Agenzia Stampa Aspapress

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12 aprile 2016

Zac Efron torna a cantare in NONNO SCATENATO - Al cinema dal 13 aprile

ROBERT DE NIRO               ZAC EFRON
un film di
Dan Mazer

distribuito da
EAGLE PICTURES
 DAL 13 APRILE AL CINEMA
Zac Efron torna a cantare in questa clip tratta da NONNO SCATENATO, il nuovo film di Dan Mazer atteso al cinema il 13 Aprile 2016. Nel video Zac Efron è intento ad esibirsi al karaoke sulle note di "Because You Loved Me" di Celine Dion. Un'immagine che ci riporta ai tempi di High School Musical

In Italia dobbiamo ancora aspettare fino al 13 aprile ma in Europa è già boom di incassi! Nonno Scatenato, la scorretta ed esilarante commedia diretta da Dan Mazer e interpretata dal Premio Oscar Robert De Niro insieme a Zac Efron, si è piazzata in cima alla classifica dei box office europei. Al suo primo weekend di programmazione, è stato il secondo film con gli incassi maggiori in tutte le nazioni d'oltralpe. Ad oggi il film ha infatti incassato quasi 8 milioni di dollari in UK, 10,7 milioni in Germania e 2,5 milioni di dollari in Austria. Ma il successo è arrivato da oltreoceano. Il viaggio on the road di nonno e nipote – tanto sregolato e fuori dagli schemi il primo quanto serio e posato il secondo – è diventato quasi un cult non solo in USA – dove è a quota 36 milioni di dollari – ma anche in Australia, dove si è piazzato al primo posto del box office con un incasso complessivo di 4,5 milioni. Distribuito in Italia da Eagle Pictures.  

SINOSSI
Jason (Zac Efron) sta per sposarsi con la figlia del suo capo e diventare così socio nello studio legale del suocero. Quando però il puritano Jason cade nella trappola del nonno Dick (Robert De Niro), che lo costringe ad accompagnarlo a Daytona per le vacanze di primavera, le sue nozze vengono messe seriamente a rischio. Tra feste, risse da bar e una serata epica di karaoke, Dick vuole godersi il viaggio più selvaggio della sua vita sempre al massimo. Alla fine il nonno scatenato e il nipote bacchettone scoprono di poter imparare molto l'uno dall'altro e creare quel legame che non avevano mai avuto prima.

11 aprile 2016

MUSEI VATICANI - IL DUOMO DI ORVIETO OGGI







PINUCCIO chiama Roma di e con Alessio Giannone / Pinuccio - produzione Promo Music

Il 18 aprile 2016 è una data speciale, infatti per la prima volta a Roma, sul palcoscenico del Teatro Vittoria il nuovo spettacolo di Alessio Giannone, Pinuccio sbarca a teatro!
Con le sue telefonate non risparmierà nessuno, poteri forti in particolare … “PINUCCIO chiama Roma” ci regalerà un’ora e mezza di satira attraverso slides, santini elettorali, e video che vi faranno sbellicare dalle risate. Pinuccio si concederà, ovviamente, le necessarie riflessioni lucide ed attente sui temi di attualità e di politica nazionale ed internazionale, per poi arrivare al momento clou della serata: le tanto attese telefonate.

Alessio Giannone nasce a Bari il 29 maggio 1979. Agli studi liceali affianca varie esperienze teatrali. Dopo aver conseguito la laurea in legge, si intensifica la sua attività di regista. Scrive programmi per alcune emittenti televisive Pugliesi e si affaccia al web con il sito "Barinfiamme" dai contenuti satirici e virali. Nel 2010 per i Presidi del Libro e la Regione Puglia gira il documentario "Favorite" storie di ebrei nel Salento, presentato al Salone del Libro di Torino e pubblicato sul suo sito dal "Corriere della Sera". Nel 2011 vince il concorso "Progetto Memoria", indetto dall'Apulia Film Commission, con la sceneggiatura di "Binari", ispirata alla storia dell'editore Vito Laterza. Nel 2012 realizza "La Sala", cortometraggio prodotto dal Comune di Bari con la partecipazione dell'Apulia Film Commission e selezionato alla 69° Mostra del Cinema di Venezia. Il Personaggio Pinuccio nasce nell'ottobre del 2011 su un canale Youtube dedicato alla satira virale. Su facebook e twitter il personaggio è così seguito da ricevere menzioni sui maggiori quotidiani e tv nazionali. Dal 2012 collabora con “il Fatto Quotidiano” e da settembre 2015 è inviato di “Striscia la notizia”.

18 aprile 2016 ore 21.00 (data unica in prima romana)
TEATRO VITTORIA/COOP. ATTORI & TECNICI 
Piazza S. Maria Liberatrice 10, 00153 Roma (Testaccio)
Biglietti: intero platea 28, intero galleria 22 (compresi 3 euro di prevendita)
ridotti in convenzione: platea 21 e galleria 18 (compresi i 3 euro di prevendita)
Promozione gruppi: 1 biglietto omaggio ogni 10 spettatori paganti 

Vado, il metodo che trasforma il paziente psichiatrico in una persona



La riabilitazione – e in particolare la riabilitazione psichiatrica – rappresenta il primo target dei tagli della Sanità, forse perché è un fantasma per l’opinione pubblica e non ha grande peso nell’industria del consenso. La fortuna che, al contrario, sta avendo il metodo VADO permette di comprendere le ragioni di questa invisibilità, che, paradossalmente, cozza contro l’ipersensibilità sociale per le conseguenze del disinvestimento in cure psichiatriche cui stiamo assistendo da anni. Perché VADO è un metodo che trasforma il paziente psichiatrico in una persona. L’affermazione può sembrare provocatoria, ma inquadra il cambiamento culturale intercettato da questa metodologia che è nata nel 1996 da una collaborazione tra Irccs Fatebenefratelli, Istituto di Psichiatria del II Ateneo di Napoli e Istituto Superiore di Sanità. Un approccio caro ai Fatebenefratelli, che quest’anno festeggiano il XX anniversario dell’Irccs di Brescia, perché rispecchia perfettamente il carisma dell’Ospitalità e l’insegnamento di San Giovanni di Dio, fondatore dell’Ordine.
Proprio in questi giorni a Brescia parte un corso Vado (dal 14 al 16 aprile, accreditato per educatore, terp, infermiere, fisioterapista, terapista occupazionale, psicologo e medico neurologo e psichiatra. Il corso rilascerà 25,3 crediti e come docenti ci saranno Elena Bertocchi, Corinna Porteri, Giuseppe Rossi e Federica Sordi) che si basa su una componente valutativa (VA) – la quale consente un'indagine precisa e multidimensionale, non solo delle disabilità presenti ma anche delle abilità residue, nonché dei punti di forza e delle risorse attuali dell'utente – e una componente relativa alla pianificazione dell'intervento riabilitativo (DO), la quale aiuta ad individuare sia le aree di funzionamento personale e sociale nelle quali promuovere l'intervento, sia gli obiettivi specifici da raggiungere. In accordo con i principi della riabilitazione psicosociale, le linee-guida per gli interventi riabilitativi proposte nel VADO si articolano intorno a strategie di coinvolgimento del paziente, sviluppo delle sue abilità come pure delle risorse dell'ambiente. «In parole povere – spiega lo psichiatra Giuseppe Rossi dell’Irccs Fatebenefratelli di Brescia -, questo metodo ha riempito un vuoto, quello di un “ metodo manualizzato ” che permettesse il passaggio da modelli teorici riabilitativi a pratiche strutturate e basate sulle evidenze scientifiche , ma soprattutto lo ha fatto mettendo al centro la persona : la valutazione quantitativa e qualitativa avviene utilizzando anche il punto di vista del paziente, oltre che degli operatori e dell’ambiente. Il “malato” viene chiamato a partecipare ai tempi e alle modalità della riabilitazione attraverso il coinvolgimento e la negoziazione di obiettivi e percorsi individualizzati finalizzati al raggiungimento di “successo e  soddisfazione” per una miglior qualità di vita. Nel momento stesso in cui l’utente diventa protagonista del percorso riabilitativo , cambia la prospettiva dell’intervento sociosanitario: la riabilitazione non si fa  “su” un paziente, ma  “con” la persona . Il dato importante è che questo cambiamento di prospettiva non è solo un dato culturale ma il portato di una diversa visione scientifica, che si trasforma in un metodo». In tempi di politiche sanitarie particolarmente attente ai fattori di produttività, sottolinea l’esperto, «questo metodo ci permette di valutare periodicamente i risultati degli interventi riabilitativi, i cui cambiamenti, quasi sempre minimi e lenti, sono difficilmente misurabili in altri modi». Oggi il metodo VADO è ampiamente diffuso in Italia e la scala di Valutazione del Funzionamento Personale e Sociale (FPS) è stata tradotta in diverse lingue ed utilizzata in diversi studi internazionali.

Studi di efficacia con follow up a un anno dell'approccio VADO: 1) Epidemiol Psichiatr Soc. 2003 Jan-Mar;12(1):43-52. [Efficacy of the "VADO" approach in psychiatric rehabilitation: a controlled study]. Vittorielli M1, Pioli R, Brambilla L, Archiati L, Rossi G, Sleijpen C, Magliano L, Veltro F, Morosini P. 2) Psychiatr Serv. 2006 Dec;57(12):1778-83. The VADO approach in psychiatric rehabilitation: a randomized controlled trial. Gigantesco A1, Vittorielli M, Pioli R, Falloon IR, Rossi G, Morosini P. 3) Clin Pract Epidemiol Ment Health. 2006 Apr 3;2:5. Outcome assessment of the VADO approach in psychiatric rehabilitation: a partially randomised multicentric trial. Pioli R, Vittorielli M, Gigantesco A, Rossi G, Basso L, Caprioli C, Buizza C, Corradi A, Mirabella F, Morosini P, Falloon IR

Studi relativi alla scala PSP (in italiano FPS) validata in inglese nel 2008 e poi tradotta in varie lingue:1)Schizophr Res. 2008 Sep;104(1-3):287-93. doi: 10.1016/j.schres.2008.04.037. Epub 2008 Jul 1. Validation of the Personal and Social Performance (PSP) Scale in a German sample of acutely ill patients with schizophrenia. Juckel G1, Schaub D, Fuchs N, Naumann U, Uhl I, Witthaus H, Hargarter L, Bierhoff HW, Brüne M. J Med Assoc Thai. 2008 Oct;91(10):1603-8. 2) Cross-cultural validation and inter-rater reliability of the Personal and Social Performance scale, Thai version. Srisurapanont M1, Arunpongpaisal S, Chuntaruchikapong S, Silpakit C, Khuangsirikul V, Karnjanathanalers N, Samanwongthai U. 3) Schizophr Res. 2008 Sep;104(1-3):287-93. doi: 10.1016/j.schres.2008.04.037. Epub 2008 Jul 1. Validation of the Personal and Social Performance (PSP) Scale in a German sample of acutely ill patients with schizophrenia. Juckel G1, Schaub D, Fuchs N, Naumann U, Uhl I, Witthaus H, Hargarter L, Bierhoff HW, Brüne M.

Atti vandalici a Romics


Domenica 10 Aprile, intorno alle 18, durante la manifestazione Romics 2016, tre uomini si sono avvicinati allo stand Shockdom, con una videocamera. Uno di essi, fingendo un inciampo, ha versato della coca cola su alcuni volumi. Nel momento in cui gli standisti si sono avvicinati per pulire le copie, queste tre persone hanno iniziato a lanciare alcune pubblicazioni contro lo staff riprendendo il tutto con la videocamera. Nel fare questo hanno chiesto del fumetto “Qvando c’era LVI”.
Un visitatore presente in quel momento allo stand, anche lui bersaglio del lancio delle copie, ha risposto che il fumetto era finito, invitando con tono deciso le tre persone ad andare via.
Gli eventi si sono svolti molto velocemente, per cui lo staff, colto di sorpresa e anche intimorito dal comportamento dei tre uomini, non ha avuto tempo e modo di fare loro fotografie e/o riprese.
Per fortuna non ci sono stati scontri fisici e quindi nessuna conseguenza per le persone.
La casa editrice ringrazia lo staff presente per il proprio comportamento che non ha ceduto alla provocazione ricevuta.
La polizia è subito intervenuta raccogliendo testimonianze e prove dell’avvenuto. Shockdom ringrazia l’organizzazione del Romics per il supporto avuto, consapevole che un fatto come questo non sia prevedibile da parte della sicurezza di un evento.
I danni ai volumi sono stati valutati tra i cinquecento e i mille euro.
Shockdom sporgerà denuncia contro ignoti.
La posizione di Shockdom.
Shockdom è una casa editrice indipendente e pubblica fumetti, anche di satira. La pubblicazione di “Qvando c’era LVI” di Daniele Fabbri e Stefano Antonucci ha scatenato forti reazioni, specie sul piano dialettico e mediatico, come è giusto che sia. Siamo in un paese democratico, in cui vige la libertà di parola ed espressione. Probabilmente l’argomento di cui tratta l’opera, il fascismo e il Duce, è ancora un nervo scoperto per una parte degli italiani e l’emotività può portare a comportamenti non leciti. Shockdom è aperta a qualunque opera di qualità, indipendentemente dal colore politico, dal credo religioso, dall’appartenenza etnica e siamo da sempre disponibili al confronto purché rientri nella discussione aperta e costruttiva e ovviamente nell’ordine della legalità.

La pubblicazione dei quattro numeri di “Qvando c’era LVI” andrà avanti con la programmazione già definita e non subirà rallentamenti o modifiche.

Francesco Martelli, l'odontoiatra 2.0 e la rivoluzione hi-tech



"Una splendida avventura, che ha avuto dall’inizio un unico obiettivo: restituire la bellezza ai sorrisi''. Sintetizza così trent’anni di impegno professionale, l’odontoiatra Francesco Saverio Martelli, fondatore dell'Istituto di Ricerca e Formazione "Microdentistry" di Firenze e della rete di cliniche odontoiatriche "Excellence Dental Network". ''Da un'attenta indagine - spiega il dottor Martelli - risulta che il 37% degli italiani sono poco attenti alla salute di denti e gengive, e che il 27%  si preoccupa solo quando i problemi diventano seri. Quelli che curano l'igiene e la salute dei loro denti sono solo il 16%".Un vero demiurgo nel suo campo, il dott. Martelli, è d’origine calabrese ma fiorentino d’adozione: ''La mia grande più grande soddisfazione? Vedere arrivare colleghi e studenti da tutt'Europa a ricevere formazione. Il protocollo che adottiamo e che sta facendo scuola - dice Martelli - ha come elemento imprescindibile l'utilizzo del microscopio operatorio, che garantisce un approccio micro-invasivo ed una maggior qualità delle terapie. Non tutti sanno che la parodontite colpisce in occidente il 30% dei soggetti di età compresa tra i 25 e i 29 anni, ed il 40% dei soggetti di età compresa tra i 30 e i 40 anni. E' un’infezione batterica che riguarda i tessuti di supporto del dente: osso, legamento parodontale, cemento radicolare e gengiva. Se non viene trattata, causa una progressiva distruzione del collegamento tra la radice dei denti e l'osso alveolare, causandone il riassorbimento. Questo processo infiammatorio porta, nelle fasi più avanzate, alla perdita dei denti. Ma ci sono anche altri rischi: non dimentichiamo, infatti, che la bocca è una porta di accesso alla circolazione sanguigna. Numerosi studi hanno riportato la chiara correlazione tra parodontite e diverse malattie, come l'aterosclerosi, il diabete, l'osteoporosi e anche problemi di fertilità sia maschile che femminile''. Il dottor Francesco Martelli è l’ideatore di un protocollo di cura che prevede l’uso combinato di test bio-molecolari, microscopio operatorio e laser ad alta potenza, che grazie ai suoi risultati tangibili sta sfatando la convinzione che dalla parodontite non si possa guarire del tutto, e che la sua cura sia comunque lunga, dolorosa e costosa.

Ci descrive, brevemente, le linee guida di questo protocollo ?
"Il test microbiologico serve ad individuare il tipo e la percentuale dei batteri patogeni in rapporto ai batteri totali presenti in bocca, quindi il gruppo di appartenenza degli stessi. Il test di rischio parodontale invece a calcolare la predisposizione personale a contrarre la malattia parodontale: in base alla percentuale di rischio, viene poi identificata la terapia adeguata.  Entra poi in azione il laser, che riesce a detergere i tessuti in profondità ed eliminare i batteri anche nelle zone meno accessibili delle tasche parodontali, senza dover tagliare le gengive. L'eliminazione dell'infezione, è contestuale alla bio-stimolazione delle cellule promotrici per il rinnovamento dei tessuti, che consentono una parziale rigenerazione dei tessuti parodontali, con un minor costo biologico ed economico. Quasi il 40% degli italiani crede che la parodontite sia una malattia non curabile.  Per questa ragione abbiamo stilato un decalogo di azioni e di comportamenti da mettere in pratica, a partire dai più piccoli, per prevenire e riconoscere ai primi sintomi le patologie di denti e bocca. In questo vademecum, per esempio, consigliamo di ridurre le sigarette a non più di 3 o 4 al giorno, e abolire sigari e pipe, far effettuare ai bambini l’igiene professionale almeno ogni 4-6 mesi, effettuare tempestivamente le sigillature di denti con solchi profondi e recettivi per la carie. Inoltre, è importante rivolgersi ad uno specialista stomatologo in caso di lesioni della mucosa orale gengivale: il carcinoma orale rappresenta infatti l’1% dei tumori maligni.''

Quali sono i vantaggi del laser?
"Come coadiuvante del trattamento della malattia parodontale, ha dimostrato largamente la sua efficacia grazie ad alcune sue caratteristiche ed al modo in cui il raggio interagisce con i tessuti coinvolti. Fra i principali vantaggi,l'effetto battericida, la rimozione dell’epitelio infetto e del tessuto di granulazione, nonché gli effetti antiflogistico, antiedemigeno e biostimolante".

E quelli del test genetico?
"Serve a calcolare la predisposizione personale a contrarre la malattia parodontale. Si esegue strofinando una spugnetta nelle guance, nelle lingua e nella saliva al fine di raccogliere le cellule esfoliate presenti normalmente nel cavo orale. In base al rischio, che quindi può essere basso, intermedio, alto o molto alto, viene programmata una terapia utile a restituire un equilibrio fra patogeni, saprofiti e sistema immunitario dell’ospite, che è compatibile con la salute orale".

Qual è l’utilità del microscopio?
"Consente all’odontoiatra, che normalmente lavora in ambienti piccoli e poco luminosi, di vedere dettagli che sfuggono alla semplice vista a occhio nudo...".

Quali sono i vantaggi della terapia micro-foto-dinamica rispetto alla chirurgia tradizionale?
"Sono tanti e consistenti: Non sempre necessita di anestesia ed elimina immediatamente il sanguinamento delle gengive e l’alitosi, e i disagi dovuti all’intervento chirurgico. Poi riduce o esclude la mobilità dei denti, chiude le tasche parodontali, rigenera parzialmente i tessuti parodontali, osso e legamento. E, ancora, mantiene in funzione molti più elementi e consente una facile risoluzione delle recidive (ricadute), riducendo radicalmente i costi biologici ed economici".

E’ vero che la parodontite si può trasmettere attraverso il bacio?
"Un nostro studio dimostra che lo scambio di effusioni comporta anche uno scambio di batteri patogeni. Che un bacio appassionato potesse favorire la trasmissione di batteri tra i partner, era prevedibile, ma che potesse favorire la trasmissione della parodontite forse no... Questo studio lo certifica con una ricerca effettuata su coppie stabili sposate da almeno 10 anni, che ha messo in evidenza come le analisi microbiologiche di marito e moglie risultino praticamente sovrapponibili, sia nella composizione microbica che nelle proporzioni reciproche dei vari patogeni. In sostanza, le analisi microbiologiche dei coniugi, dopo vari anni di vita insieme, possono diventare pressoché identiche".

Un bacio al giorno, dunque “non leva il medico di torno”?
"La ricerca dimostra che i partner si scambiano i batteri a vicenda. Le analisi microbiologiche dopo le effusioni, come detto, sono pressoché identiche, dunque la malattia parodontale può essere trasmessa, suggerendo l’importanza di una diagnosi precoce per chiarire la fonte di infezione, al fine di valutare protocolli di prevenzione anche fra i familiari conviventi”.

Esiste anche un forte collegamento tra ortopedia e odontoiatria...
"Ci si dimentica spesso che il mascellare non è staccato dallo scheletro e che sono molti i punti in comune degli odontoiatri con ortopedici, reumatologi ed endocrinologi. In particolare, esiste un’importante correlazione tra l’osteoporosi e la malattia paro-dontale, due patologie estremamente diffuse e difficili da combattere. L’anello di congiunzione tra queste due malattie, è la vitamina D, che gioca un ruolo fondamentale proprio nello sviluppo e nel mantenimento del tessuto osseo, oltre che per le funzioni del sistema immunitario e dell’apparato cardiovascolare. La sua carenza costituisce infatti un fattore di rischio per lo sviluppo dell’osteoporosi, con importanti ripercussioni anche sulle ossa mascellari che, demineralizzandosi, favoriscono appunto l’insorgenza e la progressione della parodontite".

Sta studiando anche le potenzialità dei denti decidui da latte dei bimbi e di quelli del giudizio per estrarre le cellule staminali, da denti che quindi possono essere trattati e conservati nelle cosiddette biobanche per un futuro utilizzo in vari tipi di trattamenti medici.
"Lo studio potrà avere ricadute enormi in odontoiatria, per valutare l’effetto di fattori bioattivi che possono facilitare la differenziazione ossea a beneficio di un gran numero di pazienti. Queste cellule, potrebbero in futuro prossimo avere un ruolo determinante nella riparazione di articolazioni, muscoli, ossa, nervi. Occorre, però, oltre alla chiara e documentata sperimentazione in atto, una legislazione più avanzata, soprattutto in Italia, in tema di biobanche, per la conservazione delle cellule staminali mesenchimali. Nel nostro Paese, siamo ancora molto indietro, con conseguenze negative anche sulla ricerca di base, che viene in qualche modo frenata".

Quando è cominciata la sua avventura di dentista e di ricercatore?
"Negli anni '90, quando ho iniziato lentamente un percorso di aggiornamento professionale autonomo. La scelta di proseguire un iter post-laurea non standardizzato si è focalizzata rapidamente sulla microscopia operatoria e sulle applicazioni cliniche dei laser di alta potenza. Le due tecnologie, entrambe all’epoca sconosciute nel nostro settore, mi hanno precocemente messo in contatto con aziende produttrici per le qual 'ricerca e sviluppo facevano veramente la differenza in termini di competitività. In questo contesto ho imparato l’uso clinico del microscopio, sviluppandone le molteplici applicazioni terapeutiche e coltivando una vecchia passione che mi portavo dietro dai tempi del liceo: quella per la fisica delle onde elettromagnetiche applicata alla tecnologia Laser. Nel 2000, questo interesse è sfociato nella pubblicazione del libro sul Laser, e nel 2001 nella fondazione dell’Istituto di Ricerca “Microdentistry”. Nel 2006, inoltre, mi sono prodigato per la costituzione di un laboratorio di biologia molecolare".

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