Agenzia Stampa Aspapress

Autorizzazione Tribunale di Forlì 6/91 del 8 marzo 1991 - Anno XXX - Registro Nazionale della Stampa 02659 - Registro Operatori Comunicazioni n. 1187 - Direttore Editoriale e responsabile Enzo Fasoli - Casella postale 19152 - 00173 Roma Cinecittà est - Responsabile dati: Carlo Carbone - Capo redattore Cristiano Rocchi. Associazione Periodici Associati: Presidente Enzo Fasoli - Responsabile settore: Angelo Misseri - Redazione Daniela Zappavigna.

16 novembre 2018

Inaugurata "Ciak si gusta!", cinema e cibo in mostra fino al 15 dicembre

“CIAK SI GUSTA!", CINEMA E CIBO IN MOSTRA
L’originale e divertente rassegna fotografica, promossa dalla FIPE e allestita nella sua sede di Roma dal 15 novembre al 15 dicembre, è ideata e curata da Igor Righetti.
Il 2018, hanno annunciato i ministeri delle Politiche agricole alimentari e forestali e dei Beni e delle attività culturali e del turismo, è l’anno dedicato al cibo italiano. Del resto la cucina fa parte della cultura e della tradizione del Belpaese.
“Ciak si gusta! Le eccellenze italiane: spaghetti, pizza, gelato, espresso e vino, i preferiti dalle celebrità di tutto il mondo” è il titolo della rassegna fotografica promossa da FIPE (Federazione italiana pubblici esercizi) ideata e curata dal giornalista e conduttore radiotelevisivo Igor Righetti, presidente dell’Associazione culturale “Pensieri in libertà”. La mostra si terrà dal 15 novembre al 15 dicembre nella sede della FIPE a Roma, in piazza G. G. Belli 2, ed è visitabile gratuitamente su prenotazione chiamando il numero 06 583921 o scrivendo a pino.ambrosio@fipe.it.
Una rassegna unica nel suo genere che celebra alcune delle eccellenze italiane riconosciute in tutto il mondo: la pasta, la pizza, il gelato, l’espresso e il vino. Lo fa mostrando 32 preziose quanto emozionanti immagini in bianco e nero 50 per 70 di Reporters Associati & Archivi/Alessandro Canestrelli, il più grande archivio fotografico italiano, tra i maggiori d’Europa, con oltre 100 milioni di immagini che hanno fatto un’epoca, dedicato al cinema e allo spettacolo. In mostra scene indimenticabili di film celebri ad alto tasso calorico, foto inedite e rare di celebrità di ieri e di oggi, nazionali e internazionali, riprese sul set, durante le pause di lavorazione o scattate all’insaputa dei protagonisti in occasione di feste nei locali o nelle loro case, all’interno di ristoranti o in situazioni di vita quotidiana. Star del cinema amate in tutto il mondo e ritratte mentre inforchettano con bramosia una montagna di spaghetti, addentano con cupidigia un pezzo di pizza, si gustano il gelato artigianale di alta qualità o il paradisiaco espresso italiano. Una rassegna per golosi, buongustai, cinefili curiosi e appassionati delle eccellenze gastronomiche italiane che non può essere visitata se si è a dieta. 
Da sempre il cinema italiano ha usato il cibo per raccontare i mutamenti e le differenze sociali, le abitudini alimentari di un periodo storico, le tendenze gastronomiche e le trasformazioni dei costumi. Celebrità e cibo, dunque, in un connubio espositivo perfetto. Si parte dai mitici spaghetti di Alberto Sordi “Americano a Roma” del 1954, di cui il curatore della rassegna Igor Righetti è nipote da parte della madre dell’attore Maria Righetti, e si va a curiosare mentre Mina gusta un gelato o beve del latte, Eduardo De Filippo mostra una pizza napoletana, Vittorio De Sica e Anna Magnani camminano in via Veneto. Tra gli altri personaggi immortalati ci sono Sophia Loren, Enrico Montesano, Totò con Peppino De Filippo, Anna Longhi, Virna Lisi, Walter Chiari, Monica Vitti, Aldo Fabrizi, Fred Buscaglione, Anita Ekberg, Dustin Hoffman a Roma nel 1972, Nino Manfredi, Marcello Mastroianni, Gina Lollobrigida, Claudia Cardinale con Alain Delon, Diego Abatantuono con Laura Antonelli, Lino Banfi, Vittorio Gassman fino alle amate annunciatrici Rai alle prese con vassoi ricchi di prelibatezze gastronomiche. Un pannello, invece, contiene detti e aforismi di personaggi celebri sul cibo come “Tutto quello che vedete lo devo agli spaghetti” di Sophia Loren o “Gli italiani hanno solo due cose per la testa:… l’altra sono gli spaghetti” di Catherine Deneuve.
"Bar, ristoranti, e in generale il mondo del fuoricasa incarnano, come amiamo spesso ripetere, le migliori abitudini degli italiani. Luoghi che sono indiscutibilmente parte del nostro vissuto quotidiano, luoghi che se potessero parlare avrebbero moltissimi racconti di vita da rivelarci. Questa mostra, con i suoi richiami al grande schermo traduce tutte queste storie in immagini, all'insegna di un unico fil rouge: il cibo, simbolo di socialità, di condivisione, collante tra generazioni, cultura, arte e molto altro ancora. Per questo Fipe ha scelto, proprio nell'anno dedicato al cibo italiano, di riservare in occasione dell'Assemblea Nazionale 2018 uno speciale omaggio alla convivialità in cui tutti potranno riconoscersi. Questo perché, come recita il titolo della nostra Assemblea, il cibo è cultura: un gesto individuale, ma in grado di raccontare una storia collettiva", è il commento di Lino Enrico Stoppani, Presidente di FIPE.

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NON MI HAI PIU' DETTO TI AMO al teatro Olimpico dal 20 novembre



MILLELUCI ENTERTAINMENT presenta











Scritto e diretto da
Gabriele Pignotta

Con
Raffaella Camarda
Francesco Maria Conti
Fabrizio Corucci

Scene
Alessandro Chiti

Musiche
Giovanni Caccamo

Costumi
Silvia Frattolillo

Light designer
Umile Vainieri

Sound designer
Enrico Porcelli
























































  








dal 20 novembre al 16 dicembre 2018


LORELLA CUCCARINI e GIAMPIERO INGRASSIA
in
NON MI HAI PIÙ DETTO TI AMO

Dopo 20 anni Lorella Cuccarini e Giampiero Ingrassia, la straordinaria coppia di Grease, torna a lavorare insieme per la prima volta in una commedia inedita, scritta e diretta da Gabriele Pignotta.
Uno spettacolo ironico, intelligente, appassionante, cucito addosso a due protagonisti perfetti: istrionici e straordinariamente affiatati.
La famiglia è il motore principale dello spettacolo e si mostra con le sue fragilità e con la sua forza. L'amore tra uomo e donna e tra genitori e figli è visto con leggerezza, ma anche con passione, sbirciando attraverso la quotidianità: risate, lacrime, sospetti, cambiamenti e tante altre piccole e grandi situazioni condiscono la commedia interpretata da cinque bravissimi attori, in cui ognuno di noi può ritrovare uno spaccato della sua vita.
La produzione è ambiziosa e importante: un allestimento di altissimo livello saprà regalare allo spettatore momenti di assoluto divertimento e di grande emozione.  

Note di regia
La famiglia è ancora il cardine della società e il nostro punto di riferimento assoluto? Come si stanno evolvendo le nostre famiglie alla luce delle trasformazioni sociali, politiche ed economiche in atto? È questo il tema attualissimo sul quale nasce e si sviluppa questa ironica e sorprendente "pièce" teatrale.  In sintesi si tratta della storia di una famiglia italiana contemporanea, costretta ad affrontare un cambiamento traumatico improvviso che, alla fine di un percorso umano difficile ed intenso, si ritroverà completamente trasformata e forse più preparata a sopravvivere.
Lorella Cuccarini accetta la sfida di interpretare il ruolo di una madre, Serena, che trova la forza di mettersi in discussione in seguito ad un imprevedibile, ma forse "salvifico", incidente di percorso. Questa super-mamma e moglie perfetta, che porta sulle sue spalle tutta l'organizzazione e la responsabilità della famiglia, capisce che forse questo ruolo non è più funzionale alla sua felicità e, con grande coraggio decide di recuperare se stessa e il suo essere donna rimettendo completamente in gioco tutti gli equilibri. 
Suo marito Giulio (un ineguagliabile Giampiero Ingrassia), inizialmente destabilizzato da questo repentino cambiamento, troverà la forza di reagire, riscoprendo finalmente il suo ruolo di marito e di genitore per troppo tempo delegato passivamente alla moglie.
Anche i due figli (Tiziana e Matteo), due ragazzi di vent'anni, andranno in crisi esattamente come i loro genitori, ma ognuno riuscirà a trovare delle risorse interiori inaspettate che porteranno ad un avvincente finale a sorpresa! 
Il simpatico intruso Fabrizio Corucci regalerà sorrisi e colpi di scena a questa meravigliosa e scombinata famiglia.
Un suggerimento, rivolto a tutti, è che forse oggi ancora di più che in passato, la famiglia per sopravvivere ai cambiamenti deve trovare anche lo spazio per il singolo, per l'individuo e non solo per il ruolo che ricopre (madre, padre, figlio).



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Teatro OLIMPICO
Piazza Gentile da Fabriano, 17
Martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 21, mercoledì ore 17,30
Domenica ore 18
Prezzi da 41 a 16 euro





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TRE DOCUFILM SULLO SPORT PROTAGONISTI PER INFINITY


INFINITY PREMIA LO SPORT: TRE DOCUFILM, DEDICATI A
CALCIO, PUGILATO E FREE CLIMBING, SELEZIONATI DALLA CALL "GAMES".
FINO AL 24 GENNAIO IL CROWDFUNDING SU PRODUZIONI DAL BASSO

Milano, 15 novembre 2018- Storie di calcio, arrampicate su roccia e pugilato. Lo sport è il vincitore di "Games", la seconda call lanciata da Infinity, il servizio di video streaming on demand, sulla piattaforma di crowdfunding Produzioni dal Basso e dedicata al tema del gioco, declinato in chiave ludico-creativa, sociologica, con inchieste su dipendenza e pericoli e agonistica, con il racconto di avventure che si svolgono "sul campo". Sono tre i progetti finalisti della call, selezionati- tra le numerose proposte pervenute anche per quest'edizione (oltre 50)- per originalità, attualità tematica, incisività narrativa e potenzialità commerciali del prodotto.
La raccolta fondi è partita il 5 novembre su Produzioni dal Basso e si concluderà il prossimo 24 gennaio: al raggiungimento della metà dell'obiettivo economico (fissato per tutti a 10mila euro), Infinity erogherà un cofinanziamento di 5mila euro per ciascuna campagna e i docufilm saranno inseriti -e quindi trasmessi- nel palinsesto di Infinity del 2019.
Ecco allora quali sono e cosa narrano i tre progetti scelti.

Vivaio Italia, di Luca Rinaldi- La nazionale italiana di calcio non è stata protagonista al mondiale 2018. La sconfitta di un movimento intero che nel giro di dodici anni dopo il campionato del mondo vinto in Germania non è più stato in grado di crescere una nuova generazione di calciatori di livello mondiale. Eppure i prospetti e le prospettive di giovani calciatori italiani non mancano, troppo spesso, però, li vediamo relegati alla panchina della serie A, oppure passare troppo tempo nelle serie minori in attesa di "farsi le ossa". Mentre nei campionati esteri giovani talenti vengono gradualmente lanciati con la possibilità di allenarsi quotidianamente fianco a fianco dei calciatori che esprimono il massimo del calcio mondiale, in Italia il vizio di non guardare ai propri settori giovanili è una malattia che coinvolge tutto il movimento professionistico.
Cosa pensano i protagonisti del "vivaio Italia"? I calciatori, gli allenatori, gli osservatori che vanno alla ricerca di nuovi talenti? Come lavorano? Cosa fanno per la crescita personale oltre che sportiva e professionale dell'atleta? Quanto le società professionistiche sono in grado di capire se in casa propria sta crescendo un talento vero? E quanto sono disposte a investire per la crescita, non soltanto del club, ma di un intero movimento che potrebbe portare di nuovo la nazionale sul tetto del mondo?

Pugni chiusi di  Alessandro Best - Incassare per ripartire. Un po' come sbagliare prima di capire, quindi riprendere la retta via. "Pugni Chiusi" nel carcere di Bollate è il progetto pugilistico nato nel 2016, rivolto a detenuti e polizia penitenziaria. "Parlare di pugilato è sempre difficoltoso, parlarne in termini di crescita umana e professionale ancora peggio, soprattutto quando devi raccontare a chi non ha mai preso uno schiaffo il perché la boxe può aiutare molte persone" spiega Mirko Chiari, che, con Bruno Meloni e Valeria Imbrogno, fa parte degli istruttori presenti a ogni allenamento. "Da ottobre 2016 svolgiamo anche due allenamenti a settimana, di un'ora ciascuno, rivolti al personale di polizia penitenziaria. Per i detenuti - oggi in 20 sono coinvolti nel progetto - abbiamo un giorno fisso alla settimana: il venerdì dalle 17 alle 19. I partecipanti provengono dai quattro dei sette reparti presenti al carcere di Bollate, circa la metà hanno un'età compresa tra 19 e i 30 anni. Abbiamo anche qualche 'anzianotto' di 51 anni che si difende molto bene".
Il documentario ha l'obbiettivo di raccontare come lo sport possa essere una grande leva emotiva per riemergere e costruire un nuovo futuro e di mettere in contrapposizione, la vita sportiva e sociale di un pugile detenuto con quella di un pugile "libero".

Alè di Giada Gentili -"Alè" è la parola più usata nel mondo dell'arrampicata sportiva (ascesa di pareti e montagne)  in Italia e in Europa. Deriva dal francese "Allez" ("Forza", "Su"): è un incitamento giocoso, un grido corale, una preghiera auto-motivazionale in situazioni difficili.
Il free climbing è un tipo di sport difficile da spiegare a parole a chi non l'ha mai praticato. Nonostante i suoi rischi, affascina un numero sempre più alto di persone, anche in Italia e, ormai, si è svestito del ruolo di attività per pochi impavidi. Qualcuno lo prova per affrontare la paura dell'altezza, altri per imparare a concentrarsi o saper fronteggiare situazioni di criticità estrema. Una larga fetta lo sceglie come sport puro: per rafforzare la muscolatura e la resistenza. L'arrampicata, grazie a personalità come Alex Honnold, Margo Hayes, Adam Ondra, sta conoscendo un nuovo rinascimento dopo i gloriosi anni '70.  L'ultima delle imprese ha visto protagonista proprio Honnold, che il 3 giugno 2017 ha affrontato la "più grande sfida nell'arrampicata moderna", scalando in free da solo (senza corde né protezioni) una via di 900 metri, in meno di 4 ore sul mastodontico El Capitan.
Partendo da una palestra d'arrampicata sportiva romana, frequentata da studenti, lavoratori, padri di famiglia, appassionati di montagna, "Alè" compirà un breve e ascensionale viaggio documentaristico nel mondo di questo sport, che in alcuni casi (a livello dilettantistico o meno) riesce comunque a rivelarsi sorprendente e avventuroso.

Per saperne di più sui progetti e contribuire alla loro realizzazione: https://www.produzionidalbasso.com/network/di/infinity

Games è la seconda call for crowdfunding che Infinity propone su Produzioni dal Basso e segue, a distanza di un anno, "Life" del 2017 che ha permesso di finanziare e portare sugli schermi tre documentari dedicati al tema della fuga.
ABOUT PRODUZIONI DAL BASSO:
Produzioni dal Basso è la prima piattaforma di crowdfunding nata in Italia, nel 2005. Rappresenta la più grande community italiana del crowdfundingrewardbased e donation e una delle più importanti realtà europee nel panorama della sharing economy. Con più di 3mila progetti finanziati, per una raccolta che supera i 7,6 milioni di euro e quasi 190mila utenti registrati, da tredici anni consente la realizzazione di progetti, grandi o piccoli, in ambito sociale, culturale e tecnologico, permettendo a tutti di raccogliere risorse economiche dalla rete, con uno strumento trasparente, immediato e di semplice utilizzo.
Attraverso il sistema del networking, Produzioni dal Basso mette a disposizione di imprese, associazioni ed enti la possibilità di crescere e valorizzare le proprie idee e strategie, nel segno dell'economia partecipata. La piattaforma annovera tra i suoi partner Fastweb, Infinity, Banca Etica ed Etica Sgr, BPER Banca, Arci e Università Bicocca. Il fondatore, Angelo Rindone, è anche l'amministratore delegato di Folkfundingsrl;
è un esperto di crowd e sharing economy ed è uno dei membri del Comitato Scientifico dell'Associazione Italiana dell'Equity Crowdfunding (AIEC).

ABOUT INFINITY:
Infinity è il servizio di video streaming on demand con un catalogo di migliaia di film, serie tv e cartoni animati anche in lingua originale, da vedere e rivedere senza vincoli di orari e palinsesti su centinaia di dispositivi abilitati: Smart TV, PC, Tablet, Smartphone, Chromecast, game console, decoder connessi e blue-ray. Tutti i contenuti sono disponibili in Super HD e una selezione di grandi titoli di film è disponibile in 4k sui dispositivi abilitati. La piattaforma consente di effettuare anche il download di film e serie su PC, Smartphone e Tablet e di guardarli ovunque e in qualsiasi momento, anche in assenza di connessione internet. Infinity propone un'offerta che consente di usufruire di un periodo di prova gratuita di 30 giorni nei quali poter guardare liberamente tutto ciò che si desidera. La sottoscrizione non prevede costi di attivazione e non comporta alcun vincolo contrattuale; ogni mese è possibile scegliere liberamente se continuare a usufruire del servizio oppure disdirlo in maniera semplice e del tutto gratuita.

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SULLE SUE SPALLE - AL CINEMA DAL 6 AL 12 DICEMBRE L FILM DEDICATO ALLA BATTAGLIA PER LA VERITÀ DI NADIA MURAD, PREMIO NOBEL PER LA PACE 2018





EVENTO SPECIALE I WONDER STORIES
UNIPOL BIOGRAFILM COLLECTION
SULLE SUE SPALLE
AL CINEMA DAL 6 AL 12 DICEMBRE IL FILM DEDICATO ALLA BATTAGLIA PER LA VERITÀ DI NADIA MURAD, PREMIO NOBEL PER LA PACE 2018
Grazie alla partnership con il Gruppo Unipol, dal 6 al 12 dicembre I Wonder Pictures e Unipol Biografilm Collection porteranno nei cinema italiani SULLE SUE SPALLE – LA BATTAGLIA DI NADIA MURAD (ON HER SHOULDERS), il film di Alexandria Bombach che racconta l'impegno di Nadia Murad per portare al mondo la sua testimonianza della tragedia del popolo Yazidi, sterminato dall'Isis.
Il film, che è stato presentato in anteprima europea a Biografilm Festival – International Celebration of Lives di Bologna, sarà distribuito come evento speciale I Wonder Stories.
Nadia, sopravvissuta al genocidio del 2014 e scappata fortunosamente ai carcerieri che l'avevano ridotta in schiavitù, ha 23 anni e gira il mondo per sensibilizzare l'opinione pubblica su quanto accaduto. Per l'importanza del suo operato e per celebrare il suo coraggio, il 10 dicembre di quest'anno le sarà conferito il premio Nobel per la pace.
Alberto Federici, Direttore della Comunicazione del Gruppo Unipol, ha dichiarato: «Da molti anni il Gruppo Unipol, attraverso il progetto Unipol Biografilm Collection, ha sposato l'idea di portare nelle sale cinematografiche storie di vita che meritano di essere raccontate, per l'impegno che i protagonisti di questi grandi documentari hanno profuso in tanti campi del sapere e dell'agire umano, dall'arte, alla scienza, alla musica, alla ricerca. In questo caso la storia che ci racconta il film SULLE SUE SPALLE è la testimonianza di una giovane vita che si spende nel raccontare al mondo una vicenda che nessuno dovrebbe ignorare. L'impegno di Gruppo Unipol è stato di contribuire a creare l'occasione perché il film potesse arrivare nelle sale italiane proprio nei giorni in cui la sua protagonista, Nadia Murad, ritira il premio Nobel per la pace.»
Come di consueto per le I Wonder Stories, SULLE SUE SPALLE sarà distribuito in sala in collaborazione con Sky Arte, una partnership che in questa occasione speciale sarà ulteriormente valorizzata grazie alla messa in onda su Sky Arte di 10 minuti in esclusiva del film proprio nei giorni della consegna del premio a Nadia.
SULLE SUE SPALLE (USA/2018/94')
di Alexandria Bombach
Nadia Murad, Premio Nobel 2018 per la Pace, è una sopravvissuta: aveva appena 20 anni la notte del 3 agosto 2014, quando l'Isis attaccò Sinjar, la sua città natale, e sterminò la sua famiglia insieme a gran parte della popolazione di fede Yazidi. Lei fu catturata, subì ogni genere di violenza e solo per una coincidenza riuscì a mettersi in salvo.
Ora Nadia è diventata il volto di un popolo dimenticato e, giorno dopo giorno, combatte una battaglia difficile e dolorosa, quella per la memoria. Dai campi di profughi in Grecia ai raduni di sopravvissuti a Berlino, dal Parlamento canadese alla sede della Nazioni Unite, questa ragazza giovanissima continua a raccontare la sua storia e trova il coraggio di ripercorre ancora una volta quei momenti terribili, riaprendo ferite recenti. Perché quanto è accaduto e sta tuttora accadendo non passi sotto silenzio. Perché la sua voce diventi il grido di speranza di un intero popolo.

I WONDER STORIES
Le I Wonder Stories sono un appuntamento mensile per poter vedere su grande schermo i documentari più straordinari e le storie più rivelatrici, una serie di uscite a evento costruite su misura con un approccio totalmente innovativo, in cui il film del mese è impreziosito e accompagnato da contenuti speciali che la arricchiscono. Il progetto I Wonder Stories è realizzato in collaborazione con Biografilm Festival – International Celebration of Lives, Regione Emilia-Romagna, Unipol Gruppo, Sky Arte HD, Radio2 e MYmovies.it.
I PROSSIMI APPUNTAMENTI CON LE I WONDER STORIES:
  • 18-21 novembre: ALMOST NOTHING. CERN: LA SCOPERTA DEL FUTURO di Anna de Manincor | ZimmerFrei
  • 6-12 dicembre: SULLE SUE SPALLE di Alexandria Bombach
  • 16-19 dicembre: LO SGUARDO DI ORSON WELLES di Mark Cousins
  • 20-23 gennaio: MATANGI / MAYA / M.I.A. di Steve Loveridge
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A Marco Tullio Barboni il "Diploma D'Onore con Menzione e Merito" per "...e lo chiamerai destino" al Premio Internazionale Michelangelo Buonarroti 2018.


A Marco Tullio Barboni il  "Diploma D'Onore con Menzione e Merito" per "...e lo chiamerai destino" al Premio Internazionale Michelangelo Buonarroti 2018.

Un successo dietro l'altro per lo sceneggiatore e scrittore Marco Tullio Barboni, che con entrambi i suoi libri finora in circolazione ("...e lo chiamerai destino" Kappa Edizioni e "A spasso con il mago" Viola Editrice) sta mietendo soddisfazioni e riconoscimenti in giro per l'italia.
Stavolta al centro dell'attenzione è la sua opera prima, "...e lo chiamerai destino", che ha vinto il Diploma D'Onore con Menzione e Merito al Premio Internazionale Michelangelo Buonarroti 2018, giunto alla 4 edizione, e che ha avuto una delle partecipazioni più significative in Italia.
La Solenne Cerimonia di Premiazione  alla quale saranno presenti le massime Autorità, Stampa e Personalità della Cultura e dell'Arte, si svolgerà in Toscana, nel Comune di Forte dei Marmi (LU) nella prestigiosa location Villa Bertelli  in Via Mazzini 200, sabato 24 Novembre 2018, dalle ore 15.00.
Sceneggiatore, regista e scrittore, Marco Tullio Barboni è un figlio d'arte nel mondo del Cinema, proveniente da un' illustre famiglia che ha lasciato segni importanti del cinema italiano d'Autore. 
Lo zio Leonida è stato un magistrale direttore della fotografia, amatissimo da Anna Magnani; il padre Enzo, prima operatore alla macchina poi direttore della fotografia ed infine regista con lo pseudonimo di E.B. Clucher, ha legato gran parte della sua fama a film interpretati da Bud Spencer e Terence Hill e all'indimenticabile filone dei fagioli western. Frequentatore di set fin da bambino, è stato lui stesso regista e sceneggiatore, ed ha proseguito la carriera familiare con caparbietà e notevole talento. Uomo di profonda cultura e variegati interessi, vede però il suo prossimo futuro come scrittore ed autore di nuovi testi teatrali, anche in  versione lingua inglese e, chissà, da esportare in America: "...e lo chiamerai destino" è stato nel 2015 il primo libro di Barboni, e già si trova tradotto ed immesso da tempo nel mercato U.S.A.. La versione inglese, acquistabile attraverso Amazon, ha il titolo "..and you  will call it fat­e". 
Da quando è  stato presentato al pubblico italiano a marzo 2016, questo testo letterario ha fatto molta strada, ed ha dato avvio ad una brillante carriera di scrittore del suo Autore, che ha riscosso soddisfazioni professionali ovunque.
"...e lo chiamerai destino"  è un opera molto originale,  scritta totalmente in forma dialogica (modalità ripetuta da Barboni anche nel suo secondo libro): esperimento assai raro ed indicativo della padronanza della materia da parte dell'autore. Il libro racconta di un dialogo impossibile quanto affascinante: quello tra il conscio e l'inconscio del protagonista,  visti,nell'occasione,  come  antropoformizzati in personaggi del più celebrato degli spettacoli, quello della vita. Un faccia a faccia  raccontato come mai prima in cui i lettori partecipano al confronto animato, sorprendente, sfrontato e rivelatore tra le due entità a cui è affidata la più grande delle responsabilità: quella di scegliere.
Il sito di Marco Tullio Barboni: marcotulliobarboni.com
                                  
Ulteriori info sul Premio Internazionale Michelangelo Buonarroti  a www.premiomichelangelobuonarroti.org


In allegato, ritratto dell'Autore a firma di  Ginevra Barboni

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15 novembre 2018

AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA - TEATRO BRANCACCIO


GIANLUCA GUIDI            - Don Silvestro
EMY BERGAMO              - Consolazione
MARCO SIMEOLI            - Sindaco Crispino
PIERO DI BLASIO           - Toto
CAMILLA NIGRO            - Clementina
FRANCESCA NUNZI        - Ortensia
"LA VOCE DI LASSÚ" è di ENZO GARINEI

AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA

COMMEDIA MUSICALE DI GARINEI E GIOVANNINI
SCRITTA CON JAJA FIASTRI
LIBERAMENTE ISPIRATA A "AFTER ME THE DELUGE" DI DAVID FORREST
MUSICHE DI ARMANDO TROVAJOLI
ESEGUITE CON ORCHESTRA DAL VIVO

ENSEMBLE: GRETA ARDITI, ANTONIO BALSAMO, VINCENZA BRINI
FRANCESCO CARAMIA, STEFANO DILAURO, NICOLAS ESPOSTO, MARTINA GABBRIELLI,
MARTA GIAMPAOLINO, GIAMPIERO GIARRI, SIMONE GIOVANNINI,
FRANCESCA IANNÌ, FRANCESCO LAPPANO, GIANLUCA PILLA, ARIANNA PROIETTI
ANNAMARIA RUSSO, ALESSANDRO SCHIESARO, YLENIA TOCCO

SCENOGRAFIE - PROGETTO ORIGINALE GIULIO COLTELLACCI
ADATTAMENTO SCENOGRAFICO GABRIELE MORESCHI
COSTUMI - DISEGNI ORIGINALI GIULIO COLTELLACCI
ADATTAMENTO FRANCESCA GROSSI
DISEGNO LUCI UMILE VAINIERI
DISEGNO FONICO EMANUELE CARLUCCI
DIRETTORE DI PRODUZIONE CARLO BUTTO'
SUPERVISIONE ARTISTICA ALESSANDRO LONGOBARDI

COREOGRAFIE GINO LANDI
DIREZIONE MUSICALE MAURIZIO ABENI

REGIA ORIGINALE PIETRO GARINEI E SANDRO GIOVANNINI
RIPRESA TEATRALE GIANLUCA GUIDI

UNA PRODUZIONE ALESSANDRO LONGOBARDI
PER OFFICINE DEL TEATRO ITALIANO IN COLLABORAZIONE CON VIOLA PRODUZIONI

22 NOVEMBRE 2018 – 6 GENNAIO 2019

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Torna dopo il successo della scorsa stagione a Roma e in tutta italia AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA, una delle più amate commedie musicali italiane che Alessandro Longobardi ha riportato sulle scene in tutto il suo splendore. La commedia a firma di Pietro Garinei e Sandro Giovannini è stata scritta con Jaja Fiastri tutti e tre protagonisti insuperati di un'epoca leggendaria per il teatro italiano. Le musiche, composte da Armando Trovajoli, hanno incantato intere generazioni.

Rappresentata per la prima volta nel 1974, fu un successo senza precedenti, con centinaia di migliaia di spettatori entusiasti, affermandosi anche sulla scena internazionale con oltre 30 edizioni e circa 15 milioni di spettatori, in Inghilterra, Austria, Cecoslovacchia, Portogallo, Spagna, Russia, Ungheria, Messico, Argentina, Cile, Brasile, Venezuela, Finlandia. Torna al Teatro Brancaccio dal 22 Novembre 2017 dopo il grande successo della scorsa stagione, acclamata da più di 52000 spettatori.

Gianluca Guidi cura la messa in scena di questo spettacolo, avvalendosi di un eccellente cast creativo composto dal mitico coreografo Gino Landi, assistito da Cristina Arrò; dal direttore musicale Maurizio Abeni, già assistente di Armando Trovajoli, che dirige l'orchestra dal vivo; dallo scenografo Gabriele Moreschi, che ha adattato il progetto originale di Giulio Coltellacci della celebre e ingegnosa scenografia, con il doppio girevole e la grande arca; dalla costumista Francesca Grossi che ha adattato i disegni originali dei raffinati costumi, sempre di Coltellacci. Il disegno luci è di Umile Vainieri; il disegno fonico è di Emanuele Carlucci; la realizzazione dei contributi video è di Claudio Cianfoni. La scena è stata realizzata dalla scenotecnica di Mario Amodio, che fu il costruttore nella prima edizione e da Antonio Dari per la parte meccanica; i costumi dalla Sartoria Brancaccio.

Nel cast artistico Gianluca Guidi, erede legittimo del padre Johnny Dorelli protagonista della prima edizione, come nel 2009 si conferma nel ruolo di Don Silvestro. Enzo Garinei dopo ben 500 repliche come Sindaco Crispino, questa volta è "La voce di Lassù"; Emy Bergamo, dopo l'interpretazione di Rosetta in Rugantino e Adelina in E… se il tempo fosse un gambero? è Consolazione. Crispino è interpretato da Marco Simeoli, che nella quinta edizione aveva già recitato a fianco di Gianluca Guidi come Toto, il cui ruolo viene oggi affidato al giovane e brillante Piero Di Blasio. 
Il ruolo di Clementina la giovanissima Camilla Nigro, Ortensia, moglie di Crispino, è interpretata da Francesca Nunzi. L'ensemble è composto da 17 artisti, cantanti, ballerini.

La commedia musicale è prodotta da Officine del Teatro Italiano in collaborazione con Viola Produzioni. Dopo il successo ottenuto con Rapunzel il musical (2014), Sister act il musical (2015), Peter Pan il musical (2016), L'ultima strega (2016), E… se il tempo fosse un gambero? (2016), La Regina di ghiaccio il musical (2017), Alessandro Longobardi conferma la qualità e l'efficienza del polo produttivo coordinato da Carlo Buttò.

LA TRAMA
La storia, liberamente ispirata a "After me the deluge" di David Forrest, narra le avventure di Don Silvestro, parroco di un paesino di montagna, che riceve un giorno un'inaspettata telefonata: Dio in persona lo incarica di costruire una nuova arca per salvare se stesso e tutto il suo paese dall'imminente secondo diluvio universale. Il giovane parroco, aiutato dai compaesani, riesce nella sua impresa, nonostante l'avido sindaco Crispino che tenterà di ostacolarlo in ogni modo e l'arrivo di Consolazione, donna di facili costumi, che metterà a dura prova gli uomini del paese, ma che si innamorerà di Toto e accetterà di sposarlo.
Giunto il momento di salire sull'arca, un cardinale inviato da Roma convince la gente del paese a non seguire Don Silvestro, accusandolo di pazzia, cosicché sull'arca, sotto il diluvio, si ritrovano solo lui e Clementina, la giovane figlia del sindaco da sempre perdutamente innamorata di lui. Il giovane curato decide però di non abbandonare il suo paese e i suoi amici e Dio, vedendo fallire il suo progetto, fa smettere il diluvio. Per Brindare al lieto fine Don Silvestro aggiunge un posto a tavola per… Lui!

NOTE DI REGIA
Aggiungi un Posto a Tavola!
Rimettere in scena Aggiungi un Posto a Tavola!
Quando Alessandro Longobardi mi ha chiesto di tentare questa impresa, devo dire, l'entusiasmo è salito subito alle stelle; poi (un po' come Don Silvestro che col martello, guardando l'arca spalle al pubblico, dice "… va bene farò da solo… da solo" per poi crollare su sé stesso) il senso della realtà ha avuto la meglio. Il Teatro di Garinei & Giovannini non è mai stato facile da riproporre, paradossalmente, nemmeno per loro stessi. La genesi di numerosi spettacoli concepiti dalla celeberrima coppia era sempre un perfetto mix di idee autoriali, costruzione registica collaudata, team creativo d'eccellenza, e, non ultimo, l'apporto interpretativo di veri e propri mostri sacri del palcoscenico, testimoni ultimi di una generazione attoriale e di una professione, ormai in via d'estinzione.
Nel caso poi dello spettacolo in "oggetto", stiamo parlando di un successo planetario, allestito in quasi ogni parte del mondo, fatto salvo solo il mercato statunitense.  Una Babele di linguaggi, attitudini attoriali, suoni, costumi e luci… il tutto sotto le mure di un'arca pronta a rifondare il mondo. 
Personalmente ricordo, ovviamente, le molteplici versioni paterne (chissà cosa sarebbe stato Don Silvestro senza di lui), tra cui quella di Londra in cui lui si dimenticò per sei mesi di essere Johnny Dorelli, e divenne uno straordinario attore anglosassone… non l'ho mai più visto così diverso da se stesso e così straordinariamente bravo…  ricordo ovviamente l'edizione del 2009/10 da me interpretata… e poi ricordo la prima al Sistina nel 1974 in cui si aprì il sipario la voce di Dio cominciò a parlare e dal palcoscenico arrivò un'ondata di profumi e note… e fu subito magia… che dura da ben 43 anni. Come fare per non tradirla?

Intanto il dovere di un regista dovrebbe essere quello di non tradire gli autori… soprattutto (visto il vantaggio che comporta) in casi ove la materia è consolidata e soprattutto di comprovato successo.
Aggiungi un Posto a Tavola è una favola che parla d'amore, di accoglienza, di vita nuova da inventare e,

possibilmente, migliorare, di esseri umani che hanno la possibilità di creare un mondo nuovo… e perché no? Anche di fede… minuscola per la scrittura ma assolutamente maiuscola se intesa come fiducia in se stessi, nel prossimo e nel futuro.
Devo ringraziare Alessandro Longobardi per molteplici ragioni.
La prima, sorprendente: ha saputo creare una "famiglia" teatrale, diretta dal sempre presente e disponibile Carlo Buttò, che non ha pari nel mondo teatrale italiano se non nell'ambito di acclamati Teatri Pubblici. Il livello di professionalità altissimo che ho trovato nel Teatro Brancaccio mi ha profondamente stupito e lasciato incredulo.
La seconda: l'investimento profuso per questo spettacolo è gigantesco.  Immagino difficile da sostenere non fosse altro che psicologicamente.
Eppure a questa edizione di Aggiungi non manca nulla, anzi vi è più di quanto un comune mortale teatrante come me potesse immaginare.  E senza aver fatto richieste particolari: ho trovato tutto sul piatto servito e apparecchiato come in un grande ristorante prelibato.
La terza: l'assoluta libertà di scelta di cast che mi ha lasciato, a volte chiedendo spiegazioni, a volte chiedendomi se fossi sicuro delle scelte fatte, a volte dicendomi che non era profondamente d'accordo con me… ma mai, e ripeto, MAI, una pressione nei miei confronti o ingerenze di qualsiasi natura.
Ad affiancarlo in questa grande "famiglia"
Ritrovo con piacere Gino Landi.  Ultimo artista e creatore capace di creare coreografie che raccontino la storia con gli autori. Un caro amico che mi ha conosciuto nel 1974.  E che, a tutti i costi, ho pregato di fare parte di questo nuovo viaggio dell'arca insieme alla sua preziosissima e meravigliosa amica e assistente Cristina Arrò, anch'ella solista di una passata edizione dello spettacolo.
Mi manca l'espressione, durante le prove, di Armando Trovajoli.  Il mondo conosce le sue musiche, le sue colonne sonore, i suoi persistenti manuali di armonia in ogni misura musicale che ha scritto ;  io ho avuto la fortuna, in passato, di poterne conoscere il senso dell'umorismo, l'eleganza persistente e profonda in ogni singola nota che ha scritto.  I suoi sguardi di approvazione o di rimprovero.  Ci ha lasciati però nelle mani di un ottimo musicista: Maurizio Abeni.  Suo ultimo assistente… straordinario direttore musicale di questa edizione con una meravigliosa orchestra dal vivo di sedici elementi; da lui diretta e arrangiata. Al suo fianco Marco Bosco che, con passione e professionalità, dirige le parti corali dello spettacolo.
Jaja Fiastri, amica da molti anni.  Una donna con un senso dell'umorismo senza pari applicato alla vita.  Sono felice di aver ricondiviso con lei questa avventura di sua creazione.
Le scene di Giulio Coltellacci ricreate e ricostruite su un progetto pieno di tranelli e difficoltà. In modo mirabile da Lele Moreschi.
I costumi di Francesca Grossi sono filologicamente quelli delle edizioni precedenti, ma nuovi, freschi e pieni di vita anche appesi alle stampelle.
Il mio amico Umile Vainieri, compagno di grandi battaglie teatrali, firma le luci e gli sono grato per il rispetto che ogni volta dimostra nei miei confronti.
I nostri tecnici capitanati dal bravo Gerardo Nigro, deliziosi e capaci… alcuni di loro (come me) facenti parti del "Sindacato Figli d'Arte…
Enzo Garinei (un grande amico), Emy Bergamo, Marco Simeoli, Camilla Nigro, Piero di Blasio e Francesca Nunzi sono gli straordinari attori cantanti che danno vita ai personaggi.
Un grazie alla "mia" Manuela Scravaglieri, nel corpo di ballo della precedente edizione da me recitata, diventata poi preziosa, insostituibile, assistente alla regia… unica a cui concedo la possibilità di riprendermi sul lavoro… perché…io non lo so ma lei si, ha sempre ragione…
Il mio lavoro lo giudicherà chi vedrà lo spettacolo. Ma sono fiero e orgoglioso di quello che sto facendo.  Ai posteri l'opinione su di esso.
Con Rispetto e Stima dedicata a Pietro e Sandro con i quali non ho mai avuto il piacere di lavorare.
Grazie
Gianluca Guidi
...…………………………….....................................................................................................................................
TEATRO BRANCACCIO di Roma
VIA MERULANA 244, 00185 ROMA · TEL 06 80687231/2 · TEATROBRANCACCIO.IT

Dal giovedì e venerdì ore 20,45 sabato ore 17 e 20.45, domenica ore 17
Prezzi da 65  a 23 euro

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