Luigi Pirandello in mostra al Teatro Valle con Sei personaggi in cerca d’autore
Dal 9 al 12 maggio in esposizione il quarto allestimento della mostra MANICOMIO! MANICOMIO!
dedicato ai Sei personaggi in cerca d’autore nella originale lettura del 1993 diretta da Mario Missiroli,
in cui gli Attori e i Personaggi introducono sul palco la fredda immagine metallica di un teatro vuoto, quando al loro arrivo metà
della scena settecentesca scorre raccogliendosi sulla destra, rendendo evidente la propria inquietante finzione.
MARIO MISSIROLI
Sei personaggi in cerca d’autore
La mostra è realizzata dal Teatro di Roma
in collaborazione con Biblioteca Museo Teatrale Siae, Centro Teatrale Santa Cristina, Dipartimento di Storia, Antropologia, Religioni, Arte, Spettacolo (Università di Roma Sapienza), Studio di Luigi Pirandello-Istituto di Studi Pirandelliani e sul Teatro Contemporaneo, Istituto per i Beni Sonori e Audiovisivi, Marche Teatro, Museo Biblioteca dell’Attore di Genova, Ormete, Rai Teche, Sartoria Farani, e con la collaborazione di Margherita Dellantonio, Paolo Ferrari, Ernani Paterra, Paolo Petroni, Viviana Raciti, Luchino Masetti si ringraziano Cecilia Carponi, Alessandro Genesi, Donatella Orecchia, Nuccio Siano gli allievi della Scuola del Teatro di Roma Alessandro Burzotta, Emanuela Cappello, Francesca Fedeli
Il 9 maggio l’esposizione è introdotta da un incontro con Paolo Petroni e Monica Guerritore,
che interpretava la Figliastra, per un ricordo sul lavoro attoriale del 1993.
Segue la proiezione di un filmato dell’allestimento
Dal 9 al 12 maggio al Teatro Valle inaugura la quarta sessione espositiva della mostra MANICOMIO! MANICOMIO! SEI PERSONAGGI IN CERCA D’AUTORE DI LUIGI PIRANDELLO, dedicata ai Sei personaggi in cerca d’autore di Pirandello nella lettura di Mario Missiroli, che nel 1993 strutturava uno spettacolo sulla differenza tra i Personaggi e gli Attori, vestendoli in abiti settecenteschi, come pronti a una recita goldoniana. Apre l’esposizione un incontro-ricordo di Paolo Petroni con Monica Guerritore, interprete nello spettacolo nel ruolo della Figliastra. Segue la proiezione di un filmato dell’allestimento. Nell’allestimento di Mario Missiroli del 1993 il sipario si alza non su una compagnia che prova Il gioco delle parti, ma su una che sta recitando Le smanie della villeggiatura di Goldoni. Pian piano, nel giardino dei nobili veneziani che litigano coi servi e bevono cioccolata, compaiono i Personaggi e si fermano ai bordi della scena (firmata Enrico Job). I due bambini, il padre (un Gabriele Lavia curvo e irrequieto), la madre (Marianella Laszlo), la figliastra (una Monica Guerritore indifesa e angosciosamente cosciente) e il figlio (Paolo Calabresi) introducono sul palco la fredda immagine metallica di un teatro vuoto, quando al loro arrivo metà della scena settecentesca scorre raccogliendosi sulla destra, rendendo evidente la propria inquietante finzione. Lo spettacolo venne rappresentato per la prima volta al Teatro Argentina, con il suo immenso spazio teatrale interamente rivestito di gelida lamiera di ferro, a contrasto con i fondali settecenteschi tradizionalmente dipinti. Proprio questa geniale intuizione, quella di raddoppiare l’ambientazione e dunque rappresentare con il massimo della scenografia un testo che apparentemente non richiederebbe scenografia, ampliava la risonanza del significato metateatrale del racconto. La scenografia del teatro vuoto e la sua finzione invadeva e dominava la scena intera, permeando il testo fino al tragico finale, in cui Attori e Personaggi si disperdevano tra quinte e platea, strillando alcuni «è realtà!» e altri «è finzione!», i primi immedesimati nell’assoluto della poesia e dell’arte, e i secondi come nel tentativo di scacciare la paura che potesse trattarsi non di finzione, ma di realtà. Tutta la messa in scena si imperniava dunque su questo taglio centrale, molto netto, tra modernità e passato, con una vena di espressionismo grottesco e stilizzato, a contrasto anch’esso con la recitazione dei Personaggi, tesa ad una cifra realistica e persuasiva dotata di una grande forza metaforica. Oltre alle sezioni permanenti della mostra, che raccontano la celebre prima del 10 maggio 1921 attraverso letture audio, ricostruzioni, testi e disegni, gli spettatori troveranno ad accoglierli per questo quarto allestimento: la locandina originale e alcuni testi sull’universo poetico di Mario Missiroli; il lavoro di multivisione a firma di Ernani Paterra, proiettato a ciclo continuo sul palcoscenico per un viaggio sonoro e visuale attraverso fotografie, recensioni e dietro le quinte della messa in scena del 1993; le letture audio di recensioni critiche e dichiarazioni dello scenografo Enrico Job e dello stesso Missiroli nelle apposite postazioni con cuffie nei palchetti.
Il 12 maggio il foyer del Teatro Valle offre ai visitatori una vera e propria colazione (cappuccino e cornetto) per chiacchierare attorno a Pirandello: un ciclo di tre incontri Colazioni con i Sei PersonaggI, a cura del giornalista e critico teatrale Graziano Graziani in dialogo, per questo primo appuntamento, con lo scrittore Carlo D’Amicis che “adotterà” due personaggi del testo del drammaturgo siciliano per presentarli e parlarne assieme al pubblico.
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