BACK TO ROUTINE:
QUASI IL 50% DEI LAZIALI HA PENSATO DI CAMBIARE LAVORO
DURANTE LE VACANZE
Secondo un sondaggio Groupon, il 59% dei laziali vorrebbe rientrare al lavoro e ritrovarsi un capo più rilassato e più flessibile, ma c’è un buon 18% che risponde che il suo capo è perfetto così com’è
Ma oltre al lavoro, cosa traumatizza i laziali al rientro dalle vacanze? Il 35% ha il terrore di farsi trascinare dall’ansia dei problemi quotidiani, seguito dal 18% che inorridisce alla sola idea di avere la sveglia fissa. Traffico e vita da pendolare chiudono la classifica dei traumi cittadini
31 agosto 2017 – Le vacanze volgono al termine ed il pensiero di rientrare al lavoro inizia a martellare nelle menti di chi è ancora in spiaggia per godersi gli ultimi attimi di relax, per non parlare di chi è già rientrato in ufficio e le ferie sono solo un ricordo lontano ed affievolito.
Un sondaggio Groupon ha indagato come affrontano gli italiani ed in particolare i laziali il rientro alla routine quotidiana ed il “male di vivere” legato al ritorno alla realtà. Il primo dato che emerge dai risultati è che quasi il 50% dei laziali durante le vacanze ha pensato almeno una volta di cambiare lavoro, mollare tutto e probabilmente cambiare vita.
Ma quali sono le motivazioni che si celano dietro a questa risposta? Il 57% degli utenti laziali si sente stressato dalla fatica mentale causata dagli impegni lavorativi, seguito dal 29% che sente la pressione delle scadenze strette. Inaspettatamente la competizione sul lavoro ed i problemi con il capo occupano l’ultima posizione.
A proposito di capo, l’indagine Groupon svela che il 59% dei laziali vorrebbe trovarsi un capo più rilassato e più flessibile, il 23% vorrebbe che fosse meno accentratore e meno egocentrico, ma c’è un ottimo 18% che risponde che il suo capo è perfetto così com’è. Per quanto riguarda i colleghi, invece, il 45% delle persone laziali vorrebbe che fossero più collaborativi, seguito naturalmente dal 29% che li vorrebbe più amichevoli e dal 14% che li vorrebbe più competenti. Solo il 12% vorrebbe dei colleghi meno competitivi, forse perché in fondo la competizione aiuta ad essere più stimolati e a dare il meglio.
