E se la Regione non ha ragione?
Come si può condannare un’azione come quella messa a punto dalla Regione Lazio, che conta di restituire alle casse laziali, svariate decine di milioni di euro?!
Con questa manovra si va alla ricerca, grazie ad un sofisticato sistema di incrocio dei dati, di chi ha dichiarato il falso godendo dell’esenzione per le prestazioni sanitarie ricevute senza averne diritto.
Fioccano per i 235.000 evasori gli avvisi bonari maggiorati di interessi, prima di fare entrare in campo Equitalia.
Se nel principio generale la misura è giusta, come al solito è la sua applicazione che genera errori ingiustificabili.
Infatti molte delle intimazioni di pagamento arrivano a persone che non hanno mai richiesto esenzioni, o a persone che hanno usufruito di prestazioni di consultorio (per le quali non è previsto pagamento).
Anche nei casi di reale evasione, numerosi sono i casi di effettivo disagio economico delle famiglie, che purtroppo, come sappiamo, non giustifica il mancato pagamento del ticket.
Ma la Regione ha bisogno di risanare le proprie casse. Casse già dilaniate dal deficit sanitario. Lo stesso deficit che porta il personale degli ospedali a ricoverare i pazienti in mezzo alla corsia del pronto soccorso. Lo stesso deficit che relega gli utenti in una lista d’attesa interminabile, come un limbo dal quale non si ha la certezza di uscirne vivi, per ricevere una prestazione sanitaria specialistica.
“Il rischio di queste misure è sempre quello di risanare una situazione critica sulla pelle di chi, spesso, non ha colpa” dichiara il presidente di Federconsumatori Lazio, Luigi Agostini.
Alla luce di tutto questo la Federconsumatori Lazio invita la Regione a porre la massima attenzione sulla vicenda, risparmiando al consumatore, già vessato da un clima di difficoltà generale, una battaglia burocratica sfiancante ed evitabile.