FRANCO GABRIELLI a EMPOLI per la presentazione del suo libro
"Contro la Paura La Sicurezza nelle città"
Si riapre il ciclo di incontri di-Battiti per la direzione di Giacomo di Girolamo
Si riapre il ciclo autunnale della rassegna “Battiti 2026. Il respiro della responsabilità”, il progetto-laboratorio del Comune di Empoli dedicato alla promozione della cultura della legalità e la sensibilizzazione e consapevolezza delle nostre città verso tutte le già note ed emergenti forme di criminalità organizzata e le sue manifestazioni, guidato e diretto dal Giornalista e scrittore Giacomo di Girolamo (premio Borsellino, Premio Ambrosoli).
Ha aperto la sessione autunnale Venerdì 11 Settembre ore 18, presso il Cenacolo degli Agostiniani un ospite d’eccezione: Franco Gabrielli, già Capo della Polizia, Capo della Protezione Civile, Prefetto di Roma e Sottosegretario di Stato.
Questa bella rassegna, che già vide un calendario
fitto di azioni mirate e la presenza di grandi nomi dell’impegno civile,
percorsi didattici per le scuole di ogni ordine e grado, nonché laboratori
speciali di giornalismo d’inchiesta, si pone davanti un ambizioso obiettivo:
stimolare soprattutto nelle giovani generazioni la curiosità ed il senso
critico necessari per leggere il presente e di conseguenza acquisire capacità
sempre più consapevoli nella difesa della bellezza del territorio da
infiltrazioni criminali, dal degrado, dalle dipendenze… Un contesto ideale
quindi e di ampio stimolo e respiro la
presentazione del libro scritto a quattro mani con Carlo Bonini, vicedirettore de La
Repubblica, edito da Feltrinelli, “Contro la paura - Manifesto per una
sicurezza democratica”.
| da sx: il sindaco Alessio Mantellassi, Franco Gabrielli, Giacomo Di Girolamo giornalista |
Ad apertura dell’incontro
Il sindaco Alessio Mantellassi ha
ricordato ‘l’importanza di creare
appuntamenti come questi con la cittadinanza per colmare un approfondimento su
temi che i tempi televisivi ed altre occasioni dal taglio di superfice non
hanno modo di ricoprire; sottolineando altresì il titolo “Contro la Paura” da superare attraverso la
comprensione di CHI in prima linea agisce per la sicurezza delle città: I
COMUNI, le Prefetture, Le Forze dell’Ordine con le rispettive competenze, le
norme e i numeri di riferimento. I Sindaci spesso sono sovraccaricati della
competenza in materia e di questa responsabilità e debbono farsi carico come portavoce
di interlocuzione con le istituzioni attraverso un sistema articolato cui sono
inseriti, così che essere Contro la Paura assume il significato più profondo di
andare “oltre la paura”, ovvero affrontare davvero le radici di un problema perché è ciò che
poi porta verso la risoluzione ’ e
ringraziando nel finale introduttivo Franco Gabrielli ‘ per l’importante contributo
che il Suo libro dà al dibattito sulla Sicurezza nel nostro Paese ‘
Apre il cuore della serata una Clip sull’11 Settembre e il feroce attacco terroristico che scosse il mondo 25 anni fa esatti, data non casuale quindi, farla coincidere con l’occasione del tema della paura e sicurezza democratica. ‘E da lì allargando lo sguardo si apre una finestra contro una serie di minacce che trovano un riferimento in un “individuato nemico” su cui vogliamo circoscrivere e indirizzare “un determinato pericolo da cui difendersi”. A partire dal nostro continente e poi il Nostro Paese’, Gabrielli ci ricorda una carrellata storica di eventi che l’anno attraversato, ad esempio il periodo forse già dimentico, de ‘la stagione in cui le persone venivano sequestrate per poi chiedere dei riscatti: da Vallanzasca, Turatello e di una Milano degli anni ’80 fino alle sue evoluzioni più recenti, “la dimensione sociale e la dimensione social col meccanismo perverso delle chat” ’.
Il tema della paura riguarda e coinvolge, tra i temi attuali, tutto ciò che interagisce coi flussi migratori nel nostro Paese e che alcun mandato di ogni colore e pensiero politico/ideologico ha saputo finora governare e gestire, o ancor meglio “non gestire”; una speciale nota, sottolinea il Gabrielli, nel tema dell’Integrazione: ‘Si parla di fallimento nel nostro Paese del processo di Integrazione, quando non è possibile con totale senno e raziocinio affermare che questa sia mai avvenuta e men che meno si sia mai avviata. Integrazione che non c’entra nulla con l’accoglienza. Se noi non accompagneremo “questi arrivi” facendo “comunella”, la prima forma di integrazione’ ed evolvendo rispetto al cambiamento che ciò comporta nella nostra realtà sociale ed un desiderio genuino di interagire e comunicare senza perdere nulla della nostra identità originaria, questo processo integrativo non potrà mai avviarsi né compiersi’ nel profondo del cuore della nostra nuova identità comunitaria.
‘Quindi, sprofondare nelle radici del problema, significa mettere in fila le cose nella maniera più utilitaria, meno idealistica, significa smettere di delegare ad altri le parole “sicurezza, ordine, confini”, e le parole non sono neutre, e non si possono “declinare con delega” di pensiero ideologico di una fazione o dell’altra, sia essa “repressiva” o di “esaltazione”, senza invece cercare l’approfondimento in un punto d’equilibrio che può esserci e, c’è sempre, ed è quello il punto di rottura dove trovano luogo nuove strade e nuovi inizi i quali possono davvero significare la differenza’.
Presenza gradita tra il pubblico di prima fila, Venanzio Postiglione, Vicedirettore del Corriere della Sera, autore del libro Le Dieci PAROLE TRADITE, edito da Solferino, ben si legano al tema della sicurezza: ‘la società dell’ansia tradisce la società del dialogo nell’epoca dove non trovano spazio la moderazione ed i suoi portavoce’, riassume Di Girolamo.
A conclusione della serata, Il direttore della rassegna “Battiti”, Giacomo Di Girolamo ha ceduto
la parola all’assessora alla Legalità e
alla Sicurezza, Valentina Torrini, con cui condivide il progetto “Battiti”, la quale a nome
dell’amministrazione comunale ha consegnato la Pergamena dei 10 punti stillati il 7 febbraio 1975 a Empoli, l’occasione che riunì più di mille poliziotti giunti da tutta Italia insieme ai rappresentanti sindacali per la memoria dei servitori dello Stato Leonardo Falco e Giovanni Ceravolo,
appena caduti il 24 gennaio nella
città medesima – due sole settimane prima – per la mano del neo fascista Mario Tuti: I dieci punti che
formalizzarono la storica richiesta di smilitarizzazione e riforma democratica
della Polizia. Presenti anche i parenti
di Falco e Ceravolo fortemente voluti dall’assessore Torrini come simbolo e nel ricordo caloroso che la Città e le Istituzioni puntualmente rivolgono loro in un abbraccio sentito.
| L'Assessore Valentina Torrini consegna la pergamena a Franco Gabrielli |
Nei ringraziamenti finali l’assessore Torrini ha voluto concludere dando risalto alle ‘parole più volte citate durante la serata e
parafrasando il libro: felicità,
sicurezza ma soprattutto fiducia,
e tutte le volte in cui si riconducono come alleate. L’una non può esistere
senza l’altra: la relazione che si costruisce insieme, tra i cittadini e mai
contro qualcuno, è permeata dall’unione di molte forze a vari livelli incluso
l’ascolto, la qualità dei servizi e la cura degli spazi nei territori’ in
tutte le sue estensioni.
Daniela Zappavigna
Empoli, 12.09.2026