Agenzia Stampa Aspapress

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24 settembre 2016

Vale un Viaggio è molte cose

In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio
AL VITTORIALE DEGLI ITALIANI
LA PRIMA DI VALE UN VIAGGIO
101 meraviglie d'Italia da scoprire


Vale un Viaggio è molte cose. Soprattutto è un'opera originale che crede ancora nella forza di comunicazione del libro.  Originale perché scritta da una giornalista e critica di chiara fama che percorre in largo e in lungo il Bel Paese visitando tutti i 101 luoghi che l'opera passa in rassegna. Poi perché è insieme una guida di resoconti di viaggio ma anche un testo antologico di divulgazione critica perché ha in sé il germe di un modello di divulgazione culturale che mette in relazione argomenti, periodi, generi diversi legati da una comune valenza estetica e qualitativa. E infine perché Vale un Viaggio (il primo titolo di una nuova collana) è una grande mostra che svela luoghi artisticamente preziosi, nella trasversalità di periodi storici diversi, attraverso tutte le regioni italiane. Il calendario delle presentazioni sarà inaugurato dal Vittoriale degli Italiani, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, che in questa specifica occasione assume il ruolo paradigmatico di simbolo della poliedricità culturale del nostro Paese.

A conferma di ciò le parole del Presidente Giordano Bruno Guerri: "Il Vittoriale, così pieno di tesori da scoprire
- artistici, naturali, storici - può essere davvero una sintesi di questo bel libro utilissimo. Ma mi piace soprattutto
che ci sia anche il Museo del Divino Infante, nostro vicino di casa e perla di GardaMusei".

"Molti credono che l'Italia – racconta l'autrice Beba Marsano – si esaurisca entro i confini dei consueti percorsi turistici. Non è così. Esistono singole opere, d'arte e di natura, che giganteggiano, appartate e segrete, ai margini di strade meno battute, in territori poco promossi dal movimento mediatico. Opere che da sole valgono un viaggio.
Questo libro, dunque, non è una semplice collezione di luoghi, bensì un'antologia di emozioni che ho vissuto in prima persona quando in queste meraviglie mi sono imbattuta. A volte per caso, altre per scelta, altre ancora per una felice intuizione del cuore".

L'editore Cinquesensi, descrivendo l'identità della collana, continua: "L'Italia va riscoperta o per meglio dire
va saputa comunicare con cognizione, sapienza e con paziente impegno. Prerogative che richiedono tempo, conoscenza e qualità. Su questa traccia ideale è nato il progetto di collana Vale un Viaggio, opera fresca, rapida nel suo scorrere ma altrettanto utile e seriamente interpretata dall'autrice. Il risultato va prima sfogliato, come in un caleidoscopio d'immagini ricche di suggestiva e persuasiva bellezza e poi letto in ogni dettaglio per scoprire così i grandi e piccoli capolavori che ci arrivano da ogni regione d'Italia: siti archeologici, preziosi musei d'arte e d'arti minori, cicli di affreschi, soprattutto riferiti alla pittura primitiva, basiliche romaniche, collezioni private, a volte di sorprendente originalità, piazze e scorci intesi come paradigmi di uno specifico periodo architettonico, infine anche angoli e prospettive naturalistiche, come testimonianze dell'arte della Creazione. A conclusione del racconto di ogni tema l'autrice, secondo la felice idea d'invitare il visitatore a una sosta meno affrettata, suggerisce un albergo e un ristorante siti nell'immediato contorno territoriale".         
             


Božidar Stanišić: il nuovo libro

I BUCHI NERI DI SARAJEVO
e altri racconti

di Božidar Stanišić
Prefazione di Paolo Rumiz
il nuovo libro di Bottega Errante Edizioni
10 storie di uno dei maggiori scrittori bosniaci
raccontano l'anima dei Balcani


La Bosnia degli anni Novanta, prima e dopo lo scoppio del conflitto, la meravigliosa Sarajevo distrutta dall'assedio, i momenti di incredulità che precedono la guerra e gli attimi di spaesamento immediatamente successivi; questi sono gli sfondi delle storie di uomini e donne che vedono cambiare all'improvviso il corso della loro vita. Uno stile tutto giocato sui movimenti, i pensieri, i silenzi di chi è sopravvissuto in un sottilissimo e precario equilibrio tra follia, proiezioni, ricordi e il riaffiorare dei fantasmi del passato e della vita prima del conflitto. I buchi neri non sono solo quelli subiti dalla città bosniaca, martoriata e distrutta nell'anima, ma sono gli abissi e le feroci solitudini di ognuno di noi di fronte alla pazzia di tutte le guerre. 



Quando nel '92 Božidar Stanišić – bosniaco di cultura serba sposato a una bosniaca di famiglia croata – comparve sulla porta di casa mia, non capii subito di trovarmi di fronte a un déja vu. Non mi resi conto che egli arrivava impaurito, incredulo e spaesato esattamente come migliaia di profughi istro-dalmati quarant'anni prima di lui. Quel professore di lettere mite e silenzioso rappresentava la stessa tragedia e anche la stessa indecorosa mascherata.
(dalla prefazione di Paolo Rumiz)

Božidar Stanišić

E' nato a Visoko, Bosnia, nel 1956. Si è laureato in filosofia.  Ha insegnato fino al 1992 quando fugge dalla guerra civile in Bosnia rifiutandosi di indossare qualunque tipo di divisa. Arriva in Italia e trova la sua residenza a Zugliano dove si ferma  con la famiglia e vive tuttora. Nel 1993 pubblica I buchi neri di Sarajevo (MGS Press); negli anni successivi con l'associazione "E. Balducci" pubblica tre raccolte di poesie Primavera a Zugliano, Non-poesie, Metamorfosi di finestre, successivamente la raccolta di racconti intitolata Tre racconti. È presente con un testo nell'antologia della narrativa bosniaco-erzegovese del Novecento Racconti dalla Bosnia, a cura di G. Scotti. Riprende la produzione in prosa con Bon Voyage, Il cane alato e altri racconti. Nel 2011 pubblica il libro per ragazzi La cicala e la piccola formica, nel 2012 Piccolo, rosso e altri racconti. Diverse prose e poesie sono sparse in numerose antologie italiane e straniere. Alcuni suoi racconti, saggi e poesie sono tradotti in francese, inglese, sloveno, albanese, giapponese e cinese.


ALDO MONDINO MODERNO, POSTMODERNO, CONTEMPORANEO

 
Museo Villa Croce, Archivio Mondino e Palazzo della Meridiana
presentano

A undici anni dalla morte di Aldo Mondino (Torino, 1938–2005), il Museo di Villa Croce, in collaborazione con l'Archivio Aldo Mondino e Palazzo della Meridiana, presenta: Aldo Mondino. Moderno, Postmoderno, Contemporaneo.
La mostra, a cura di Ilaria Bonaccossa, si articola in due sedi, presentando la produzione pittorica, scultorea e ambientale di qurant'anni di ricerche che per le loro qualità formali e concettuali sembrano frutto di molteplici personalità artistiche. Questa grande antologica vuole mostrare le qualità della poliedrica produzione di quest'artista piemontese per permettere al mondo internazionale dell'arte di comprenderne l'importanza.
Artista tra i più eclettici della sua generazione, Aldo Mondino è il più significativo rappresentante della poetica Post-Moderna italiana. Attraverso il suo lavoro si è riappropriato delle ricerche stilistiche e formali delle avanguardie artistiche, citando e scherzando allo stesso tempo con le opere dei suoi contemporanei.



Aldo Mondino davanti all'opera "Mon Dine"

I riferimenti presenti nei suoi lavori spaziano dal Surrealismo alle ricerche Dada, dal Pop al Concettuale fino a citare e stravolgere le opere di grandi maestri come Casorati, Degas, Picasso, Giacometti o Capogrossi. Mondino pratica tutto il contrario di tutto, mescola tecniche, materiali e generi, cambiando il modo di vedere le cose e la loro funzione (esemplari i tappeti dipinti su eraclite). A partire dai primi anni '80, realizza sculture di cioccolato, dipinti su linoleum, mosaici di marshmallow, tappeti di caffè e di granaglie, lampadari di penne Bic oltre a sculture in bronzo, vetro, ceramica e legno. Tutto per Mondino è fonte d'ispirazione, dagli abbecedari ai classici dell'arte, dal Palio di Siena alle tradizioni religiose e mistiche. Si resta esterrefatti da come il suo lavoro possa essere giocoso e infantile, appassionato ed emotivo, introspettivo e drammatico ma sempre irriverente e ironico. Amico di Armando Testa, che lo vorrebbe spingere a fare il pubblicitario, elabora un inedito rapporto tra parole e immagini, trasformando i suoi titoli in catalizzatori di significato, che attraverso irriverenti giochi di parole stravolgono la lettura dei lavori. La seconda parte della sua vita è segnata da un inarrestabile bisogno di perdere coscienza di sé. Questa forma d'escapismo da un'Italia travolta dal Boom economico e stravolta dalle lotte di classe, si manifesta, come nell'amico e compagno di ricerche Alighiero Boetti, nella ricerca mistica, nell'alcool e nelle donne, ma soprattutto in lunghi soggiorni in luoghi esotici, (Turchia, Marocco o India), in cui trova i soggetti per la sua pittura.



Il Museo di Villa Croce presenta la prima produzione di Aldo Mondino concentrandosi sulle straordinarie installazioni ambientali dell'artista, sulle opere di matrice Pop (presentati alla Biennale di Venezia del 1964) e sui lavori creati con il cioccolato e le caramelle in risposta alle ricerche dell'Arte Povera. Palazzo della Meridiana, invece, presenta importanti cicli pittorici legati alla sua fase più matura, opere nate dai suoi viaggi nel bacino del Mediterraneo, opere come i 'dervisci' che, catturati nel loro roteare mistico, gli valsero numerosi riconoscimenti e un padiglione monografico a La Biennale di Venezia del 1993.
La mostra, inoltre si arricchisce di sei interventi monumentali installati in alcune delle più importanti istituzioni museali genovesi, articolandosi come un percorso sorprendente, in cui niente è come appare e in cui la grandiosa e storia della città viene reinterpretata dall'ironia dissacrante di questo artista. Aldo Mondino, Moderno, Postmoderno, Contemporaneo, diventa una caccia al tesoro che dalle sale neoclassiche di Villa Croce, ci spinge a scoprire la medievale Casa di Colombo, stupendoci con la superba monumentalità di Palazzo Ducale, per entrare nei saloni da ballo dei famosi Palazzi di Strada Nuova; dopo averci fatto affacciare sul mare delle terrazze di Palazzo Reale, ci immerge sottacqua nelle sale dell'Acquario, guidandoci fino al meraviglioso atrio liberty di Palazzo della Meridiana.

23 settembre 2016

Akropolis e la giovane danza d'autore a Teatri di Vetro questo fine settimana



Sabato 24, alle ore 18,30 e 20,30, le ultime due repliche di Film -  Macchina della vista e dell'udito, site specific di Vincenzo Schino per la Fondazione Volume! ( Via San Francesco di Sales 86).
Sempre sabato, presso Carrozzerie N.O.T. (Via Panfilo Castaldi 26), la compagnia Teatro Akropolis presenta il libro Morte di Zarathustra alle ore 18 e, alle 21, lo spettacolo omonimo.
Domenica 25, alle Carrozzerie N.O.T. una serata dedicata alla giovane danza d'autore con 3 spettacoli: Francesco Colaleo, Maxime Freixas e Francesca Ugolini in Beviamoci su - No Game (ore 20), Monica Serra in Oralità pastorale n.2 (ore 21), e Dehors/Audela in Planimetrie (ore 22).

Lunedì 26 alla Casa del Cinema Birri e Di Gianni ricordano gli anni di studio al CSC

In programma questa settimana il decennio 1945-1955 descritto attraverso cortometraggi e lungometraggi realizzati da alcuni degli allievi di allora: Umberto Lenzi, Marco Leto, Folco Quilici, Francesco Maselli, Luigi Di Gianni.
Alle 20.30 l’incontro con Fernando Birri e Luigi Di Gianni.  Quelli che raccontiamo in questa seconda giornata furono gli anni del dopoguerra, uno spicchio di storia e di cinema italiano visto attraverso gli occhi di un giovane argentino che venne in Italia per studiare al Centro Sperimentale di Cinematografia.  Quel giovane straniero negli anni contribuì con i suoi film, basati su un'originale rielaborazione della lezione neorealista, al rinnovamento del cinema sudamericano, non solo, forte fu anche il suo impegno per la formazione di nuove generazioni di autori. Luigi Di Gianni, diplomato in regia al CSC nel 1954, due anni dopo Birri, è estraneo al clima del neorealismo; i suoi documentari  sono il frutto di una straordinaria ricerca antropologica avvalendosi delle ricerche di Annabella Rossi che ha collaborato con lui per numerosi documentari, e dello stesso De Martino, consulente scientifico del suo primo lavoro, premiato al Festival di Venezia del 1958.


Lunedì 26 Settembre   1945 – 1955    Casa del Cinema - Roma

 ore 15.30        Ragazzi di Trastevere di Umberto Lenzi (1956, 40')
La villeggiatura di Marco Leto (1973, 112')

ore 18.30        Passeggiata di buon mattino di Folco Quilici (1952, 17')
Gli sbandati di Francesco Maselli (1955, 78')

ore 20.30    Incontro con Fernando Birri, Luigi Di Gianni

FASHION FILM FESTIVAL MILANO - CONVERSATIONS - SAVE THE DATE 25-26 SEPTEMBER


American Express ha il piacere di invitarvi, nel corso del Fashion Film Festival, alle quattro Conversations, incontri dedicati a promuovere il dialogo tra la moda e i diversi mezzi di comunicazione. Le Conversations sono un’occasione di incontro con alcuni importanti personaggi del cinema, della moda, dell’arte e della cultura, assieme a rappresentanti di realtà digitali, designer e registi internazionali.

I temi delle quattro Conversations saranno “Women IN Film”, “Fashion IN Radio”, “Digital INSiders” e Meet the Jury: il primo tratterà dell’importanza della figura femminile nel cinema, il secondo della capacità della moda di travalicare i confini della comunicazione arrivando fino alla radio, il terzo affronterà il tema della cultura e le sue espressioni nell'incontro con l’innovazione, la quarta è un intervista esclusiva di Gloria Maria Cappelletti a Olivier Zahm.

La moderazione degli incontri è affidata alla giornalista di Marie Claire Italia, Marta Stella, che favorirà il dialogo e l’interazione con il pubblico, con l’obiettivo di costruire nuovi ponti tra moda e cinema nell’era digitale:
  • Women INFilm, domenica 25 settembre, ore 15:00: con Alina Marazzi (regista del documentario “Anna Piaggi: una visionaria nella moda”. Milanese internazionalmente riconosciuta), Emanuela Martini (critica cinematografica, direttrice artistica del Torino Film Festival) e Claudia Llosa (regista, produttrice e sceneggiatrice peruviana. Candidata all’Oscar, vincitrice dell’Orso d’oro e del premio FIPRESCI con il lungometraggio The Milk of Sorrow).
  • Digital INsiders domenica 25 settembre, ore 17:30: Riccardo Conti (è critico d'arte e free lance editor per numerose pubblicazioni nazionali ed internazionali occupandosi principalmente di cultura: Art Tribune, Vogue Italia e VICE), Simon Bekerman (Founder DEPOP).
  • Fashion INradio, lunedì 26 settembre, ore 14:30: La Pina (rapper, conduttrice radiofonica di Radio DEE JAY e conduttrice televisiva italiana) e Nicoletta Morozzi (direttrice dell'Area di Fashion Design presso la NABA). Un confronto tra figlia e mamma, due generazioni che raccontano l’evoluzione della comunicazione nel mondo moda.
  • Meet the Jury, lunedì 26 settembre, 17:30: Olivier Zaham (fotografo, regista e fondatore di Purple Magazine). Una intervista esclusiva con Gloria Maria Cappelletti (curatrice del FFFMilano e Italian editor di I-D Magazine).

RAI YOYO. Torna BUONGIORNO con YOYO - da sabato 24 settembre le nuove puntate


Dal 24 settembre, alle ore 9.05, Ariele, Gipo e Lallo tornano a dare, ogni sabato e domenica, il buongiorno ai piccoli telespettatori di Rai YoYo.
"Buongiorno con Yoyo" anche in questa nuova stagione ha il sapore della festa e accoglie i bambini nella "piazza" de Le Storie di Gipo, invitando i piccoli telespettatori all'ascolto del racconto di un sogno  ma è anche l'occasione per scoprire tante curiosità sul mondo della natura.
Gipo (Oreste Castagna) si sveglia, è un risveglio buffo perché ancora confabula e si agita in preda al suo ultimo sogno. Finalmente, aiutato dalle affettuose "scosse" di Ariele (Greta Pierotti) e di Lallo prende coscienza di sé, saluta i bambini a casa e racconta brevemente il suo sogno. Segue il rito del buongiorno: una breve filastrocca che i tre rivolgono ai bambini e che è l'inizio ufficiale del fine settimana! E' il momento della colazione: Gipo e i suoi amici propongono un semplice gioco: il simpatico Peppa Quiz, per vedere se sono davvero esperti del cartone più amato dai bambini.
"Buongiorno con YoYo" è un programma di Rai Ragazzi scritto da Daniela Attilini e Oreste Castagna, per la regia di Lorella Galvan. L'impianto scenico è firmato da Franco Bottara con la collaborazione della scenografa Carolina Fanelli. Produttore esecutivo Stefania Vergnano.

Bruno Bavota in scena a Cremona Musica


 L'esibizione coincide con l'uscita del nuovo disco "Out of the Blue"  

Venerdì 30 settembre, uscirà il nuovo disco, “Out of the Blue”, il compositore e pianista napoletano Bruno Bavota si esibirà a Cremona Musica International Exhibitions, manifestazione leader al mondo per gli operatori della grande musica con un programma culturale di oltre cento eventi distribuiti nell'arco di tre giornate (dal 30 settembre al 2 ottobre 2016 negli spazi di CremonaFiere).

IL DISCO DELLA MATURITÀ.
“Out of the Blue” è il quinto disco dell'artista partenopeo, pubblicato dall’etichetta americana Sono Luminus (distr. Ducale). Bruno Bavota spazia tra i territori modern classic resi celebri dai mondi “alternativi” di Erased Tapes Records che qui incontrano “il pop pianistico" che si è affermato grazie ad artisti come Glass, Nyman, Sakamoto… "Out of the Blue" arriva dopo il successo di “Mediterraneo" (che ha portato Bruno Bavota a esibirsi in tutto il mondo) ed è il disco della maturità di un artista delicato, che vede sì il pianoforte come guida interagendo, però, con elettronica, chitarra e archi. Anche per questo la scelta di esibirsi a Cremona – patria mondiale della musica e della liuteria, terra natale di Stradivari, Amati e Monteverdi – nel giorno di uscita dell'album di carica di significati simbolici: Bavota è, ormai, un musicista e compositore a tutto tondo con una cifra stilistica allo stesso tempo classica e contemporanea.
LA CAPITALE DELLA MUSICA.
Cremona Musica International Exhibitions si offre ad una platea di addetti ai lavori e di appassionati come un momento di aggregazione di ampio respiro, in grado di coniugare business e spettacolo, riflessione e intrattenimento. La manifestazione si articola in quattro sezioni che combinano un ricchissimo repertorio espositivo con una sequenza di eventi - concerti, seminari, masterclass e presentazioni – studiati per un pubblico sia di specialisti che di appassionati: Mondomusica è lo spazio dedicato agli archi, Piano Experience è il tributo ai pianoforti e agli strumenti a tastiera, Acoustic Guitar Village è la rassegna riservata alle chitarre, mentre Cremona Winds è la debuttante sezione imperniata attorno agli strumenti a fiato. Tra i i 'big' che parteciperanno a Cremona Musica figurano il virtuoso del violino Shlomo Mintz, il grande documentarista musicale Bruno Monsaingeon, la più celebre violinista italiana al mondo Francesca Dego, lo straordinario violoncellista Enrico Dindo, il popolare pianista Maurizio Baglini, il leggendario flautista Maxence Larrieu, il raffinato polistrumentista jazz Chris Collins...

CLASSICO E MODERNO.
Il nuovo lavoro di Bruno Bavota si colloca perfettamente nella scena modern-classic / neo classica; non a caso la stampa specializzata ha già individuato illustri paragoni con artisti del calibro di Dustin O'Halloran, Nils Frahm, Ludovico Einaudi e Ólafur Arnalds. Sebbene il disco di Bavota sia facilmente collocabile accanto ai lavori di questi talentuosi musicisti, la sua è una voce innegabilmente unica e la bellezza della sua musica fa brillare di luce proprio l’album. L’album vede la collaborazione del violoncellista Michael Nicolas (ICE and Brooklyn Rider) e del violinista J. Freivogel del Jasper String Quartet. A partire dal mese di ottobre, Bruno Bavota sarà in tour in tutto il mondo e molto presto arriverà anche negli USA (2017).





Al Congresso eucaristico di Genova le ostie arrivano dal carcere di Opera

Saranno consacrate dagli oltre 70 vescovi presenti.
L’iniziativa nell’ambito del progetto “Il senso del pane”


Ciro, Giuseppe e Cristiano: tre detenuti che nel carcere di Opera stanno scontando condanne pesanti per omicidio. Sono loro ad aver prodotto e donato al Congresso eucaristico di Genova (15-18 settembre) oltre 16mila ostie, preparate artigianalmente nel laboratorio allestito nell’istituto penitenziario milanese nell’ambito del progetto “Il senso del pane”, e che saranno consacrate durante tutte le celebrazioni dell’evento dagli oltre 70 vescovi e cardinali presenti alla tre giorni ligure. «Abbiamo lavorato durante il mese di agosto per produrre le ostie per il Congresso», spiega Cristiano, «e siamo contenti di poter essere presenti anche noi, attraverso il nostro impegno, a questo evento così importante per la Chiesa italiana. Grazie al progetto “Il senso del pane”, ho capito il significato di redenzione e misericordia dell’Eucaristia. Per noi che viviamo in carcere, tale valore è visibile concretamente, grazie al percorso di conversione che compiamo nel laboratorio. Ma, con la nostra testimonianza, siamo certi che anche a Genova, dove tutta la Chiesa italiana riflette sull’Eucaristia, faremo arrivare il nostro messaggio, perché abbiamo potuto sperimentare la misericordia di Dio, che si fa cibo di salvezza per tutti noi».

“Il senso del pane” è un progetto della Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti che, nel carcere di Opera, grazie alla collaborazione del direttore dell’istituto penitenziario Giacinto Siciliano, ha allestito un laboratorio artigianale per la produzione di particole, che vengono donate gratuitamente alle parrocchie che ne fanno richiesta, inviando una mail a Attualmente, sono oltre 200 le realtà che utilizzano le ostie che sono state consegnate personalmente dai detenuti anche a papa Francesco: il Santo Padre li ha ricevuti in udienza lo scorso 9 aprile e ha consacrato le particole lo scorso 15 maggio, a Pentecoste, nel giorno in cui la Chiesa ricorda la discesa dello Spirito Santo e inizia, quindi, la propria testimonianza missionaria. Un legame importante con il Congresso di Genova, che intende riflettere proprio sull’Eucaristia come «sorgente della missione».

Oggi, le ostie sono arrivate in tutti i 5 continenti: dagli scenari di guerra del Kurdistan iracheno, di Gerusalemme e della Siria, ai luoghi più cari alla devozione popolare, come Lourdes e Cracovia, fino ad arrivare a “terre di frontiera” come Nairobi, in Kenya (Africa), nel Nicaragua e a Cuba (America) o nel carcere di Colombo, capitale dello Sri Lanka (Asia). «Persone di ogni parte del mondo», specifica Arnoldo Mosca Mondadori, ideatore del progetto, «si uniscono in una rete meravigliosa il cui legame è la coscienza che l'Eucaristia è il cibo oggi necessario per la vera pace di ogni essere umano».





Casa Artusi protagonista alla Sagra del Tortellino Tradizionale di Castelfranco Emilia con Carla Brigliadori 'Dama del tortellino'

Carla BrigliadoriLa (responsabile della cucina di Casa Artusi)  è la Dama del tortellino 2016. La cuoca ha conquistato il titolo domenica 11 settembre, durante la giornata conclusiva della Sagra del Tortellino Tradizionale di Castelfranco Emilia in provincia di Bologna, la rassegna organizzata dall'Associazione di volontariato La San Nicola giunta quest’anno alla sua 35esima edizione guidata dal Presidente Gianni Degli Angeli.

Come da tradizione, Carla Brigliadori nelle veci della Dama del tortellino ha sfilato insieme all'oste impersonato dal Presidente del Consorzio del Prosciutto di Modena Davide Nini per lo scambio in notturna del mattarello con l’oste e la dama dello scorso anno, Giuseppe Villani e Federica Galli. Dopo la sfilata, i neoeletti hanno partecipato ad una simbolica rappresentazione sulla nascita del tortellino. Si narra infatti che fu un oste che, spiando una dama dal buco della serratura, si innamorò a tal punto del

Carla Brigliadori è stata scelta per il suo collegamento con Casa Artusi che da sempre diffonde nel mondo i valori della cucina domestica italiana.  Occasione ghiotta giovedì 27 ottobre, per la prima volta in Casa Artusi ‘Il tortellino, che passione’, corso teorico-pratico dedicato al tortellino fatto a mano, in collaborazione proprio con la San Nicola, Associazione di volontariato di Castelfranco Emilia organizzatrice della Sagra del Tortellino Tradizionale, che guiderà i partecipanti alla conoscenza dei segreti del Tortellino.

ZOOTECNICA A AGRICOLTURA DI PRECISIONE: DUE INDAGINI PER FOTOGRAFARE LO STATO DELL'ARTE


CREA-FLC, il Centro di Ricerca per le Produzioni Foraggere e Lattiero-casearie di Lodi, in collaborazione con APA – Associazione Provinciale Allevatori di Cremona, ha avviato un'indagine conoscitiva sulla zootecnia di precisione: ricercatori ed esperti stanno somministrando ad un campione di oltre 700 aziende un questionario volto a fotografare lo stato dell'arte del settore e a misurare la percezione e la conoscenza delle nuove frontiere dell'innovazione in stalla. Gli esiti verranno presentati nell'ambito della 71esima edizione delle Fiere Zootecniche Internazionali, in scena a Cremona Fiere dal 26 al 29 ottobre 2016. Contestualmente verrà illustrata la situazione dell’Agricoltura di Precisione in Italia: sarà così possibile ottenere una “visione” chiara e aggiornata dell'Agricoltura e della Zootecnia di Precisione nel nostro Paese.

LA ZOOTECNIA DEL DOMANI
In merito all'indagine sulla zootecnica di precisione, il direttore di CREA-FLC Andrea Galli sottolinea: “Le aziende interpellate – 400 delle quali conferenti al Consorzio per la tutela del formaggio Grana Padano DOP – appartengono alla provincia di Cremona, uno dei principali territori per la zootecnia da latte in Italia ed in Europa. Attribuiamo un'importanza strategica a questa operazione in quanto solo la percezione di utilità può portare l'allevatore a scommettere sulle nuove tecnologie che assicurano un miglioramento nella gestione aziendale”. La zootecnia di precisione comprende una serie di dispositivi e sistemi (videocamere per rilevare stati patologici agli arti e/o alla mammella degli animali, sensori per ottimizzare la composizione delle razioni alimentari, collari con sensori per rilevare il movimento e la ruminazione...) che consentono di effettuare misurazioni e rilievi specifici prevalentemente sui singoli capi di bestiame: “Il vantaggio primario è legato proprio alla possibilità di prendere decisioni sulla base di dati oggettivi e quantificati puntualmente – dichiara Galli –. Va da sé che il costante monitoraggio individualizzato dei capi in stalla influisce sensibilmente anche sul livello del benessere animale, con una conseguente riduzione delle spese per il mantenimento in salute degli animali stessi”.

RICERCA E AUTOMAZIONE
Le indagini sulla Agricoltura di Precisione e sulla Zootecnia di Precisione saranno al centro del momento seminariale in programma alle Fiere Zootecniche di Cremona nella mattinata di mercoledì 26 ottobre: “Il seminario affronterà un excursus a tutto campo anche sulla ricerca a livello internazionale in tema di zootecnia di precisione – afferma il direttore di CREA-FLC –. Il discorso si collega naturalmente all'upgrade tecnologico raggiunto sul fronte dell'automazione: va da sé, infatti, che strumenti come i robot di mungitura e i sistemi 'intelligenti' di alimentazione offrono un supporto prezioso alla zootecnia di precisione attraverso un processo di interconnessione indirizzato al miglioramento della gestione dell'azienda.


UNA PARTNERSHIP STRATEGICA
Con la presentazione degli studi sull'agrozootecnia di precisione trova un primo compimento l'accordo di collaborazione stretto per il prossimo triennio tra CremonaFiere e CREA-FLC: una partnership scientifica che apre uno spazio molto vasto e di grande interesse per portare in fiera le innovazioni, le ricerche e tutti gli spunti di aggiornamento utili per i professionisti dell’allevamento e della filiera lattiero-casearia. L'edizione 2016 delle Fiere Zootecniche Internazionali si articola attraverso la Fiera Internazionale del bovino da Latte, Italpig – Salone della Suinicoltura Italiana”, Expocasearia – Tecnologie per la produzione e la distribuzione di prodotti lattiero-caseari” e l'International Poultry Forum: gli eventi in fase di programmazione sono numerosi e spaziano a 360 gradi, focalizzati attorno al “Milk Village”, al “Techno Village” ed al “Bio Village” per fornire una visione completa e trasversale delle più aggiornate soluzioni ai tanti temi della zootecnia 4.0.


Rischio insostenibile: Axpo vuole riattivare la centrale più vecchia al mondo

L’alleanza per l’uscita pianificata dal nucleare condanna l’intenzione espressa oggi da Axpo di riattivare la centrale nucleare di Beznau I, esponendo così la popolazione e il paese a un rischio prolungato e insostenibile. Questo atteggiamento è negligente: fino ad ora nessuna centrale è stata mantenuta in funzione per così tanti anni – si tratta di un pericoloso esperimento sulla pelle della popolazione. L’iniziativa “Per un abbandono pianificato dell'energia nucleare” è l’unico mezzo per eliminare definitamente l’enorme rischio posto da Beznau.
Il reattore di Beznau I è stato progettato per una durata d’esercizio massima da 30 fino a 40 anni e il 13 marzo 2015 è stato tolto dalla rete a causa di problemi di sicurezza. Da ormai un anno e mezzo il gestore Axpo cerca disperatamente di risistemare la centrale per renderla nuovamente operativa. L’odierna comunicazione dei responsabili di Axpo, secondo cui tale riattivazione avverrà effettivamente, non va certo festeggiata, ma è indice della loro irragionevolezza e solleva seri dubbi sul loro senso di responsabilità.
Diventa quindi ancora più fondamentale disporre di un chiaro piano d’uscita, come quello previsto dall’iniziativa federale “Per un abbandono pianificato dell'energia nucleare”. Essa chiede che le centrali nucleari svizzere vengano spente dopo un massimo di 45 anni d’esercizio. Questo limite massimo è realistico e ragionevole – l’iniziativa evita un futuro turbolento per il settore elettrico e i suoi prezzi causato da ulteriori spegnimenti improvvisi delle centrali.
È inoltre ormai chiaro che solo con l’approvazione dell’iniziativa popolare si può garantire la chiusura del reattore di Beznau entro l’anno 2017, eliminando così il notevole rischio che esso rappresenta. La popolazione è chiamata ad esprimersi sull’uscita pianificata dal nucleare il 27 novembre 2016.

Travellers' Choice Award 2016, il Museo Nazionale dell'Automobile si conferma al 9° posto nella Top Ten dei migliori musei italiani scelti dagli utenti di TripAdvisor


“È un paradiso per chi ama le auto”, “Una tappa da non perdere per gli appassionati di motori” con “Pezzi unici da ammirare e fotografare”, “Bellissime vetture d’epoca e non solo”. Con oltre tremila recensioni sul sito di TripAdvisor, per il secondo anno consecutivo il Museo Nazionale dell’Automobile “Avv. Giovanni Agnelli” di Torino si conferma - al 9° posto - tra i dieci musei più apprezzati dai turisti. Ancora una volta Torino è stata incoronata dai Travellers’ Choice Award “per la ricchezza della sua offerta museale” che vede ai vertici della classifica insieme al MAUTO anche il Museo Egizio (2° posto) e il Museo Nazionale del Cinema (6°). I vincitori sono stati determinati utilizzando un algoritmo che ha preso in considerazione la quantità e la qualità delle recensioni per i musei di tutto il mondo, raccolte in un periodo di 12 mesi.
Custode e testimone della creatività artigiana e industriale legata al mondo dei motori, il MAUTO accompagna i visitatori in un viaggio emozionale attraverso la storia dell’automobile per raccontare la sua evoluzione da mezzo di trasporto a oggetto di culto, ma anche le trasformazioni epocali che hanno influito sulla società, il costume e il nostro modo di vivere. Un museo “da frequentare”, non soltanto da visitare, luogo di incontro e confronto, spazio vivo e partecipato, ponte tra passato e futuro, nato nel 1932 sulla riva sinistra del Po da un’idea di due pionieri del motorismo nazionale, Cesare Goria Gatti e Roberto Biscaretti di Ruffia. La spettacolare contestualizzazione scenografica, creata da Francois Confino e inaugurata nel 2011 in concomitanza con le celebrazioni di Italia150, l’allestimento vivace e coinvolgente, abbinato a un accurato approfondimento tematico e multimediale, impreziosiscono la collezione - unica al mondo - di vetture d’epoca e auto da sogno, importanti prototipi e i modelli iconici che hanno sedotto il grande pubblico.

"Siamo orgogliosi di questo riconoscimento che deriva direttamente dal giudizio dei nostri visitatori. Un premio frutto del grande lavoro svolto negli ultimi anni e della continua evoluzione e miglioramento dei temi trattati nel percorso. In particolare l’attenzione verso il design e la creatività nelle sue diverse forme ci ha permesso di interessare e avvicinare le nuove generazioni”, dichiara Rodolfo Gaffino Rossi, Direttore del MAUTO.
Dalla Ferrari 166 Sport MM “Barchetta” dalle forme avveniristiche appartenuta all’Avvocato Agnelli alla prima Lamborghini 350GTV del 1964, dalla Aston Martin DB5 resa immortale sul grande schermo da James Bond alla BMW 2000 (Type 328) Berlinetta Aerodinamica che stravinse la Mille Miglia nel 1940, dal 22 settembre al 20 novembre la carrozzeria Touring Superleggera sarà protagonista al MAUTO con una retrospettiva dedicata alle automobili più belle create dall’atelier milanese.


Piazzola sul Brenta apre al cibo di strada di qualità con la prima edizione di Street Food Mania

In programma da venerdì 7 a domenica 9 ottobre, i migliori food truck italiani faranno tappa nella piazzale di fronte alla celebre Villa Contarini, maestoso esempio di villa veneta.

Nel boom delle manifestazioni dedicate al cibo di strada, l’evento della provincia padovana si distingue per la selezione e varietà degli operatori, che abbracciano diverse cucine regionali. Sapori della tradizione, ma anche attenzione ai nuovi must della degustazione da passaggio, non ultimi le proposte biologiche, vegane e di prodotti locali.
Dagli hambuger ai churros, dai panini gourmet alle tigelle, la piazza si colorerà di fantasiosi furgoncini vintage e di piccole api, mettendo al centro il gusto. Ricca anche l’offerta di bevande, che vanno dalla birra artigianale al vino biologico.
Una ventina i food truck presenti, da scoprire attraverso un goloso percorso che permetterà di viaggiare nelle diverse tradizioni dello street food. Un ristorante a cielo aperto, con alcuni veri e propri chef gourmet che prepareranno specialità espresse, e un allestimento di tavoli e sedie per il pubblico, dove sapori, arte e bellezza si fondono.
Per gli appassionati della carne, immancabili gli hamburger di chianina e gli arrosticini; la tradizione artigianale è rappresentata dalle tigelle, tipiche focaccine modenesi, e dalle originali olive all’ascolana; non mancano i panini gourmet, elaborati dalla fantasia degli chef viaggianti; e naturalmente twister dog (anche gluten free), tortellini romagnoli e gnocchi fritti, hot dog, coni pizza. Spazio ai dolci con churros, pancake e dolci al cucchiaio.
Nella tre-giorni dedicata al cibo di strada, con apertura venerdì dalle 18.00 alle 24.00 e sabato e domenica dalle 11.00 alle 24.00, saranno allestiti anche un mercatino vintage (il sabato) e il tradizionale mercatino di artigianato artistico della città, “Mani Creative”.  Inoltre, per tutta la durata della manifestazione, dj set live con il collettivo Music Elevation.

Street Food Mania è organizzato dall’associazione SFM ed è realizzato in collaborazione con la Pro Loco di Piazzola sul Brenta e con il patrocinio del Comune.


Più di 7000 euro raccolti da AIFI per Amatrice

Successo sul web e iniziative in tutta Italia nella Giornata Mondiale della Fisioterapia, per sensibilizzare il cittadino sul ruolo svolto da questi professionisti per la salute pubblica. Consegnata, inoltre, la prima tranche delle donazioni raccolte per i terremotati.

La Giornata Mondiale della Fisioterapia quest’anno ha visto un grande momento di solidarietà: sono stati consegnati al Comune di Amatrice gli aiuti per i terremotati raccolti dai soci e dalle sedi regionali AIFI, ben 7790 euro. “ E’ già partita la seconda fase di raccolta, - ha dichiarato Mauro Tavarnelli, Presidente dell’Associazione Italiana Fisioterapisti - , è uno degli obiettivi che abbiamo aggiunto a questa campagna che vuole evidenziare il ruolo di una figura sanitaria
La Giornata Mondiale della Fisioterapia ha avuto grande risonanza mediatica e un’ottima risposta partecipativa. L’invito alla sensibilizzazione del cittadino sul ruolo del fisioterapista e sull’importanza di affidarsi a un professionista riconosciuto è stato accolto con forte entusiasmo.
Anche il web quest’anno è stato protagonista, con la viralizzazione dei #FisioTipTop, ottenendo un riscontro davvero notevole: in soli 6 giorni più di 3000 fan hanno dato il loro “mi piace” alla neonata pagina dedicata al cittadino “Dal fisioterapista”.
Numerose sono state le iniziative regionali, non soltanto nella giornata dell’8 settembre: stand in piazza a Cosenza, l’Emilia-Romagna ha realizzato un video di “promozione” nel quale viene descritta la presa in carico di un paziente e tutto il percorso svolto col fisioterapista; a Vailate (CR), in Lombardia, la Fondazione Ospedale Caimi Onlus, in collaborazione con AIFI Lombardia e con la Regione Lombardia, ha offerto, valutazioni funzionali gratuite ai residenti di età compresa tra i 40 e i 60 anni. A Pontedera è stata inaugurata la nuova sede di AIFI Toscana.
Nella Regione Veneto Il Presidente Zaia, ha sottolineato l’importanza della Giornata Mondiale della Fisioterapia: “un sistema sanitario moderno, come quello veneto, non può fermarsi alle acuzie: deve assistere il paziente anche nel ‘dopo’, nella fase della malattia che precede la guarigione definitiva, nella quale la fisioterapia ha un ruolo fondamentale per il recupero della salute”.


La NCCP - NUOVA COMPAGNIA DI CANTO POPOLARE

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IL 14 OTTOBRE ESCE
“50 ANNI IN BUONA COMPAGNIA”
IL NUOVO DOPPIO ALBUM CON CUI CELEBRANO
I 50 ANNI DI CARRIERA ARTISTICA

La NCCP – NUOVA COMPAGNIA DI CANTO POPOLARE è pronta a festeggiare i 50 anni di carriera artistica con “50 anni in Buona Compagnia” (FoxBand).  Il 14 ottobre uscirà infatti il nuovo doppio album, in cui presente e futuro della NCCP si mischiano evidenziando però in ogni caso la maestria che da sempre li contraddistingue.
Nel primo dei due dischi saranno contenuti 12 brani inediti, mentre nel secondo verranno rispolverati 13 vecchi brani rivisitati appositamente per l’occasione insieme a ospiti d’eccezione, come Eugenio Bennato e il compianto Carlo D’Angiò, tra i fondatore della NCCP e presente nel toccante brano “Madonna de la grazia”.

Il 20 ottobre, inoltre, la NCCP sarà ospite del Premio Tenco 2016, la Rassegna della canzone d’autore, e si esibirà nel prestigioso Teatro Ariston di Sanremo. La NCCP sarà uno dei momenti legati al tema delle migrazioni e dell’integrazione fra i popoli, a cui sarà riservato uno spazio importante all’interno della quarantesima edizione del Premio Tenco.

Partirà invece il 29 novembre dall’Auditorium di Milano il tour “50 anni in Buona Compagnia”, con cui la NCCP – NUOVA COMPAGNIA DI CANTO POPOLARE presenterà per la prima volta dal vivo il nuovo doppio album, intrecciando il proprio percorso live con ospiti d’eccezione, gli OSANNA di Lino Vairetti, storica band di prog rock, in rappresentanza della ‘Buona Compagnia’.

L’unicità del tour è dovuta alla presenza di un altro storico gruppo, gli OSANNA. I due gruppi si incontreranno sui palchi dei maggiori teatri italiani portando in giro ancora una volta quel grande movimento musicale, esploso negli anni ’70 dal centro del Mediterraneo, che è il “Napule’s Power”. Due storiche band che hanno saputo anche esportare l’originalità di questo fenomeno, imponendosi artisticamente in tutto il mondo.

Le prime date confermate del tour “50 anni in Buona Compagnia”
29 novembre – Milano – Auditorium
3 dicembre – Bari – Teatro Palazzo
6 dicembre – Roma – Auditorium Parco della Musica (sala Sinopoli)
7 dicembre – Firenze – Teatro Puccini
16 dicembre – Torino – Teatro Colosseo
22 dicembre – Napoli – Palapartenope

Una sapiente contaminazione tra la musica popolare di Napoli e di tutto il Sud, riscoperta e splendidamente rielaborata dalla Nuova Compagnia di Canto Popolare, e i colori con la teatralità del rock progressive degli Osanna. La loro comune radice etnica trova espressione proprio in questa contaminazione, una magica alchimia che rappresenta un’occasione unica per il pubblico.


PEROSI 60 - TORTONA CITTÀ DELLA MUSICA


Venerdì 7 e sabato 8 ottobre a Tortona, nell'ambito della manifestazione “Perosi 60.Tortona città della musica”, si svolgerà l'iniziativa Musica & Sapori che porterà nelle vie del centro della città i ristoratori tortonesi e i produttori del Consorzio e delle Strade del Vino. Le vie e le piazze del Centro storico verranno trasformate in un “ristorante per tutti” a cielo aperto. Ci sarà la possibilità di mangiare piatti tipici della zona, degustare salumi, formaggi (il famoso Montebore) del territorio e altri prodotti tradizionali di cui il territorio tortonese è ricchissimo.

Ecco una presentazione del patrimonio enogastronomico tortonese dell'esperto Paolo Massobrio:
Tortona intanto è la capitale di un territorio abbastanza vasto e selvaggio fatto di valli spesso ancora incontaminate. E proprio per questo ha caratteristiche che gli sono proprie, che non si trovano altrove. Se mi avessero chiesto quando ero bambino per cosa era famosa Tortona, avrei risposto per i baci dorati, due sfere di pasta a base di nocciola tenute insieme dal cioccolato. Ma in realtà Tortona oggi è agli occhi del mondo per un vino, il Timorasso, che è un bianco salvato dall’oblio e dalla dimenticanza e che ha caratteristiche uniche. E poi Tortona vuol dire il salame cucito, oppure un formaggio anche questo riemerso di recente come il Montebore. E che dire delle pesche di Volpedo, carnose, fantastiche, e della fragola profumata di Tortona che rappresenta l’emblema assoluto di questa unicità.
Con la patata quarantina, che è una varietà che ben si adatta ai climi appenninici, qui fanno degli gnocchi davvero notevoli. Ma ci sono  anche le frittate, quelle coi ligaboschi (asparagina), che hanno una valenza unica. Poi la zona è particolarmente ricca di funghi e tartufi, e persino uno chef importante come Gualtiero Marchesi, quando voleva togliersi la voglia veniva Da Giuseppe a Montemarzino. Quella dei tartufi è un’altra faccenda strana, perché la notorietà è andata ad Alba, più per un’operazione commerciale che per la presenza del prodotto. Ma il primo mercato reale del tartufo in realtà si faceva a Tortona, che era un crocevia ideale.
Io credo che questo territorio viva ancora un momento di sonno, dovuto un po’ all’estrema polverizzazione delle campagne e una mancata visione turistica. Oltre vent'anni anni fa ricordo quando andai a trovare un produttore di vino di Monleale, Augusto Massa, che prima di farmi assaggiare il suo vino mi portò in una stanza all’ultimo piano della sua cascina. Poi con un colpo secco aprì le persiane e mi disse. “Ecco, questo è un quadro del Pellizza”.
Racconto questo aneddoto per dire che i produttori di queste terre sono appagati dalla bellezza, che ha ispirato anche artisti.
Il vino buono, la carne e di salumi delle ottime salumerie delle valli (qui il salame è una questione di orgoglio) sono tali perchè c’è una sorta di emulazione della bellezza.
Mi piace poi ricordare le prime aziende agrituristiche, che hanno puntato sulla sostenibilità. Oggi allevano i bovini all’erba, come si faceva da sempre da queste parti e magari vendono i loro prodotti ai Gas (gruppi di acquisto solidale).
Insomma bisogna avere lo spirito del cercatore di funghi quando si viene da queste parti, per conquistarsi qualcosa di autentico. Che si trova sempre, anche nelle osterie eroiche. Se poi si è fortunati, ti invitano a casa a bere il vino e a mangiare la schitta, che è una pasta fritta in padella, addolcita con la marmellata oppure utilizzata per assaggiare il salame, in questo caso cotto. E si beve Barbera, una straordinaria Barbera, oppure il Nibiò, che è un clone di dolcetto che fanno solo da queste parti. Fanno anche il vino col moscato d’Amburgo, oppure con la croatina in purezza. E naturalmente il Cortese.





Armin Zöggeler Il campione olimpico si allena seguendo il percorso del latte mila, dai pascoli in città.


L’atleta altoatesino, nonostante abbia deciso di ritrarsi dalle competizioni due anni fa, continua ad allenarsi e per tenersi in forma sceglie ogni giorno i sentieri e le strade della sua terra, l’Alto Adige, a stretto contatto con la natura. Questi momenti sono immortalati nel video realizzato da mila, che lo vede protagonista assieme ai contadini che incontra ogni mattina durante i suoi allenamenti. La sua corsa segue l’itinerario del latte mila, dai pascoli, alle fattorie fino in città. Si fa portavoce del lavoro di tutti i contadini altoatesini ai quali consegna gli applausi da lui raccolti per conto loro. Zöggeler è testimonial di mila dall’inizio del 2016 e questo video racconta il connubio tra passione, tenacia e propensione all’eccellenza, caratteristiche insita nel DNA del campione e di mila. Il filmato è stato prodotto in lingua italiana, inglese e tedesca e ha visto la partecipazione anche di 89 comparse volontarie oltre ai veri contadini e distributori mila.
È un momento importante per l’atleta che a breve presenterà alla Frankfurter Buchmesse (Fiera del Libro di Francoforte) l’edizione in tedesco della sua autobiografia “Ghiaccio acciaio anima” pubblicata da Mondadori a settembre 2015.

Antoniano onlus oggi: il bilancio sociale




Dietro i numeri il calore di una casa. Casa Antoniano.
Si insedia ufficialmente  il nuovo Direttore dell'Antoniano di Bologna frate Giampaolo Cavalli - 51 anni, frate minore. Il primo lavoro firmato a inizio settembre con il Direttore uscente fr. Alessandro Caspoli è il bilancio sociale di Antoniano onlus.

Il bilancio sociale è il documento più importante per un Ente no profit come Antoniano onlus: in poche pagine si concentrano gli esiti annuali di tutte le attività solidali e si dà la propria fotografia alla comunità attraverso numeri e immagini

Fr. Alessandro Caspoli e Fr. Giampaolo  Cavalli hanno scelto l’immagine di una casa per raccontare un anno di Antoniano onlus. Tre piani, tre realtà sociali, una moltitudine di interventi ad hoc che trovano la loro linea nella missione dell’Antoniano: “Viviamo un tempo in cui le relazioni sono sempre più frammentate e le persone sempre più sole. Noi crediamo che la persona abbia un valore insostituibile e che possa realizzarsi pienamente solo in relazione con l’altro. Per questo accogliamo ogni giorno, in nome della carità francescana e della solidarietà, per aiutare, ricostruire legami e creare nuove relazioni.”, come si legge nelle parole che introducono il bilancio chiuso e firmato dai due frati francescani.

Al piano terra di questa casa troviamo gli adulti e le radici di Antoniano onlus nato nel 1953 come mensa per il povero e oggi in grado di dare da mangiare ogni giorno a circa 130 ospiti per un totale di 34.497 pasti distribuiti nell'arco del 2015. Questo è possibile grazie al supporto di 198 volontari e all'apertura durante tutto l’anno. Il pasto, oltre a dare un sostegno immediato per chi vive in condizioni di disagio, è il primo passo verso una relazione che si sviluppa grazie all'intervento professionale di 6 operatori (1.107 i colloqui svolti nel 2015). Da qui, si sviluppano poi i percorsi relazionali che hanno lo scopo di ridare una vita quotidiana ordinaria agli oltre 200 ospiti accolti: laboratori gratuiti, tirocini formativi, percorsi di formazione in situazione, formazione lavorativa e percorsi di accoglienza abitativa.

Le scale di Casa Antoniano ci portano al secondo piano, quello dedicato ai bambini e alle attività del Centro terapeutico Antoniano Insieme: 6.109 sono le ore di terapia erogate tra servizi di logopedia, psicologia clinica, musicoterapia e psicomotricità per un totale di 282 bambini seguiti.
Qui operatori specializzati lavorano ogni giorno sostenendo e seguendo le famiglie e la crescita del bambino, valorizzando le sue potenzialità e accompagnandoli in percorsi di autonomia.

Dal settembre 2016, il centro ha voluto ampliare la sua offerta con una serie di attività pensate per mamme, papà e bambini per favorire uno sviluppo armonico all’interno della famiglia. 

Il terzo piano di Casa Antoniano è quello delle famiglie: da lunedì 9 maggio 2016, grazie anche alla collaborazione con lo Chef Massimo Bottura e la rete di “Chef to Chef” Emilia Romagna, Casa Antoniano ha ampliato i servizi della Mensa “Padre Ernesto”.
Ogni lunedì sera nuclei familiari aiutati dal Centro d’Ascolto di Antoniano onlus o segnalati da altri Servizi Sociali pubblici o privati del territorio, sono accolti e cenano in un ambiente tranquillo e protetto: una mensa per le famiglie, un servizio realizzato su misura per loro, che aggiunge un nuovo tassello al percorso svolto ogni giorno da Antoniano onlus.

Fr. Alessandro e Fr. Giampaolo hanno voluto chiudere il bilancio con un grazie alla comunità che è coinvolta nel percorso di Antoniano onlus diventandone poi protagonista: i 198 volontari, i 19.797 donatori e le aziende locali e nazionali che hanno attivamente contribuito allo sviluppo di ogni progetto.

22 settembre 2016

CASTA DIVA PICTURES CERCA GIOVANI VIDEOMAKER

La casa di produzione è partner di un progetto di QVC Italia, organizzato in collaborazione con Zooppa e Fondazione Veronesi, volto alla ricerca di aspiranti registi di cortometraggi.
In palio due internship presso le sue sedi di Cape Town e Milano.

Casta Diva Pictures, casa di produzione di spot e branded content con tredici sedi nel mondo, è partner del contest “La ricerca nel quotidiano” rivolto ad aspiranti videomaker di cortometraggi.
Promosso da QVC Italia, la piattaforma multimediale di shopping, in collaborazione con Zooppa e Fondazione Veronesi - progetto Pink is Good a favore della ricerca e della prevenzione del tumore al seno, il video dovrà esprimere in modo creativo un viaggio alla scoperta di qualcosa che possa portare un cambiamento: la scoperta di un amore, della formula della felicità, di una cura per una malattia rara o più semplicemente la scoperta di un lato di noi che ignoravamo.
Per la realizzazione del corto non servono strumenti specifici, è sufficiente qualsiasi dispositivo di ripresa purché sia veicolabile su schermo o video. Il cortometraggio dovrà avere una durata massima di 8 minuti.
Il concorso terminerà il 26 ottobre e i cortometraggi selezionati verranno presentati durante un evento dedicato che verrà organizzato nel mese di novembre.
Per partecipare all’iniziativa è sufficiente candidarsi collegandosi al seguente link:

Fra tutti i corti inviati verranno selezionati due vincitori da una giuria. Ogni cortometraggio verrà valutato per originalità, contenuto e creatività.
I corti più interessanti saranno veicolati da QVC, Fondazione Veronesi e Casta Diva Pictures su tutte le loro varie piattaforme, TV, social e sito web dando loro la giusta visibilità.

Il vincitore del concorso si aggiudicherà un internship di un mese presso la sede di Casta Diva Pictures di Cape Town in Sud Africa. Una grande esperienza che offrirà l’opportunità di collaborare con diverse
società di produzione a diversi livelli digital e cinema. E’ inoltre prevista una borsa di studio del valore
di 5.000 euro.
Al secondo classificato invece verrà offerto un internship di un mese nella sede di Casta Diva Pictures di Milano, oltre ad un budget di produzione pari a 15.000 euro per girare un corto sulla vita di un ricercatore di Fondazione Veronesi.
CASTA DIVA PICTURES       
Casta Diva Pictures è una casa di produzione di spot e branded content fondata nel 2005 da Andrea De Micheli e Luca Oddo. Negli anni ha prodotto più di mille video per un centinaio di grandi marche, tra cui Chevrolet, Citroen, Gillette, Intesa Sanpaolo, L’Oréal, McDonald’s, Nestlé, P&G, Pupa, Quilmes, Samsung, Sky, e per quasi tutte le maggiori agenzie italiane e internazionali. Casta Diva Pictures si è aggiudicata numerosi premi nei principali festival di spot ed eventi sia in Italia sia all’estero tra cui quattro Leoni al Cannes Lions International Festival of Creativity. La società è nata con una forte connotazione internazionale e affianca la sede di Milano alle sedi di Londra, Roma, Manchester, Praga, Istanbul, Cape Town, Mumbai, Buenos Aires, New York, Los Angeles, Beirut, Montevideo. Casta Diva Pictures fa parte di Casta Diva Group, società per azioni quotata all’AIM di Milano, che controlla anche l’agenzia di eventi Egg Events, l’agenzia unconventional Bin Jip e il migliore jazz club dell’Europa continentale: il Blue Note di Milano.

CASTA DIVA GROUP
Casta Diva Group è una multinazionale quotata all’AIM di Milano attiva nel settore della comunicazione per la produzione di branded content, video virali, contenuti digitali, film ed eventi aziendali. È presente in 4 continenti con sedi in 13 città: Milano, Roma, Londra, Manchester, Praga, Beirut, Istanbul, New York, Los Angeles, Buenos Aires, Montevideo, Cape Town, Mumbai. I brand del Gruppo sono Casta Diva Pictures, Egg Events, Bin Jip e, grazie a un accordo commerciale, Adacto. Rappresenta il più esteso network di produzione di film pubblicitari ed eventi a livello mondiale, costruito attraverso un’attiva e continua interazione tra le diverse sedi e l’esperienza dei suoi 62 professionisti della comunicazione digitale e del live entertainment. È un talent hub capace di ingaggiare premi Oscar e celebrities di tutto il mondo come di scoprire e attrarre nuovi talenti creativi che garantiscano standard di eccellenza elevatissimi. Casta Diva Group e i suoi manager hanno offerto strategie di comunicazione innovative e creative a oltre 100 grandi brand reinterpretando le regole di comunicazione convenzionali. Fin dalla fondazione, nel 2005, il gruppo è cresciuto costantemente ed è stato regolarmente insignito di numerosi premi e riconoscimenti tra i quali diversi Leoni al Cannes Lions International Festival of Creativity, Mobius Award, LIA - London International Awards, EuBEA – European Best Event Awards. È titolare di Blue Note Milano, jazz club e ristorante di alto livello aperto nel 2003 e parte del network internazionale Blue Note, realtà di punta nel panorama jazz mondiale, che nella sede di via Borsieri, all'Isola, (e non solo) produce circa 300 spettacoli l’anno, fatturando circa il 25% (fonte: Siae) dell’incasso jazz in Italia.

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