Agenzia Stampa Aspapress

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19 novembre 2015

DOMANI INCROCIA BRACCIA ANCHE LA POLIZIA LOCALE

 SCIOPERO GENERALE P.A.

Domani i lavoratori della Polizia Locale incroceranno le braccia e riporranno i fischietti per lo sciopero generale del lavoro pubblico, indetto dall' Unione Sindacale di Base, manifestando a Roma, Milano e Napoli.

"A Roma sfileremo  dietro lo striscione ‘Clemente - Modafferi andatevene a casa’ - annuncia Stefano Gianandrea, RSU USB della Polizia Locale di Roma Capitale - denunciando così l'incompetenza e l'incapacità del Comandante Generale e della sua Vice, i quali, a 20 giorni dall'inizio del Giubileo, stanno ripetendo gli stessi errori e adottando gli stessi atteggiamenti punitivi nei confronti del personale che portarono all'indecente gestione del capodanno passato, per cui a tutt’oggi decine di vigili stanno scontando i provvedimenti del Comando”.

“È di alcuni giorni fa l'ennesima sentenza di un Giudice del Lavoro che condanna l'Amministrazione capitolina per comportamento antisindacale nell'applicazione della legge anticorruzione – rammenta Gianandrea – un’applicazione che ha portato a un’indiscriminata girandola trasferimenti di personale inappropriati ed inopportuni. Non contenti di ciò, Clemente e Modafferi hanno emanato un'altra disposizione, che costringe i Vigili Urbani di Roma al controllo dell'operato del personale di altri gruppi e che farà percepire all'opinione pubblica l'esistenza di un problema congenito di corruzione nel personale del Corpo”.

“A questo punto chiederemo al Commissario Tronca di avviare un’indagine statistica sulla percentuale di personale della Polizia Locale di Roma Capitale indagato e condannato per fatti di corruzione in oltre 50 anni di storia del Corpo –  evidenzia il sindacalista - e di avviare la stessa indagine su quanti Comandanti e Vicecomandanti sono stati sottoposti ad indagine, e/o condannati per illeciti, durante la propria gestione”.


“Al Commissario chiederemo inoltre se sia il caso di operare un radicale cambio di direzione nella gestione del Corpo di Polizia Locale, alla vigilia degli eventi di portata internazionale che investiranno la città di Roma”, conclude Stefano Gianandrea.

Mostra del nuovo cinema europeo

EUNIC Roma
Partenariato tra Istituti di Cultura Nazionali dell‘Unione europea a Roma
In collaborazione con Istituzione Biblioteche di Roma
Con il sostegno di FUIS e Commissione europea

23 29 novembre 2015
Auditorium del GoetheInstitut
Via Savoia 15 - Roma

Dopo il successo della rassegna cinematografica “L’Europa che ride” (2014), EUNIC, il partenariato tra Istituti di Cultura, Accademie e Ambasciate Nazionali dell‘Unione europea a Roma, lancia la prima edizione della Mostra del nuovo cinema europeo, che si svolgerà a Roma dal 23 al 29 novembre 2015. La mostra, nata grazie al sostegno di FUIS e Commissione europea, sarà un’occasione straordinaria per far conoscere al pubblico l’energia creativa e la varietà del cinema contemporaneo europeo: 15 Paesi porteranno sul grande schermo altrettanti film, sempre in lingua originale con sottotitoli in italiano.
Una finestra sulla produzione europea degli ultimi anni con film che hanno partecipato ai grandi festival o che hanno avuto riconoscimenti internazionali, film mai presentati prima nelle sale dei cinema di Roma. La programmazione cinematografica si terrà presso l’Auditorium del Goethe-Institut e sarà accompagnata da incontri con registi, attori e sceneggiatori. E il cinema europeo sarà anche al centro di un dibattito organizzato da Biblioteche di Roma presso la sede della Biblioteca Europea.

I Paesi in mostra saranno, in ordine di programmazione, i seguenti: Francia, Svezia, Regno Unito, Spagna, Portogallo, Ungheria, Germania, Slovacchia, Slovenia, Austria, Lituania, Romania, Bulgaria, Polonia e Italia.

La mostra del cinema europeo si tiene presso il Goethe-Institut ed è coordinata dall’Istituto Polacco, attualmente in carica a presiedere l’Eunic di Roma (la presidenza si avvicenda circa ogni due anni tra gli istituti della rete). Per Paweł Stasikowski, direttore dell’Istituto Polacco, “Il panorama cinematografico europeo è molto vivace e vario, ma spesso non abbastanza noto oltre i confini nazionali. La nostra idea, di rete tra istituti culturali europei, è quindi quella di permettere al pubblico romano di dare uno sguardo su questo panorama.”. “Siamo onorati di poter ospitare questa settimana di cinema” afferma Gabriele Kreuter Lenz, direttrice generale del Goethe-Institut in Italia, “e ci auguriamo che sia un’ulteriore occasione per far conoscere il lavoro di tutti gli istituti di cultura europei a Roma e dare un segnale a favore dell’Europa”.
Il primo appuntamento sarà il 23 novembre alle 18:30 con il film francese “Tristesse Club” di Vincent Mariette e alle 21:00 con il documentario svedese di Jane Magnusson e Pallas Hynek, “Trespassing Bergman”.

Il calendario prevede due proiezioni al giorno, una alle 18:30 e una alle 21:00, tranne giovedì 26 quando alle 17:00 ci sarà il focus sul nuovo cinema europeo alla Biblioteca Europea, con la partecipazione di Lucia Milazzotto, Federico Pontiggia e Simone Moraldi, e alle 19:00 un’unica proiezione. Sabato 28 e domenica 29 la programmazione prevede invece tre film al giorno ( per i titoli e gli orari vedi programma completo allegato).
Si tratta di un programma molto fitto per gli appassionati di cinema, con generi diversi a confronto, dal western al film d’azione, dal documentario fino alla commedia sentimentale e comica.

Ospiti: il regista tedesco Philip Gröning, l’attrice Gilda Lapardhaja, il critico Enrico Magrelli, il regista francese Vincent Mariette, il professore slovacco Peter Michalovič, il regista rumeno Vlad Păunescu, la costumista Oana Păunescu, il regista italiano Matteo Scifoni e il regista lituano Audrius Stonys.

Informazioni generali

Mostra del nuovo cinema europeo
Organizzata da: Eunic Roma con il sostegno di FUIS e Commissione Europea
Film in mostra: 15
Date: dal 23 al 29 novembre 2015
Luogo: Auditorium del Goethe-Institut – Via Savoia 15. 
Biglietti: ingresso libero fino ad esaurimento posti (capienza della sala 250 posti)
Lingua dei film: versione originale con sottotitoli in italiano

Concerto per Odysseo

VISIONI DI FUTURO
Teatro di Documenti
20 – 22 novembre
un progetto di Maurizio Panici
voce recitante Maurizio Panici
suoni e canti Raffaello Simeoni
immagini Massimo Achilli
fondali dipinti Michele Ciacciofera
luci Roberto Rocca Cantare

Nell’ambito della rassegna ideata e realizzata da Argot Produzioni VISIONI DI FUTURO andrà in scena dal 20 al 22 novembre al Teatro di Documenti lo spettacolo Concerto per Odysseo dall’Iliade di Omero, un progetto a cura di Maurizio Panici con Maurizio Panici e Raffaello Simeoni.
L’Iliade oggi, dopo secoli che questo poema continua ad affascinare e a interessare le giovani generazioni, è raccontare ancora una volta di uomini ed eroi, della guerra e della assoluta necessità della pace, di vendetta ma soprattutto di pietà, perché tutto quello che emerge da questo monumentale racconto di una guerra infinita è l’inevitabile e necessario bisogno di pace. Questa necessità , la racconta l’eroe di guerra per eccellenza , Achille nel IX libro di fronte alla richiesta di combattere: Niente , per me , vale come la vita… non i tesori..non le ricchezze, i buoi si possono rubare, i cavalli si possono acquistare… ma la vita dell’uomo non torna indietro,non si può riprendere o rapire, quando ha passato la barriera dei denti. In questo suo passaggio l’eroe ci racconta dell’assoluto valore della vita umana. Ed è proprio oggi in questo, purtroppo, enorme campo di battaglia che è il mondo ,che le parole del grande poema omerico acquistano forza e ci spingono a riflettere sulla compassione per i vinti e sull’assoluta e inderogabile necessità di vivere in pace, di poter desiderare un’altra vita possibile che si nutra della bellezza e non dell’odio, di una vita che fondi la sua eroicità nei piccoli gesti quotidiani. Il racconto si fa concerto grazie alla voce magnifica e potente di Raffaele Simeoni, un artista in grado di risvegliare visioni arcaiche e potenti che ci ri/connettono immediatamente con il nostro “cuore antico”. La parola attraverso il canto si fa paesaggio e torna a raccontare storie e a nutrire la nostra immaginazione.

Teatro di Documenti
Via Nicola Zabaglia, 42
biglietti: 15 euro intero, 12 euro (Over 65 e studenti)
tessera associativa obbligatoria: 3 euro
orari spettacoli: martedì, mercoledì e giovedì matinée per ragazzi,
venerdì e sabato ore 20.45, la domenica ore 18.00

Omaggio alla memoria di Valeria Solesin e delle vittime della strage di Parigi

IDOMENEO DI WOLFGANG AMADEUS MOZART
apre la stagione lirica del Teatro La Fenice di Venezia
venerdi 20 novembre ore 19.00

 

La Fenice inaugura il nuovo ciclo operistico con il primo dei capolavori maggiori del salisburghese: un nuovo e prestigioso allestimento del dramma per musica Idomeneo di Wolfgang Amadeus Mozart. 
La regia è del quarantenne italo-sudafricano Alessandro Talevi, nominato nel 2009 miglior artista emergente dalla rivista Opernwelt, le scene sono di Justin Arienti, i costumi di Manuel Pedretti, le luci di Giuseppe Calabrò e i movimenti coreografici di Nikos Lagousakos. 

Jeffrey Tate tornerà sul podio dell’Orchestra e Coro del Teatro La Fenice, a cinque anni dai suoi apprezzatissimi Ring e The Turn of the Screw, per guidare un cast composto dal tenore americano Brenden Gunnell nel ruolo di Idomeneo, Monica Bacelli in quello di Idamante, Ekaterina Sadovnikova in quello di Ilia; Michaela Kaune sarà Elettra, Anicio Zorzi Giustiniani interpreterà il ruolo di Arbace, Krystian Adam quello del Gran sacerdote di Nettuno, mentre Michael Leibundgut darà voce all’oracolo. 

Rappresentato per la prima volta il 29 gennaio del 1781 per il Teatro di corte di Monaco di Baviera, Idomeneo costituisce la chiave di volta tra la precedente produzione operistica di Mozart e quella a venire. I canoni metastasiani lasciano il posto a personaggi più umani e psicologicamente indagati, in un processo creativo che prelude alla modernità; il conflitto interiore di Idomeneo, re di Creta, combattuto tra amore paterno e amore per la patria, va oltre la convenzione e diviene dramma autentico. 
Idomeneo, per scampare alla tempesta che gli impedisce l’approdo a Creta, fa voto a Nettuno di sacrificare chi per primo gli si farà incontro allo sbarco sulla spiaggia; con orrore del re sarà Idamante, suo figlio ed erede, il primo ad accorrere. Da qui un dramma umanissimo che coinvolge non solo padre e figlio, ma anche due donne innamorate e rivali, Ilia ed Elettra. Lo scioglimento felice verrà dalla misericordia della divinità.

La première avrà luogo al Teatro La Fenice venerdì 20 novembre 2015 alle ore 19.00 e sarà seguita da quattro repliche il 22, 24, 26 e 28 novembre.

Le malghe altoatesine

La gastronomia tradizionale delle malghe:
novità assoluta della Guida Espresso 2016 per l’Alto Adige

Un significativo riconoscimento per le eccellenze della tipica cucina di montagna altoatesina a base di prodotti genuini dal sapore antico.

Ancora una prestigiosa affermazione per la gastronomia altoatesina, in particolare quella declinata “in quota” nelle accoglienti malghe di montagna dove tradizione, sapori e genuinità si fondono in un unicum indimenticabile per gli ospiti.
Ormai in vista fine dell'anno, l'uscita delle guide de “L'Espresso” dedicate a ristoranti e vini d'Italia, è certamente una pubblicazione imperdibile per gli amanti della buona tavola. Ma, in particolare, la novità assoluta nel volume dedicato all'Alto Adige, curato da Gigi Costa – che si può acquistare nelle edicole o in libreria al prezzo di 6,20 euro – è proprio il capitolo dedicato al top dell'accoglienza gastronomica di malghe, rifugi e baite gourmet (aperte tra l’altro anche nel periodo invernale). Un riconoscimento per la professionalità e la passione di chi gestisce strutture in alta quota, che hanno davvero tutto per “scalare le vette del gusto”. 


La prestigiosa segnalazione per la cucina di montagna altoatesina è così toccata alla Malga Capanna/Neuhütte ad Aldino, situata a 1791 metri in un'idilliaca radura con vista sul Catinaccio e il Latemar, gestita da Peter Franzelin, discendente da una storica famiglia di albergatori; alla Malga Getrum, appollaiata alla ragguardevole quota di 2083 metri a Reinswald in Val Sarentino, per merito delle imperdibili delizie casalinghe preparate da Heini e Anni Gruber; infine  alla Malga Isi di Redagno, a 1850 metri, ai piedi del Corno Nero, di Isolde Daldoss e Philipp Vescoli, che offre una scelta di piatti a base di ingredienti biologici e biodinamici, rinunciando consapevolmente a qualsiasi esaltatore di sapidità.

TRE STELLE AL ROSSO RSERVA "LE SENTINELLE" DALLA PRESTIGIOSA GUIDA VERONELLI

 
  
PIOGGIA DI STELLE SUI VINI DI FATTORIA MANTELLASSI

E ancora tre. Dopo quelle assegnate al San Giuseppe dalla Guida on-line WineSurf, il 2016 bissa il successo di Fattoria Mantellassi con un’altra straordinaria etichetta: “Le Sentinelle”, una delle migliori espressioni qualitative del Morellino di Scansano D.O.C dell’azienda di Magliano in Toscana. Questo rosso straordinario, è ottenuto dalla vinificazione delle uve Morellino, clone autoctono di Sangiovese che ha dato il nome alla Doc. 
Tre meritatissime stelle assegnate da una delle Guide più prestigiose e famose, quella Guida Veronelli che, ogni anno, seleziona l’eccellenza delle etichette italiane. Una selezione severa, fatta da una competente equipe di esperti la cui valutazione gode di una grandissima attenzione e considerazione non solo nel nostro Paese ma anche oltre confine.

FATTORIA MANTELLASSI si conferma ancora una volta leader di alta qualità produttiva nel panorama del Made in Italy e, soprattutto, della Toscana.

'IL MIRACOLO DI MARCELLINO' - NELL'ANNO GIUBILARE, RITORNA IN SCENA DOPO SETTE ANNI - REGIA RICCARDO TRUCCHI, INTERVISTATO DA ENZO FASOLI

 Nell'anno del Giubileo e della Misericordia, dopo sette anni, ritorna 'IL MIRACOLO DI MARCELLINO', regia di Riccardo Trucchi, distribuito in esclusiva da - 'Le Muse In Scena' - Associazione Culturale




“BAROLO & BRUNELLO” A COPENAGHEN

20 novembre 2015
alla conquista di Copenaghen 
LE MACIOCHE TRA I ProTAGONISTI dell'evento
L'azienda di Montalcino è una delle eccellenze toscane presenti alla degustazione comparativa dei due più importanti vini italiani, in programma nella prestigiosa cornice del Børsen Palace


"Barolo & Brunello, un evento unico nel suo genere che vede protagonista una coppia prestigiosa dell'enologia italiana, Brunello e Barolo. I due rossi-icona – dopo il successo registrato nel 2014 – si presentano nuovamente insieme per conquistare il mercato danese, grazie a questa iniziativa, nata dalla collaborazione tra i rispettivi Consorzi: un percorso speciale per conoscere, degustare e confrontare i due migliori vini italiani.
L'appuntamento è il 20 novembre nelle sale del Børsen Palace, la storica sede della Borsa nel cuore del capoluogo danese. In programma un walk around tasting in cui i produttori presenteranno le loro migliori DOCG e verrà realizzata una degustazione comparativa delle due eccellenze di Piemonte e Toscana.

Tra le etichette toscane anche il Brunello Le Macioche, azienda vitivinicola di 6 ettari sulle dolci colline di Montalcino, che a settembre 2014 ha cambiato proprietà, acquisita da 3 giovani imprenditori veronesi - Stefano Brunetto, Massimo Bronzato e Riccardo Caliari-. L'azienda sta mettendo in atto un importante percorso di rinnovamento: dal restyling dell'etichetta alla formalizzazione dell'iter verso la certificazione biologica che verrà completato nel 2018, il tutto nel rispetto della tradizione e di quanto ereditato dalla precedente gestione.

"Questo è il nostro obiettivo: riuscire a rafforzare ulteriormente il prodotto e i valori aziendali che lo animano, il tutto in concerto e in armonia con la tradizione vinicola locale e con il percorso fin qui seguito dall'azienda", spiega Stefano Brunetto che si occupa in prima persona della gestione dell'azienda. "Il nostro valore aggiunto è l'entusiasmo che ci anima e ci spinge verso un approccio sempre più innovativo. La partecipazione all'evento di Copenaghen ne è la dimostrazione. Anche dal punto di vista commerciale stiamo ampliando il nostro raggio d'azione guardando a mercati emergenti di grande interesse".

Le due eccellenze vinicole italiane – Brunello e Barolo – si alleano per promuoversi all'estero, un'iniziativa che vede la partecipazione di oltre 40 aziende (22 toscane e altrettante piemontesi). La capitale danese non è una scelta casuale: è uno dei paesi nei quali il vino italiano è maggiormente conosciuto e apprezzato. Negli ultimi anni si registra una crescita costante della domanda di vino di qualità tanto che l'Italia ne è il principale esportatore. E il pubblico danese ama le raffinatezze enogastronomiche, è attento e ha un'alta capacità di spesa. Una piazza e un target ideale per la promozione di queste due star dell'enologia italiana.

PROGRAMMA DELL'EVENTO

Ore 13.00-15.00 / 15.30-17.45 / 18.30-20.45 >>> "Walk Around Tasting" articolato in tre sessioni, durante le quali i produttori di Brunello e i produttori di Barolo presenteranno le loro migliori Docg ai consumatori finali e ad alcuni operatori professionali invitati. 

Ore 12.00-13.00 / 14.30-15.30 / 17.30-18.30 >>> 3 laboratori di approfondimento con degustazione comparativa dei seguenti vini: Nebbiolo 2013 / Rosso di Montalcino 2012; Barolo 2010 / Brunello 2009; Barolo 2008 / Brunello Riserva 2008


MUSICA. Venerdì 20 novembre, a Roma, presentazione del disco BIT GENERATION

L'album del sociologo-cantautore Lello Savonardo:
suoni, parole, ritmi ed emozioni raccontano l'universo giovanile
 PRESENTAZIONE A ROMA
VENERDI' 20 NOVEMBRE 2015 – ORE 18 – TRAFALGAR STUDIO RECORDING (Via Romeo Romei, 11 – Zona Piazzale Clodio)

I mutamenti sociali, culturali e tecnologici sono i temi al centro del disco, che vede la partecipazione di numerosi ospiti, da Edoardo Bennato al celebre studioso Derrick de Kerckhove.

Dopo il libro (FrancoAngeli, 2013), il ciclo di seminari all'Università di Napoli (con Jovanotti, Roy Paci etc.) e il programma radiofonico (su F2 RadioLab dell'Ateneo Federico II), oggi "Bit Generation" è anche un disco. Il sociologo Lello Savonardo torna nelle sue vesti di cantautore con un concept album che coniuga i suoi interessi scientifici con la sua passione per la musica. Sono 13 i brani (12 + una ghost track) che compongono il disco Bit Generation, prodotto da La Canzonetta Record, con il management di Aldo Foglia e la direzione artistica di Raffaele Lopez e Giuseppe Scarpato. Un progetto culturale, work in progress, che investe diversi ambiti.
All'album hanno partecipato, tra gli altri, artisti come Edoardo Bennato, che firma il testo de "L'Equilibrista" e suona l'armonica in due brani, Gennaro T e Mario4mxFormisano degli Almamegretta, Maurizio Capone, che interviene con il suo sound ecologico nel "Sole della Tribù", il percussionista/rapper/attore Ciccio Merolla, il dj Danilo Vigorito, che firma la versione dub di "Bit Generation", il rapper e dj di Radio Deejay Gianluca Tripla Vitiello, il bluesman Gennaro Porcelli, il premio Tenco Giovanni Block, ma anche il guru della comunicazione ed erede intellettuale di McLuhan, Derrick de Kerckhove, che recita alcuni versi del brano "Always on", ispirato alle sue teorie sulle culture digitali. La copertina e la grafica dell'album è di Alessandro Rak, premio Oscar europeo (European Film Awards) per la regia del film di animazione "L'Arte della Felicità".

Le canzoni di Bit Generation, attraverso suoni, parole, ritmi ed emozioni, raccontano il mutamento culturale e sociale, i linguaggi, le forme di comunicazione e i disagi delle diverse generazioni, di ieri e di oggi. Un viaggio sonoro percorso da Lello Savonardo insieme ad alcuni artisti ed esperti (tra cui Derrick de Kerchove, Claudio Poggi, Renato Marengo, Alex Giordano), che hanno contribuito alla realizzazione dei brani del disco e condiviso le proprie emozioni e riflessioni negli scritti riportati nel booklet del cd. Testi connessi con le canzoni che compongono il racconto di Bit Generation. Un racconto che interagisce con le attività accademiche, scientifiche e culturali sui linguaggi giovanili e musicali del sociologo-cantautore Lello Savonardo che, nelle canzoni dell'album, esprime la sua anima rock.

Lello Savonardo, sociologo e cantautore, insegna "Teorie e Tecniche della comunicazione" e "Comunicazione e Culture giovanili" presso il Dipartimento di Scienze Sociali dell'Università degli Studi di Napoli Federico II. È autore di numerosi saggi sull'universo giovanile e i linguaggi musicali, tra cui Sociologia della Musica. La costruzione sociale del suono, dalle tribù al digitale (Utet, 2010) che, nel 2014, è stato pubblicato in lingua francese in tutto il mondo francofono da Academia/L'Harmattan.

In qualità di sociologo della musica, Lello Savonardo ha promosso, nelle università italiane, numerose iniziative culturali sui linguaggi della creatività con artisti come Jovanotti, Ligabue, Lucio Dalla, Edoardo Bennato, Alex Britti, Subsonica, Franco Battiato, Carmen Consoli, Piero Pelù, 99Posse, Almamegretta, Planet Funk, Roy Paci, Rocco Hunt etc.
I suoi interessi scientifici sposano da sempre la sua passione per la musica. In qualità di cantautore, ha al suo attivo numerosi concerti, collaborazioni con artisti e musicisti di rilievo nazionale, la pubblicazione del CD "Savonardo" e riconoscimenti prestigiosi, tra cui il Premio Lunezia che, nella stessa edizione, ha visto la partecipazione anche di Fernanda Pivano e Fabrizio De Andrè.

Tra le sue attività scientifiche ed accademiche, coordina il progetto Contamination Lab Napoli promosso dall'Università Federico II, in collaborazione con il Miur e il Mise; è componente del consiglio direttivo dell'Associazione Italiana di Sociologia (AIS) e del comitato scientifico della relativa sezione di comunicazione (PicAis); coordina l'Osservatorio Territoriale Giovani (OTG) dell'Università di Napoli Federico II e F2 RadioLab, la webradio dello stesso Ateneo.
Tra le sue numerose pubblicazioni, Bit Generation. Culture giovanili, creatività e social media (FrancoAngeli, 2013), che ha ispirato un ciclo di seminari con artisti (tra cui Jovanotti e Roy Paci), una trasmissione radiofonica e ora un album discografico, che conta numerose collaborazioni. L'universo giovanile, i mutamenti sociali, culturali e tecnologici sono al centro dei brani che compongono il disco Bit Generation (La Canzonetta Record, 2015).

Veronafiere Press Office - Maurizio Danese nuovo Presidente di Veronafiere

 MAURIZIO DANESE NUOVO PRESIDENTE DI VERONAFIERE

L'Assemblea dei Soci dell'Ente di Viale del Lavoro ha eletto Maurizio Danese nuovo presidente e con lui il nuovo Consiglio di Amministrazione composto da Barbara Blasevich, Marino Breganze, Guidalberto di Canossa e Claudio Valente.
L'Assemblea ha rinviato la discussione dei restanti punti all'ordine del giorno a dopo l'insediamento del nuovo Consiglio.

L'Assemblea dei Soci di Veronafiere, riunitasi in data odierna, ha eletto Maurizio Danese nuovo Presidente per il triennio 2015-2018. Insieme a Danese, l'Assemblea ha eletto anche il nuovo Consiglio di Amministrazione composto dai Consiglieri, Barbara Blasevich, Marino Breganze, Guidalberto di Canossa e Claudio Valente.
L'Assemblea ha rinviato la discussione dei restanti punti all'ordine del giorno, per dare il tempo al nuovo CdA di prendere piena visione delle proposte e delle valutazioni relative alle singole delibere su cui i soci saranno chiamati a pronunciarsi nel corso della prossima seduta.

«Ringrazio i soci e le istituzioni per la fiducia. Sarà ben corrisposta – dichiara il Presidente Maurizio Danese –. Entro in una realtà che il cda e il presidente uscente hanno saputo governare in anni difficili, consolidandola e valorizzandola ulteriormente nel suo ruolo di player internazionale, non solo nel settore del vino e dell'agroalimentare, ed efficace volano per l'internazionalizzazione delle imprese italiane e del Made in Italy. Veronafiere, poi, rappresenta una leva fondamentale per l'economia veronese: 1,3 milioni di visitatori annui generano un importante indotto. L'amministrazione uscente ha lasciato sul tavolo importanti progetti strategici che ora valuteremo in modo approfondito assieme ai soci. Scelte che non possono prescindere dal contesto competitivo in cui opera la Fiera. Un mercato europeo e mondiale dove è forte la spinta alla concentrazione. Le prime dieci fiere europee realizzano il 35% degli oltre 14 miliardi di volume d'affari del mercato e dispongono di più strutture e, soprattutto, di risorse finanziarie. Veronafiere ha delle potenzialità importanti e tutti i numeri per consolidare la propria collocazione in questo mercato in fermento. Sarà nostra cura valutare attentamente i piani di sviluppo, utilizzando le risorse che il Governo ha stanziato per le fiere nel Piano per la promozione straordinaria del Made in Italy. Con che strumenti è tutto da valutare insieme ai soci».

Danese, classe '62, è socio di un gruppo di aziende che opera nel settore della fornitura di prodotti alimentari al canale horeca, è Vicepresidente della Camera di Commercio di Verona, Vicepresidente vicario di Confcommercio Verona e Presidente dell'istituto di garanzia fidi, Confidi Veneto.

CLAVIORGANUM (Suono Records)

La realizzazione dell’utopia di Haendel, a opera dell’italiano Maestro Massimiliano Muzzi insieme all’Orchestra del Maggio Fiorentino 

Ce ne sono 5 in tutto il mondo, il quinto è completamente italiano ed è la realizzazione di un sogno: il Claviorgano, l’unione di due strumenti come il clavicembalo e l’organo, in grado di dare la giusta forma per la prima, a distanza di 300 anni, a musiche di autori come Haendel. 
Haendel, John Stanley, Charles Wesley, Thomas Augustine Arne: nel 2015 la tecnologia è arrivata "in soccorso” all'utopia di questi musicisti, consentendo la realizzazione del primo Claviorgano in grado di risolvere i problemi correlati ai materiali di fattura e alla reale utilizzabilità.
A idearlo e realizzarlo con i più moderni materiali e l’immancabile struttura in legno, l’italiano Massimiliano Muzzi, organista di fama mondiale e Membro onorario del Royal College of Organist di Londra, che, accompagnato dall’eccellente Orchestra del Maggio Fiorentino, ha voluto mettere subito all’opera il suo Claviorgano.

Fibre in carbonio e legno per uno strumento che per la prima volta ha dato voce fedelmente alla produzione inglese del Settecento con il Cd "Claviorganum" (Suono Records): 300 anni dopo l’incontro tra la Storia della Musica, l’utopia artistica e la tecnologia, per un progetto discografico unico al mondo, registrato in altissima definizione con la regia del suono di Fabio Galadini, l’esecuzione di Massimiliano Muzzi e l’accompagnamento dell’Orchestra del Maggio Fiorentino, e Lorenzo Fuoco come Maestro Concertatore.
Nel cd “Claviorganum”, per la prima volta secondo le indicazioni fedeli riportate dai compositori, il Maestro Muzzi e l’Orchestra del Maggio Fiorentino, con un’attenzione al suono lavorato fino alla perfezione, eseguono i concerti per claviorgano, archi, oboe e orchestra, composti tra il 1700 e il 1770 da Haendel, John Stanley, Charles Wesley e Thomas Augustine Arne, con un occhio alla produzione italiana dell’epoca.

CLAVIORGANO: L’UTOPIA DELLO STRUMENTO TRA DIPINTI ED ESECUZIONE. Lo scopo di questi strumenti era quello di permettere ad un unico esecutore di suonare contemporaneamente l’organo e il clavicembalo, ovviando in parte ai “difetti” dei singoli strumenti e “ rispondendo” all’antichissimo desiderio di combinare in un solo strumento il suono delle corde ed il suono dei fiati, secondo un antico sogno , spesso realizzato da fantasie sin estetiche rappresentate in pittura, come, per esempio, quel fantastico strumento di tipo vagamente orientale dipinto da Piero di Cosimo nella tavola di Perseo e Andromeda (Uffizi), o in quella singolare combinazione di viola ad arco e flauto dolce che viene suonato non senza difficoltà da uno degli angeli del Ferrari nella cupola di Saronno. 

IL CLAVIORGANO, LA RICERCA DEL MAESTRO MASSIMILIANO MUZZI “Quando sentii per la prima volta il suono del claviorgano rimasi quasi stregato” ha dichiarato il Maestro Massimiliano Muzzi. “Era uno strumento conservato nel museo degli strumento musicali di Berlino. Parlava una lingua sconosciuta, antichissima, profonda e al tempo stesso molto forte e tagliente. Mi documentai e scoprii tante storie particolari su questo strumento e un repertorio sterminato. Haendel vi aveva scritto sei concerti e una serie di autori inglesi e tedeschi avevano dedicato molta musica a questa strana macchina sonora. Eppure era scomparso al pari della glassa armonica e di altri strumenti. Dalle documentazioni capii che il maggior problema di allora e di oggi era il peso della meccanica: il peso della tastiera del clavicembalo unito a quella dell'organo. Girai mezza europa per trovare dei costruttori che avessero sperimentato una tecnica così complessa. Trovai William Horn, un clavicembalaro americano trasferito a Brescia ed ora in Germania. Studiammo molto la cosa e scegliemmo di costruire uno strumento con l'organaro Zeni di Trento. Abbiamo risolto il problema esecutivo in maniera talmente semplice ma audace che ancora oggi non riesco a capacitarmi come nessuno in tutti questi secoli ci sia riuscito. Suonare il mio strumento con tre tastiere unite oggi è quasi una passeggiata. Ho chiesto agli artigiani uno sforzo in più: aumentare il numero dei registri in modo tale che lo strumento si possa suonare anche negli auditori. L'organo ha 7 registri e addirittura una fila di campanelli e il clavicembalo 3 registri con base 8”.

IL CLAVIORGANO NELLA STORIA. L’esistenza di strumenti composti è attestata dal XV sec.: un claviciterio + positivo venne descritto da Paulus Paulirinus nel suo De Musica (1460) e verso il 1480 un paio di Clabiorganos erano di proprietà del cembalista di Isabella di Spagna. Il Claviorganum, strumento a tastiera risultante dall’unione di un organo e un clavicembalo sembra essere presente in Francia ai tempi del Re Sole. In un documento del 1637 si riporta una convenzione tra Pierre Chabanceu de La Barre e l’organaro Valéran de Heman: quest’ultimo si impegnava a costruire per il celebre organista di corte tre registri d’organo da mettere «soubz un clavesin». Un clavicembalo organizzato che il Sig. de La Barre doveva far sentire durante i concerti che offriva ai suoi invitati, utilizzando i suoi registri d’organo in una variazione, le sue corde pizzicate in un’altra; ricorrendo al clavicembalo per un’allemanda o una giga, all’organo per un ricercare; accompagnando forse un «dessus de flúte bouché» con alcuni arpeggi sgranati dai saltarelli o una «basse de musette» con degli accordi del clavicembalo, riservando ai suoi uditori delle gioie ignorate da noi.
Purtroppo, di tutti i Claviorgani costruiti fino alla fine del sec. XVIII pochissimi sono giunti fino a noi. Il più antico esemplare di Claviorgano pervenuto fino ai nostri giorni, è conservato presso il Victoria and Albert Museum e fu costruito nel 1579 in Inghilterra dal fiammingo Ludowijk Theewes.

GUERRA! concerto - spettacolo contro le guerre, in memoria del '15-'18 (Auditorium Parco della Musica, 23-24 novembre)


COSIMO CINIERI
in
GUERRA! '15/18
Drammaturgia e Regia: IRMA IMMACOLATA PALAZZO


Con LA BANDA MUSICALE DELL'ESERCITO ITALIANO diretta dal M° ANTONELLA BONA
E con CARMELA MAFFONGELLI, soprano; ANDREA FERMI, tenore;gli allievi attori della Scuola di Teatro FONDAMENTA e i danzatori della SCUOLA BAILA DANCE e OFFICINA DANZA.
Consulenza storico-bibliografica MICHELE D'ANDREA
AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA DI ROMA - SALA SINOPOLI
Viale Pietro de Coubertin 30 - Roma

La Prima Guerra Mondiale è una pagina fondamentale della nostra storia, senz'altro il primo momento, nella sua tragedia, in cui l'Italia si sentì unita, dal nord al sud, e per questo è necessario serbarne memoria. L'Italia entra in guerra nel 1915, dopo un anno di neutralità, a fianco dell'Intesa, per chiudere la pagina risorgimentale con la conquista delle terre irredente di Trento e Trieste. Riuscirà a ottenerle sconfiggendo l'impero austro-ungarico al prezzo però di ingentissime perdite umane ed economiche.
Nell'ambito della seconda edizione del festival "Le Rose del Parnaso" Cosimo Cinieri e Irma Immacolata Palazzo, in collaborazione con La Banda Musicale dell'Esercito Italiano diretta dal M°Antonella Bona, daranno vita a Guerra! '15/18, un concerto di Poesia e Musica in Prima nazionale che si snoda lungo un tragitto di migliaia di pagine letterarie per elaborare l'orrore della guerra.
Privilegiando la narrazione del conflitto sul fronte italo-austriaco – il più difficile a detta di tutti, poiché prima di allora nessuno aveva combattuto a più di 3.000 mt d'altezza, vicino ai ghiacciai eterni - lo spettacolo si svolge su un doppio binario narrativo: colto e popolare assieme. Da una parte la testimonianza dei grandi poeti: tra gli altri Ungaretti, Palazzeschi, Gadda, Alvaro, Rebora, D'Annunzio, Folgore, Soffici, Govoni, Boccioni e Marinetti, dall'altra le misere lettere in dialetto sgrammaticato dei soldati in trincea. In programma anche alcuni brani tratti dalle memorie di Malaparte, Caccia Dominioni, Frescura, Fabi, Lussu, Monelli, Salsa, Solmi; i contributi poetici di Majakovskij, Joyce, Apollinaire, Eliot; la sintesi ungarettiana, poesia scabra e dura come pietra carsica; la grande memorialistica italiana.
Accanto ai momenti salienti della guerra sugli Altipiani e sul Carso, si racconta la vita in trincea: l'attesa spasmodica dell'assalto, il battesimo del fuoco, il sonno della giovane vedetta, la paura della morte e l'orrore delle carneficine causate dalle nuove armi, la fame la sete il freddo e il caldo sofferti, gli atti di eroismo, la solidarietà, la curiosità per il nemico, a volte così vicino da sentirlo respirare e cantare e prendere il caffè. E ancora: la prigionia, le decimazioni, l'autolesionismo per disertare la guerra. Non mancano involontari pezzi comici, legati ai disagi: topi ammaestrati o espedienti per convivere con i cadaveri con cui bisogna 'affiatarsi'. Un affresco umanissimo. 
Il rapsodo Cosimo Cinieri, nel costume di un semplice fante, appare come un reduce, pronto a spogliarsi delle sue reliquie: una stampella a cui s'appoggia e una maschera/protesi a risanare terribile ferite, per raccontarci la drammatica odissea. Il 'teatro di guerra' sta lì a ricordarci – come ha sottolineato Andrea Cortellessa - che per la prima volta l'uomo visse la guerra moderna come uno spettacolo grandioso, che avvince almeno quanto fa inorridire.
Le musiche della Banda spazieranno dai canti di guerra e di contestazione: nel repertorio La leggenda del Piave, Ta-pum, La campana di San Giusto, O Gorizia tu sei maledetta, fino alle canzoni napoletane dell'epoca, brani lirici e sinfonici (Mozart, Verdi, Gounod e Sibelius), oltre alle più acclamate canzoni di café-chantant, tra cui la celebre Frou frou del tabarin. 

GUERRA! '15/18 è prodotto dall'Ass. Culturale "Vagabonda Blu", in collaborazione con la Regione Lazio e Musica per Roma. L'evento rientra nell'ambito de "Le Rose del Parnaso Festival itinerante" (2a Edizione) e gode del patrocinio di: Commemorazioni centenario I Guerra mondiale, Senato della Repubblica, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, Regione Lazio, Comune di Roma, Biblioteche di Roma. Si ringrazia per la collaborazione la Cineteca del Friuli Venezia Giulia.

BANDA DELL'ESERCITO
La Banda dell'Esercito è stata fondata nel 1964. Sempre presente ai più importanti eventi istituzionali che hanno punteggiato la storia della nostra Repubblica nell'ultimo cinquantennio, ha avuto alla sua guida i Maestri Amleto Lacerenza, Marino Bartoloni, Domenico Cavallo e Fulvio Creux. Dal 2013 è sotto la guida tecnico artistica del M° Capitano Antonella Bona. È formata da esecutori diplomati al Conservatorio e reclutati attraverso selettivi concorsi nazionali. Svolge servizi istituzionali ed è impegnata in un'intensa attività concertistica, che l'ha vista presente in innumerevoli città italiane, dove ha suonato nelle principali piazze, sale e teatri. Tra le attività musicali più rilevanti degli ultimi anni ricordiamo le "Celebrazioni Nazionali Verdiane"(Parma), il "Festival Internazionale delle Bande Militari"(Modena), il "Concerto di Gala per i 90 anni di Giancarlo Menotti"(Spoleto Festival) ,il "Concorso internazionale Il Flicorno d'oro", "K Festival"(Roma),"Settembre Musica" (Torino),"Stagione sinfonica della GOG" (Genova), "Fondazione Festival Pucciniano" (Torre del Lago), "Festival Berlioz"(La Côte –Saint- André). Ha collaborato con solisti di fama internazionale quali Jacques Mauger e Steven Mead ed è il primo ed ancor unico complesso militare italiano ad aver avuto sul podio "direttori ospiti", tra i quali ricordiamo per tutti Riccardo Muti. La Banda dell'Esercito ha al suo attivo la presenza a numerose trasmissioni radio-televisive ed un intensa produzione discografica.
Il suo repertorio spazia da quello celebrativo a quello lirico sinfonico, con particolare predilezione per la musica originale per Banda, approfondita sia in pagine storiche sia in brani dalla più viva attualità. 
In ultimo, degno di nota, la partecipazione alla serata finale del Festival di Sanremo insieme alla PFM che hanno eseguito una particolare versione dell'ouverture del Nabucco.

Maestro Cap. ANTONELLA BONA Direttore
Si è diplomata in "Strumentazione per Banda" ed in "Musica corale e Direzione di coro" presso i Conservatori de L'Aquila e di Bari. Ha seguito corsi con Daniele Carnevali, Jan van De Meij, Thomas Briccetti, Thomas Fraschillo . 
Nel 2002 ha conseguito presso la Scuola Superiore di Musica "Accademia Musicale Pescarese" il diploma in "Direzione di Banda" sotto la guida del M° Fulvio Creux. Ha scritto articoli per numerose riviste musicali ed è autore di composizioni e trascrizioni, pubblicate dalle edizioni Santabarbara, Ludo, Eufonia, Scomegna e Studio Music di Londra; molti suoi arrangiamenti sono stati inseriti nel repertorio di Steven Mead, che li ha incisi sul cd "Bella Italia". Come direttore ospite è stata sul podio del Corpo Musicale "C. Cusopoli" di Monterubbiano, dell'Orchestra di Fiati del Cilento, delle Orchestre di Fiati di Amantea, di Delianuova e di Melicucco, dell' "Unione Musicale Ciociara" e del Conservatorio di Lecce. Nella stagione 2003 è stata Maestro Direttore del "Gran Concerto Bandistico Città di Fisciano", col quale ha tenuto oltre 40 concerti in tutto il sud Italia. Negli USA ha collaborato con i "Tara Winds" di Atlanta e ha diretto all' Università del Southern Mississippi; in Svizzera ha diretto la Canobbio Wind Orchestra per la Fondazione "Roberta de Camerino". Nel 2007 ha vinto il concorso nazionale per Maestro Vice Direttore della Banda dell'Esercito Italiano, con la quale ha diretto in numerose località, tra cui ricordiamo Auditorium Parco della Musica , Accademia Americana, Teatro Olimpico(Roma), Festival verdiano (Parma), Veneranda Fabbrica del Duomo(Milano), "Festival Berlioz"(Francia).

P.A. - DOMANI SCIOPERO GENERALE DEL LAVORO PUBBLICO CONTRO LEGGE DI STABILITÀ

MANIFESTAZIONI A ROMA, MILANO E NAPOLI

Domani sarà sciopero generale del lavoro pubblico, proclamato per l’intera giornata dall’Unione Sindacale di Base.
Lo sciopero riguarda tutte le categorie del pubblico impiego, i lavoratori e le lavoratrici dei servizi pubblici privatizzati ed esternalizzati  e delle partecipate e gli Lsu Ata della Scuola.
È stato indetto contro la Legge di Stabilità, che prevede ridicoli aumenti contrattuali (5 euro medi lordi mensili); che continua a tenere bloccate le assunzioni nel pubblico impiego ignorando  diritti di precari e vincitori di concorso; che taglia la Sanità ed i servizi ; che riduce da 8.000 a 1.000 il numero delle aziende partecipate, favorendo la definitiva privatizzazione di numerosi servizi territoriali.

Tre le manifestazioni organizzate in occasione dello sciopero:
- Roma, con corteo dalle ore 9.30, partenza da via dei Cerchi angolo via di S. Gregorio. Si prosegue per piazzale Bocca della Verità, via Petroselli, via del Teatro Marcello, via dell’Ara Coeli, via delle Botteghe Oscure, largo di Torre Argentina, corso Vittorio Emanuele (Funzione Pubblica), piazza S. Andrea della Valle.
- Milano, appuntamento in Largo Cairoli alle ore 9.30.  Poi corteo per via Cusani, via Broletto, piazza della Scala (Palazzo Marino) piazza San Babila (Prefettura ), fino in piazza Fontana.
- Napoli, concentramento in piazza Mancini, ore 10.00. Si prosegue in corso Umberto, piazza Bovio, via San Felice, via Medina, piazza Municipio, via San Carlo, per finire in piazza del Plebiscito.

Tre piazze in cui sarà forte e determinata la risposta delle lavoratrici e dei lavoratori ad una Legge di Stabilità che continua a dare soldi alle imprese togliendoli ai servizi, secondo i consueti diktat dell’Unione Europea. Tre piazze in cui manifestare il dissenso in modo deciso, in quanto una società meno democratica non mette nessuno al riparo dal terrorismo.

Tre piazze da cui, mentre il Mibact annuncia con solerzia che applicherà il ‘decreto Colosseo’ per mantenere aperti i siti culturali durante lo sciopero generale, le lavoratrici ed i lavoratori riaffermeranno la difesa del diritto di sciopero stesso, un diritto che di giorno in giorno viene sempre più logorato da continui attacchi che non stanno risparmiando anche la nostra Costituzione.

2016 - anno dei cammini

Da PaesiOnLine un itinerario lungo la Via Francigena, Fino alla Santa Sede Un percorso lungo l'antica strada dei pellegrini, dal nord e dal sud del Lazio, fino a giungere a Roma, per celebrare il Giubileo Straordinario della Misericordia.

Il 2016 non sarà soltanto l'anno del Giubileo Straordinario della Misericordia, ma anche l'anno dei cammini, come dichiarato dal Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini. In Italia si stima che ci siano oltre 6.600 chilometri di cammini, religiosi ma anche culturali, naturalistici e storici, che attraversano il nostro paese da Nord a Sud. PaesiOnLine, ha, dunque, deciso di proporre un ipotetico cammino spirituale lungo l'antica Via Francigena, dal nord e dal sud del Lazio, fino a giungere a Roma. Il portale suggerisce, inoltre, alcune città presso le quali fare sosta lungo il cammino, località che si trovano lungo la via dei pellegrinaggi e che sono note anche per i loro luoghi di culto.

Partendo dal nord del Lazio, la prima tappa del pellegrinaggio che viene suggerita è Acquapendente, in provincia di Viterbo. La terza domenica di maggio, la città ospita un'importante manifestazione religiosa, la Madonna del Fiore, nota per i caratteristici Pugnaloni che vengono realizzati. Si tratta di stupende realizzazioni artistiche ottenute con petali e foglie di fiori, con i quali vengono riprodotte immagini a carattere religioso. La tradizione risale al 1166, quando la fioritura improvvisa di un ciliegio secco fu segnale per gli aquesiani di ribellarsi contro l'oppressione di Federico I Barbarossa. Protetti dalla Vergine, i cittadini distrussero il castello e ridussero il governatore alla fuga. Tra i principali luoghi di culto della città, la Chiesa di San Francesco e la Concattedrale del Santo Sepolcro. Scendendo più a sud lungo la via Francigena, si incontra Montefiascone, sempre nel viterbese, dove si trova la Rocca dei Papi. La sua costruzione fu avviata nel 1207 nell'area dell'antico castello per volere di Papa Innocenzo III, e da quel momento non ci fu Pontefice che non vi abbia promosso dei lavori. Il primo  a sceglierla come residenza pontificia fu Martino IV, grande amante di quei luoghi. Altri luoghi di culto della città sono la Basilica di San Flaviano e la Cattedrale di Santa Margherita.

Se, invece, si vuole giungere a Roma partendo dal sud del Lazio, la prima sosta che segnala la redazione di PaesiOnLine è Fondi, in provincia di Latina. Oltre a trovarsi lungo la Via Francigena, la città è attraversata anche dall'Appia, una delle più antiche vie dell'Impero Romano. La città fu terreno di numerose invasioni da parte di popolazioni barbare, longobarde prima e saracene poi. Fu solo grazie a papa Giovanni VIII, che con la battaglia navale del Circeo dell'877 liberò l'area dagli invasori, consentendone il florido sviluppo. Tra i principali edifici religiosi locali, la Chiesa di San Pietro e la Chiesa di Santa Maria in Piazza. Proseguendo il cammino verso la Santa Sede, la tappa successiva è Castel Gandolfo, a qualche decina di chilometri da Roma. La città, nel cuore dei Castelli Romani, è conosciuta soprattutto per la presenza della residenza estiva papale. Castel Gandolfo è attraversata anche dall'antica Via Sacra, ancora lastricata di pietre romane originarie, dalla quale è possibile godere di un panorama incredibilmente suggestivo che permette di vedere il lago Albano e il lago di Nemi contemporaneamente. Quel particolare punto è chiamato "gli occhi di Zeus", come se i due laghi lo fossero davvero, in quanto è l'unico dal quale è possibile scorgere entrambi i laghi insieme, fatta eccezione, ovviamente, per le vedute aeree. Altro luogo di culto della città è la Chiesa di San Tommaso da Villanova.

Che si parta da nord o da sud, il punto di arrivo del pellegrino è uno soltanto: Roma  e in particolare la Città del Vaticano. In occasione del Giubileo, verrà aperta la Porta Santa di San Pietro, che sancisce l'inizio dell'anno santo. Questo rito esprime simbolicamente il concetto che, durante il Giubileo, è offerto ai fedeli un "percorso straordinario" verso la salvezza. La città di Roma è ricca di chiese e luoghi di culto importanti, ma tra i più visitati dai pellegrini c'è sicuramente la Scala Santa nei pressi della Basilica di San Giovanni in Laterano. Nella tradizione cattolica, questa rappresenta la scala salita da Gesù per raggiungere l'aula dove avrebbe subito l'interrogatorio di Ponzio Pilato prima della crocifissione. Ancor oggi molti fedeli la salgono in ginocchio, pregando affinché venga loro concessa la grazia.

UNA BICI SPAZIALE

Driiin!
 storie per ragazzi che sognano a pedali
 In libreria da giovedì 19 novembre
 il secondo libro della collana dedicata a bambini e ragazzi
 di Pietro Formentini
 con le illustrazioni di Antonio Boffa
 Una bici spaziale per capire i confini della nostra Terra
e le meraviglie che abbiamo.

Là nell’Extraspazio, nel lontano Pianeta Null, c’è chi osserva, scruta, spia cosa succede sulla Terra. Un bambino, il suo nome è Pix, è tutto intento a seguire sullo schermo di un galattico computer cosa avviene là sotto, a miliardi e miliardi di infinite miglia, là dove gli umani passano i loro giorni.
Che strane, matte, imprevedibili persone abitano laggiù! Non stanno ferme un secondo, sono sempre in movimento, più rapide e saettanti di una stella cometa. Oggi, poi... oggi cavalcano delle simpatiche, stupefacenti, straordinarie Macchine-Animali che al posto delle zampe hanno... due ruote. E in groppa a quelle si muovono, si muovono, si muovono. Avanti, indietro, in tondo.

“Papà, voglio anch’io una di quelle robe là, quelle meraviglie che gli umani chiamano biciclette. Deve essere super divertente viaggiare su quei giocattoli!”. Il Papà-Babb spiega al figlio, con paterna calma e “umana” pazienza, che a Null quelle simpatiche macchine a pedali non possono vivere, lassù mancano le stradine di campagna dove farle galoppare, mancano le piste ciclabili dove farle caracollare, mancano, perfino, viottoli solitari e ombrosi dove far loro tirare il fiato. E, soprattutto, manca l’Aria, quella meravigliosa, benefica, salutare sostanza che sulla Terra accompagna chi desidera volare, andare, avanzare, veloce veloce o piano piano, sul magico marchingegno.

Pix, che assomiglia a tutti i bambini del vasto mondo, non demorde. Rimugina e rimugina, pensa e ripensa, si gratta e si gratta la testa e - avevate qualche dubbio? - ha un’altra, fantasmagorica, stellare idea. Quale? Farsi accompagnare da Papà-Babb sul lontano, misterioso, attraente pianeta Terra...

Pietro Formentini vive a Reggio Emilia. È poeta, scrittore e regista di teatro e televisione. La sua attività di autore e regista radiofonico è intensa: con le sue commedie e regie ha vinto due Premi Italia, due Prix Monaco, un Premio UER, e il Radiomeeting Westdeutschen RundfunkKoln. È direttore artistico del Teatro delle Pagine. Ha pubblicato una quindicina di libri per bambini e ragazzi con diverse case editrici (tra le altre Salani, Franco Panini, EMI, Fatatrac).

Antonio Boffa è illustratore per l’editoria dell’infanzia, pittore, incisore, ceramista e grafico. Il mondo magico e fatato dell’illustrazione lo ha coinvolto con grande passione. Narra attraverso cromie e segni, creando suggestive atmosfere oniriche che rimandano a un mondo fatto di sentimenti e sogni, di luci e ombre. Ha ricevuto riconoscimenti e premi in Italia e all’estero, tra cui segnaliamo il primo posto alle edizioni 2011 e 2012 del Premio Internazionale per Illustratori “Lucca Comics Junior”. Realizza laboratori grafici-creativi in librerie e scuole italiane di ogni ordine e grado.

Driiin! è la nuova collana Ediciclo che declina i valori della casa editrice attraverso storie avvincenti e splendidamente illustrate: l'amore per la bicicletta, per l’ecologia, 
per "l’andare piano" e il vivere all'aria aperta.

L’Aida di Verdi, dalla Scala al cinema

Distribuito da Rising Alternative 
A novembre, al cinema un evento in abito da sera:
l’Aida di Verdi arriva in tour nelle sale cinematografiche italiane 
dal Teatro alla Scala di Milano con la direzione di Zubin Mehta e la regia di Peter Stein
Inizia il 23 e il 24 novembre 2015 il tour dell'Aida nei cinema e prosegue il 30 novembre, toccando più di 60 sale sia indipendenti sia dei circuiti The Space e UCI Cinemas in tutta Italia (vedi la lista dei cinema in fondo al messaggio). Il tour continuerà quindi nei mesi successivi.
Aida è distribuito al cinema da Rising Alternative a livello internazionale, dagli Stati Uniti alla Germania, dal Regno Unito alla Spagna, dove ha già riscosso un grande successo di pubblico, e ora in Italia.
Dopo le due produzioni tradizionali dell’Aida firmate da Franco Zeffirelli nell’ultimo decennio, questo nuovo allestimento del capolavoro di Verdi è presentato da due protagonisti assoluti della musica e del teatro del nostro tempo: il direttore Zubin Mehta e il regista Peter Stein. Il celebre regista tedesco, ormai di casa in Italia, ha portato in scena “eine ganz intime Aida” (un’Aida total¬mente intima). La lettura musicale è del Maestro Zubin Metha che ritorna sul podio del Teatro alla Scala per dirigere il dramma verdiano che contrappone amore, potere e gelosia.
Nel ruolo di Aida, il soprano statunitense Kristin Lewis, più volte applaudita come interprete di eroine verdiane, affiancata da Anita Rachvelishvili, che entusiasma il pubblico nei panni di Amneris. Fabio Sartori è Radamès e Carlo Colombara il Re. Completano il cast George Gagnidze (Amonasro), Matti Salminen (Ramfis), Azer Rza-Zada (un messaggero), Chiara Isotton (sacerdotessa). Le scene sono di Ferdinand Woegerbauer, i costumi di Nanà Cecchi, le luci di Joachim Barth, mentre Massimiliano Volpini firma la coreografia. Orchestra e Coro del Teatro alla Scala.

Rising Alternative, che si distingue a livello internazionale nella distribuzione cinematografica di opera, balletto e concerti, entra nel mercato italiano. Porta sul grande schermo in diretta e in differita le produzioni delle istituzioni più prestigiose dell’opera lirica, dal Teatro alla Scala di Milano all’Opéra di Parigi, dal Gran Teatre del Liceu di Barcellona all’Opera di San Francisco, solo per citarne alcune. Negli ultimi 11 anni Rising Alternative ha sviluppato una rete di sale a livello mondiale di oltre 2.800 cinema, dagli Stati Uniti all’Europa, dall’America Latina all’Australia. Oltre 200 titoli sono stati visti da più di 2 milioni di spettatori in 44 paesi.
Prossimi titoli in diretta satellitare nei cinema in Italia
La Damnation de Faust, dall’Opéra di Parigi, 17 dicembre 2015
Lucia di Lammermoor dal Gran Teatre del Liceu di Barcellona, 23 dicembre 2015
Il Trovatore, dall’Opéra di Parigi, 11 febbraio 2016

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