Agenzia Stampa Aspapress

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18 gennaio 2022

Prima è in edicola e disponibile subito in digitale

 

 

 

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Il nuovo numero di

Prima Comunicazione

è in edicola e in edizione digitale

 

 


In allegato il 
Grande Libro della 
Sostenibilità e Comunicazione

 

 

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Questi alcuni dei temi trattati nel nuovo numero.

Copertina: Trento al Sole
Gli eventi per gli editori sono diventati un settore fondamentale per i loro bilanci. Il Sole24 Ore, un exploit di un centinaio di eventi all’anno, ha deciso di giocare la carta del Festival dell’Economia di Trento. Come lo raccontano il direttore Fabio Tamburini e il manager multitask Federico Silvestri, scelti come partner dal presidente della Provincia Autonoma, Maurizio Fugatti, leghista doc, che ha voluto il cambio di gestione del Festival.


Giornalisti in lotta per il Trentino
A un anno dalla chiusura del quotidiano Trentino, per far ripristinare il limite del 50% alle concentrazioni dei quotidiani, e arginare il potere del gruppo Athesia, i giornalisti si sollevano e promettono: “La partita non è chiusa”.


Rai, mettiti all’opera
Monica Guerritore – attrice di spettacoli, film, serie – suggerisce che cosa potrebbe fare la televisione pubblica per il teatro, per non “atrofizzare il pubblico” sempre con le stesse repliche di fiction.
E spiega che “il buon giornalismo dovrebbe essere come il teatro: dei testi noi rappresentiamo la nostra versione scenica. Così, il giornalista dovrebbe fare con la notizia: dare la sua versione in modo personale, libero da influenze esterne. Tenendo la barra dritta”.


Di tutti i Generi
La riorganizzazione della Rai ai blocchi di partenza. Ecco come sono strutturati e su chi possono contare i 10 nuovi Generi che copriranno i palinsesti. E gli interrogativi cui dovrà rispondere l’ad Carlo Fuortes.

Obiettivo ‘‘doction’‚ se il documentario sposa la fiction
Alla direzione di Rai Documentario arriva Fabrizio Zappi e cambiano le prospettive del genere. Che punterà sempre di più sullo storytelling a episodi.


L’accademia dei talenti
“Investire sulla formazione diventa un’attività sostanziale anche per i produttori. Gli autori del futuro non lavoreranno solo per la tv, le case di produzione, gli editori; ma anche direttamente per le aziende e tanti altri soggetti chiamati ad avere una presenza diretta sul mercato dei contenuti”. L’ad Fabrizio Ievolella racconta perché Banijay ha lanciato con l’università Cattolica Unscripted Academy, rivolta ai professionisti dell’audiovisivo di domani.

Creator ai fornelli
Missione: “Aiutare gli italiani a cucinare”. Andrea Santagata, dg di Mondadori Media, spiega come GialloZafferano ha scelto i nuovi creator, che su TikTok, Instagram e YouTube ingolosiscono il target più giovane con le loro videoricette.


Una Mole di film e serie
“Una Film Valley impegnata 365 giorni l’anno”. L’obiettivo di Paolo Manera, è alto. Grazie anche al “boom produttivo” che sta vivendo la Film Commission Torino Piemonte di cui è direttore. E che espande progetti dal Lago Maggiore all’Oceano Indiano.


Banchi di Noovle
“Oggi se non distribuisci bene i tuoi contenuti tramite il web perdi mercato. E se non utilizzi le tecnologie per diminuire i costi perdi efficienza. Noi vorremmo lavorare con i media per portarli a fare concorrenza alle grandi piattaforme”. Carlo d’Asaro Biondo parla delle strategie di Noovle, la cloud company di TIM.


Total audio Rai
Il direttore di Radio Rai Roberto Sergio punta alla “leadership nella produzione e nella distribuzione di contenuti originali di total audio”. E lo fa con la piattaforma RaiPlay Sound: “Un luogo unico per soddisfare tutte le esigenze di ascolto.


E poi…
La voglia di editoria e di calcio di Danilo Iervolino, ex patron di Pegaso.
Ad Agcom fervono i lavori: Rai, Dazn…
Come comunica la Camera dei deputati.
Il mercato pubblicitario alle prese con Omicron: dopo una buona annata, incertezze sul 2022.
Movimenti audiovideo: la Garbo produzioni nelle mani di Maite Carpio Bulgari, Apple Tv+ su Sky Q, una Carta etica per la parità di genere.

 

 

 

 

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TOP 15 Media più attivi sui social e post più popolari da PRIMAONLINE.IT

 

 

PRIMAONLINE.it

 

TOP MEDIA ITALIANI SUI SOCIAL 
 BEST PERFORMING POST

BEST PERFORMING PAID POST

 

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28 dicembre 2021

Internet, i nuovi dati di raccolta pubblicitaria (FCP)

PRIMAONLINE.it

 I NUOVI DATI FCP ASSOINTERNET

INVESTIMENTI PUBBLICITARI DIGITALI

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NOVEMBRE 2021

Per il nono mese consecutivo, anche a novembre si conferma il positivo andamento degli investimenti pubblicitari rilevati dalla società Reply nell’ambito dell’Osservatorio Fcp-Assointernet.

Con una crescita del + 5,6, il mese di novembre contribuisce al conseguimento di un significativo +19,6% nel periodo cumulato gennaio-novembre 2021.


PROSEGUE SU PRIMAONLINE.IT




21 dicembre 2021

TOP squadre di calcio sui social da Primeonline.it

 

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PRIMAONLINE.it

 

TOP SQUADRE DI CALCIO SOCIAL


- Classifica club più attivi sui social 
- Classifica post più performanti
- Classifica 'paid partnership post'

 

 

IN CASO DI RIPRESA SI PREGA DI CITARE E LINKARE PRIMAONLINE.IT

 

A novembre la Juve tiene e l’Inter sorpassa il Milan.
Rossoneri al top con Ibra nei paid post

 

Si ferma a novembre il declino ‘social’ della Juve. I bianconeri – che sono stati assaliti anche dallo scandalo plusvalenze solo alla fine del mese - non hanno affatto risolto i propri problemi tecnici e agonistici. E rimangono lontani dalle posizioni di vertice della classifica del campionato di Serie A. Intanto pare se non altro in parte assorbito il lutto Ronaldo, anche se in termini social la differenza di prestazioni del brand juventino rispetto all’era di Cr7 rimane ampia. La Juventus, comunque – che ha superato la prima fase a gironi della Champions League – rimane saldamente leader della classifica prodotta da Sensemakers, sia per numero di interazioni (in crescita a 26,3 milioni, dai 25,9 milioni di ottobre), che in tema di videoviews su Facebook e Instagram (in netta risalita, a quota 44,3 milioni, rispetto ai 36,6% del mese precedente).

...CONTINUA CON TOP POST E PAID POST SU PRIMAONLINE.IT

 

 

 

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Il nuovo numero di Prima è in edicola

 

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Il nuovo numero di

Prima Comunicazione

è in edicola e in edizione digitale

 

 


In allegato l’inserto dedicato al Direttore

 

 

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21 maggio 2021

la Rai secondo Forza Italia

 

 

 

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da Primaonline.it

La Rai secondo Forza Italia 

 

 Appena depositato un disegno di  legge di riforma della Rai (atto Senato N.2225 “Modifica al  Testo unico dei servizi media audiovisivi’) a firma di Anna Maria Bernini, capogruppo di FI  al Senato,  e  del  presidente della Commissione di Vigilanza Alberto Barachini.  

Il testo della proposta di Forza Italia per intervenire su alcuni aspetti fondamentali della Rai non è ancora disponibile, ma siamo in grado di anticiparne le linee guida. Per quanto riguarda la governance dell’azienda non ci sono grandi cambiamenti  se non per il dettaglio molto rilevante che l’Amministratore delegato, secondo la legge vigente nominato dal Governo e dal ministero del Tesoro,  dovrà’ passare, come oggi il Presidente, al vaglio della Commissione di Vigilanza. Cosi’ il Parlamento avrà  ancora più potere di decisione sul  Servizio pubblico, con il rischio di una maggiore lottizzazione. 

 L’ipotesi di affidare la Rai a una Fondazione, su cui si esercita il dibattito politico e che piace al Pd e ai 5 Stelle,  non seduce Forza Italia anche perché, sottolineano dal gruppo, tutte le sentenze della Corte Costituzionale segnalano che col sistema italiano la Rai ha un legame costituzionale  con il Parlamento.  Per restare sul tema della governance Forza Italia intende anche liberare  l’amministratore delegato dal tetto del compenso a   240mila euro che rende difficile l’ingaggio di bravi manager.
Il passaggio più importante  riguarda  le risorse su cui potrà contare la televisione pubblica. Alla Rai verrebbe  applicato tutto l’extragettito del canone attualmente discrezionale,  ma a fronte di questo l’azienda  dovrà  fornire una rigorosa contabilità separata (non come quella attuale, alquanto approssimativa) con relazioni chiare sull’impiego delle risorse del  canone e delle risorse della pubblicità. 
Non cambiano i tetti di affollamento, ma la novità è che la  Rai non potrà più applicarli mescolandoli sulle tre reti,  ma dovrà’ rigorosamente attenersi all’ affollamento rete per rete. Questa posizione è in linea con la battaglia portata avanti da Forza italia in commissione di Vigilanza e in Agcom. Di sicurò questo combinato ridurrà l’introito  pubblicitario di Viale Mazzini che sarebbe però compensato dal recupero dell’intero canone, liberando risorse pubblicitarie per il resto del mercato televisivo, Mediaset in testa ...continua su Primaonline.it

 

 

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13 maggio 2021

Rai, appello a Parlamento e Governo per una iniziativa organica che ridefinisca l'orizzonte da Primaonline.it

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Appello al Parlamento e al Governo per una iniziativa organica che ridefinisca l’orizzonte della Rai firmato da 118 intellettuali, accademici e manager

 

È sempre più calda l'attenzione della politica verso la Rai. Alcuni esponenti del PD e dei 5S chiedono di avviare in fretta la calendarizzazione e l'iter di legge sulla riforma della governance dell'azienda prima della nomina del nuovo Consiglio di amministrazione in programma entro giugno.
È il momento giusto per affrontare con un ragionamento serio la riforma strutturale del Servizio Pubblico. Lo fanno nel documento che segue 118 intellettuali, accademici, manager con lunghe esperienze a Viale Mazzini , esperti di media, persone convinte che si debba valorizzare il sistema radiotelevisivo pubblico nel nuovo scenario rivoluzionato dai big tech e dagli over the top.

È un vademecum per i politici che hanno in mano il futuro della Rai. Ma non solo. Punta anche a sensibilizzare gli utenti che pagano il canone, i cittadini italiani, i veri stakeholder del Servizio Pubblico.

 


Sono in corso le procedure di nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione Rai. Un semplice adempimento, accompagnato come sempre da varie emozioni sia nell’azienda sia nel mondo che le ruota intorno.

Al di là di questi prossimi momenti, incombe al Parlamento e al Governo la responsabilità di scelte che siano all’altezza della sfida di sistema, tecnologica, di mercato e di impresa che impegna l’intero sistema nazionale delle TLC. In questo ambito, in particolare, l’industria della comunicazione audiovisiva è colpita dalla crisi della tv nazionale, cui internet e social progressivamente sottraggono i ricavi, spingendo gli operatori privati verso nuove strade e dimensioni e mettendo a rischio la stessa presenza pubblica nella radiotelevisione. Per questo è auspicabile, in misura lancinante, che il Parlamento e il Governo non si limitino alle nomine del CdA richieste dalla legge, ma pongano mano a un’iniziativa organica che ridefinisca l’orizzonte della Rai su: 1) Specificità del soggetto pubblico rispetto alla tv commerciale e riequilibrio delle fonti di ricavo; 2) Informazione; 3) Coesione sociale; 4) Rapporto con la produzione nazionale; 5) Governo della RAI.

1 Funzione del soggetto pubblico

La Rai, terzo gruppo per fatturatoin Italia (dopo Sky-Comcast, globale, e Mediaset italo-spagnola) mischia ricavi per due terzi pubblici (pari ai tre quarti del canone pagato dagli utenti, per il resto distolto dal Governo a favore di altri beneficiari) e per un terzo pubblicitari. Invece BBC-Channel Four, ARD-ZDF, France TV hanno un solo tipo di ricavo. Channel Four, pubblica, ma finanziata solo dalla pubblicità, grazie a questa spinta trasgredisce il mainstream di BBC e privati. Le tv pubbliche di Germania e Francia conferiscono al ricavo pubblicitario un ruolo marginale rispetto ai proventi del canone e delle vendite.

La Rai per contro si trova ad inseguire l’inserzionista pubblicitario, in sé più volatile, e utilizza il canone a compenso del minore affollamento imposto dalla legge. In sostanza, non è supplementare alla tv commerciale, ma non può neppure esserne vera concorrente.

I due antichi fondatori del Duopolio sono coinvolti dalla stessa crisi, ma possono uscirne solo da vie opposte: la Rai puntando sulle risorse pubbliche, a partire da un canone che le venga trasferito per intero; Mediaset in una dimensione internazionale.


2 Informazione

Il diritto del cittadino ad essere informato è oggi garantito dall’assetto plurale delle imprese e dei mercati radiotelevisivi. Tanto più nella esplosione di fonti e fatti alternativi legata ai social network e all’offerta televisiva internazionale sugli schermi mobili e domestici.

Il ruolo del Servizio Pubblico può e deve concentrarsi nell’assicurare al grande pubblico nazionale un’informazione di qualità per varietà e completezza di formati e prodotti, anche nei canali internazionali. Quest’obbligo incorpora in se stesso il pluralismo culturale e il confronto dei punti di vista e delle voci e implica il superamento dell’attuale “pluralismo” politico-burocratico.


3 Coesione sociale.

La comunicazione commerciale seleziona e coltiva target, fino all’estremo dei singoli individui contattati a mezzo social media. Il pubblico si frantuma di conseguenza in zolle separate che reciprocamente si voltano le spalle e/o confliggono quotidianamente.

La funzione specifica, complementare e supplementare, del Servizio Pubblico consiste nel rompere il chiuso delle cerchie, calarsi nelle visioni contrapposte e offrire una sorta di traduzione simultanea tra i diversi grumi. È un mestiere in parte nuovo e sconosciuto, reso attuale dall’impronta “separatista” che, a partire dai social, tende a dominare anche nei mass media ed a caratterizzare la vita pubblica nazionale, intellettuale e sociale, prim’ancora che politica. Per contro, la lunga evoluzione della crisi sanitaria e sociale, ha attivato dinamiche psicologiche più sensibili verso una comunicazione mirata oltre ogni discriminazione di razza, genere o cultura, alla reciproca attenzione critica e considerazione.


4 Produzione Nazionale.

Nel contesto dell’unificazione del mercato audiovisivo continentale guidata dalle nuove piattaforme digitali internazionali, in tutti i maggiori Paesi europei (e nell’ultimo decennio, in qualche misura, anche in Italia) le imprese televisive in mano pubblica fungono da editore/committente strategico per la filiera della produzione nazionale, compensando, grazie alla disponibilità di un canone più o meno rilevante, le angustie strutturali del mercato nazionale e la pressione degli operatori globali sul pubblico nazionale. Il punto sta nel garantire alla produzione nazionale indipendente (di fiction, cinema, cartoon, documentari, format originali) budget di produzione competitivi nei mercati internazionali.

 

5 Governo della RAI.

L’esperienza estera, e sopra tutte quella inglese, dimostra che non è utopico conciliare vertici nominati dalla politica con una sostanziale stabilità ed autonomia di conduzione dell’impresa in mano pubblica. Punti essenziali sono la separazione fra le fonti di nomina e le funzioni di controllo e rendicontazione, insieme con l’adozione di banali accorgimenti nella turnazione del “Collegio” cui siano conferiti i poteri proprietari. Funziona altrove, funzionerebbe, volendolo, da noi.


A partire da queste osservazioni ribadiamo la nostra richiesta al Parlamento affinché, superata al meglio l'incombenza delle nomine previste dalla legge, passi alla riforma strutturale del Servizio Pubblico. Contro la fatalità della lottizzazione.


Mario ABIS, Chicco AGNESE, p. Giulio ALBANESE, Antonella ANSELMO, Giorgio ASSUMMA, Piero BADALONI, Stefano BALASSONE, Antonio BALDASSARRE, Guido BARLOZZETTI, Sergio BELLUCCI, Massimo BERNARDINI, Marcello BERNASSOLA, Antonio BETTANINI, Carlo BRANCALEONE, Angela BUTTIGLIONE, Anna CAMMARANO, Giovanni CAMPEOL, Claudio CAPPON, Paolo CARMIGNANI, Gennaro CARRILLO, Salvatore CATALANO, Marco CAUSI, Liliana CAVANI, Pier Luigi CELLI, Enzo CHELI, Innocenzo CIPOLLETTA, Domenico CIRUZZI, Carla COLLICELLI, Gianfranco COMANDUCCI, Licia CONTE, Alberto CONTRI, Massimiliano COSTA, Pier Virgilio DASTOLI, Paolo DE ANDREIS, Paola DE BENEDETTI, Piero DE CHIARA, Francesco DE DOMENICO, Domenico DE MASI, Francesco DE VESCOVI, Roberto DI RUSSO, Vittorio EMILIANI, Adriano FABRIS, Nuccio FAVA, Federico FAZZUOLI, Luciano FLUSSI, Andreas FORMICONI, Claudio FRACASSI, Carlo FRECCERO, Massimo FUSILLO, Piero GAFFURI, Gianpiero GAMALERI, Gloria GIORGIANNI, Giorgio GOBBO, Fabrizia GIULIANI, Fabrizio GIULIANI, Giuseppe GIULIETTI, Giampiero GRAMAGLIA, Alfredo GUARDIANO, Angelo GUGLIELMI, Massimiliano GUSBERTI, Luciano HINNA, Francesca IZZO, Erik LAMBERT, Giancarlo LEONE, Nicolò LIPARI, Raffaele LORUSSO, Andrea LORUSSO CAPUTI, Eugenio LUCREZI, Mario MAFFUCCI, Nino MARAZZITA, Giuseppe MARCHETTI TRICAMO, Simona MARCHINI, Gianfranco MARRONE, Donatella MARTINI, Sonia MARZETTI, Aldo MATERIA, Giacomo MAZZONE, Marco MELE, Andrea MELODIA, Emmanuele MILANO, Sergio MOCCIA, Raffaele MORESE, Massimo MUCCHETTI, Marino NIOLA, Gianluigi PEZZA, Francesco PINTO, Rosanna OLIVA DE CONCILIIS, Otello ONORATO, Matteo PALUMBO, Renato PARASCANDOLO, Antonio PARISELLA, Angelo Maria PETRONI, Sergio PISCITELLO, Pieraugusto POZZI, Massimo PRAMPOLINI, Angela RADESI METRO, Giuseppe RICHERI, Nino RIZZO NERVO, Carlo ROGNONI, Stefano ROLANDO, Patrizio ROSSANO, Francesco SAGNA, Barbara SCARAMUCCI, Bruno SOMALVICO, Michele SORICE, Celestino SPADA, Antonella STEFANUCCI, Giuseppe STRANIERO, Giancarlo TARTAGLIA, Annamaria TESTA, Riccardo TOZZI, Giuseppe VACCA, Pietro Antonio VALENTINO, Anne Sophie VANHOLLEBEKE, Carlo VERNA, Gianluca VERONESI, Vincenzo VITA, Bruno VOGLINO.


TOP DIFFUSIONE QUOTIDIANI & TREND da PRIMAONLINE.IT

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PRIMAONLINE.it

TOP DIFFUSIONE QUOTIDIANI

Classifica e trend della diffusione delle principali testate elaborate da Primaonline.it sui nuovi dati Ads

(infografica by Lego-Hub)



IN CASO DI RIPRESA SI PREGA DI CITARE E LINKARE PRIMAONLINE.IT

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14 ottobre 2020

TOP 15 GIORNALISTI SOCIAL

 

PRIMAONLINE.it

 

TOP 15 GIORNALISTI
e post più condivisi

by Sensemakers

 

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Il commento di Primaonline.it 

 

Non c'è cinque senza sei, si potrebbe dire. Per il sesto mese consecutivo, infatti, Andrea Scanzi è primo nella classifica dei giornalisti più popolari sui social stilata da Sensemakers per Primaonline sulla base dei dati di Shareablee.
Nessuna novità anche nelle tre posizioni successive: secondo è Lorenzo Tosa, terzo Enrico Mentana, quarto Nicola Porro, esattamente come in agosto.

Anche se totalizza un milione di interazioni in meno rispetto al mese precedente, la firma del Fatto Quotidiano distacca abbondantemente i colleghi sia per quanto riguarda la somma di commenti, condivisioni e like (6,6 milioni, più del triplo di Tosa) sia per quanto riguarda le video views: 14,2 milioni, quasi il triplo di Porro (Tosa e Mentana non pubblicano video su Facebook e YouTube).

Scanzi e Tosa si dividono anche la classifica dei post più popolari: il primo (137mila interazioni) è di Tosa ed è dedicato a Vanessa Incontrada che ha posato nuda sulla copertina di Vanity Fair, "mettendo in mostra con orgoglio ogni centimetro di pelle, ogni chilo in più, ogni supposta 'imperfezione' nel mondo dell'omologazione perfetta". Tosa, che da settembre è in libreria con il suo primo libro, ‘Un passo dopo l’altro’, edito da Mondadori, si è aggiudicato un altro dei post più performanti del mese, il quinto. Tutti gli altri li ha pubblicati Scanzi. I temi dominanti sono il coronavirus e l'uccisione di Willi Montero; solo due prendono di mira Salvini e la Lega, i principali obiettivi polemici della firma del Fatto Quotidiano.
...segue su Primaonline.it dove trovi anche la classifica dei  BEST PERFORMING POST 

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