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19 marzo 2026

Delegazione FAI di Firenze: weekend di Festa della Cultura e Solidarietà

 






Sabato 21 e Domenica 22 marzo imperdibili aperture nel capoluogo toscano in occasione de 

LE GIORNATE FAI PRIMAVERA 2026


Con oltre dieci milioni di visitatori l'anno e con almeno tre musei in  pianta stabile la classifica dei dieci istituti più visitati d'Italia, non mancano mai occasioni per meravigliarsi e per scoprire nuovi capolavori e nuove affascinanti storie.

"Le Giornate FAI di Primavera rappresentano uno dei momenti più alti di cittadinanza attiva e amore per il nostro territorio. Giunte alla loro 34ª edizione, queste giornate non sono solo una festa della bellezza, ma un atto concreto di tutela e conoscenza che trasforma Firenze e la sua provincia in un museo a cielo aperto, accessibile e partecipato" ha detto l'assessore alla cultura Giovanni Bettarini"L’edizione 2026 tocca corde profonde della nostra identità e ci porta in luoghi segreti, come la Caserma Simoni, un luogo che racchiude in sé l’anima della Firenze rinascimentale — sede della prima stamperia della città — e il sacrificio civile della Resistenza con la memoria del Generale Simoni. O ancora a Palazzo Cerretani, dove la storia romana dialoga con le trasformazioni contemporanee della città, offrendo ai visitatori uno sguardo inedito sulle nostre radici plurimillenarie. Il valore di questa iniziativa risiede nella capacità di svelare l'inatteso: dal coraggio dei 'Giusti tra le Nazioni' di San Pietro a Varlungo alla magia alchemica di Palazzo Buontalenti, fino all'eleganza senza tempo di Villa del Cigliano nel Chianti. Vedere poi oltre 200 giovani 'Apprendisti Ciceroni' impegnati a raccontare questi tesori è il segno più bello di una città che sa tramandare il proprio patrimonio alle nuove generazioni. Come Amministrazione, siamo grati alla Delegazione FAI di Firenze e ai suoi tantissimi volontari: il loro lavoro quotidiano ci ricorda che il patrimonio culturale è un bene comune che va curato, sostenuto e, soprattutto, vissuto. Invitiamo tutti i fiorentini e i visitatori a partecipare con generosità a questa grande mobilitazione collettiva, perché ogni contributo versato durante queste giornate è un investimento diretto sul futuro della nostra bellezza."

Come sottolinea Carlo Francini, Capo Delegazione FAI Firenze “Chiunque sceglierà di partecipare sarà accolto in spazi solitamente sottratti allo sguardo pubblico, dove potrà immergersi in un racconto capace di unire passato e presente. Questa esperienza è resa possibile dalla straordinaria mobilitazione della Delegazione FAI di Firenze, che schiera oltre 130 volontari affiancati dall'entusiasmo di più di 200 giovani 'Apprendisti Ciceroni®' provenienti dalle scuole del territorio, pronti a guidare i visitatori alla scoperta delle nostre meraviglie. L'iniziativa si trasforma così in un autentico laboratorio civico che non solo avvicina le cittadine e i cittadini al patrimonio, ma favorisce l'incontro tra le persone stesse, offrendo una riflessione profonda sulla bellezza e sull'equilibrio tra uomo e natura. Un ringraziamento sentito va a tutte le istituzioni e ai loro staff, il cui supporto è stato fondamentale per concretizzare queste aperture"


Ecco l’elenco delle aperture previste in provincia di Firenze:


Caserma Simoni, ex convento di San Jacopo a Ripoli.


Caserma Simoni
: un tempo sede dell'antico complesso di San Jacopo a Ripoli. Situato nei pressi della stazione di Santa Maria Novella, l'edificio sorge in un’area defilata ma densa di storia, su via Jacopo da Diacceto: proprio qui, nei limitrofi Orti Oricellari, si riuniva il celebre circolo neoplatonico dove fu ordita la congiura per rovesciare il potere mediceo, culminata e fallita nel 1522. Visitare questa caserma rappresenta dunque un’occasione imperdibile per scoprire una Firenze autentica, dove la grande storia si manifesta in forme inaspettate. Il sito vanta infatti un primato d'eccezione: tra il 1476 e il 1484 ospitò la prima stamperia di Firenze, dove le monache domenicane che lì risiedevano produssero, sotto la guida di Fra Domenico da Pistoia e Fra Piero da Pisa, opere epocali come il Decameron e la prima edizione di Platone. In questi spazi, dove pare abbia predicato anche il Savonarola, il fascino resta intatto grazie a rari affreschi del Cinquecento e all'opera di maestri come Alessandro Allori. L’ex refettorio, oggi sala conferenze, è uno scrigno di segreti artistici dove recenti restauri hanno svelato pitture murali celate da secoli, frammenti di un vasto ciclo dell’inizio del Trecento dedicato alla Vergine, a Cristo e ai Santi Martiri. All'esterno, la facciata è nobilitata dalla lunetta in terracotta invetriata di Giovanni della Robbia, attualmente in restauro all’Opificio delle Pietre Dure. Ogni angolo racconta secoli di arte e devozione, ma il legame con la storia civile è altrettanto profondo: la caserma è intitolata dal 1946 al Generale Simone Simoni, martire delle Fosse Ardeatine. La visita permette dunque di assistere anche a un intreccio strategico in cui la memoria della Resistenza moderna del generale si fonde con le antiche lotte per la libertà e il sacrificio patriottico. Questo ideale testimone del coraggio civile giunge fino alla zona orientale della città, dove il sacrificio del Generale si ricongiunge all’atto eroico dei sacerdoti di San Pietro a Varlungo. Il quartiere, che deve il nome all’antico guado sull'Arno "Vadum Lungum", è un borgo dalle radici rurali reso immortale da una novella del Decameron. Il suo cuore pulsante è la chiesa di San Pietro, un complesso di origini millenarie documentato sin dal 1107 che, oltre alla sua storia secolare, è celebre per l’eroismo dimostrato durante l’occupazione tedesca. In quegli anni bui, la parrocchia divenne un centro vitale di soccorso per gli ebrei perseguitati; un impegno che valse ai sacerdoti Leto Casini e Giovanni Simioni il titolo di Giusti tra le Nazioni a Yad Vashem. Visitare San Pietro a Varlungo è un’occasione rara per scoprire una Firenze lontana dal turismo di massa, dove l’architettura fonde il rigore moderno della facciata con tesori del tardo barocco fiorentino. L'interno ad aula unica custodisce la luminosità vibrante delle pitture di Alessandro Gherardini e la mistica compostezza del Battesimo di Cristo di Onorio Marinari. Il soffitto accoglie un San Pietro in gloria di scuola del Volterrano, mentre nel transetto brilla il vero gioiello artistico: la preziosa Madonna col Bambino del duecentesco Maestro di Varlungo, capolavoro che segna il passaggio verso la sensibilità giottesca. Tra un ciborio in pietra serena del XV secolo e il suggestivo antico cimitero, il complesso si rivela un crocevia unico tra spiritualità e bellezza, rendendo omaggio a chi scelse la via del soccorso e dell'umanità. Questo itinerario della memoria, che unisce il sacrificio patriottico all'eroismo silenzioso, trova una nuova e sorprendente tappa a pochi metri dalla stazione di Santa Maria Novella: il Palazzo Cerretani. Situato in Piazza dell’Unità Italiana, l'edificio è un organismo vivente che riflette l’intera evoluzione di Firenze, dalle sue fondamenta nella Florentia di età augustea — dove una villa rustica del I secolo d.C. produceva il vino per la città romana — fino al rigore del Novecento. Creato dalla famiglia Cerretani tra il Cinquecento e il Settecento attraverso l'accorpamento di immobili preesistenti, il palazzo custodisce tracce medievali come una torre del XII secolo con feritoie ancora visibili, inglobata nelle successive ambizioni barocche. Visitare questi ambienti, normalmente non accessibili al pubblico se non per motivi di studio nella Biblioteca “Pietro Leopoldo”, significa attraversare i secoli e assistere alla metamorfosi della città. Il cuore artistico batte al piano nobile nella Sala del Barbarossa, affrescata da Vincenzo Meucci, mentre al pianterreno la Sala di Amore e Psiche e quella delle Virtù celebrano il gusto neoclassico e filantropico della contessa russa Giulia Bielinska Bobrinskoy. Proprio sotto la sua proprietà, nel 1862, avvenne la svolta decisiva: la cessione dell'edificio alla società antenata delle Ferrovie dello Stato. Questo atto segnò la fine dell'uso residenziale nobiliare e la trasformazione del complesso in un motore del progresso tecnico. Oggi, lo scalone razionalista in marmo di Carrara dell'ala di via Valfonda dialoga perfettamente con l'architettura della stazione, incarnando la transizione definitiva dall'Ancien Régime alla modernità funzionale. Palazzo Cerretani si conferma così un felice e straordinario connubio architettonico, capace di unire l'antico splendore aristocratico al volto dinamico della Firenze contemporanea. Dalle metamorfosi urbane di Palazzo Cerretani, il viaggio nella storia si sposta nel Chianti Fiorentino, a San Casciano Val di Pesa, dove la Villa del Cigliano si erge tra colline di vigneti e uliveti. Questo luogo, il cui nome evoca la nobile Gens Acilia romana su un probabile sito etrusco, rappresenta un’opportunità irripetibile per varcare la soglia di una dimora privata che la famiglia Antinori custodisce sin dal 1546. Già citato nell'XI secolo tra i beni donati da Carlo Magno all'Abbazia di Nonantola, il borgo funse da presidio difensivo con la sua torre longobarda lungo la via tra Firenze e Volterra. Se a Firenze era stata ricordata la lunetta di Giovanni della Robbia alla Caserma Simoni, qui ritroviamo lo stesso maestro nei due splendidi tondi invetriati del loggiato, che celebrano con festoni di frutta le nozze del 1513 tra Alessandro Antinori e Giovanna Tornabuoni.

Vitare il giardino e il cortile della villa significa immergersi in un microcosmo rinascimentale solitamente precluso al pubblico. Se l’impianto riflette l'eleganza del Cinquecento, fu il Settecento a donarle il volto tardo-barocco volto a suscitare meraviglia, con decorazioni in stucco e pietra serena. Il cuore della proprietà è un raffinato hortus conclusus dove la geometria incontra l’estro barocco: la maestosità dell'architettura si raddoppia specchiandosi nelle acque della Peschiera, mentre sullo sfondo domina un Ninfeo di fine Seicento. In questa grotta artificiale, decorata con spugne e conchiglie, la statua di Nettuno emerge in una scena teatrale di grande impatto. Il percorso prosegue nella limonaia settecentesca, impreziosita da mosaici in pietre di fiume, e nelle storiche cantine del 1898, ancora oggi cuore pulsante dell’attività agricola. Grazie ai restauri ottocenteschi di Lodovico Antinori ed Eleonora Corsini, la dimora preserva intatto il dialogo tra l'architettura umanista e il paesaggio toscano: non si visita una semplice dimora, ma una storia viva e ininterrotta.

Palazzo Buontalenti EUI


Infine il Palazzo Buontalenti, noto come il Casino Mediceo di San Marco, è un luogo dove la pietra sembra trasmutarsi in storia, indissolubilmente legato alla famiglia che dominò Firenze per oltre tre secoli. La costruzione affonda le radici nel fervore dell’Umanesimo, sorgendo in un’area anticamente occupata dai celebri Orti Medicei, l’accademia dove il giovane Michelangelo imparava l’arte della scultura sotto la protezione di Lorenzo il Magnifico. Fu però il Granduca Francesco I a dare al complesso la sua impronta più enigmatica, commissionando a Bernardo Buontalenti una villa di città destinata a assecondare le sue passioni alchemiche. In questa "officina" dello spirito e della materia trovarono spazio le prime Fonderie Medicee, laboratori d’avanguardia dedicati alla trasformazione dei metalli che gettarono le basi per il futuro metodo scientifico. Oggi il palazzo, sede della School of Transnational Governance (EUI), apre eccezionalmente le sue porte per un percorso che si snoda tra le memorie della ex Corte d’Appello e la preziosa Cappellina di San Giuseppe, affrescata nel 1622 da Filippo Tarchiani. Il cuore della visita resta tuttavia lo straordinario ciclo di affreschi secenteschi dell’ala nord, commissionato nel 1621 dal Cardinale Carlo de’ Medici per celebrare la genealogia maschile della casata. In queste sale, rimaste integre nel tempo poiché utilizzate prevalentemente come ambienti di lavoro, la musica risuona sotto le volte popolate dalle imprese dei Granduchi, da Cosimo I a Cosimo II. Le pennellate di maestri come Matteo Rosselli e Jacopo Vignali compongono un’apologia del potere mediceo che, per vastità e dettaglio, trova confronto solo nelle decorazioni vasariane di Palazzo Vecchio.

Per i tesserati FAI, inoltre, sono in programma delle visite guidate speciali, curate da esperti e addetti ai lavori, per approfondire e scoprire aspetti meno noti di questi luoghi affascinanti.

Palazzo Buontalenti
visite speciali consentiranno di esplorare e apprezzare gli ambienti ideati da Bernardo Buontalenti, immergendosi nella loro storia. Il percorso permetterà di comprendere le trasformazioni che hanno interessato e che tuttora interessano il complesso, in un dialogo continuo tra tutela, innovazione e riuso, volto ad accogliere la sede della Florence School of Transnational Governance. La School rappresenta uno dei progetti più ambiziosi promossi dall’Istituto Universitario Europeo, di cui quest'anno si celebrano i 50 anni, e che fin dalla sua fondazione ha trovato in Firenze una sede prestigiosa e un punto di riferimento per l’intera Unione Europea. Le visite saranno guidate dalla Dr.ssa Laura Bechi (storica dell'Arte) o da ricercatori ed esperti dell'European University Institute.

Sono disponibili complessivamente 4 visite speciali per i soli Soci FAI.
Saato 21 marzo alle 09.45 e alle 12.30; Domenica 22 marzo alle 09.45 e alle 12.30
gruppi saranno composti da max 25 persone.
Qui il link per prenotare:



Chiesa del Varlungo, interno



Borgo di San Pietro a Varlungo
visite speciali al Borgo di San Pietro a Varlungo permetteranno di scoprire la storia religiosa del borgo e i tesori della Chiesa Vecchia, tra cui anche cinque antichi crocifissi di grande valore artistico, che saranno illustrati, durante il percorso di visita, dal parroco Don Vittorio Menestrinaappassionato conoscitore dei luoghi. Interverrà anche il restauratore Massimo Seroni, che illustrerà il restauro di uno dei crocifissi esposti in sacrestia. Il percorso si concluderà nel cimitero adiacente con il racconto delle iniziative intraprese dai sacerdoti della parrocchia per mettere in salvo numerosi ebrei del quartiere dalle persecuzioni durante gli anni della Seconda guerra mondiale
Sono disponibili complessivamente 2 visite speciali per gli Iscritti FAI.
Sabato 21 marzo alle 12.30; Domenica 22 marzo alle 12.30
Gruppi saranno composti da max 30 persone.
Qui il link per prenotare:

https://faiprenotazioni.fondoambiente.it/evento/chiesa-di-san-pietro-a-varlungo-62704



Palazzo Cerretani, scalone Monumentale

Palazzo Cerretani
Visite speciali di Palazzo Cerretani offriranno l’opportunità di ampliare il consueto percorso di visita, includendo due ambienti normalmente non accessibili al pubblico: il sito archeologico e l’altana. In questo modo sarà possibile ricomporre idealmente la storia del palazzo lungo un arco temporale plurimillenario, dall’età romana – testimoniata dall’area archeologica situata nei sotterranei – fino alla città contemporanea, ammirabile dall’altana che domina il panorama urbano.
AD accompagnare i visitatori in questa esperienza straordinaria saranno i Narratori esperti del Gruppo Giovani FAI Firenze.
Sono disponibili complessivamente 6 visite speciali, esclusive per gli iscritti FAI.
Sabato 21 marzo alle 9.45, 12.30 e 13.00; Domenica 22 marzo alle 9.45, 12.30 e 13.00.
Gruppi saranno composti da max 10 persone.
Si segnala che a causa della difficoltà del percorso - considerato che la discesa al seminterrato, sede l'area archeologica, avviene lungo una scala molto stretta e ripida - non sono ammesse persone con disabilità.
Qui il link per prenotare:

https://faiprenotazioni.fondoambiente.it/evento/palazzo-cerretani-62765

Visite con prenotazione a Palazzo Cerretani. Si fa inoltre presente che per visitare Palazzo Cerretani è comunque obbligatoria la prenotazione, anche per le visite ordinarie. Sono previsti turni di visita ogni 20’, per gruppi di max 25 partecipanti.
Qui il link per prenotare:
https://faiprenotazioni.fondoambiente.it/evento/palazzo-cerretani-62764

 

Elenco completo dei luoghi aperti in TOSCANA e modalità di partecipazione all’evento su:

 

https://fondoambiente.it/il-fai/grandi-campagne/giornate-fai-di-primavera/i-luoghi-aperti/?regione=TOSCANA

 

IMPORTANTE: Si raccomanda di controllare sul sito

i giorni e gli orari di apertura prima della visita e se è necessaria la prenotazione.

Verificare sul sito anche eventuali variazioni di programma in caso di condizioni meteo avverse.