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28 gennaio 2021

Diego Spiego: Noi giovani ai tempi del covid

 Noi giovani ai tempi del covid 

Il giovane Artista Diego Spiego  si racconta: 

Le restrizioni legate alla pandemia nella sua seconda ondata, se pur meno drastiche rispetto a marzo e aprile, stimolano reazioni di sofferenza e insofferenza anche forti, tra i giovani  perché vanno a riattivare i vissuti della prima ondata quando del tutto inaspettatamente ci si è visti privare dell'autonomia e della libertà di muoversi e stare con gli altri.

Si parla molto oggi del disagio psicologico e non mancano consigli concreti su cosa fare o cosa evitare di fare, consigli a volte difficili da mettere in pratica. Noi  giovani siamo l'anello più fragile per la ricaduta emotiva: non più bambini, non avendo ancora consolidato gli strumenti psicologici necessari.Solitudine e isolamento sono considerati, in tempi di normalità, una condizione patologica  in particolar modo per gli adolescenti. Un ragazzo, infatti, si costituisce in relazione agli altri, ma oggi quella relazione è venuta meno, basta pensare a come è limitata la possibilità di differenziarsi o imitare, se tutti i rapporti sono mediati da uno schermo. Per non parlare della possibilità di sperimentare la relazione senza il tatto, l'olfatto e quindi senza la possibilità di abbracciare, baciare, stare a fianco, scambiarsi sguardi, oggetti, gesti. Prima dell'emergenza sanitaria buona parte del nostro agire educativo era orientato nell'accompagnare i cosiddetti "ritirati sociali", quindi reclusi in camera e con relazioni mediate da schermi, grazie all' esistenza dei social che in un periodo come questo aiutano ad avere se pur in maniera virtuale , una vita piu' o meno sociale attraverso quello che sono instagram, facebook e app di messaggistica come whatsapp,  per aver modo di avere un  rapporto che prevede la presenza dell'altro.

Molti di noi abbiamo cercato di ricreare da subito situazioni che ricordassero la normalità. «Simulando  l'aperitivo serale, chiamandoci in webcam o dal cellulare, con qualcosa da bere e mangiare di fronte e chiacchieriamo per ore», ci racconta il giovane artista Diego Spiego. 

 Altri si sono rifugiati nel sostegno delle proprie famiglie: «Quelli che hanno potuto avere delle relazioni familiari e una situazione abitativa costruttiva, hanno reagito meglio».

Altri addirittura chiusi nelle proprie camerette in forti stati di ansia, angoscia, malessere ed improvvise  forti  depressioni.

Nella speranza che tutto possa finire al piu' presto e che tutto torna alla normalita' bisogna saper darsi conforto e forza pensando alle cose peggiori che ci sono della vita e pensare. alle persone che possano stare peggio di noi. Ringraziando di vivere sempre  con ottima e buona salute.