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11 marzo 2026

Primavera da STAJNBECH, tra accoglienza in cantina e scoperta del Veneto orientale


Famiglia VALENT

Vigneto Stainbech

Sede Stajnbech


LA PRIMAVERA DI STAJNBECH HA I COLORI DEL SOLE
DI UNA BIG BENCH TRA I VIGNETI
L’accoglienza in cantina, come ponte tra scoperta del territorio e impegno per la sostenibilità


Belfiore di Pramaggiore (Venezia), 11 marzo 2026

Le giornate si allungano, la luce cambia e nell’aria si percepisce già il profumo di primavera.
Nel cuore del Veneto orientale, lontano dai grandi circuiti turistici ma territorio ricco di tesori interessanti da scoprire, c’è Belfiore di Pramaggiore dove ha sede l’azienda Stajnbech, che si prepara alla nuova stagione per accogliere al meglio winelovers e visitatori, con una proposta capace di unire vino, paesaggio e creatività.

La presenza più scenografica ha la forma di una panchina gigante color giallo sole, immersa tra i filari. A pochi passi dalla sede dell’azienda infatti, grazie ad un percorso segnalato si può raggiungere il vigneto Casa Vecchia, di proprietà della famiglia, ed ammirare la Big Bench, la prima pan-china gigante installata in provincia di Venezia e la sesta in Veneto, parte del Big Bench Community Project, un progetto internazionale volto a promuovere e favorire i territori, le comunità locali, il turismo e le eccellenze artigiane.

Pur essendo situata nei terreni della cantina, l’accesso alla panchina gigante è libero, sette giorni su sette 24 ore su 24. Una vera e propria opera d’arte, di color giallo intenso, appositamente fuori scala, alta 2 metri e 30 centimetri e lunga 3 metri e 20 centimetri, immersa nei vigneti in un punto panoramico vicino al corso del fiume Loncon, che permette di ammirare il territorio circostante da un osservatorio inedito. Un esempio concreto che sottolinea l’impegno dell’azienda veneziana a favore della valorizzazione del turismo locale e nella condivisione del territorio.

L’esperienza prosegue in sala degustazione, in ambienti raccolti e curati nei dettagli, pensati per far vivere agli ospiti un’esperienza in un clima familiare dove i titolari accolgono personalmente gli ospiti proponendo percorsi di degustazione, anche in inglese. Dalla linea dei Classici a quella dei Superiori, fino alle referenze speciali e iconiche, ogni calice parla di radici e visione futura.
Il Lison Classico 150 DOCG, ottenuto da Tocai Friulano in purezza, racconta la storia di un vitigno identitario; il Metodo Classico Imagine, esprime eleganza e pazienza; il Bosco della Donna, 100% Sauvignon Blanc, rivela intensità e carattere.

Vicino alla cantina si può visitare il Mulino Etnografico di Belfiore, oggi luogo FAI. Sorge all’interno del parco della storica Villa Dalla Pasqua, sulle rive del fiume Loncon. L’edificio principale, un antico mulino ad acqua attivo almeno dal XV secolo, è stato restaurato e trasformato nel Museo delle arti molitorie e della coltivazione dei cereali.
Poco distante si raggiunge l’elegante cittadina di Portogruaro, dove il tempo sembra scorrere più lento con la dolcezza delle acque del Lemene. Passeggiando nel centro storico ci si immerge in un’atmosfera raffinata, tra palazzi gotici, portici medievali e antichi mulini che si specchiano nel fiume. Ogni angolo racconta secoli di storia, tra arte, cultura e tradizioni. Una destinazione dal fascino discreto di autentica bellezza veneta.
Qui si trova il Museo Nazionale Concordiese, che custodisce straordinari reperti romani provenienti dall’antica Iulia Concordia (il nome storico della cittadina). Tra statue, mosaici, iscrizioni e oggetti quotidiani, offre un affascinante viaggio nella storia del territorio e nella vita dell’epoca romana.
Da Portogruaro, in 40/50 minuti di treno si può raggiungere una meta romantica e sempre unica: Venezia. Oppure, in soli 30 minuti di macchina, si può arrivare nella vivace e pittoresca Caorle, affascinante località balneare dal centro colorato e dall’atmosfera autenticamente marittima, così come Bibione e Jesolo.

Questo e molto altro nella zona Veneziana, ma pianificare dopo una degustazione una sosta per un piacevole pranzo a base di pesce a Caorle, Concordia Sagittaria o a Torre di Mosto, tutte località dove la cultura del pesce di stagione è molto viva, è una soluzione perfetta.
Territorio significa anche responsabilità e Stajnbech ha sempre creduto e fatto dell’agricoltura so-stenibile un punto cardine della propria filosofia, adottando metodi di coltivazione naturali nel pieno rispetto dei protocolli SQNPI. Una certificazione che garantisce attenzione all’ambiente, alla sicurezza sul lavoro e alla salute del consumatore. Il simbolo dell’ape in etichetta identifica i vini certificati: un segno distintivo che rassicura e orienta verso una scelta consapevole.
La primavera, qui, non è solo una stagione. È un invito a rallentare, a salire su una panchina gigante color sole, a brindare tra i filari e a riscoprire il piacere di un’esperienza che unisce vino, natura e meraviglia.

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Stajnbech
È un’azienda vitivinicola a conduzione familiare situata a Pramaggiore (VE), tra Venezia e Trieste, nel cuore di una terra dal ricco passato, anticamente chiamata il Vigneto della Serenissima. Risale al 1990 il primo vigneto piantato da Giuliano Valent e Adriana Marinatto, che poi nel 1991 fondano la cantina. Nata dall’ambizione di raccontare una storia in un bicchiere di vino, questa realtà veneta si distingue per la cura meticolosa riservata ad ogni fase della produzione. Da sempre infatti, Giuliano e Adriana hanno scelto di puntare alla qualità, ricercando costantemente l’eccellenza, applicando una filosofia che crede nel valore di un prodotto sincero e genuino, e nella passione per il proprio lavoro. Uno stile perfettamente racchiuso nel motto di famiglia: “Coltiviamo Armonie”. Le armonie per Stajnbech sono quelle della natura ma anche delle persone che condividono i medesimi valori di professionalità e dedizione, uniti all’amicizia e al senso di condivisione, tutti elementi che risuonano tra vigneti, cantina e azienda come in una grande sinfonia corale. 
L’area in cui sorge la cantina, al confine tra Veneto e Friuli, gode di un clima temperato che unito al suolo ricco di argille grigie consentono alla vite la sua massima espressione. Dai 17 ettari di uve di proprietà, rigorosamente selezionate, si producono vini artigianali di altissima qualità, ottenuti ponendo molta attenzione al rispetto dell’ambiente sotto il segno dell’ecocompatibilità, in vigneto come in cantina. I vini si distinguono per la spiccata personalità che sanno esprimere e raccontano le tradizioni enologiche del Veneto, coniugandole coi gusti internazionali.

Le linee di produzione si dividono in Superiori e Classici ai quali si aggiungono anche le bollicine con il nuovo metodo classico pas dosé. Negli anni, Stajnbech si è affacciata con successo al mercato internazionale, dove oggi gode di un posizionamento ben definito. La personalità dei vini ha conquistato nel tempo un pubblico di esperti e intenditori, raccogliendo importanti consensi ai più prestigiosi concorsi enologici.




27 febbraio 2026

EDITORIA: 'DOVE NASCONO I SILENZI', IL NUOVO ROMANZO DI CLAUDIA CONTE





‘Dove nascono i silenzi’:

il nuovo romanzo di Claudia Conte

 

di Daniela Zappavigna

 

'Dove nascono i silenzi' è il nuovo romanzo di Claudia Conte, pubblicato da Fall in Lov. Siamo di fronte a un’opera che cerca, finalmente, di esplorare le ingiustizie e le umiliazioni interne alle famiglie, non più considerate come meri involucri dove tutto è 'rose e fiori'. 

La violenza sulle donne, per esempio, spesso avviene proprio all’interno delle relazioni affettive: in Italia, nel 2025, sono stati registrati 97 femminicidi, di cui 85 in ambito familiare e 62 commessi da partner o ex partner. Oltre a questi dati, le dinamiche di controllo economico e psicologico rimangono dominanti: solo il 58 % delle donne ha un conto corrente personale, mentre il bullismo e le fragilità giovanili crescono nell’ombra di conflitti familiari mai risolti. 

Sul versante del disagio giovanile, i numeri presentati dal Telefono Azzurro sono eloquenti: in media, ogni anno sono 181 i casi di bullismo e 24 quelli di cyberbullismo, mentre oltre 2 ragazzi su 3 tra gli 11 e i 19 anni hanno subito almeno un episodio offensivo o violento.

 

Era ora, insomma, che qualcuno se ne occupasse, ficcando il 'naso', da brava giornalista, quale la Conte è, anche negli angoli bui che molti fanno finta di non vedere. Al centro del racconto, una famiglia apparentemente ordinaria: Carmela, madre affettuosa, ma segnata da rinunce e silenzi; Salvatore, padre autoritario; Eugenio e Iside, figli che crescono in un clima di tensione trattenuta. Un episodio improvviso rompe l’equilibrio, costringendo tutti a confrontarsi con quelle verità rimaste troppo a lungo sommerse.

Attraverso questa vicenda, il romanzo esplora la violenza domestica non solo come atto estremo, ma come un lento processo fatto di microviolenze, umiliazioni, controllo economico e dipendenza. In parallelo, emergono il bullismo e le fragilità adolescenziali, spesso generate o amplificate da modelli familiari rigidi e da un’incapacità diffusa di ascoltare il disagio. 

I silenzi degli adulti diventano, così, terreno fertile per le insicurezze dei più giovani. Arricchito dalla prefazione di Maurizio Belpietro, direttore de ‘La Verità’ e dal contributo di monsignor Antonio Di Donna, presidente della Conferenza episcopale campana, il nuovo romanzo della Conte richiama con forza alla responsabilità collettiva di educare, ascoltare e proteggere, affrontando i temi che attraversano sia le famiglie, sia le nuove generazioni. 

 

Realizzato con il patrocinio dell’Osservatorio nazionale sul bullismo e sul disagio giovanile, di Federformazione e in collaborazione con il Centro ricerche etnoantropologiche Crea, questo lavoro coniuga sensibilità narrativa e attenzione educativa, offrendo strumenti di lettura per comprendere le radici culturali della violenza e del disagio giovanile.



Biografia dell’autrice

Claudia Conte è giornalista, scrittrice, conduttrice e opinionista tv. Da sempre impegnata nella difesa dei diritti umani, è attiva contro ogni forma di violenza, in particolare quella esercitata sulle donne e sui minori. Promuove con continuità la cultura della legalità ed è ideatrice di numerosi format culturali e sociali. Su Rai Radio 1 conduce ‘La mezz’ora legale’ ed è portavoce ufficiale dell’Osservatorio nazionale sul bullismo e il disagio giovanile. E’, inoltre, volto e producer di grandi eventi, realizzati in collaborazione con istituzioni, Santa Sede ed enti del Terzo settore. Ricopre il ruolo di direttore artistico del ‘Ferrara Film Festival’. Nel corso della sua carriera ha ricevuto importanti riconoscimenti, tra cui il Premio personalità europea – Oscar dei giovani in Campidoglio (2019), il Premio Eccellenze italiane – Senato (2021) e il Premio Remind “Buone pratiche per comunicare l’Europa” al Parlamento europeo (2025). Fra le sue pubblicazioni figurano ‘Soffi vitali: quando il cuore ricomincia a battere’ (Gambini Editore, 2014); ‘Il vino e le rose: l’eterna sfida tra il bene e il male’ (Armando Curcio Editore, 2017); ‘La legge del cuore’ (Armando Curcio Editore, 2022) come omaggio ai magistrati Falcone e Borsellino, in occasione del trentennale dalla strage di Capaci e via D’Amelio, fino ad arrivare a ‘La voce di Iside’ (Readaction, 2024), un libro che propone il volontariato come cura del disagio giovanile, vincitore del ‘Premio Book for Peace’ 2024.


24 febbraio 2026

Viviamo insieme le Domeniche di Quaresima


La Quaresima non è un tempo qualsiasi.

È il tempo della prova: un tempo per riconoscere le ombre che abitano la nostra vita e rimetterci in cammino con maggiore verità.

Da oggi, domenica dopo domenica, i Frati di Assisi condivideranno una riflessione sul Vangelo della Quaresima: parole per sostare nelle domande più profonde e per guidarci verso la Pasqua.

Puoi iniziare questo cammino con la riflessione dedicata al Vangelo di oggi.

Guarda il video con Fra Giulio Michelini per la prima Domenica di Quaresima:

FRA GIULIO MICHELINI OFM - 1° DOMENICA DI QUARESIMA

Cammineremo insieme lungo queste settimane, lasciandoci guidare dal Vangelo e preparando il cuore alla Pasqua.

 

Frati Minori Assisi





Bonus bollette 2026: chi ha diritto ai 115 euro

 


Arrivano 115 euro di sconto automatici sulla bolletta elettrica per le famiglie con Isee fino a 9.796 euro che già ricevono i bonus sociali. Per chi ha un Isee fino a 25.000 euro sarà possibile (ma non obbligatorio) uno sconto extra legato ai consumi da parte del fornitore. Non serve fare domanda, ma è fondamentale l’Isee 2026 aggiornato. Il commento di Altroconsumo al nuovo decreto bollette.

Il Governo ha approvato il decreto bollette che vedrà la luce nei prossimi mesi, in attesa che Arera emani la delibera attuativa che definirà i dettagli operativi. Le prime erogazioni del bonus da 115 euro (non più 90 come previsto dalla bozza circolata nei giorni scorsi) sono attese a partire dal con gli sconti che appariranno in bolletta in diminuzione dell’importo dovuto sulla componente materia prima energia. 

Leggi l'articolo su ALTRO CONSUMO


TEATRO VASCELLO Roma: ORLANDO Virginia Woolf con Anna Della Rosa dal 3 all’8 marzo

 










STAGIONE TEATRALE 2025/2026

dal 3 all’8 marzo dal martedì al venerdì h 21, sabato h 19 e domenica h 17

ORLANDO 

Andrea De Rosa / Fabrizio Sinisi / Anna Della Rosa / Virginia Woolf 
TPE Teatro Astra 
dal romanzo di Virginia Woolf 
e dal carteggio tra Virginia Woolf e Vita Sackville-West Scrivi sempre a mezzanotte (Donzelli) 
drammaturgia Fabrizio Sinisi 
traduzione Nadia Fusini 
regia Andrea De Rosa 
con Anna Della Rosa (Premio Hystrio all’Interpretazione 2025)
scene Giuseppe Stellato 
luci Pasquale Mari 
suono G.U.P. Alcaro 
costumi Ilaria Ariemme 
aiuto regia Paolo Costantini 
musica di scena Sinfonia n.6 (Patetica) di Čajkovskij 
produzione TPE – Teatro Piemonte Europa 
durata 60 min - guarda il trailer  https://youtu.be/cuUC9GD27Zg

 

Il 9 ottobre del 1927, Virginia Woolf scrive una lettera all’amata Vita Sackville-West: “Supponi che Orlando si riveli essere Vita e che sia tutto su di te e la lussuria della tua carne e la seduzione della tua mente… ti secca? Di’ sì o no”. Vita non si sottrae, accettando di diventare oggetto, musa, modello e interlocutrice di uno dei romanzi più originali della letteratura moderna. La scrittura di Orlando nasce così: come un omaggio d’amore, un atto di gioia offerto a una donna e al mondo. Intersecandosi continuamente con la vita della scrittrice, in un enigmatico intreccio tra opera e biografia, la vicenda di Orlando – nato uomo nel XVI secolo, vissuto per più di quattrocento anni, e mistericamente transitato nel Femminile – si trasforma in questo spettacolo in un inno all’estasi ma anche all’ossessione della letteratura: una lunga, straordinaria lettera d’amore in forma di romanzo. 

 

“Oltre che un classico di sconvolgente attualità, Orlando è un inno alla gioia esuberante dell’avventura, alla libertà, al godimento sessuale; un manifesto alla possibilità di prenderselo, il piacere, secondo modelli alternativi alle leggi del conformismo patriarcale.” 

Nadia Fusini 

 

“L’identità è un fantasma. Dal momento in cui cominciamo a definirci come esseri umani adulti, stabiliamo dei confini entro i quali ci rintaniamo. Ma, per fortuna o per avventura, la vita spazza via tutto e travolge quegli steccati che tanto pazientemente avevamo costruito per proteggerci. Trascinati dalla inesauribile vitalità del suo Orlando, Virginia Woolf ci invita a viaggiare nello spazio e nel tempo, a oltrepassare quello steccato che ci tiene imprigionati nella trappola dell’identità, del maschile, del femminile, e di tutte quelle convenzioni che sono solo il frutto del tempo in cui viviamo.” 

Andrea De Rosa 

 

“Può un’opera letteraria essere al contempo una lettera d’amore? Orlando dimostra di sì: uno dei più straordinari romanzi del Novecento è anche la più spericolata lettera d’amore che la storia ricordi. Un vero e proprio monumento di parole che Virginia Woolf erige a e per l’amata Vita Sackville-West – scrittrice e poetessa con cui Woolf ebbe una lunga relazione e un intenso sodalizio. Un amore che abbiamo voluto rendere ancora più esplicito, punteggiando la drammaturgia del romanzo con brani dell’epistolario a Vita. Orlando è un inno a Vita e alla Vita, nonché la testimonianza di una speranza estrema: mentre la vita dei corpi finisce, quella delle parole è più lunga e diversa – abbatte i confini dei sessi, delle identità, perfino della morte.” 

Fabrizio Sinisi / drammaturgia 

 

“La luce di Orlando è la luce bianca del cielo di una mattina radiosa. La luce di Orlando è la luce bianca della carta da scrivere, prima di cominciare. Questi i pensieri che hanno guidato la disposizione del grappolo di proiettori tra i quali si innalza il tronco robusto di un albero senza chioma, come poeticamente disegnato da Giuseppe Stellato. Sono anzi sia la chioma che il cielo sotto il quale stanno Orlando, Virginia, Anna ed il suo pubblico assorto ad ascoltarla. Mi piace pensare che sia tutta quella luce bianca a condensarsi e raggiungere il suolo trasformandosi in carta, in tanti fogli bianchi che attendono che le parole si trasformino in segni. Ancora una volta la luce è convocata a testimoniare e rendere possibile che l’astrazione si trasformi sulla scena in realtà da abitare. “Orlando alzò gli occhi e vide qualcosa di astratto che sta tra le colline o nel cielo oltre il quale non c’è nulla che conti; in cui io riposo e continuerò a esistere. Questa cosa io chiamo realtà.” (Virginia Woolf - Diari)” 

Pasquale Mari / luce 

 

“Immaginare uno spazio scenico che accogliesse le parole scritte da Virginia Woolf per Orlando, è stata una sfida per nulla semplice. Un testo che, tra le altre cose, racconta proprio la difficoltà della parola di descrivere la natura, la bellezza. Alla fine, tutto confluiva qui, nella ricerca di un connubio, di un punto d’incontro tra natura e letteratura, tra la bellezza di un albero e il fallimento di qualsiasi forma d’arte che provi a raccontare questa bellezza. E quindi un tronco di quercia in mezzo ad un prato quadrato, un albero la cui chioma è fatta da luci, tralicci, americane: una fetta di realtà trasportata in uno spazio teatrale, quel luogo magico dove da un albero, al posto di una foglia, può cadere un foglio bianco...” 

Giuseppe Stellato / spazio scenico 

 

“Il suono, lontano e intimo, di una campana scandisce un tempo indefinito e sospeso. Una musica nasce da quelle pagine così tormentate e vitali; è la Sinfonia n. 6 (Patetica) di Čajkovskij. L’ultima.” 

G.U.P. Alcaro / musica 

 

“Un abito veste e spesso determina, un costume teatrale veste e crea mondi. In scena c’è Virginia Woolf e il momento in cui visse, ma anche un blu polveroso che ricorda il vasto cielo comune a tutte le epoche, una seta impalpabile e ariosa che rimanda ai fasti del ‘500, un cinturone maschile e una gonna femminile pronta a gonfiarsi a ogni danzante giravolta. Il costume accompagna discretamente il racconto di un’anima appassionata e in ricerca di sé grazie ai piccoli dettagli che lo compongono, senza troppo definire e chiudere, mettendosi in dialogo con il corpo l’attrice che lo veste e lo sveste - magnificamente - e con il vasto e concettuale spazio che li contiene entrambi.” 

Ilaria Ariemme / costumi 


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Teatro Vascello Via Giacinto Carini 78
Monteverde Roma
 
ORARI spettacoli
dal lunedì al venerdì h.21
sabato h.19
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over 65 € 20
cral e convenzioni € 18
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dEVERSIVO (22-23-24/4 h. 21)
SABBIA (25/4 h.19 e 26/4 ore 17)
INTRATTENIMENTO VIOLENTO (28-29-30/4 h.21)
3

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