|
|
In occasione della 9° edizione del Festival Internazionale PROPATRIA – Giovani Talenti Romeni Roma, 21 settembre – 26 ottobre 2019, l'Associazione Culturale rumeno-italiana PROPATRIA Odv, l'Ambasciata di Romania in Italia, l'Accademia di Romania in Roma.
|
|
|
|
|
L'8 ottobre 2019 alle 20:30 presso il Teatro Testaccio, Via Romolo Gessi 8, Roma.
Biglietti Reperibili su: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-drumul-la-strada-monologo-teatrale-72069759591
Drumul è un inno leggero e gioioso all'integrazione degli stranieri nell'Italia sempre più razzista di questi ultimi anni. E' uno spettacolo di narrazione con musica dal vivo, dove Marius Bizau ci racconterà che a 15 anni è venuto in Italia con la famiglia dalla natia Romania. La storia, narrata in prima persona, è quella dell'attore stesso, Marius, nato sotto Ceausescu nei primi anni '80, che passa da bambino attraverso la rivoluzione fino al suo arrivo turbolento a Roma alla fine degli anni '90, a quindici anni. I difficili anni dell'adolescenza, fino alla scoperta del teatro che lo porterà ad integrarsi del tutto nel tessuto sociale italiano, fino a sentirsi perfettamente a metà strada tra l'essere romeno e italiano. Una storia forte, raccontata con umorismo e leggerezza; e con la speranza che ogni problema possa avere sempre una sua soluzione. Marius ha vinto soprattutto la propria battaglia a Roma in un clima non votato all'integrazione e che all'inizio ha storto il naso a un ragazzo che ancora non parlava bene l'italiano; a un ragazzo sperduto tra l'indifferenza della città e delle istituzioni anaffettive. Quella di Drumul è una bella storia non perché finisce bene, ma perché ci ricorda, tra le righe, che qualunque storia d'immigrazione potrà finire bene se daremo ai nuovi arrivati la giusta possibilità d'integrazione, quella che ha avuto Marius col teatro.
|
|
|
Il 10 ottobre 2019 alle 20:30 presso il Teatro Testaccio, Via Romolo Gessi 8, Roma.
Biglietti Reperibili su: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-una-per-tutte-performance-teatrale-72069887975
Venerdì 7 agosto. Ultimo giorno di lavoro prima della chiusura estiva presso la "Naturella", nota fabbrica laziale che si occupa di produzione e distribuzione di carni preconfezionate, una dei leader nel settore agroalimentare italiano. Teresa, una delle donne del reparto "produzione brodo" viene convocata dalla direzione generale per una comunicazione urgente prima della sospensione estiva. Le altre sei donne che restano nel reparto si chiedono cosa possa volere la direzione a poche ore dalla chiusura. Al suo ritorno Teresa è tutt'altro che felice. Le altre la soffocano di domande, ma sono tutte fuori strada. La verità è agghiacciante. A causa di inflessione delle vendite, l'azienda si trova ad affrontare un periodo di forte crisi e per evitare che tutti i lavoratori ne risentano, la direzione ha scelto quello che ha ritenuto il "male minore": un membro di ciascuno reparto dovrà essere licenziato. La modalità anche più assurda: dovranno essere loro a dover decidere chi del gruppo dovrà abbandonare il posto di lavoro. Lo sviluppo del dibattito fra le operaie porterà ognuna di essa a una fase di profonda riflessione. Ciascuna di loro cerca di difendere la propria "intoccabile" posizione. Tra momenti più brillanti in cui decidono di affidarsi al caso estraendo a sorte e momenti più riflessivi, il gruppo si sfalda ed emergeranno contrasti, diversità di pensiero ed un'agghiacciante verità: pur di sopravvivere ciascuno di noi è disposto a fare qualsiasi cosa. Le amicizie si romperanno e verranno a galla alcune tragiche verità che comprometteranno per sempre gli equilibri di un gruppo che fino a quel momento era unito. Tutte per una, una per tutte, era il grido solito prima di cominciare a lavorare, una per tutte è l'invocazione di un sacrificio.
|
|
|
|
|