UDINE, DOPO L’INCENDIO DOLOSO NEL CARCERE A CAPODANNO
LA PROTESTA DEL SAPPE: “ORA BASTA!”
Il Segretario Generale del SAPPE Donato Capece ha condannato il grave episodio nel carcere di Udine, dove nella notte di Capodanno un detenuto straniero di circa 30 anni, psichiatrico e non nuovo ad episodi violenti, ha incendiato nella propria cella suppellettili ed arredi facendo sprigionare un violento incendio con una notevole coltre di fumo denso ed acre.
Sottolinea che la forte presenza di detenuti con disturbi psichiatrici rappresenta un problema serio per la sicurezza delle carceri italiane. Evidenzia come il personale di Polizia Penitenziaria sia esausto a causa delle continue aggressioni e criticato l'assenza di soluzioni da parte delle Autorità competenti, chiedendo interventi urgenti per gestire meglio questa situazione aggravata dalla chiusura degli O.P.G..
Negli ultimi anni, il numero di detenuti con disturbi psichici e comportamenti violenti è in forte crescita. Per questo motivo, “il SAPPE chiede con forza al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP) di intervenire con urgenza, adottando misure concrete per garantire la sicurezza del personale e la tenuta del sistema”, commenta Donato Capece, segretario generale del SAPPE. “Il carcere di Udine non può diventare la sede di smistamento per i detenuti ingestibili d’Italia.
Il DAP deve assumersi le proprie responsabilità e fornire risposte chiare e immediate, a tutela della sicurezza di chi ogni giorno indossa con sacrificio e onore l’uniforme della Polizia Penitenziaria”.
Capece esprime vicinanza e solidarietà ai poliziotti penitenziari di Udine: “va detto e ribadito che chi aggredisce un membro delle Forze di Polizia attacca lo Stato; quindi, la risposta deve essere ferma per evitare emulazioni”. Denuncia le gravi carenze di organico nei ruoli della Polizia Penitenziaria di Udine e la necessità di una riorganizzazione nazionale complessiva dei circuiti detentivi: “il Corpo garantisce legalità e sicurezza negli istituti penitenziari, favorendo la rieducazione dei detenuti grazie a professionalità e umanità, evidenziando come un carcere sicuro, attento al reinserimento sociale e al contrasto delle attività illecite contribuisce alla sicurezza nazionale secondo i principi costituzionali”. “Ma per continuare a farlo”, conclude Capece, “servono uomini e risorse, anche normative.
Il SAPPE riconosce una maggior attenzione di questo Governo e dell'Amministrazione Penitenziaria ai problemi del settore, ma servono interventi concreti e urgenti, non solo buone intenzioni”.
Roma, 1 gennaio 2026
Roma, 1 gennaio 2026