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25 maggio 2017

Premio Marietta ad Honorem 2017 a Patrizio Roversi




Premio Marietta ad Honorem 2017
a Patrizio Roversi
Perfetto ambasciatore del Made in Italy, per la sua conoscenza delle produzioni agro-alimentari e del buon cibo.
La consegna il 25 Giugno 2017 a Forlimpopoli in Casa Artusi nella Festa Artusiana

Forlimpopoli (Fc) – Dopo Giuliana Saragoni, ecco il secondo Premio Marietta ad Honorem: Patrizio Roversi. Personaggio che coniuga la conoscenza del prodotto alla leggerezza del racconto. Non certo un ossimoro, conoscenza-leggerezza, bensì un'abilità non comune nel mondo del cibo, troppo spesso preda di accademismi o banalizzazioni.
Come evidenzia la motivazione, il Marietta ad Honorem gli viene attribuito in quanto "grande conoscitore delle buone produzioni agro-alimentari italiane e del buon cibo, in una carriera bella e coerente, sempre giocata fra cultura e turismo, con un pizzico (q.b.) di ironia. Un perfetto ambasciatore del Made in Italy".
Roversi sarà a Casa Artusi a Forlimpopoli a ritirare il Premio domenica 25 giugno nell'ambito delle premiazioni del Premio Marietta, il concorso nazionale per cuochi dilettanti nel corso della Festa Artusiana.

Chi è Patrizio Roversi
Originario di Mantova e bolognese di adozione, Patrizio Roversi ha sempre mantenuto, nella sua lunga e poliedrica carriera, un'attenzione alle tematiche culturali, turistiche e  gastronomiche,  raccontate sempre in maniera rigorosa, ma leggera. Dopo una carriera teatrale, Roversi si avvicina alla televisione dove esordisce in Rai con la trasmissione "Mixer" assieme all'allora moglie Maurizia Giusti (in arte Syusy Blady), il successo arriva nel 1987 con la partecipazione alla trasmissione satirica "Lupo solitario" su Italia 1 e l'anno seguente al programma "L'Araba Fenice". Partecipa su Rai 3 al programma di Fabio Fazio e Bruno Gambarotta "Porca Miseria" e successivamente "Se rinasco" su Rai 2. Sempre per Rai 3 conduce le prime cinque edizioni di "Per un pugno di libri", quiz sul tema della letteratura. Dal 1990 al 2008 su Rai 3 è autore, con Maurizia Giusti – Syusy Blady- delle tramissmioni "Turisti per caso", "Velisti per caso" e "Evoluti per caso", programmi di intrattenimento che spaziano tra cultura, geografia e turismo. Nel 2009 conduce la trasmissione "Tutto fa storia" su History Channel, dedicata alle invenzioni che hanno cambiato la nostra vita quotidiana. Torna in televisione nel marzo del 2012 per condurre sempre insieme a Maurizia Giusti, il programma di viaggi "Slow Tour" in onda su Retequattro. Ha pubblicato con Syusy diversi libri sul tema del turismo come "Di passaggio in India", "Quel poco che abbiamo capito del mondo facendo i turisti per caso", "Chiusi il gas e vieni via, viaggi di un sedentario, Socialmente…". Insieme all'amico Martino Ragusa ha pubblicato due libri sul tema del cibo "Turisti per cibo" e "Golosi per caso". Esce in questi giorni, sempre con Martino Ragusa, "Gustologia, viaggio nell'Italia del cibo, dalla terra alla tavola", edizioni ERI. Prima con Ingrid Muccitelli e poi con Daniela Ferrolla, Roversi dal 2013 conduce "Linea Verde", a cui ha trasferito una modalità accattivante e profonda di racconto, che ha positivamente connotato il noto programma Rai dedicato al mondo dell'agricoltura.




23 maggio 2017

#BFF35 Dal 25 al 28 maggio, torna il Bellaria Film Festival



Bellaria Film Festival

35° Bellaria Film Festival, 25-28 maggio 2017

Al via la nuova edizione del Bellaria Film Festival, dedicata al critico Alberto Farassino.
In concorso 18 film, con sette prime visioni italiane.
In programma anche due concerti di Stefano Bollani e Colapesce e uno spettacolo in prima assoluta della compagnia Menoventi.
Tra i tanti ospiti attesi: Tatti Sanguineti, Hans Tuzzi, Guido Catalano, Guido Guidi.

 
Si svolgerà da giovedì 25 a domenica 28 maggio la nuova edizione del Bellaria Film Festival, rassegna dedicata al cinema documentario e da sempre attenta alla ricerca e alla sperimentazione artistica. Cuore della manifestazione saranno i concorsi Italia Doc Casa Rossa Art Doc, con 18 titoli in competizione (sette prime visioni italiane). I film, proiettati tra il Cinema Astra e il vicino Cinema Smeraldo, verranno presentati dai registi e da alcuni dei protagonisti; tra gli altri il fotografo Guido Guidi, il poeta Guido Catalano, gli attori Greg e Imma Dininni.

L'edizione è dedicata a uno dei più grandi e scrupolosi studiosi di cinema che l'Italia abbia mai avuto, Alberto Farassino, responsabile del festival ai tempi in cui la manifestazione era denominata Anteprima per il cinema indipendente italiano. Il #BFF35 lo ricorda partecipando alla riedizione di uno dei suoi lavori critici più importanti, Neorealismo. Cinema italiano 1945-1949 (Cue Press). Il volume sarà presentato all'Astra venerdì 26 maggio (21.00) in un incontro speciale cui prende parte Fulvia Pedroni, moglie di Farassino e celebre fotografa di cinema. Insieme a lei, il docente dell'Università di Bologna Marco Antonio Bazzocchi, lo scrittore Hans Tuzzi e il critico Tatti Sanguineti, che con Farassino ha lavorato, viaggiato e condiviso avventure per oltre trent'anni.

Non sarà solo il cinema ad animare le giornate del #BFF35. Ospite d'onore è il pianista e compositore Stefano Bollani, che domenica 28 maggio, dopo la cerimonia di premiazione, chiuderà il festival nella suggestiva cornice del Parco culturale "La Casa Rossa" accompagnando al pianoforte uno dei capolavori di Buster Keaton, Come vinsi la guerra. Tra gli altri eventi collaterali: la presentazione del docufilm Ustica. Il missile francese (giovedì, 21.30, Cinema Astra, in collaborazione con DIG | Documentari Inchieste Giornalismi); Isola di fuoco, evento crossmediale in cui le sonorità di Colapesce incontrano le immagini di Vittorio De Seta (venerdì, 22.00, Cinema Astra); la prima assoluta di Ascoltate! Romagna Relax, intervento performativo della compagnia Menoventi, e il party CinemAge, entrambi ospitati in una cornice inedita, la piscina dell'Hotel Ermitage (sabato, dalle 22.30).

La giuria del #BFF35 è composta da Natalie Cristiani (regista, vincitrice nel 2016 del Casa Rossa Art Doc con La artefacta); Alberto Lastrucci (direttore Festival dei Popoli); Marco Migani aka Inserire Floppino (musicista e artista visivo); Enza Negroni (regista, presidente D.E-R Documentaristi Emilia Romagna). Presidente di giuria è il regista Gianfranco Pannone, di cui il festival presenta l'ultimo lavoro Lascia stare i santi, un viaggio lungo un secolo nella devozione religiosa popolare, con le musiche di Ambrogio Sparagna e le voci di Sonia Bergamasco e Fabrizio Gifuni (domenica, 18.30, Cinema Astra).

CONCORSO ITALIA DOC
Il concorso Italia Doc, ospitato al Cinema Astra, offre uno sguardo sul mondo contemporaneo attraverso opere della cinematografia documentaria italiana. Sono quattro le prime visioni italiane: Fugh int i scapàin di Marco Landini e Gianluca Marcon, racconto dell'atipica balera del Bagno Corrado di Gatteo Mare (giovedì, 18.00); 'A faccia di Fabrizio Livigni, sul restauro del murale di Maradona a Napoli (sabato, 15.00); Sagre balere di Alessandro Stevanon e Imma di Pasquale Marino, entrambi appena passati in concorso alla 49ª edizione del prestigioso festival Visions du Réel (sabato, 18.15 e 20.00). Già premiati in altri festival: See you in Texas di Vito Palmieri, vincitore del Grand Prix al 19° Shanghai International Film Festival (sabato, 16.15) e Sopra il fiume dell'italo-francese Vanina Lappa, vincitrice del concorso Prospettive all'ultimo Filmmaker Festival di Milano (domenica, 15.00). Già in cinquina ai Nastri d'argento Le scandalose. Women in crime di Gianfranco Giagni, storie di donne criminali nell'Italia dal dopoguerra agli anni Settanta (sabato, 21.30). Completano la selezione: Più libero di prima di Adriano Sforzi, sui 1600 giorni di prigionia di un ragazzo italiano in India (venerdì, 16.30); Le canzoni di Giovanni Rosa, ritratto di un bambino palermitano che cerca di emergere nel mondo della musica neomelodica (venerdì, 18.30); Vita nova di Danilo Monte e Laura D'Amore, sul sogno di diventare genitori (domenica, 16.30).

CONCORSO CASA ROSSA ART DOC
Sono otto i finalisti del concorso Casa Rossa Art Doc: otto titoli che raccontano in modo personale, e a volte dissacrante, differenti discipline artistiche. Il programma si apre, al Cinema Astra, con Sono Guido e non Guido di Alessandro Maria Buonomo, divertente mockumentary sul poeta underground Guido Catalano (giovedì, 19.00). Si prosegue al Cinema Smeraldo con altre sette proiezioni e tre prime visioni italiane: Pensare la pietra, film di Stefano Saverioni e Gianfranco Spitill sugli scalpellini dei suggestivi Monti della Laga (venerdì, 18.30); Da Cremona a Cremona della regista russa Maria Averina, coproduzione italo-bulgara che ci introduce nel mondo dell'arte liutaia (sabato, 16.30); Playback (il caso Malien), originale indagine del cantautore Roberto Giglio sulle canzoni d'amore italiane (domenica, 17.00; ospite in sala Greg, tra i protagonisti del film). Due le opere sul mondo della fotografia: Guido Guidi. Cose da nulla, film di Daniele Pezzi e Agostino Cordelli presentato dallo stesso Guido Guidi (sabato, 18.00); e Hidden photos di Davide Grotta, sulla ricerca fotografica nella Cambogia sconvolta dai crimini di guerra (venerdì, 17.00)Angelo Froglia. L'inganno dell'arte di Tommaso Magnano ripercorre infine la storia dell'artista ricordato per la "beffa di Modigliani" (venerdì, 18.30), mentre Tomba del tuffatore di Yan Cheng e Federico Francioni è un lavoro sperimentale sull'architettura e la storia della Costiera amalfitana (sabato, 15.30).

Le premiazioni si svolgeranno domenica 28 maggio, alle 21, al Parco culturale "La Casa Rossa". I film vincitori dei due concorsi e delle menzioni speciali intitolate a Gianni Volpi e Paolo Rosa verranno inoltre proiettati dall'8 all'11 giugno al Cinema Farnese di Roma.

Il Bellaria Film Festival è promosso dal Comune di Bellaria Igea Marina con il sostegno della Regione Emilia-Romagna, ed è organizzato da Bellaria Igea Marina Servizi. Direzione artistica: Simone Bruscia.
 

Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero. 


Bellaria Film Festival · c/o Biblioteca Comunale A. Panzini
Viale Paolo Guidi, 108, 47814 Bellaria Igea Marina (RN)
Tel. +39 0541 343891 · Cell. +39 339 4355515
www.bellariafilmfestival.org  

22 maggio 2017

SCUOLA – L’alunno disabile deve fare 22 ore settimanali di sostegno ma gliene concedono solo 12



nlogoanief

SCUOLA – L'alunno disabile deve fare 22 ore settimanali di sostegno ma gliene concedono solo 12: la famiglia indennizzata con 10mila euro

A stabilirlo è stato il tribunale di Roma facendo seguito alla pronuncia delle Sezioni Unite della Cassazione (n. 25011/2014): i giudici hanno spiegato che 'il diritto all'istruzione è parte integrante del riconoscimento e della garanzia dei diritti dei disabili, per il conseguimento di quella pari dignità sociale che consente il pieno sviluppo e l'inclusione della persona umana con disabilità', perché 'il diritto all'istruzione dei disabili è oggetto di specifica tutela da parte sia dell'ordinamento internazionale che di quello europeo ed interno'. Nella sentenza è stato fatto riferimento anche all'articolo 24 della Convenzione di New York del 13 dicembre 2006 sui diritti delle persone con disabilità (resa esecutiva in Italia con la legge di autorizzazione alla ratifica del 3 marzo 2009, n. 18). Una linea analoga confermata anche dai giudici ordinari di La Spezia e Savona, che condanna il Miur a 7mila euro di spese di soccombenza.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): la nostra 'battaglia di civiltà' avviata con l'iniziativa 'Sostegno, non un'ora di meno!' raggiunge un altro importante risultato: abbiamo ribadito al Miur che la presenza del docente specializzato non può essere negata o concessa in parte a discrezione dell'amministrazione, ma costituisce un indispensabile strumento per adempiere alle necessarie forme di integrazione e di sostegno a favore degli alunni disabili. I quali, altrimenti, non vedrebbero adeguatamente garantito il loro diritto all'istruzione e allo studio.


La REGIONE LAZIO ha presentato al Festival de Cannes il bando LAZIO CINEMA INTERNATIONAL ed è stato siglato l'accordo per il CENTRO EURO-MEDITERRANEO




LA REGIONE LAZIO HA PRESENTATO AL 70° FESTIVAL DE CANNES
IL BANDO LAZIO CINEMA INTERNATIONAL 

 E' STATO  INOLTRE SIGLATO IL NUOVO ACCORDO PER LA COSTITUZIONE DEL PRIMO  CENTRO EURO-MEDITERRANEO DELL'AUDIOVISIVO.
Anche quest'anno la Regione Lazio partecipa al Festival Internazionale del Cinema di Cannes. Oggi (ndr domenica 21 maggio) nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta presso l'Italian Pavilion dell'Hotel Majestic Salon Marta a Cannes il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti ha presentato i risultati del lavoro svolto nel comparto cinematografico e le iniziative che saranno intraprese in futuro. Nello specifico Zingaretti ha illustrato le novità della seconda finestra del Bando Lazio Cinema International 2016 che prevede un investimento annuale di 10 milioni di euro per le coproduzioni internazionali. Si tratta di risorse europee del POR FESR 2014-2020, per un totale di 35 milioni di euro. L'intervento è finalizzato a sostenere gli investimenti in produzioni cinematografiche e audiovisive che prevedano la compartecipazione dell'industria del Lazio e straniera, una distribuzione di carattere internazionale e la realizzazione di prodotti che garantiscano una maggiore visibilità internazionale delle destinazioni turistiche del Lazio. Ulteriore obiettivo quello di sostenere la capacità delle aziende di produzione laziale a lavorare nelle grandi coproduzioni internazionali e di valorizzare il "girato" nel Lazio favorendo in questo modo il coinvolgimento delle imprese dell'intera filiera (dalle industrie tecniche alla post produzione); e infine attrarre sul territorio le grandi produzioni internazionali, con un'evidente ricaduta positiva sull'intero indotto, promuovendo il territorio del Lazio e le sue tipicità all'estero. 
"Qui a Cannes - ha dichiarato il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti - siamo tornati proprio per parlare di cinema e soprattutto delle numerose iniziative che la Regione Lazio promuove, e ha promosso in questi anni, a favore di un comparto in grado di generare nella nostra regione occupazione e ricchezza. Ci siamo impegnati su più fronti: per esempio con il Fondo Cinema del Lazio che investe 9 milioni di euro per le opere cinematografiche riconosciute come "prodotto culturale", realizzate in tutto o in parte nel Lazio, o con il  Fondo Rotativo Cinema che ha messo a disposizione 1,25 milioni di euro per le giovani imprese. Il comparto cinematografico rappresenta uno dei pilastri delle politiche culturali della nostra regione e ha un notevole impatto in termini di occupazione e sviluppo, basti pensare che sono oltre diecimila gli occupati laziali del settore cinema. E infatti sono aumentate le produzioni, le co-produzioni, e abbiamo rilanciato bellezze e luoghi del Lazio come nuovi set e palcoscenici di film che poi si affermano sul mercato nazionale e internazionale. I numeri parlano chiaro e noi ne andiamo particolarmente fieri: sono 44 le opere candidate ai David di Donatello negli ultimi 3 anni e le 29 le statuette vinte dai film del Lazio nel triennio 2015-2017, tutti riconoscimenti legati a opere che hanno ricevuto finanziamenti dalla Regione Lazio".


Il Presidente di Roma Lazio Film Commission Luciano Sovena
e il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti

Alla presenza di Lamal Souissi (Presidente Tanger Tetouan Al Hoceima Film Commission), Piluca Querol (Presidente Andalucia Film Commission) , Teresa Azcona (Spain Film Commission), Joanna Gallardo (Direttore Île-de-france Film Commission), Nejib Ayed (Direttore Journées Cinématographiques De Carthage) e di Luciano Sovena (presidente Roma Lazio Film Commission) è stato siglato un nuovo importante accordo per la costituzione del primo Centro Euro-Mediterraneo dell'Audiovisivo.
Così commenta Luciano Sovena, Presidente della Roma Lazio Film Commission,  la nascita di questo nuovo polo per l'audiovisivo: "L'accordo per il Centro Euro-Mediterraneo riveste una particolare importanza sia sotto il profilo dell'industria cinematografica sia sotto quello sociale e politico in questo particolare momento storico.
Personalmente penso che il dialogo "culturale" di paesi che hanno radici comuni possa e debba essere rinnovato e fortificato." 


Il Presidente di Roma Lazio Film Commission Luciano Sovena, il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e la Direttrice di Roma Lazio Film Commission Cristina Priarone con i firmatari dell'accordo per il Centro Euro-Mediterraneo 


La nuova tendenza a livello mondiale si chiama "Green-Conventional Wedding"



Uno studio condotto coinvolgendo 20 esperti di stile e wedding blogger tra i più accreditati in Italia, dal quale emerge la nuova tendenza in fatto di nozze, ovvero la “Green-Conventional Wedding”: un perfetto connubio tra tradizioni locali e rispetto per l'ambiente, che permette di valorizzare allo stesso tempo usi e costumi di una volta, il territorio e i prodotti locali sostenibili, oltre che di risparmiare fino al 70% sui costi delle nozze.

Una tendenza che ha già conquistato le star di tutto il mondo, come Alicia Silverstone, Megan Fox, passando per Calista Flockhart e Harrison Ford, fino ad arrivare alle nozze del secolo tra il principe William e Kate Middleton.
All’interno, oltre a riferimenti a testate internazionali, il parere di diversi esperti di stile e wedding blogger  sulla nuova tendenza in fatto di nozze.

MATRIMONI, LA NUOVA TENDENZA INTERNAZIONALE SI CHIAMA
"GREEN-CONVENTIONAL WEDDING"
Stai convolando a nozze? Ecco la formula per un matrimonio perfetto: qualcosa di vecchio, qualcosa di nuovo… qualcosa di eco-chic e qualcosa di verde, più precisamente Greenery. Esperti di stile e wedding blogger rivelano cosa non può proprio mancare in un matrimonio di tendenza: sì al rispetto delle tradizioni ma con uno sguardo rivolto all’ecosostenibilità e alla valorizzazione delle imprese locali.
Green-conventional wedding, si chiama così la nuova tendenza che sta prendendo sempre più piede fra i futuri sposi e che nasce dall’incontro tra le numerose tradizioni che gravitano intorno al mondo delle nozze e la filosofia eco-friendly, entrata a pieno titolo nella vita quotidiana degli italiani, e non solo. Ma se è vero che l’amore è un linguaggio universale riconosciuto e compreso in tutto il mondo è vero anche che matrimonio che vai, tradizione che trovi. E il Bel Paese, in fatto di riti scaramantici, la sa lunga: dal lancio del bouquet della sposa, tra le usanze tutt’oggi maggiormente diffuse insieme a riso e confetti, al taglio della cravatta dello sposo, rito che sta volgendo verso un lento declino, i tradizionali gesti di buon auspicio si tingono di verde, complice la diffusione del trend ecologically correct importato da oltreoceano. Una mania che ha contagiato anche numerosi vip: da Alicia Silverstone, convolata a nozze con Christopher Jarecki, a Megan Fox, passando per Calista Flockhart e Harrison Ford, fino ad arrivare alle nozze del secolo tra il principe William e Kate Middleton, impegnati in prima linea per limitare al massimo l’impatto ambientale di una cerimonia sicuramente molto imponente. Il risultato? Un matrimonio ecosostenibile, a Km zero, che valorizza le imprese locali, riducendo l’impatto sull’ambiente, e lascia spazio a momenti simbolici ricchi di significato ereditati dal passato.
È quanto emerge da uno studio condotto da Espresso Communication per Bigi Cravatte Milano, realizzato coinvolgendo 20 esperti di stile e wedding blogger, selezionati tra i più accreditati del Bel Paese, per capire quali sono le ultime tendenze in fatto di matrimoni.
A fornirci l’identikit dei novelli sposi italiani ci pensa l’Istat che, nel 2015, anno in cui si è rilevato l’aumento più consistente dal 2008, ha registrato 194.377 matrimoni, circa 4.600 in più rispetto al 2014. Giovani spose che hanno in media 32 anni e sposi di 35 che sempre più spesso di affidano al rito civile per coronare la loro unione, per un totale di 88.000 matrimoni laici celebrati nel 2015 (45,3% dei matrimoni totali). E vissero tutti felici e contenti? Sì, ma circa per 17 anni, durata media del matrimonio complice, nel 2015, l’introduzione del “divorzio breve” che ha fatto registrare un boom di rotture (+57% rispetto al 2014).
E i costi? Secondo l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, nel 2016 il volume d’affari per la celebrazione di un matrimonio tradizionale, con 100 invitati, si è aggirato tra i 36.213 euro e i 60.331 euro. Cifre che risultano proibitive per molte coppie che sempre più spesso optano per matrimoni green ed ecologici, nell’ottica del rispetto per l’ambiente e di uno sguardo al portafoglio riuscendo a risparmiare fino al 70%. Ma non c’è crisi o statistica che riesca a scalfire i cuori delle coppie innamorate che, nel giorno più bello dedicato all’amore, sfoderano tutto il loro romanticismo scavando tra le usanze del passato.
Quali sono le tradizioni da riscoprire nel giorno più importante dedicato all’amore? «Ricordare alcuni vecchi rituali dei nostri nonni – spiega Simona Spinola di www.zankyou.it – può dar vita a momenti simbolici ricchi di significato o semplicemente a scatti divertenti da conservare nell’album nuziale come per esempio le classiche scene esilaranti connesse al lancio del bouquet tra le inguaribili zitelle amiche della sposa» anche se, come spiega Francesca Favotto di www.weforwedding.it, il tradizionale lancio del bouquet, tutt’ora molto amato, «è stato snaturato nel suo significato: in origine esso veniva regalato dal futuro sposo come suggello di fidanzamento e inizio di una nuova vita insieme e lanciato dalla sposa a tutte le nubili presenti alla festa, come tramando di buon auspico dall'appena coniugata alla futura nubenda. Oggi, invece, si è soliti far preparare un bouquet a parte, più piccolo, da utilizzare appositamente per il lancio, di modo che la sposa possa tenere il suo come ricordo. Ma non è la stessa cosa!» Anche «riso e confetti non possono mancare, augurando agli sposi fertilità e prosperità – prosegue Sandra Betti di www.ilbiancoeilrosa.it -. Possiamo evitare il taglio della cravatta e l’abito bianco, viste ormai le tante sfumature di gran moda. Resiste invece la tradizione di indossare qualcosa di vecchio, di nuovo, di prestato e di blu grazie alla complicità di mamma, suocera e testimoni di nozze».
Una posizione condivisa anche all’esperta di stile Paola Bigi di Bigi Cravatte Milano: «Nonostante Bigi Cravatte sia una realtà che vanta una lunga tradizione, votata al rispetto delle usanze che hanno fatto la storia del costume italiano, ci sono dei rituali diffusi in alcune regioni della nostra penisola che non incontrano la filosofia dell’azienda. Un esempio, o meglio un consiglio di stile? Rinunciate al taglio della cravatta. Viviamo in un’epoca segnata dal consumismo ma che, ultimamente, ha dovuto fare i conti con un importante ridimensionamento, complice la crisi che ha attraversato il nostro Paese. Ridurre in piccoli pezzi un accessorio raffinato e di qualità come la cravatta può dunque risultare un gesto poco elegante e non apprezzato.»
Tradizioni raccontate dal grande schermo che hanno fatto ridere, sognare, commuovere, sperare le spose di tutto il mondo. Vivere un matrimonio da film resta, infatti, ancora un sogno per moltissimi innamorati ad ogni latitudine, complici i registi nazionali e internazionali che hanno fatto delle nozze uno dei temi più trattati. Grasso, grosso e greco è il matrimonio raccontato dalla famiglia Portokalos e sempre greco è il matrimonio della figlia di Meryl Streep nel musical Mamma mia!, campione di incassi. Un Matrimonio da favola è quello che descrive Carlo Vanzina mentre è del migliore amico il matrimonio al quale è chiamata a prender parte Julia Roberts. Ma tra una risata e una lacrima, come non fermarsi a riflettere davanti a Monsoon Wedding, vincitore del Leone d’Oro alla 58° mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia. Una breve carrellata di film che vanno ad aggiungersi ad un’infinità di storie raccontate sul “giorno più romantico” e che, tra una pioggia di petali di rose e gustosi confetti colorati, rispolverano le tradizioni, in bilico tra fantasia e verità, con uno sguardo verso i nuovi trend.
«Dopo anni in cui il must era stupire, - spiega Sandra Betti di www.ilbiancoeilrosa.it-, finalmente si torna alla semplicità con un ricevimento veloce e informale che lascia ampio spazio al party con gli amici». Ma tra le nuove tendente che stanno prendendo sempre più piede tra i novelli sposi impazzano i matrimoni ecosostenibili, a Km zero, che valorizzano le imprese locali, riducendo l’impatto sull’ambiente, affermano all’unanimità le wedding blogger coinvolte nello studio. «Una vera e propria filosofia eco-friendly che rispetta la stagionalità dei prodotti e le caratteristiche di ogni luogo – spiega Simona Spinola di www.zankyou.it -. Inoltre non manca mai un finale in dolcezza: torte, ma non solo! Candy bar, food truck, macarons nelle infinite varianti e, soprattutto, golose bomboniere enogastronomiche a base di prodotti tipici del territorio. Per quanto riguarda invece il mood della cerimonia, dopo il trionfo del boho-chic e di uno stile più country, si registra un consistente aumento delle coppie che optano per un ricevimento dal sapore “urban” e dal gusto minimal. Ambientate in stupendi spazi industriali recuperati da ex fabbriche con pareti di mattoni a vista, a cui conferire un tocco romantico dal tono retrò grazie a fiori freschi di campo, candele e dettagli vintage, le nozze metropolitane sono un autentico omaggio al design.» Un matrimonio semplicemente eco-chic avvolto da un autentico trionfo di sapori e colori e che «quest'anno vede furoreggiare il verde, più precisamente il Greenery, come indicato da Pantone – conclude Francesca Favotto di www.weforwedding.it».
Largo quindi ai nuovi trend che si intrecciano sapientemente con il passato. Ma a quali tradizioni farebbero volentieri a meno, oggi, gli sposi? Secondo una ricerca pubblicata sulle pagine del Daily Mail, dagli anni ‘60 ad oggi molte tradizioni si sono perse per strada. Sono infatti sempre meno le richieste della mano della sposa al futuro suocero, l’attraversamento della soglia di casa tra le braccia dell’amato, il pagamento del matrimonio da parte del padre della sposa. Non solo, secondo i dati riportati da Huffingtonpost.com sempre più spose faticano a rinunciare al proprio cognome da nubili mentre rinuncerebbero volentieri all’abito bianco.
Ma se il mondo è bello perché è vario ed ogni coppia sogna in maniera diversa il proprio “giorno perfetto”, ci sono degli accorgimenti che non possono proprio mancare in un matrimonio che si rispetti: «Semplicità ed eleganza – afferma Sandra Betti di www.ilbiancoeilrosa.it -. Sono tanti gli aspetti e i dettagli importanti che compongono un matrimonio e ne caratterizzano la perfetta riuscita, anche se l’abito della sposa è sicuramente l’elemento più osservato. Ma un ruolo da co-protagonista è riservato finalmente anche allo sposo, che sempre più spesso desidera essere guidato sulla scelta degli accessori per essere perfettamente abbinato all’amata, individuando un colore, uno stile, un piccolo dettaglio vezzoso che faccia da leitmotiv a tutto l’evento». Non basta. «Che matrimonio sarebbe senza fiori? – si chiede Simona Spinola di www.zankyou.it -. E non si fa riferimento solo al bouquet della sposa ma anche agli allestimenti della location. Anche il ricordo del ricevimento che gli invitati avranno è essenziale: un banchetto di nozze ghiotto ed originale è un piacere per occhi e palato, ma anche un momento conviviale unico da condividere con gli affetti più cari. Infine, in un matrimonio che si rispetti non possono mancare i confetti; sono lontani i tempi in cui le bomboniere contenevano mandorle ricoperte, ora non c'è che l'imbarazzo della scelta tra forme, gusti e formati». Ultimo ingrediente imprescindibile per un matrimonio perfetto è «l'amore – conclude Francesca Favotto di www.weforwedding.it -. Sembrerà scontato ma la maggior parte delle unioni avviene per ragioni altre (soldi, interessi, inerzia, tradizione, religione...). A me piace pensare che due persone si sposano perché si amano. Punto. Non serve altro.»


“Spaesati” Ecco la XV edizione del Granara Festival dal 31 luglio


"Spaesati"
Ecco la XV edizione del Granara Festival
da lunedì 31 luglio 2017 a sabato 5 agosto 2017
Aperte le iscrizioni ai laboratori.
Sette giorni di incontri e spettacoli:
natura, musica, cibo, giochi e seminari
GRANARA (PR). Il Granara Festival, nato nel 2000, propone ogni anno un variegato calendario di spettacoli, incontri, laboratori, momenti di condivisione spaziando tra teatro, cinema passando per la musica, l'ecologia e l'arte contemporanea. Il Festival si svolge presso l'Ecovillaggio di Granara (loc. Granara frazione Branzone, Valmozzola Parma).
La manifestazione si terrà quest'anno da lunedì 31 luglio  a sabato 5 agosto. Il filo conduttore sarà il tema dello SPAESAMENTO, in ideale continuità con le riflessioni dell'edizione 2016 sulla fragilità di individui e società posti di fronte a trasformazioni globali ed ecologiche. Attraverso le proposte di artisti provenienti da diverse aree proveremo a interrogare il senso di smarrimento che pervade la società intera, posta di fronte a radicali cambiamenti di prospettive, e a indagarne sia gli effetti "spaesanti" che decostruiscono la nostra visione abituale e statica della realtà, sia le potenzialità generative e di costruzione di nuovi punti di vista più adatti a interpretare un mondo in continuo divenire.

Temi correlati saranno il confine, l'educazione e l'altro. Il tentativo di comprensione delle dinamiche interculturali ci appare premessa indispensabile per promuovere un processo di accettazione dell'alterità, di convivenza pacifica e di integrazione tra le culture.

Nasce a Firenze il primo servizio al mondo di accoglienza turistica 2.0



È nato Keesy, il primo servizio di check-in e check-out completamente automatizzato per chi fa home sharing. Imprevisti o ritardi nell’accoglienza turistica non sono più un problema. I Keesy Point, localizzati in punti strategici di arrivo come stazioni e aeroporti, sono aperti 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, per garantire la massima libertà di Host e Guest. Il servizio non si occupa solo del passaggio delle chiavi, ma gestisce in sicurezza anche tutti gli adempimenti burocratici più “noiosi” e impegnativi: dalla raccolta dei documenti degli ospiti con il rilascio della relativa ricevuta alla riscossione della tassa di soggiorno, rendendo, tramite Keesy app, il tutto automatico e gestibile anche a distanza, direttamente da cellulare, tablet o PC.

Il primo Keesy Point è stato realizzato a Firenze, seguiranno Roma, Milano e Venezia. Keesy, start up al 100% made in Italy, nasce quindi da un’esigenza specifica: rispondere alle problematiche oggettive di chi fa home sharing, per garantire la massima flessibilità dell’Host, il proprietario che affitta, e del Guest, l’ospite che andrà a soggiornare, libero così di arrivare in qualsiasi orario senza il timore di non trovare nessuno ad accoglierlo in appartamento, bed& breakfast o affittacamere. Da un’indagine effettuata da Keesy, svolta da GFK Eurisko nel mese di marzo, per il 38% degli italiani avere infatti degli orari definiti per fare il check-in rappresenta una difficoltà oggettiva e si preferirebbe avere la possibilità di fare check-in fuori dalla fascia oraria predefinita.


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