Agenzia Stampa Aspapress

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13 ottobre 2018

Presentazione del libro "Paolina", l'ultimo romanzo di Marco Lodoli ALLA LIBRERIA ELI 16 OTTOBRE ORE 18




Cari amici della Libreria Eli, siamo felici di segnalarvi un nuovo, imperdibile appuntamento letterario: Martedì 16 Ottobre (ore 18:30) avremo l'onore di ospitare lo scrittore Marco Lodoli, che presenterà presso le nostre sale il suo ultimo lavoro "Paolina", pubblicato da Einaudi per la collana "I coralli".
Nota dell'autore: Paolina ha quindici anni e aspetta un figlio. Forse lo terrà e forse no: ha davanti a sé una giornata per capire, per decidere. E così cammina per Roma alla ricerca di qualcosa che le dia un senso, incontra i suoi tre piccoli amori, si sente sola. La sua giornata somiglia a un viaggio iniziatico, come un cavaliere errante si perde nella foresta metropolitana. La protegge la sua innocenza, la sua grazia. E alla fine del viaggio scoprirà qualcosa di sorprendente, perché solo chi è piccolo può contenere l'infìnito.

 


L'appuntamento è per Martedì 16 Ottobre alle ore 18:30
Libreria Eli, Viale Somalia 50A

interviene l'autore
Marco Lodoli

l'incontro sarà moderato dal professor Sergio Bonetti
reading a cura dell'attrice
Francesca Satto


Recensione a cura del prof. Sergio Bonetti:

In ventiquattro ore si svolge il racconto della giornata particolare di Paolina, un'adolescente di 15 anni, sostanzialmente sola, che scopre di essere incinta, più per caso che per amore. Nella descrizione che via via via farà dei suoi rapporti si vede sempre mentre assente osserva il cielo sopra di lei. Dallo studio medico Paolina comincia un viaggio alla ricerca dei possibili padri. Un vagare che ha tre tappe, tutte egualmente deludenti, ma che la porta a riflessioni che creano quasi un'iniziazione verso un finale che si concluderà all'alba di una Roma che comincia a svegliarsi e che anche per lei potrebbe significare un risveglio.

Paolina all'inizio, pur in un contesto sociale e narrativo molto diverso, può ricordare personaggi perdenti come Tommaso di una Vita Violenta di Pasolini. Ma quanto è cambiato il mondo. Oggi più che le borgate e le periferie urbane emerge quello delle periferie dell'anima. Anche Tommaso cammina molto, come fanno i poveri in tutto il mondo, ma per lui non c'è redenzione.

Paolina attraversa una Roma apparentemente meno violenta, ma forse più chiusa e cattiva, surreale e grottesca. Seguiamo il filo dei sui ragionamenti e delle sue emozioni, grazie ad una narrazione in soggettiva, con il suo sguardo che fugge i limiti della inautenticità delle facili interpretazioni sociologiche, dei toni letterari e della gergalità di un'adolescente come la nostra eroina.

L'autore conosce bene il mondo degli adolescenti come può solo chi sa ascoltarli e capirli fuori dagli schemi e dai pregiudizi. Si snoda il viaggio iniziatico da cui Paolina aspetta che venga la risposta alla domanda se diventare madre o abortire. Un racconto carico di significati simbolici come le tre rose sottratte ad una sepoltura e diventate il dono, segno di vita, ad ognuno dei tre possibili padri. Tre giovani ragazzi ognuno a suo modo debole e fragile, come icone di una crisi conclamata del ruolo maschile. Alla fine Paolina sarà la più forte. Un viaggio iniziatico in cui si dipana il pensiero interiore di Paolina, un pensiero semplice e lucidissimo, nitido al punto di diventare una riflessione sulla vita e sul mondo di una ragazzina sola, maltrattata dalla vita e dai tanti personaggi che trova, tranne per un solitario e sfìgato benzinaio sulla Olimpiaca e una giovane ragazza rom. Un Pensiero interiore alla ricerca del padre del bambino che porta in grembo come contra l'assenza del suo di padre.

La giornata particolare si svolge in una città descritta con la partecipazione e la capacità di interpretazione che già era stata la cifra vincente e di due precedenti libri di Lodali "Isole, guida vagabonda di Roma". La descrizione dello stadio Flaminio nel suo abbandono, con le pecore che pascolano sul prato del campo da gioco, le persone che vede per come realmente sono oltre le apparenze. "A parole odiava il mondo ma ¡l suo corpo chiedeva almeno un'ultima carezza tra le cosce." Episodi a volte surreali che mostrano oltre l'apparenza delle interpretazioni sociali, il rancore verso gli altri. Il vagabondare verso le tre diverse mete, da vita a situazioni, personaggi e prove da superare , che costituiscono una narrazione nella narrazione e danno il vero senso del viaggio iniziatico come ci ha insegnato Propp in Morfologia della Fiaba. Tutto questo lega il lettore alla narrazione assumendo i toni della suspense, della ^coperta e della attesa di un uno svelamento, come nelle fiabe appunto. L'episodio più bello è quello dell'incontro con Samira, la , ragazza rom, incinta come lei, che le farà ¡l dono che la metterà ¡n contatto con chi mágicamente sarà in grado di offrirgli una risposta. In pochissime pagine l'episodio di Samira ci da la realtà del popolo rom, con l'immagine favolistica del musicista che vola come nei quadri di Chagal. " Dio non c'entra niente- dice Samira- neppure sa che noi zingari esistiamo e suoniamo la fìsarmonica girando per le strade come cani."
Paolina cammina e cammina e ad ogni incontro una rosa e uno svelamento. Con Cosimo, a Forte Prenestino: "perché non stai a scuola ? "Non ci vado più da tre mesi." Fai bene, la scuola è uno schifo, ti mangia l'anima." La scuola è un luogo, senza empatia e non la aiuta nel suo compito primario se Paolina afferma "chi sa le parole, sa cosa dire e cosa fare,ma io non so parlare, dico tutto male e mi sbaglio". Echi da Don Milani, ma la nostra è un'eroina e conclude: " E' tardi, ¡o posso guardare e basta. E se avrò un figlio, lo guarderò mentre dorme, mentre mangia, gioca, piange, e se non lo avrò, continuerò a guardare il mondo". Il racconto assume sempre più, man mano che rimpianto narrativo si sviluppa e prende forma, il tono dei contes philosophiques. Io ho avuto troppo poco, per questo sono inutile e intelligente. Intelligente a modo mio, qualcosa che forse somiglia alla stupidità, perché non so mettere i pensieri in fila, ma non importa, io vedo. ... ma se io avessi potuto decidere di esistere o non esisterebbe cosa avrei scelto?. C'è un vero motivo per cui la mia presenza nella vita è indispensabile ?" Paolina si pone l'interrogativo fondamentale a cui le filosofie e le religioni hanno cercato di dare risposta.

Non capita speso di immergersi nella lettura di un piccolo libro e di sentire di doversi fermare, per centellinare il piacere e le idee che suscita. Per far durare più a lungo il piacere del lettore che, come afferma Umberto Eco, deve fare ¡l proprio lavoro nei confronti del testo che è una macchina pi'gra.




Libreria Eli è la casa degli amici dei libri
Libreria Eli, viale Somalia 50a, Roma -  info@libreriaeli.it
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PREMIO VIRGINIA REITER _ domenica 14 ottobre Teatro Argentina



PREMIO VIRGINIA REITER: IL 14 OTTOBRE AL TEATRO ARGENTINA
il riconoscimento omaggIA la grande interprete modenese dell’Otto-Novecento
CON la premiazione di una tra le giovani attrici italiane UNDER 35 dell’ultima stagione teatrale


Domenica 14 ottobre (ore 21.30_ingresso libero) il Teatro Argentina ospita il riconoscimento che da ventitre anni omaggia la grande interprete modenese - vissuta tra fine Ottocento e Novecento e prima capocomica italiana - attraverso la premiazione di una tra le più apprezzate attrici italiane under 35 dell’ultima stagione teatrale. Il quartetto di finaliste è composto da Marianna Fontana, Lucienne Perreca, Alice Raffaelli e Federica Rosellini. Nel corso della serata sarà inoltre assegnato il VI Premio Giuseppe Bertolucci alla migliore attrice europea tra le nuove generazioni e il Premio Virginia Reiter alla carriera a Lucia Poli, che sabato 13 terrà una lectio magistralis preceduta da un contributo video di Emma Dante e dalla performance di due sue allieve, Mariagiulia Colace e Francesca Laviosa. Tra le finaliste del Bertolucci anche la giovanissima Laia Artigas, vista nel film “Estate 1993”
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"IO ODIO I TALENT SHOW", lo spettacolo del giornalista MARIO LUZZATTO FEGIZ, il 30 novembre al Teatro Ariston di Sanremo (anteprima il 29 novembre a Peschiera Borromeo-Milano).


A GRANDE RICHIESTA TORNA IN TEATRO
“IO ODIO I TALENT SHOW”
LO SPETTACOLO DEL GIORNALISTA MARIO LUZZATTO FEGIZ
IL 30 NOVEMBRE AL TEATRO ARISTON DI SANREMO
(ANTEPRIMA IL 29 NOVEMBRE A PESCHIERA BORROMEO – MILANO)
A grande richiesta torna in teatro, e non un teatro qualunque, Io odio i Talent show”, lo spettacolo realizzato nel 2011 dal giornalista Mario Luzzatto Fegiz. Una commedia musicale scritta con Giulio Nannini e Maurizio Colombi che firma anche la regia.
Lo show, rinnovato nella sua parte musicale affidata al trio dei Los Chitarones, approda nel tempio della musica leggera, il mitico Teatro Ariston di Sanremo, il 30 novembre 2019 (anteprima aperta al pubblico il 29 novembre al Cinema Teatro Vittorio De Sica di Peschiera Borromeo, in provincia di Milano).
Per info e biglietti Teatro Ariston: tel. 0184 506060
Per info e biglietti Teatro De Sica (Peschiera Borromeo): tel. 02 51650936 - biglietti@oltheatre.it

Io odio i talent show” è la storia di un critico musicale, un tempo potente e temuto che, ai giro di boa dei 65 anni, si rende conto di non contare più nulla. Perché è accaduto? Perché il critico è stato derubato, derubato del suo mestiere che è andato a spalmarsi su giurie popolari, @mail, televoti.
E così, in un mix di ricordi, battute, canzoni il critico spodestato ricorda e delira. E balla anche il twist davanti allo specchio, si trasforma nel De Gregori processato dagli autonomi in un commovente  crescendo emotivo. Si parla di Radio Private, disordini ai concerti rock, mentre Alessandra Amoroso confessa di non sapere chi è Jannacci e chi è David Bowie.
Ma una grande parte del primo tempo è occupata dal festival di Sanremo con i suoi retroscena e dalla tragedia Luigi Tenco. E proprio  questo aspetto sanremese dello spettacolo che ha indotto Walter Vachino a ospitare nel suo teatro questa esilarante piece teatrale.
Per l'occasione sarà ristampato il libro “Io odio i talent show(Guido Veneziani Editore), che in parte riprende lo show e in parte offre una raccolta di picchi emotivi della carriera di Mario Luzzatto Fegiz, e sarà disponibile anche il suo più recente libro “Troppe zeta nel cognome(Hoepli), che viene in piccola parte recepito in questa nuova edizione dello show.
Mario Luzzatto Fegiz è nato a Trieste il 12 gennaio 1947, per decenni critico musicale e inviato del Corriere della Sera, con numerose esperienze radiofoniche (debuttò nel 1969 alla RAI con Per voi giovani) e televisive (fra cui Mister Fantasy, Re per una notte, Momenti di gloria, Music Farm e, come autore, Emozioni su Raidue). Autore di saggi e libri (il più noto Morte di un cantautore, la prima ricostruzione della tragica fine di Tenco) è stato docente all’Istituto per la Formazione al Giornalismo di Milano. Nelle vesti di attore ha portato in scena lo spettacolo teatrale Io odio i talent show, scritto con Giulio Nannini e con la regia di Maurizio Colombi.
Los Chitarones è un trio, un’idea, un gioco, un modo scherzoso di suonare insieme. Senza tabù, senza l’ipocrisia delle basi musicali, solo per il gusto di divertirsi e divertire.  Tre chitarre di legno ed una voce per rievocare Lucio Battisti, Django Reinhardt, Mozart e molti altri. Un po' flamenco, un po' bossanova, un po' quello che viene. Los Chitarones è una formazione unica nel suo genere e che regala sempre emozioni e tanta allegria.

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Lucanum: Arriva il gioco della Basilicata


Lucanum: Arriva il gioco della Basilicata

Scoprire la Lucania con i suoi prodotti tipici, i suoi paesaggi, i suoi artisti visitando 50 comuni in un gioco da tavola Made in Matera. Ecco Lucanum ultima creazione in casa iInformatica, PMI innovativa siculo-lucana, che oggi ufficialmente al TTG presenta il suo rivoluzionario gioco brevettato caratterizzato da tradizione e innovazione.
Non il classico tabellone del gioco dell'oca, ma una missione segreta da portare a termine esplorando luoghi, raccogliendo prodotti tipici e ricordando i lucani che hanno fatto la storia della regione. Un gioco da tavolo caratterizzato da strategia con il plus di un'applicazione per smartphone e della realtà virtuale. Il tutto disponibile in italiano ed inglese per una promozione turistica internazionale.
Il tabellone del gioco è stato realizzato dall'artista Cristiano Di Gabriele, mentre l'applicazione ha visto il contributo di Diego Sinito', Vincenzo Ribaudo ed Antonio Ruoto, talenti della società iInformatica.
'Un modo nuovo di valorizzare la nostra terra' dice Vito Santarcangelo, ideatore di Lucanum e amministratore della iInformatica 'con il connubio di tradizione e innovazione in un gioco di società caratterizzato da più modalità di gioco per garantire una maggiore longevità e abbracciare più target di giocatori. In tante le aziende materane che hanno subito creduto in Lucanum, e questo rappresenta un buon augurio per un percorso roseo di sviluppo per questa nostra nuova idea'.
Il gioco in tiratura limitata sarà acquistabile dal mese di Novembre.

Sito Lucanum: https://www.lucanum.it/

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11 ottobre 2018

FAND: STUPORE E SDEGNO PER IL PREMIO AI MEDICI INPS CHE NEGHERANNO MALATTIA ED INVALIDITÀ CHE CREA ILLEGALITà E INREGOLARITà





COMUNICATO STAMPA

FAND: STUPORE E SDEGNO PER IL PREMIO AI MEDICI INPS
CHE NEGHERANNO MALATTIA ED INVALIDITÀ


Roma, 10 ottobre - “Apprendiamo con stupore e sdegno la notizia, pubblicata dal Fatto Quotidiano di ieri (9 Ottobre 2018), che il Presidente dell’INPS, Tito Boeri, lo scorso marzo, ha firmato una delibera – rimasta fino ad ora nell’ombra – che introduce, tra i criteri di valutazione utili alla retribuzione di risultato dei medici, per la prima volta da quest’anno, le prestazioni per malattia negate e le invalidità revocate”. È quanto dichiara il Presidente Nazionale FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle persone con Disabilità), Franco Bettoni, che aggiunge: “in base a quanto deliberato, si arriverà ad un risultato aberrante, ovvero, quanto più il medico negherà prestazioni tanto più aumenterà la sua retribuzione, creando dunque un evidente conflitto tra il diritto del cittadino a vedere riconosciuta la propria condizione di malattia o invalidità ed il pur legittimo incentivo del medico ad ottenere una retribuzione di risultato, e tuttavia è assurdo accettare che debba fondarsi su detti criteri di valutazione”. “Sarebbe invece più giusto – aggiunge il Presidente della FAND – ancorare la retribuzione di risultato al numero di visite effettuate, considerata la lungaggine dei tempi necessari oggi per fare una visita di accertamento”. “Contestiamo fermamente – conclude Bettoni – la decisione dell’INPS e ne chiediamo la revoca, anche perché siamo certi che presterebbe il fianco ad una serie di contenziosi presumibilmente molto onerosi per le casse dello Stato”.

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MOSTRA MATERA 13 ottobre - ETTORE DE CONCILIIS

         


"ettore de conciliis. Spazi di quiete, paesaggi e land art"

«Si tratta di una presentazione di mie opere degli ultimi vent'anni, come di consueto riguardanti i temi di natura e paesaggio. Un paesaggio che, allo stesso tempo, include l'"altro paesaggio" ovvero quello della land art. Un'"arte territoriale" che viene presentata in un'ampia documentazione fotografica a cura di Luigi Nifosì. Paesaggi dipinti e land art, due esempi diversi di trattare la natura».
Questa l'introduzione del maestro Ettore de Conciliis alla sua mostra Spazi di quiete, paesaggi e land art –organizzata dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della Basilicata in collaborazione con Il Cigno GG Edizioni, curata da Filomena Maria Sardella – che, dopo essere stata ospitata al Maschio angioino di Napoli, si sposterà a Matera (prossima a rivestire il prestigioso ruolo di Capitale Europea dell'Arte) all'interno dell'ex Ospedale San Rocco, a partire dal 13 ottobre (inaugurazione alle ore 18.00).
Per l'occasione saranno anche esposte le foto di Luigi Nifosì del Memoriale di Portella della Ginestra, opera di land art realizzata dallo stesso de Conciliis in ricordo della strage del primo maggio 1947 perpetrata dal bandito Giuliano in Sicilia.
Ettore de Conciliis, nato ad Avellino nel 1941, diventa celebre nel 1965 per aver realizzato il Murale della pace nella chiesa di San Francesco ad Avellino: alle spalle dell'altare di una chiesa cattolica fu posto un affresco in cui, attorno alla figura di san Francesco, compaiono da un lato immagini di guerra e di distruzione, dall'altro di pace e di giustizia sociale. Accogliendo il rivoluzionario messaggio di pace e fratellanza di Papa Giovanni XXIII de Conciliis rappresenta, uno accanto all'altro, John Kennedy, Mao Tse Tung, Cesare Pavese, Guido Dorso, Pier Paolo Pasolini, Fidel Castro, Pablo Picasso, Carlo Levi, Alberto Moravia e altri. Il fare artistico di de Conciliis colpisce per la sua multidimensionalità. Può essere considerato un laico che sa muoversi in contesti religiosi e che, con le sue opere, mette insieme impegno civile, paesaggio, natura.
Il messaggio artistico di de Conciliis colpisce per la sua tenacia nel dipingere con metodologia tradizionale affrontando, con tematiche apparentemente classiche e romantiche, la contemporaneità e la maturità della bellezza. La compostezza formale dei suoi quadri introduce subito una geometria euclidea, fatta di equilibrio e di solennità, da molti definite "classiche". I suoi alberi, le sue strade, i suoi specchi d´acqua evocano la serenità, la calma e l´indifferenza della natura verso le cose umane. Per questo motivo può essere considerato un laico che sa muoversi in contesti religiosi e che, con le sue opere, mette insieme impegno civile, paesaggio, natura. Lavora con i gialli del sole, il verde degli alberi, l'azzurro dei fiumi e del cielo, il rosso dei papaveri, il bianco delle case.
«Lo spazio della tela diventa per Ettore de Conciliis come lo spazio di attesa, la pausa tra gli avvenimenti della vita nel suo scorrere, antecedenti e successivi al raggiungimento del suo inevitabile punto focale, suo obiettivo assoluto come fosse il suo personale destino, la conclusione del suo intimo e forte desiderio espressivo, la Pace, punto finale dove si arresta la ricerca e si pacificano le divergenze, il luogo della pura utopia», afferma la curatrice della mostra Filomena Sardella. "Per raggiungerla deve attraversare lo spazio senza tempo, tuffarsi nell'infinito fermando l'aria intorno con lo sguardo fisso e dipingere il thopos, con una messa a fuoco sapientemente radente il suolo, la terra dove tutto nasce e ha inizio: lo spazio di quiete".
«Il legame profondo con la parte di territorio ad Est della Basilicata si evidenzia nell'intenso rapporto che intercorse tra il Ettore de Conciliis e Carlo Levi, proprio per la realizzazione a Cerignola, paese di Puglia poco distante da Matera, del murale-istallazione dedicato a Giuseppe Di Vittorio, nel 1974, uomo che ridefinì la classe operaia adducendovi a pieno diritto i braccianti agricoli», il commento di Francesco Canestrini, Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio della Basilicata
Saranno venti le opere esposte del Maestro de Conciliis, tra cui un dittico e un trittico monumentali, e dodici le immagini del fotografo siciliano Luigi Nifosì.

Scheda Tecnica

Titolo: "Ettore de Conciliis. Spazi di quiete, paesaggi e land art"
A cura di: Filomena Maria Sardella 
Luogo: Ex Ospedale San Rocco, Piazza San Giovanni Battista - Matera
Opere in mostra:  Tele: de Conciliis; Foto di "Portella della Ginestra": Luigi Nifosì
Organizzazione: Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio della Basilicata
In collaborazione con: Il Cigno GG Edizioni
Date: 14 ottobre – 14 novembre 2018
Inaugurazione: 13 ottobre 2018, ore 18.00
Catalogo: Il Cigno GG Edizioni
Info: Il Cigno GG Edizioni       06 6865493  redazione@ilcigno.org
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Gli UBU a Ostia di Alfred Jarry _ ideazione e regia Alfonso Santagata _ 13 ottobre Teatro del Lido

Sabato 13 ottobre (ore 21) al Teatro del Lido di Ostia
in scena un caposaldo del teatro dell’assurdo rivisitato da Alfonso Santagata, GLI UBU A OSTIA.
Un’occasione per ripercorrere il teatro di Alfred Jarry e la sua creatura Ubu, una favola di esseri innocenti e idioti che convivono con una grande violenza e una grande crudeltà
GLI UBU A OSTIAda Alfred Jarry
ideazione e regia Alfonso Santagata
con Daria Panettieri, Sergio Licatalosi, Chiara Di Stefano, Alfonso Santagata

Produzione Katzenmacher soc. coop.
col sostegno di Ministero Beni e Attività Culturali,
Regione Toscana, Comune di San Casciano V.P., Comune di Gavorrano
in collaborazione con Le vie dei festival



Sabato 13 ottobre (ore 21) il Teatro del Lido di Ostia, in collaborazione con Le vie del Festival, propone GLI UBU A OSTIA, per la regia di Alfonso Santagata, che ripercorre il testo di Alfred Jarry e la sua creatura Ubu, caposaldo del teatro dell’assurdo, con il quartetto di attori Daria Panettieri, Sergio Licatalosi, Chiara Di Stefano, Alfonso Santagata.
Gli UBU, mostruosi e ridicoli, fantocci crudeli e idioti più degli uomini, trucidano i nobili della famiglia Venceslao per appropriarsi degli ori e delle corone. L’invenzione di lazzi e volgarità, di crudeltà e divertimento, ci accompagna verso la farsa nera degli UBU. «Per toccare il carattere estremo della scrittura drammatica, spingo gli attori all’eccessività fisica, come si trattasse davvero per loro di essere marionette spiega Alfonso Santagataho costantemente in mente la favola semplicissima di Jarry: la favola di esseri innocenti e idioti che convivono con una grande violenza e una grande crudeltà. Per arrivare all’attitudine drammatica di un corpo che si trasforma in marionetta, bisogna addentrarsi in un lavoro problematico con l’attore, mettere in moto i sentimenti e la memoria: il midollo, come dice Artaud. Ovvero, se non padroneggi il tuo ritmo interiore e non hai un tuo respiro, rispetto a questa marionetta gigante, sarà lei a bruciarti».


La Compagnia Katzenmacher, fondata da Alfonso Santagata, Claudio Morganti e Tullio Ortolani, nasce professionalmente nel 1979 con il debutto dello spettacolo Katzenmacher, scritto e diretto da Alfonso Santagata. Il successo di critica che l’avvenimento consegue si rivela di tale importanza per la storia della Compagnia da caratterizzarne l’identità stessa. In 36 anni di attività, Alfonso Santagata scrive e cura la regia di 37 testi teatrali. Fra i protagonisti riconosciuti del rinnovamento della scena italiana, Alfonso Santagata sa coniugare la sperimentazione di nuovi linguaggi con la riscoperta della tradizione, attraverso la rilettura dei classici, la scrittura di testi originali, la valorizzazione della drammaturgia d’attore. L’impegno e la portata del lavoro svolto dalla Compagnia sono sottolineati nel corso degli anni da alcuni importanti riconoscimenti nazionali, quali il Premio della Critica e il Premio UBU nel 1984; il Premio UBU per la ricerca scespiriana per gli spettacoli Terra Sventrata e Polveri nel 1995. Per lo spettacolo Petito Strenge (1996), ideato e diretto dal regista, ricevono il Premio UBU 1997 come migliori attori, Massimiliano Speziani e Giuseppe Battiston. Nel 2004 lo spettacolo Quali fantasmi è insignito del Premio Girulà – Teatro a Napoli, per la miglior drammaturgia. Prestigiosi sostegni produttivi e accoglienze anche internazionali accompagnano il lavoro della Compagnia: la Biennale di Venezia e Firenze Capitale Europea della Cultura (1987), il Festival di Teatro Internazionale di Sitges, in Spagna (1987), il Teatro La Mama di New York (1989), il Festival Internazionale di Annecy (1998), il Festival di Santarcangelo (quasi regolarmente dal 1979 in poi), il Teatro di Roma (Festival “Per antiche vie” e “Ostia antica”, 2000), le Università di Bologna (2002) e di Torino (2003), il Festival delle Orestiadi di Gibellina (2002).

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