglio punti ad eventi in grado di diventare un'attrattiva turistica e a impostare, insieme alle aziende, operazioni di co-marketing passando dal marketing turistico a quello territoriale".
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Miriam Galanti incanta il red carpet della festa del cinema



FOTO IN ALLEGATO DI ANDREA BRACAGLIA

L'attrice Miriam Galanti ha incantato il red carpet della Festa del Cinema di Roma sfoggiando tre look molto accattivanti.

Miriam Galanti è stata tra le attrici che ha riscosso maggiore successo, tra i fotografi e non solo, sul red carpet della Festa del Cinema di Roma sfoggiando tre look perfetti per l'occasione.
Dall'abito lungo di pizzo nero trasparente con effetto vedo non vedo (KUEA), a quello di seta verde corto (Celeste Pisenti) concludendo con un vestito principesco azzurro con corpetto nero trasparente con motivi floreali (KUEA).
Prossimamente l'attrice sarà protagonista del film "Scarlett" diretto da Luigi Boccia ed interpretato anche da Ivan Castiglione e Loredana Cannata. Il film prodotto dalla DreamWorld Movies di Luigi De Filippis, racconta la storia di Giulia, una scrittrice di successo che decide di intraprendere un viaggio per risolvere un problema che le sta molto a cuore. Durante il lungo tragitto in macchina capiamo che questa giovane donna ha un passato difficile, è fondamentalmente sola e con questa partenza improvvisa sta mettendo a repentaglio tutto ciò che nella propria vita, con grandi sacrifici, ha costruito.
All'improvviso qualcosa accade: la macchina sembra prendere il controllo su Giulia obbligandola a commettere azioni folli e pericolose. Realtà o immaginazione?  La macchina è viva, come sostiene Giulia, o la giovane è vittima della propria pazzia?

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Frosini/Timpano portano in scena GLI SPOSI - romanian tragedy _ dal 9 al 12 novembre al Teatro India



Dal 9 al 12 novembre al Teatro India
la coppia di artisti Frosini / Timpano ritrae la coppia Ceausescu, trucidati dalla folla nel 1989, dopo 22 anni di tirannia,
portando in scena Gli sposi - romanian tragedy: storia di Nicolae Ceausescu ed Elena Petrescu
che hanno governato la Romania per oltre un ventennio
GLI SPOSI - romanian tragedytesto David Lescot
traduzione Attilio Scarpelliniregia e interpretazione e riduzione Elvira Frosini Daniele Timpano
disegno luci Omar Scala - scene e costumi Alessandro Ratti - collaborazione artistica Lorenzo Letizia
assistente alla regia Camilla Fraticelli - voce off Valerio Malorni - progetto grafico  Valentina Pastorinouno spettacolo di Frosini / Timpano
Produzione PAV nellambito di Fabulamundi Playwriting Europe - Beyond borders?
Gli Scarti, Accademia degli Artefatti, Kataklima teatro
con il sostegno di Institut français Italia,
Nuovi Mecenati - Fondazione franco-italiana di sostegno alla creazione contemporanea, Armunia, Spazio ZUT!, Teatro di Roma, Asti teatro

Dal 9 al 12 novembre al Teatro India l’irriverente coppia d’artisti della scena teatrale Elvira Frosini e Daniele Timpano presentano la nuova creazione Gli sposi - romanian tragedy, testo del francese David Lescot, su traduzione di Attilio Scarpellini. Una farsa che diventa tragedia, con linguaggio diretto e ritmicamente incalzante, per rievocare la storia di un’ordinaria coppia di potere, Nicolae Ceausescu ed Elena Petrescu, due dittatori che hanno governato la Romania per oltre vent’anni. Il più sinistro tra i tiranni dei paesi del blocco comunista e sua moglie, dittatori esaltati e spietati, come dei moderni Macbeth e Lady Macbeth dei Balcani, hanno seminato la paura nel popolo romeno per poi finire sommariamente giustiziati davanti alle telecamere, sotto gli occhi del mondo, il 25 dicembre 1989. Una tragedia romena, tratta dal testo di David Lescot, il quale scrive: “Un uomo e una donna. Delle persone molto ordinarie, nella Romania del XX secolo. Entrambi vengono dalla campagna. Un po’ nello stesso modo l’uno e l’altra si ritrovano a militare nel Partito Comunista. Niente sembra distinguerli dai loro compagni. Tranne il fatto che sono un po’ meno dotati della media. Sono delle creature senza smalto in un mondo senza orizzonte”. Diretto e interpretato dal duo Frosini/Timpano, lo spettacolo porta in scena una storia d’amore e politica che ha segnato la Storia contemporanea: quella dei coniugi Ceausescu, colti nella loro ordinarietà di uomo e donna, la cui vicenda è raccontata in prima persona dagli stessi personaggi per riflettere più concretamente, e con ghigno storico, sulla fragilità e sulla natura umana, ambiziosa e feroce.
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Prolungata la mostra PAOLO POLI È. al Teatro Valle fino al 6 gennaio




Grande affluenza di pubblico e partecipazione per la mostra multimediale PAOLO POLI è…
prolungata ancora fino al 6 gennaio al Teatro Valle. Un album nel quale calarsi dal vivo:
nel foyer, in platea e sul palco, un percorso visivo lungo i sessant’anni della sua carriera teatrale, testimoniato
da immagini di preziosi spettacoli, allestimenti pittorici, guardaroba da storia dell’arte.
Nuove repliche del tutto esaurito Santa Rita and the spiders from Mars,
reading di e con Marco Cavalcoli, in scena il 10 novembre, 29 dicembre e 5 gennaio
PAOLO POLI è…
mostra multimediale su Paolo Poli
a cura di Rodolfo di Giammarco e Andrea Farri

Prolungata a grande richiesta la mostra multimediale PAOLO POLI Èal Teatro Valle fino al 6 gennaio 2019 per la calorosa affluenza e accoglienza con cui il pubblico ha omaggiato il genio trasformista di uno dei più originali artisti del Novecento. Un’occasione per celebrare il talento puro, la cultura a tutto tondo e l’intelligenza di Paolo Poli, attraverso un percorso visivo curato dal giornalista e critico teatrale Rodolfo di Giammarco e dal compositore e nipote di Poli Andrea Farri, che ripercorre oltre sessant’anni di carriera dell’eclettico artista, testimoniati dalla grande quantità di foto di scena (più di 600), video inediti, bozzetti, costumi e scenografie. Ad affiancare la mostra ritorna Marco Cavalcoli con il suo tutto esaurito SANTA RITA AND THE SPIDERS FROM MARS, in scena il 10 novembre, 29 dicembre e 5 gennaio (ore 21 ad ingresso libero su prenotazione consultando il sito www.teatrodiroma.net). Una mostra-album, e non semplicemente una “mostra”, nella quale calarsi dal vivo e che consente ai visitatori di sfogliare le pagine di vita dell’amato Poli attraverso 40 monitor allestiti nei palchi e in platea; uno per ogni spettacolo che ha realizzato (dal 1950 al 2014), in una carrellata storica che copre 64 anni di progetti e attività teatrale. Sostando davanti a ogni monitor il pubblico può ascoltare in cuffia la voce di Poli che tra interviste, canzoni ed estratti teatrali ci conduce per mano per tutto il percorso. Sugli schermi scorrono loop di immagini, fotografie, video, bozzetti di scene di Eugenio Guglielminetti, Aldo Buti, Lele Luzzati; bozzetti di costumi di Santuzza Calì, Anna Anni, Danda Ortona; locandine e poster. Le scenografie realizzate da Lele Luzzati (da La leggenda di San Gregorio e Caterina de Medici) sono collocate sul palcoscenico, mentre i costumi di Santuzza Calì sono sparsi per tutto il teatro, con una concentrazione (da I legami pericolosi) sul palcoscenico. Infine nel foyer il pubblico può leggere su un video wall i 586 appellativi con cui la stampa nell’arco di più di mezzo secolo ha descritto Poli (da “acrobatico” a “zitellesco”), tutt’ora a rappresentare le facce multiformi del suo essere artista. Una mostra che si sfoglia come un album per raccontare la storia e l’arte di un uomo libero, un anticonformista, un intellettuale dall’ironia beffarda, tagliente, stimolante, che ha perseguito la propria libertà d’espressione e di critica. Quello che si “vede” in mostra è dunque un Paolo Poli a tutto tondo, una visione eccezionale del percorso artistico di un “attore, regista, trasformista, scrittore, beffardo, aristocratico, birbaccione, dissacratore, eclettico, iconoclasta, impudico, insolente, narcisista, raffinato, satirico, ridondante” e tanto altro ancora tra le sfaccettature del suo genio multiforme, che ha lasciato un segno profondo della sua intelligenza e del suo spirito critico e pungente sia nella storia del nostro teatro che della tv. Il Valle è stato il teatro di Poli a Roma, quello in cui ha portato la maggior parte dei suoi più grandi successi. Restituirlo virtualmente in mano a Poli è un omaggio che il Teatro di Roma e l’Amministrazione capitolina rendono alla Città e a uno dei più importanti attori teatrali del ‘900. 

La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 6 gennaio, ad ingresso libero, da giovedì a sabato dalle ore 17 alle ore 20, e domenica dalle ore 11 alle ore 18.

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COMETA OFF - PROJECT SCUOLA IV EDIZIONE dal 21 novembre

                                                                                                        
Al via da novembre 2018 la quarta edizione di Project Scuola, la rassegna ideata da Valeria Freiberg, direttrice artistica dell'Associazione Culturale Ariadne / Compagnia Teatro A e sostenuta dal Teatro Cometa Off; due realtà teatrali di grande spessore professionale ed artistico.

Project Scuola è un servizio culturale necessario al benessere dei ragazzi: un contributo ad educazione, arte, letteratura e musica, un luogo di incontro e formazione dei giovanissimi, che va oltre le semplici matinée. È un incontro di generi differenti per promuovere il teatro, luogo di arte, pensiero e creazione.
Sul palcoscenico del Teatro Cometa Off si alterneranno spettacoli di prosa, rassegne, workshop, laboratori e incontri di approfondimento culturale.

Gli spettacoli e gli eventi che caratterizzano la Stagione Teatrale "ProjectScuola - IV" riassumono le direzioni di ricerca messe a punto nelle ultime stagioni: rilettura del repertorio classico, promozione dei testi contemporanei accanto alle versioni per la scena di celebri romanzi, riflessione su drammaturgia classica e contemporanea. Si parte dal 21 al 28 novembre con la pièce La Zebra e lo Scienziato tratta da P. L. Chiorino e L. Colonnetti e diretta da Valeria Freiberg, allestita in occasione dell'ottantesimo anniversario delle leggi razziali emanate dal regime fascista, è una riflessione su una pagina cruciale della nostra storia nazionale. Si affrontano temi attuali quali razzismo e xenofobia, evidenziando i meccanismi - sociali, culturali, politici - che vi stanno alla base.

Dal 12 al 14 dicembre è allestito Cinque Brevi Incontri Sull'Arte tratto da M. Kassovitz e M. Buonarroti (in replica successivamente dall'11 al 15 febbraio 2019). Si tratta di un ininterrotto confronto, senza esclusione di colpi, tra tre adolescenti che si mettono in gioco per confessare le proprie fragilità, confusioni e l'infinita nostalgia di una vera amicizia.
Nel mese delle festività natalizie spazio anche ai più piccoli con la favola Alice - Racconto a 4 mani tratta dal celebre testo di L. Carroll, raccontato da Vl. Nabokov e B. Zachader, proposto dal 17 al 20 dicembre e in replica dal 4 al 6 febbraio.
Dal 16 al 25 gennaio spazio invece alla riflessione sulla storia con la pièce Ascolta, Israele, che torna ad essere rappresentata dopo il successo della passata stagione. Uno spettacolo documento sulla tragedia dell'Olocausto.

A marzo è la volta de La Regina delle nevi tratto dalle opere di Andersen e Schwarz. Una delle favole più famose che è stata narrata in centinaia di versioni in gran parte del mondo. È una fiaba che può essere considerata una parte dell'eredità culturale di numerosi popoli. Tessuta dalle straordinarie e scintillanti atmosfere del Nord racconta il miracolo di un'amicizia sincera e piena di calore umano, la solidarietà che contraddistingue i cuori dei bambini.

Associazione Culturale Cometa Off
Via Luca della Robbia, 47 00153 Roma - Testaccio -
Matinèe ore 10 e 12 / Biglietto intero 10€ / Biglietto ridotto8€ / Biglietto unico – 5€
Info e Prenotazioni:
cell: 331- 3584190
e.mail: ateatro.assariadne@gmail.com
Orario del botteghino: dal lunedì al venerdì dalle ore 9:00 a inizio spettacolo
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Katie Mitchell porta in scena LA MALADIE DE LA MORT di Marguerite Duras _ 8 e 9 novembre Teatro Argentina

L'8 e il 9 novembre al Teatro Argentina
un set "in presa diretta" per un viaggio nelle pieghe più profonde dell'eros, tra voyeurismo e pornografia.
La Maladie de la mort di Marguerite Duras che l'inglese Katie Mitchell ha scelto per un nuovo capitolo della sua personale ricerca sulla commistione fra linguaggi della scena e linguaggi tecnologici, a partire dal dialogo fra teatro e cinema, in un esperimento di meticciato non solo di generi e discipline, con l'osservazione assai ravvicinata della relazione fra un uomo e una donna, compresa quella carnale.

LA MALADIE DE LA MORT
liberamente tratto dal racconto di Marguerite Duras
regia Katie Mitchell
adattamento Alice Birch
con Laetitia Dosch (La donna), Nick Fletcher (L'uomo), Jasmine Trinca (Narratrice)
realizzazione video Grant Gee - scene e costumi Alex Eales
musiche Paul Clark - suono Donato Wharton
video Ingi Bekk - luci Anthony Doran

Produzione C.I.C.T. – Théâtre des Bouffes du Nordcoproduttori associati Les Théâtres de la Ville de Luxembourg, Théâtre de la Ville-Paris, Le Théâtre de Liègecoproduzione MC2:Grenoble, Edinburgh International Festival, Barbican/London, Stadsschouwburg Amsterdam,
Teatro di Roma-Teatro Nazionale, Teatro Stabile di Torino-Teatro Nazionale, Emilia Romagna Teatro Fondazione,
Teatro Metastasio di Prato, TANDEM scène nationale in collaborazione con Mayhem grazie alla Comédie-Française

Spettacolo programmato in collaborazione con la Francia in Scena, stagione artistica
dell'Institut français Italia / Ambasciata di Francia in Italia

Spettacolo in lingua italiana e francese con soprattitoli in italiano

Consigliato ai maggiori di 18 anni


L'8 e il 9 novembre al Teatro Argentina l'acclamata regista britannica, tra le più innovative e trasgressive della scena europea, Katie Mitchell è protagonista sul palcoscenico del Teatro Argentina con la sua prima regia in lingua francese, LA MALADIE DE LA MORT, una rilettura in chiave cinematografica dell'omonima opera letteraria di Marguerite Duras. Profonda esplorazione dell'intimità, del genere, della pornografia e del sesso, la pièce racconta l'impossibilità d'amare di un uomo e una donna restituita dall'adattamento cinematografico con riprese "live", mantenendo una dimensione misteriosa da thriller psicologico.
La riscrittura ad opera di Alice Birch è portata sulla scena da Laetitia Dosch e Nick Fletcher, e la voce narrante di Jasmine Trinca. Una grande coproduzione internazionale realizzata da Teatro di Roma – Teatro Nazionale con C.I.C.T. Théâtre des Bouffes du Nord, Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, Emilia Romagna Teatro Fondazione, Fondazione Teatro Metastasio – Prato e assieme ad una nutrita schiera di teatri europei.
Un uomo aspetta una donna in una stanza d'albergo. È notte: il loro accordo prevede che lei arrivi di notte, silenziosa e remissiva. Tutto ciò che l'uomo vuole, lei deve farlo, e per questo riceverà un compenso. Il prezzo non è importante: l'unica cosa che conta, per l'uomo, è imparare come si ama, come si conosce un corpo femminile. Notte dopo notte la osserva, indagandola, cercando il suo segreto, annaspando nella violenza di un'intimità negata. Marguerite Duras scrittrice controversa, autrice del celeberrimo L'amante – si insinua nella loro relazione inquieta, inconsueta, ambigua, e racconta l'impossibilità di una intimità autentica, emotiva, sessuale. Per Marguerite Duras, infine, La Maladie de la mort non è altro che l'incapacità di amare.
In scena telecamere filmano simultaneamente gli attori costruendo minuto per minuto lo spettacolo, nel rispetto delle regole voyeristiche sulle quali si struttura l'allestimento in un gioco di rimandi e visioni. Un punto di vista cinematografico che Katie Mitchell condivide con la Duras: l'intento è quello di restituire la profondità del divario che separa l'uomo e la donna, il maschile e il femminile. «La storia è stata scritta nel 1982 da Marguerite Duras. La giovane drammaturga Alice Birch ne ha data una nuova interpretazione – dichiara Katie Mitchell – Nel testo originale si tratta prevalentemente del punto di vista dell'uomo, invece qui si tratta soprattutto del punto di vista della donna: com'è essere la vittima di quel tipo di uomo? Volevamo usare le telecamere nello spettacolo per capire come l'uomo scruta il corpo della donna, interrogarci su come il suo corpo appare all'uomo, bilanciare il punto di vista maschile con il punto di vista femminile. Nelle prove abbiamo lavorato, ripresa dopo ripresa, su ogni singolo passo del testo. È stato un processo molto lento. Volevo offrire qualcosa che sapevo essere al di fuori di uno spettacolo teatrale "normale". Così, quando lo guardi, in basso vedi "il teatro", e in alto vedi sugli schermi le riprese che mostrano come quell'uomo che stai guardando sta scrutando il corpo della donna proprio in quel momento».

Lo spettacolo si inserisce nel percorso di Stagione DALLA PAGINA ALLA SCENA, nutrita sezione sul rapporto fra letteratura e scena: dall'inglese Katie Mitchell che riversa nel suo immaginario teatral-tecnico-cinematografico La Maladie della mort della Duras, nella quale anche un'altra giovane artista, Elena Arvigo, si inabissa, scegliendo Il Dolore; Emma Dante affronta Basile, scegliendo la novella La scortecata, mentre Valter Malosti compone nientemeno che una trilogia di donne ottocentesche composta da Senso di Boito, Anna Karenina di Tolstoj, Giro di vite da James. Fanny e Alexander completano il loro personale viaggio nella tetralogia di romanzi di Elena Ferrante, Storia di un'amicizia; Federico Tiezzi dirige Lucrezia Guidone come Signorina Else dal racconto di Schnitzler. Si passa poi alle pagine al maschile: Giancarlo Sepe sceglie il mix di ingenuità e scaltrezza di Barry Lyndon; Antonio Latella si misura con Torquato Tasso e la sua "favola pastorale" Aminta; del nipote di Collodi, Paolo Lorenzini, Bisordi riversa in scena il racconto Sussi e Biribissi per gli spettatori piu piccoli; il palermitano Davide Enia adatta per la scena il suo romanzo Appunti per un naufragio che diventa L'abisso; Lo Sguardo oltre il fango, dramma musicale, ispirato al romanzo di John Boyne Il bambino con il pigiama a righe.
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